J.R. WARD.
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UN AMORE IMPOSSIBILE.
Ciclo: La confraternita del pugnale nero. 3.
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Parte 1.
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Titolo originale: Lover Awakened. 2006.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale curata da: Amedeo Marchini.
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Presentazione.
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"Zsadist si inginocchi sopra uno dei lesser, il volto sfregiato contorto dall'odio, il labbro
deforme sollevato in un ringhio, le zanne lunghe come quelle di una tigre. Con la testa rasata a zero e le guance incavate sotto gli zigomi sporgenti, sembrava la Vecchia Signora con la falce in mano e, proprio come la morte, era perfettamente a suo agio al freddo. Con addosso solo un dolcevita nero e un paio di comodi pantaloni neri, era pi armato che vestito: nel fodero sul petto teneva i pugnali, che erano la firma della Confraternita del Pugnale Nero, altri due coltelli erano infilati nei foderi legati alle cosce e aveva anche un cinturone con due SIG Sautet."
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BELLA E ZSADIST: LE CICATRICI DEL CORPO NON SONO NULLA IN CONFRONTO A QUELLE DELLANIMA.
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Bella appartiene alla glymera, l'aristocrazia dei vampiri. E stata catturata dai nemici mortali
della sua razza, i lesser, rinchiusa in un centro di tortura, rischia di impazzire e di morire, ma la Confraternita del Pugnale Nero riesce a liberarla appena in tempo. A guidare la spedizione dei vampiri guerrieri  Zsadist, che ha il volto e il cuore segnato da spaventose cicatrici, e crede di non avere posto per i sentimenti. Invece, davanti alla sofferenza e all'inspiegabile amore di Bella, Zsadist scopre una tenerezza che non sapeva di poter provare. Ma sar Bella a capire che, per squarciare la corazza che avvolge il cuore del feroce guerriero,  necessario portare alla luce il terribile passato che l'ha segnato per sempre, ed esorcizzarlo. Per affrontare, uniti, i pericoli che li minacciano. Questo  il terzo romanzo della serie la Confraternita del Pugnale Nero.
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L'AUTRICE.
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J.R. Ward  lo pseudonimo di Jessica Rowley Pell Bird, scrittrice statunitense. Si  laureata in Storia dellArte Medievale e in Giurisprudenza, dopo aver lavorato per anni in una delle pi prestigiose istituzioni medico-universitarie di Boston.
Con il nome Jessica Bird e con lo pseudonimo J. R. Ward ha scritto vari libri e romanzi, tra cui libri d'amore e la serie della Confraternita del pugnale nero, serie che le ha fatto vincere un RITA Award per il miglior paranormal romance. Inoltre, la serie,  stata al primo posto della lista dei best seller di riviste come il New York Times e il USA Today. La serie della Confraternita del pugnale nero  iniziata nel 2005 e conta al 2019 ben 17 libri.
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Dedicato a: Te.
Non ci sar mai nessun altro come te.
Per me... tu sei l'unico.
S, mi mancano le parole per esprimere ci che sento.
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Ringraziamenti.
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Con immensa gratitudine ai lettori della Confraternita del Pugnale Nero e in particolare alle
ragazze.
Grazie infinite a: Karen Solem, Kara Cesare, Claire Zion, Kara Welsh, Rose Hilliard.
Grazie alle migliori quipe odontoiatriche del mondo: dottor Robert N. Mann e dottoressa Ann
Blair, dottor Scott A. Norton e dottoressa Kelly Eichler e i loro impareggiabili assistenti.
Come sempre un grazie al mio comitato esecutivo: Sue Grafton, dottoressa Jessica Andersen,
Betsey Vaughan.
Alla mia famiglia con affetto.
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Glossario dei nomi comuni e dei nomi propri.
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Ahvenge. Vendicare con esito letale. In genere  il vampiro maschio a cercare vendetta per
l'amata o comunque per una persona cara.
Cohntehst. Conflitto tra due vampiri in competizione per aggiudicarsi il diritto di diventare il
compagno di una femmina.
Confraternita del Pugnale Nero. Vampiri guerrieri altamente qualificati incaricati di proteggere
la loro specie dagli attacchi della Lessening Society. In seguito a una riproduzione selettiva all'interno
della razza, i membri della confraternita sono dotati di una forza fisica e mentale eccezionale e della
capacit di guarire rapidamente. In genere non sono imparentati fra loro e vengono arruolati nella
confraternita tramite nomina da parte degli altri fratelli. Aggressivi, orgogliosi, indipendenti e riservati
per natura, conducono esistenze separate dai vampiri civili e hanno pochissimi contatti con i membri
delle altre classi, eccetto quando devono nutrirsi del loro sangue. Sono protagonisti di leggende e
oggetto di venerazione all'interno del mondo dei vampiri. Possono morire solo in seguito alle ferite pi
gravi, per esempio una pugnalata o un colpo di arma da fuoco al cuore.
A parte Darius, i nomi dei vampiri membri della Confraternita del Pugnale Nero richiamano la
caratteristica peculiare della loro natura: Wrath, ira, in inglese; Tohrment, che rimanda
all'inglesetormenta tormento; Vishous, variante di vicious, ovvero vizioso; Rhage, variante
dell'inglese rage, rabbia; Phury, che rimanda a un'idea di purezza, e infine Zsadist, ispirato
all'inglese sadistic, sadico (N.d.T.).
Doggen. Nel mondo dei vampiri questo termine designa un membro della classe dei servitori.
Nel servire i loro padroni, i doggen sono fedeli ad antiche tradizioni conservatrici, osservano un rigido
codice di comportamento e regole molto formali in fatto di vestiario. Possono uscire durante il giorno,
ma invecchiano relativamente in fretta. La loro aspettativa di vita si aggira intorno ai cinquecento anni.
Elette. Vampire femmine allevate allo scopo di servire la Vergine Scriba. Sono considerate
membri dell'aristocrazia, anche se la loro esistenza  focalizzata pi su questioni spirituali che
mondane. Hanno pochissimi o nessun contatto con i maschi, ma per volere della Vergine Scriba
possono accoppiarsi con i guerrieri per propagare la loro classe. Sono dotate della capacit di predire il
futuro. In passato i membri della confraternita privi di una compagna potevano servirsi di loro per
soddisfare il periodico bisogno di bere sangue; ma in seguito questa pratica  stata abbandonata.
Fado. Regno atemporale dove i defunti si riuniscono per l'eternit con i loro cari.
Ghardian. Custode, tutore. Esistono svariati tipi di ghardian, il pi importante dei quali  quello
che si occupa di una femmina sottoposta a sehclusion.
Glymera. lite aristocratica equivalente all'alta societ inglese del periodo della Reggenza
(1811-1820).
Hellren. Vampiro maschio sposato con una femmina. I maschi possono avere pi di una
compagna.
Leelan. Termine affettuoso liberamente traducibile con mia diletta, mia adorata.
Lessening Society. Societ dei minori. Ordine di assassini fondato dall'Omega allo scopo di
annientare la specie dei vampiri.
Lesser. Essere umano privato dell'anima che, in quanto membro della Lessening Society, ha
come obiettivo lo sterminio dei vampiri. Per uccidere un lesser, o minore, bisogna pugnalarlo al
petto, altrimenti non invecchia e vive in eterno. I lesser non mangiano, non bevono e sono
sessualmente impotenti. Con il tempo perdono la pigmentazione originaria di capelli, pelle e iridi fino a
diventare di un biondo slavato, molto pallidi e con gli occhi chiarissimi. Profumano di talco per
neonati. Una volta ammessi all'interno della Lessening Society da parte dell'Omega, essi conservano un
vaso di ceramica in cui viene custodito il loro cuore, dopo che  stato rimosso.
Mahmen. Madre, mamma. Usato sia come nome comune sia come appellativo affettuoso.
Nalla. Appellativo affettuoso traducibile con mia diletta, cara, amore.
Omega. Figura mistica e malvagia che ha come obiettivo l'estinzione dei vampiri a causa del
risentimento che cova nei confronti della Vergine Scriba. Esiste in una dimensione atemporale ed 
dotato di ampi poteri, ma non della facolt di procreare.
Periodo del bisogno. Periodo di fertilit di un vampiro femmina. In genere dura due giorni ed 
accompagnato da un forte desiderio sessuale. Si verifica grosso modo cinque anni dopo la transizione e,
in seguito, si ripresenta una volta ogni dieci anni. Tutti i vampiri maschi reagiscono in qualche misura
quando si trovano nelle vicinanze di una femmina che attraversa questa fase. Si tratta di un periodo
potenzialmente pericoloso, caratterizzato da lotte e conflitti tra maschi in competizione, in particolare
se la femmina non ha un compagno.
Prima Famiglia. Il re e la regina dei vampiri e tutti i figli da essi generati.
Princeps. Supremo rango dell'aristocrazia dei vampiri, secondo soltanto ai membri della Prima
Famiglia e alle Elette della Vergine Scriba.  un titolo nobiliare che si eredita alla nascita e che non
pu essere conferito in seguito.
Pyrocant. Termine che si riferisce a una debolezza cruciale di un individuo. Si pu trattare di
una debolezza interna, per esempio una dipendenza, oppure esterna, per esempio un amante.
Rytho. Maniera rituale di fare ammenda. Viene offerto da chi ha ferito nell'onore un altro
vampiro. Se lo accetta, la vittima ha il diritto di colpire con un'arma a sua scelta il responsabile
dell'offesa, il quale deve presentarsi privo di difese.
Schiavo di sangue. Vampiro, maschio o femmina, soggiogato da un altro vampiro allo scopo di
soddisfare il suo bisogno di bere sangue. La pratica di tenere degli schiavi di sangue  largamente in
disuso, pur non essendo stata dichiarata illegale.
Sehclusion. Condizione imposta dal re a una femmina dell'aristocrazia in seguito a una richiesta
presentata dai famigliari della femmina stessa. La pone sotto la custodia esclusiva di un ghardian, in
genere il maschio pi anziano della famiglia. Il ghardian acquisisce di conseguenza il diritto legale di
controllare sotto ogni aspetto la vita della femmina, limitandone a suo piacimento i contatti con il
mondo esterno.
Shellan. Vampira sposata. Le shellan, in genere, hanno un solo compagno a causa della natura
spiccatamente territoriale dei vampiri maschi sentimentalmente legati.
Symphath. All'interno della razza dei vampiri, questa  una specie caratterizzata, tra le altre
cose, dalla capacit e dal desiderio di manipolare le emozioni altrui allo scopo di realizzare uno
scambio di energia. Storicamente i symphath sono stati oggetto di discriminazione e in determinate
epoche sono stati perseguitati e cacciati dai vampiri. Attualmente sono in via di estinzione.
Tahlly. Appellativo affettuoso liberamente traducibile con caro, tesoro.
Tomba. Cripta sacra della Confraternita del Pugnale Nero, utilizzata come luogo cerimoniale
nonch come magazzino dove vengono custoditi i vasi contenenti i cuori dei lesser. Tra le cerimonie
ivi celebrate figurano affiliazioni alla confraternita, funerali e azioni disciplinari nei confronti dei
fratelli. Nessuno vi  ammesso eccetto i membri della confraternita, la Vergine Scriba o i candidati
all'affiliazione.
Transizione. Momento critico nella vita di un vampiro, maschio o femmina, che segna il suo
passaggio all'et adulta. In genere si verifica intorno ai venticinque anni di et. Dopo la transizione i
vampiri sono costretti, per sopravvivere, a bere il sangue di un vampiro dell'altro sesso e non
sopportano pi la luce del sole. Alcuni vampiri, in particolare i maschi, non sopravvivono al
cambiamento. Prima della transizione i vampiri sono fisicamente deboli, non attivi sessualmente o
comunque indifferenti e incapaci di smaterializzarsi.
Vampiro. Membro di una specie distinta da quella dell'Homo sapiens. Per sopravvivere i
vampiri devono bere il sangue di un vampiro del sesso opposto. Il sangue umano li mantiene in vita,
anche se la forza fisica che ne ricavano non dura a lungo. Dopo la transizione, che in genere si verifica
intorno ai venticinque anni, i vampiri non possono pi uscire alla luce del sole e sono costretti a bere
con regolarit sangue fresco. I vampiri non sono in grado di convertire gli umani, trasformandoli a
loro volta in vampiri tramite un morso o una trasfusione di sangue, anche se in rari casi possono
riprodursi accoppiandosi con la specie umana. I vampiri riescono a smaterializzarsi a piacimento; per
farlo per devono essere calmi e concentrati e non possono portare con s nulla di pesante. Sono anche
in grado di cancellare i ricordi degli umani, a patto che si tratti di ricordi a breve termine. Alcuni
vampiri sono inoltre dotati della facolt di leggere nel pensiero. La loro aspettativa di vita  pari, e in
alcuni casi superiore, al migliaio di anni.
Vergine Scriba. Forza mistica consigliera del re nonch custode degli archivi dei vampiri e
dispensatrice di privilegi. Esiste in una dimensione atemporale ed  dotata di ampi poteri. Capace di un
unico atto creativo, che ha utilizzato per dare vita ai vampiri.
Wahlker. Individuo che, dopo la morte e l'ingresso nel Fado, torna in vita. I wahlker sono molto
rispettati e riveriti per il loro travaglio.
Whard. Equivalente di padrino o madrina.
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Capitolo 1.
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Dannazione, Zsadist! Non saltare...
La voce di Phury riusc a malapena a sovrastare il frastuono dello schianto davanti a loro. E non
imped al suo gemello di balzare gi dalla Escalade in corsa.
V,  saltato gi! Torna indietro!
Phury and a sbattere con la spalla contro il finestrino mentre Vishous faceva inversione con il
SUV. I fari spazzarono le tenebre, illuminando Zsadist che rotolava raggomitolato su se stesso
sull'asfalto coperto di neve. Dopo una frazione di secondo il vampiro balz in piedi e si mise a correre
verso la berlina fumante e accartocciata, che adesso sul cofano aveva un pino ornamentale.
Senza perdere di vista il suo gemello, Phury si slacci la cintura di sicurezza. I 1esser che
avevano inseguito fino ai sobborghi rurali di Caldwell si erano appena visti rovinare la fuga dalle leggi
della fisica, ma ci non significava che fossero fuori combattimento. Quei bastardi di non morti erano
indistruttibili. Mentre la Escalade inchiodava, Phury spalanc la portiera impugnando la Beretta.
Impossibile dire quanti passeggeri ci fossero a bordo dell'altra vettura o che tipo di armi avessero. I
nemici dei vampiri giravano in gruppo ed erano sempre armati... Porca puttana! Dalla macchina
scesero tre assassini dalla chioma sbiadita; solo il guidatore sembrava malconcio.
Il rischio di soccombere non bast a scoraggiare Zsadist; da quel maniaco suicida che era, punt
dritto verso il terzetto di non morti stringendo in mano un pugnale nero.
Phury attravers la strada di corsa, seguito a ruota da Vishous. Ma la loro presenza era
superflua.
Mentre i fiocchi di neve turbinavano silenziosi nell'aria e il dolciastro odore di pino si
mescolava a quello della benzina che fuoriusciva dall'automobile fracassata, Zsadist neutralizz tutti e
tre i lesser con il solo aiuto del coltello. Recise loro i tendini dietro il ginocchio per scongiurare ogni
tentativo di fuga, spezz loro le braccia per impedire eventuali reazioni e li trascin dentro il campo,
allineandoli come tanti macabri bambolotti.
Tutto questo in meno di cinque minuti, compreso il tempo necessario a perquisirli per
recuperare i documenti d'identit. Poi si ferm per riprendere fiato. Quando abbass lo sguardo sul
sangue nero che imbrattava la neve candida, dalle sue spalle si lev un velo di vapore, una sottile
foschia subito dissipata dal vento gelido.
Phury rinfoder la Beretta con un senso di nausea, neanche si fosse scolato sei lattine di olio per
frittura. Massaggiandosi lo sterno, guard prima a destra poi a sinistra. A quell'ora di notte, e cos fuori
citt, la Route 22 era silenziosa e deserta. Era improbabile che ci fossero dei testimoni. I cervi non
contavano.
Sapeva quello che stava per succedere. E sapeva anche che era meglio non tentare di impedirlo.
Zsadist si inginocchi sopra uno dei lesser, il volto sfregiato contorto dall'odio, il labbro
deforme sollevato in un ringhio, le zanne lunghe come quelle di una tigre. Con la testa rapata a zero e le
guance incavate sotto gli zigomi sporgenti sembrava la vecchia signora con la falce in mano e, proprio
come la morte, era perfettamente a suo agio al freddo. Con addosso solo un dolcevita e un paio di
comodi pantaloni neri, era pi armato che vestito: nel fodero sul petto teneva i pugnali, che erano la
firma della Confraternita del Pugnale Nero, altri due coltelli erano infilati nei foderi legati alle cosce e
aveva anche un cinturone con due SIG Sauer.
Non che usasse mai le nove millimetri, peraltro. Gli piaceva il contatto diretto, quando
uccideva. In effetti, era l'unico momento in cui si avvicinava a qualcuno.
Afferr il lesser per il bavero del giaccone di pelle, sollevandolo per met da terra e
avvicinando il viso al suo.
Dov' la femmina? L'altro rispose con una risata diabolica; Zsadist gli sferr un pugno
micidiale. Il rumore riecheggi tra gli alberi, il rumore secco di un ramo che si spezza a met. Dov' la
femmina?
Il ghigno beffardo del lesser fece montare su tutte le furie il vampiro. L'aria si caric di una
forza magnetica e divent pi gelida della notte; i fiocchi di neve smisero di cadere nelle vicinanze,
come disintegrati dalla sua rabbia.
Phury ud un raschio soffocato e si volt a guardare da sopra la spalla. Vishous si stava
accendendo una delle sue sigarette rollate a mano; il chiarore rossastro del fiammifero illumin i
tatuaggi sulla tempia sinistra e il pizzetto del vampiro.
Nel sentire lo schiocco ovattato di un altro pugno, V aspir a fondo il fumo ruotando intorno gli
occhi di diamante. Stai bene, Phury?
No, non stava bene per niente. La natura brutale di Z era sempre stata degna di una tragedia
greca, ma ultimamente la sua violenza incontrollata rendeva difficile guardarlo mentre era in azione. Il
pozzo senza fondo e senz'anima del suo essere era esploso da quando Bella era stata catturata dai
lesser.
Non erano ancora riusciti a trovarla. I fratelli non avevano piste da seguire, nessun indizio,
niente di niente. Malgrado la ferocia degli interrogatori di Zsadist.
Phury era rimasto sconvolto dal rapimento di Bella. Non era molto che la conosceva, ma lei era
stata cos gentile, una femmina di grande valore appartenente al pi alto rango dell'aristocrazia, di
lignaggio molto superiore al suo. Molto superiore. Era riuscita a intaccare il suo voto di castit,
risvegliando il maschio vincolato dalla pi rigida disciplina e smuovendogli dentro qualcosa di
profondo. Al pari di Zsadist, anche lui sperava fortemente di rintracciarla, per ormai, a sei settimane
dalla sua scomparsa, non credeva di trovarla viva. I lesser torturavano i vampiri in cerca di
informazioni sulla confraternita, e come tutti i civili Bella ne sapeva pochissimo. A quest'ora l'avevano
sicuramente uccisa.
Si augurava solo che non avesse dovuto sopportare giorni d'inferno prima di approdare al Fado.
Che cosa le avete fatto? ringhi Zsadist al secondo assassino. Quando per tutta risposta
ricevette un Fottiti, colp quella carogna con un pugno degno di Mike Tyson.
Perch Zsadist si preoccupasse cos per una civile scomparsa, nessuno nella confraternita
riusciva a spiegarselo. Il guerriero era noto per la sua misoginia... che diamine, era addirittura temuto
per questo! Perch Bella contasse tanto per lui era un mistero. Ma d'altro canto nessuno, nemmeno il
gemello, era in grado di prevedere le sue reazioni.
Mentre gli echi della brutalit di Z laceravano il silenzio dei boschi, Phury si sent crollare sotto
il peso di quel terzo grado; al contrario dei lesser, che tenevano duro. Erano maledettamente ostinati,
quei bastardi.
Non so quanto ancora potr reggere disse con un filo di voce.
Zsadist era l'unica cosa che aveva al mondo, a parte la missione della confraternita di
proteggere la razza dai non morti. Tutti i giorni Phury dormiva da solo, se mai dormiva, il cibo gli
procurava ben poco piacere e le femmine erano off limits per via del suo voto di castit. Non faceva
che preoccuparsi di ci che il suo gemello poteva combinare. Gli sembrava di morire a poco a poco,
dissanguato lentamente da un migliaio di coltellate. Una sorta di bersaglio per procura della furia
assassina di Z.
Vishous allung la mano guantata afferrandolo per la gola. Guardami, amico.
Phury lo guard e rabbrivid. L'occhio sinistro del fratello, quello circondato dai tatuaggi, si
dilat fino a tramutarsi in una voragine nera.
V, no... Non voglio... Merda. In quel momento non aveva nessuna voglia di farsi predire il
futuro. Non sapeva come avrebbe reagito alla notizia che le cose potevano solo peggiorare.
La neve cade lenta, stanotte disse Vishous, sfregando il pollice avanti e indietro sulla turgida
giugulare del compagno.
Phury batt le palpebre, pervaso da uno strano senso di calma, il cuore che rallentava al ritmo
della carezza di V. Come?
La neve... cade cos lenta.
S... s,  vero.
E quest'anno ne  caduta parecchia, eh?
Uh... s.
Gi, tanta neve, e ne cadr ancora. Stanotte. Domani. Il mese, l'anno prossimo. Viene quando
le pare e cade dove vuole.
Giusto disse piano Phury. Non c' modo di fermarla.
No, a meno che tu non sia il suolo. Il pollice si blocc. E tu non mi sembri proprio la terra,
fratello. Non riuscirai a fermarlo. Mai.
Ci fu una serie di schiocchi e lampi quando Z pugnal i lesser al petto e i loro corpi si
disintegrarono. Poi si ud solo il sibilo del radiatore sfasciato e il pesante respiro di Zsadist.
Come un'apparizione spettrale, il vampiro si alz dal terreno annerito con la faccia e gli
avambracci lordi del sangue dei lesser. Sembrava avvolto da una scintillante aura di violenza che
deformava il paesaggio alle sue spalle, rendendo i boschi sullo sfondo sfocati e tremolanti.
Vado in citt annunci pulendosi il pugnale sulla coscia a cercarne altri.
Prima di uscire di nuovo a caccia di vampiri, Mr O tolse il caricatore della Smith & Wesson
nove millimetri e diede un'occhiata all'interno della canna. La pistola aveva urgente bisogno di una
bella pulita, come la Glock. Aveva molte altre cose da fare, ma solo un idiota trascurava i ferri del
mestiere. I lesser dovevano stare attentissimi alle loro armi, che diamine. La Confraternita del Pugnale
Nero non era il genere di nemico da prendere sottogamba.
Attravers il centro di persuasione girando intorno al tavolo per le autopsie che utilizzavano per
il loro lavoro. La struttura, composta da una sola stanza, non era isolata termicamente e aveva il
pavimento in terra battuta, ma essendo priva di finestre era comunque riparata dal vento. C'era una
branda su cui lui dormiva. Una doccia. Niente gabinetto o cucina perch i lesser non mangiavano. C'era
ancora odore di legno tagliato di fresco perch la costruzione risaliva ad appena un mese e mezzo
prima. E puzza di cherosene per via della stufa che usavano per riscaldare l'ambiente.
L'unico mobile era la scaffalatura a parete lunga pi di dodici metri che correva dal pavimento
al soffitto. Sulle mensole erano allineati in perfetto ordine gli attrezzi: coltelli, morse, pinze, martelli,
seghe elettriche. Tutto ci che era in grado di strappare un grido a un vampiro, loro l'avevano.
Ma il posto non era adibito solo alle torture, serviva anche allo stoccaggio. Tenere prigioniero
un vampiro per parecchi giorni era una sfida, perch quei bastardi erano capaci di smaterializzarsi sotto
il tuo naso se solo riuscivano a calmarsi e a concentrarsi. L'acciaio impediva loro di svanire nel nulla,
ma una cella con tanto di sbarre non li avrebbe protetti dalla luce del sole, e costruire un'intera stanza in
acciaio era impossibile. Quello che funzionava ottimamente, invece, era un condotto fognario in
metallo ondulato calato nel terreno in senso verticale. O meglio ancora tre, come in quel caso specifico.
O era molto tentato di avvicinarsi alle unit di stoccaggio, solo che cos gli sarebbe passata la
voglia di tornare sul campo, e aveva delle quote da rispettare. Il ruolo di vicecomandante del
Fore-lesser, il capo dei lesser, aveva i suoi vantaggi, per esempio era lui il responsabile di quel posto.
Ma se voleva tutelare la propria privacy doveva comportarsi in modo adeguato alla posizione che
ricopriva.
Il che significava prendersi cura delle sue armi, anche quando avrebbe preferito fare tutt'altro.
Scalci via una cassetta per il pronto soccorso, prese la scatola con l'occorrente per pulire le pistole e
avvicin uno sgabello al tavolo per le autopsie.
L'unica porta del centro di persuasione si spalanc senza preavviso. O si volt truce, ma dovette
cancellare a forza dalla faccia l'espressione imbestialita. Mr X non era il benvenuto, ma non si poteva
certo cacciare via quella carogna del responsabile della Lessening Society. Non fosse altro che per
istinto di sopravvivenza.
In piedi sotto la lampadina nuda, il Fore-lesser non era un avversario consigliabile, se ci tenevi
a restare intero. Alto pi di un metro e novanta, era costruito come un'automobile: solido e squadrato.
E, come tutti i membri della Societ che si erano lasciati alle spalle da tempo immemore il momento
dell'iniziazione, era sbiadito. La carnagione pallida non si arrossava mai, nemmeno quando soffiava il
vento, i capelli avevano il colore di una ragnatela, gli occhi erano grigio chiaro, come un cielo coperto,
e altrettanto piatti, vuoti.
Camminando senza fretta, Mr X cominci a guardarsi intorno. Ho saputo che ne ha appena
preso un altro.
O mise gi lo scovolo e pass mentalmente in rassegna le armi che aveva addosso. Un coltello
da lancio nel fodero legato alla coscia destra. La Glock nella cinta dei pantaloni, premuta contro le reni.
Avrebbe tanto voluto averne qualcuna in pi. L'ho catturato gi in centro, fuori dallo ZeroSum, tre
quarti d'ora fa, pi o meno.  in una delle buche, sta riprendendo i sensi.
Ottimo lavoro.
Stavo per uscire di nuovo. Proprio adesso.
Davvero? Mr X si ferm davanti alla scaffalatura e afferr un coltello da caccia con la lama
seghettata. Ho sentito una cosa alquanto allarmante.
O non apr bocca e fece scivolare la mano sulla coscia, vicino all'impugnatura del coltello.
Non vuole sapere di cosa si tratta? chiese il Fore-lesser avvicinandosi alle tre unit di
stoccaggio interrate. Forse perch per lei non  un segreto.
O impugn il coltello mentre Mr X indugiava accanto alle grate metalliche che coprivano i
condotti fognari. Non gliene fregava un accidente dei primi due prigionieri, ma il terzo era soltanto suo
e nessun altro doveva impicciarsene.
Siamo al completo, Mr O? disse Mr X, e con la punta dell'anfibio diede un colpetto alle corde
che sparivano all'interno delle buche. Credevo ne avesse fatti fuori due, visto che non avevano niente
di interessante da dire.
 cos, infatti.
Quindi, con il civile che ha catturato stanotte, dovrebbe esserci un tubo vuoto. Invece vedo che
sono tutti pieni.
Ne ho preso un altro.
Quando?
Ieri notte.
Sta mentendo. Con un calcio, Mr X scoperchi la terza unit.
Il primo impulso di O fu di balzare in piedi e, in due falcate, conficcare il coltello nella gola di
Mr X. Ma non ce l'avrebbe mai fatta. Con un trucchetto geniale il Fore-lesser era in grado di
paralizzare i suoi sottoposti. Gli bastava guardarli.
Perci non si mosse, fremente per lo sforzo di tenere il culo sullo sgabello.
Mr X estrasse dalla tasca una torcia a stilo, l'accese e punt il raggio all'interno della buca.
Quando ne emerse un gridolino soffocato, sgran gli occhi. Cristo santo,  proprio una femmina!
Perch diamine non ne sono stato informato?
O si alz lentamente in piedi appoggiando il coltello contro la coscia, nascosto tra le pieghe dei
pantaloni in stile cargo. La presa sul manico era ferma, sicura.  una nuova disse.
Non  quello che mi  stato riferito.
Muovendosi in fretta, Mr X and in bagno e spalanc la tenda di plastica trasparente della
doccia. Con un'imprecazione scalci via le bottiglie di shampoo da donna e di olio per neonati allineate
in un angolo. Poi a passo di carica and all'armadio in cui custodivano armi e munizioni e tir fuori la
ghiacciaia. La rovesci. Cibo. Dato che i lesser non mangiavano, quella era la pi lampante delle
confessioni.
La faccia pallida di Mr X era furiosa. Si  tenuto un animaletto da compagnia, eh?
O valut le giustificazioni pi plausibili a sua disposizione, mentre calcolava la distanza che lo
separava dal suo capo.  preziosa. La uso nei miei interrogatori.
In che senso?
Ai maschi della specie non piace veder maltrattare una femmina.  un incentivo per farli
parlare.
Mr X socchiuse gli occhi. Perch non mi ha detto niente?
Questo  il mio centro.  stato lei ad affidarmelo perch lo gestisca come meglio credo. E
una volta trovato il bastardo figlio di puttana che aveva spifferato tutto, lo avrebbe spellato vivo. Io
qui lavoro sodo. I miei metodi non dovrebbero interessarla.
Avrebbe dovuto informarmi. Poi Mr X si blocc di colpo. Pensava di fare qualcosa con il
coltello che ha in mano, figliolo?
S, paparino, in effetti ci stavo proprio pensando. Sono o non sono il responsabile, qui
dentro?
Quando Mr X spost il peso sugli avampiedi, O si prepar allo scontro.
A quel punto il suo cellulare suon. Il primo squillo riecheggi stridulo nell'aria carica di
tensione, come un grido. Il secondo fu poco pi che una fastidiosa interruzione. Il terzo venne quasi
ignorato.
Il momento dello scontro frontale era rimandato, e tutt'a un tratto O si rese conto che doveva
essere impazzito. Lui era grande e grosso, certo, ed era un combattente eccezionale, ma non poteva
competere con i trucchetti di Mr X. Se rimaneva ferito o ucciso, chi si sarebbe preso cura di sua
moglie?
Risponda ordin Mr X. E inserisca il vivavoce.
Era un collega degli squadroni principali. Telefonava per informare che tre lesser erano stati
eliminati sul ciglio della strada, a un paio di chilometri di distanza. La loro auto si era sfasciata contro il
tronco di un albero e nei punti in cui si erano disintegrati la neve si era sciolta e c'erano tracce di
bruciature.
Vigli di puttana. La Confraternita del Pugnale Nero. Di nuovo.
Quando O chiuse la telefonata, Mr X disse: Senta, vuole fare a botte con me o preferisce
tornare al lavoro? Nel primo caso si far ammazzare di sicuro. Scelga lei.
Sono io il responsabile qui dentro? ripet O.
Finch mi procurer quello che mi serve.
Ho portato qui un mucchio di civili.
Per non mi pare stiano dicendo molto.
O and alla terza buca e fece scivolare di nuovo il coperchio al suo posto, senza mai perdere di
vista Mr X. Poi ci appoggi sopra l'anfibio e guard il Fore-lesser dritto negli occhi.
Non  colpa mia se i membri della confraternita mantengono il segreto anche con quelli della
loro razza.
Forse dovrebbe impegnarsi un po' di pi.
Non mandarlo a farsi fottere, pens O. Se tifai mettere sotto in questa prova di forza, la tua
femmina diventer cibo per cani.
Mr X sorrise. Il suo autocontrollo sarebbe pi ammirevole se non fosse l'unica reazione
appropriata. Ma torniamo a noi. I fratelli andranno a cercare i vasi degli assassini che hanno eliminato.
Vada subito a casa di Mr H a recuperare il suo. Mander qualcuno da A e andr io stesso da D.
Poi, fermandosi sulla soglia, aggiunse: Quanto a quella femmina, se la usa come strumento di
tortura va bene, ma se la sta tenendo per un qualunque altro motivo, allora abbiamo un problema. Se mi
accorgo che si sta rammollendo, la do in pasto all'Omega. Un pezzetto alla volta.
O non rabbrivid nemmeno. Gi una volta era sopravvissuto alle torture dell'Omega, quindi
poteva farcela di nuovo. Per la sua donna era pronto ad affrontare qualunque cosa.
Allora, cosa mi dice? lo incalz il Fore-lesser.
S, sensei.
Con il cuore che batteva all'impazzata, attese che l'auto di Mr X si allontanasse. Aveva voglia di
tirare fuori la sua donna per stringerla a s, ma poi cos non sarebbe pi uscito. Nel tentativo di
calmarsi, pul in fretta la Smith & Wesson e la caric. Non serv a molto, ma almeno le mani avevano
smesso di tremargli.
Prese le chiavi del camioncino e attiv il sensore di movimento sopra la terza buca. Quella
diavoleria tecnologica era una vera genialata. Se il laser a raggi infrarossi veniva interrotto, scattava un
sistema a triangolazione di pistole in grado di sforacchiare l'eventuale intruso.
Prima di andarsene esit. Dio, che voglia di abbracciare la sua donna. Il pensiero di perderla lo
faceva impazzire. Quella vampira... adesso era la sua ragione di vita. Non la Societ. Non la libert di
uccidere impunemente.
Esco, moglie, perci fai la brava. Attese. Torno presto, cos poi ci laviamo. Non ricevendo
risposta, chiam: Moglie?.
O deglut in maniera compulsiva. Continuava a ripetersi che doveva comportarsi da uomo, ma
adesso voleva sentire la voce di lei.
Non farmi uscire senza un saluto.
Silenzio.
Il dolore che gli si insinu nel cuore accrebbe ancora di pi l'amore che provava. Inspir a
fondo. Era convinto di avere conosciuto l'amore prima di diventare un lesser. Era convinto che
Jennifer, la donna che per anni si era scopato e aveva massacrato di botte, fosse speciale.
Che sciocco era stato, che ingenuo! Adesso sapeva cos'era la vera passione. La sua prigioniera
era il dolore bruciante che lo faceva sentire di nuovo uomo. Era l'anima che sostituiva quella ceduta
all'Omega. Viveva attraverso di lei, anche se era un non morto.
Torno appena posso, moglie.
Bella si accasci sul fondo della buca non appena ud chiudersi la porta. Godeva nel sapere che
il lesser era uscito tutto scombussolato perch lei non gli aveva risposto. Quindi ormai era
completamente impazzita, giusto?
Buffo che quella follia fosse la morte che l'attendeva. Da quando era rinvenuta dentro la
conduttura, parecchie settimane prima, aveva dato per scontata una fine convenzionale, che sarebbe
sopraggiunta dopo torture su torture. E invece no, la sua era la morte dell'io. Mentre il corpo si
manteneva in relativa buona salute, dentro si sentiva gi morta.
La psicosi ci aveva messo un po' prima di prendere il sopravvento, e come un malessere fisico
aveva attraversato diverse fasi. All'inizio era impietrita; riusciva a pensare solo alla tortura, a come
sarebbe stata. Ma i giorni passavano e non succedeva niente. Il lesser la picchiava, s, e sentire i suoi
occhi su di s era ripugnante, ma a lei non faceva quello che riservava agli altri prigionieri. E non la
violentava nemmeno.
Per reazione, a poco a poco, i suoi pensieri erano mutati, si era tirata su di morale e aveva
cominciato a nutrire la speranza di salvarsi. Questo periodo di apparente rinascita era durato pi a
lungo. Una settimana intera, forse, anche se era difficile misurare lo scorrere del tempo.
Poi per era cominciato il declino irreversibile, e a gettarla nella disperazione pi nera era stato
proprio il lesser. Aveva tardato un po' a rendersene conto, ma esercitava uno strano ascendente sul suo
aguzzino; cos dopo qualche tempo aveva cominciato a sfruttarlo. All'inizio lo aveva stuzzicato per
saggiare fin dove poteva arrivare, quindi lo aveva tormentato per il gusto di farlo soffrire. Perch lo
odiava.
Per qualche motivo, il lesser che l'aveva catturata... l'amava. Con tutto il cuore. A volte, quando
era di luna storta, inveiva contro di lei e la terrorizzava, ma pi Bella lo maltrattava pi lui la trattava
bene. Quando Bella si rifiutava di guardarlo, sprofondava in un baratro di angoscia; quando rifiutava i
suoi doni, si metteva a piangere. Con crescente fervore si preoccupava per lei, implorava la sua
attenzione, si raggomitolava contro di lei, e quando Bella lo tagliava fuori lui crollava, distrutto.
Tutto il suo odioso mondo consisteva nel giocare con le emozioni del lesser, e la crudelt che la
alimentava la stava uccidendo. Un tempo era stata un essere vivente, una figlia, una sorella...
qualcuno... Adesso si stava indurendo come cemento nel bel mezzo di quell'incubo. Era come
imbalsamata.
Beata Vergine del Fado, sapeva che il lesser non l'avrebbe mai lasciata andare. Le aveva rubato
il futuro, proprio come se l'avesse uccisa. Ora le restava soltanto questo presente spaventoso, infinito.
Insieme a lui.
Fu colta dal panico, un'emozione che non provava da tempo.
Desiderosa di sprofondare di nuovo nel torpore, si concentr sul freddo che faceva sottoterra. Il
lesser le permetteva di mettere i vestiti che aveva portato via dai cassetti e dall'armadio della sua
camera da letto e la proteggeva con mutandoni lunghi, felpe pesanti, calzettoni di lana e stivali.
Malgrado ci, un gelo implacabile si insinuava subdolo sotto gli strati di vestiario, penetrandole fin
dentro le ossa.
Ripens alla fattoria dove aveva vissuto per cos poco tempo. Ramment gli allegri fuochi che
aveva acceso nel caminetto del soggiorno e la felicit provata nello stare da sola... Quelle erano brutte
visioni, brutti ricordi. Le facevano tornare in mente la sua vecchia vita, sua madre... suo fratello.
Rehvenge. Dio, Rehv l'aveva fatta impazzire con i suoi modi dispotici, ma aveva ragione lui. Se
fosse rimasta in famiglia non avrebbe mai conosciuto Mary, l'umana che viveva nella casa accanto alla
sua. Non avrebbe mai attraversato quel campo, quella fatidica sera, per assicurarsi che andasse tutto
bene. Non sarebbe mai incappata nel lesser... e non avrebbe mai fatto quella fine da morta vivente.
Si chiese per quanto tempo suo fratello l'avesse cercata. Ormai aveva rinunciato? Probabilmente
s. Nemmeno Rehv poteva insistere tanto a lungo senza un barlume di speranza. Per certi versi era lieta
che non l'avesse trovata. Pur essendo molto aggressivo, era pur sempre un civile, quindi rischiava di
rimetterci le penne. I lesser erano forti, crudeli, spietati. No, per salvarla ci voleva qualcosa di
paragonabile al mostro che la teneva prigioniera.
Le balen nella mente un'immagine di Zsadist, nitida come una fotografia. Rivide i suoi
selvaggi occhi neri, la cicatrice che gli attraversava il viso deformandogli il labbro, le bande tatuate
intorno al collo e ai polsi, tipiche degli schiavi di sangue. I segni delle frustate sulla schiena, i piercing
ai capezzoli. E il suo corpo muscoloso, anche se magrissimo.
Pens alla sua determinazione feroce e intransigente, al suo odio implacabile. Era terrificante,
un orrore per la sua stessa specie. Irrimediabilmente distrutto, e non semplicemente rotto, secondo le
parole del suo gemello. Ma proprio per questo sarebbe stato il salvatore ideale. Soltanto lui poteva
misurarsi con il lesser aguzzino. La brutalit incarnata da Zsadist era forse l'unica cosa in grado di
tirarla fuori, anche se non si illudeva certo che lui si mettesse a cercarla. Lei era solo una civile
qualunque che aveva incontrato un paio di volte.
E la seconda volta le aveva fatto giurare di stargli alla larga.
Sempre pi spaventata, cerc di imbrigliare le proprie emozioni pensando a Rehvenge. Se
avesse trovato qualche indizio sul luogo in cui la tenevano prigioniera, si sarebbe rivolto alla
confraternita. E allora, forse, Zsadist si sarebbe messo sulle sue tracce perch gli avevano chiesto di
farlo, perch faceva parte del suo lavoro.
Ehi? C' qualcuno? La tremante voce maschile le giungeva soffocata, metallica.
Era il nuovo prigioniero, pens Bella. I nuovi all'inizio cercavano sempre di entrare in contatto
con qualcuno.
Si schiar la gola. Sono... qui.
Ci fu una pausa. Oh, mio Dio... Sei la femmina che hanno catturato? Sei... Bella?
Sentire il proprio nome fu uno shock. Diamine, il lesser la chiamava moglie da tanto di quel
tempo che quasi se l'era scordato. S... S, sono io.
Sei ancora viva.
Be', il suo cuore continuava a battere, se non altro. Ci conosciamo?
Io... ero al tuo funerale. Con i miei genitori, Ralstam e Jilling.
Bella cominci a tremare. Sua madre e suo fratello... l'avevano sepolta. D'altronde era pi che
logico. Sua madre era profondamente religiosa, devotissima alle Antiche Tradizioni. Doveva avere
insistito per organizzare una cerimonia adeguata al suo ingresso nel Fado.
Oh... Dio. Temere che avessero rinunciato a cercarla e saperlo per certo erano due cose ben
diverse. Nessuno sarebbe giunto in suo soccorso. Mai.
Ud uno strano rumore. E si rese conto che stava singhiozzando.
Io riuscir a scappare disse il vampiro con forza. E ti porter via con me.
Bella pieg le ginocchia lasciandosi scivolare gi lungo la parete ondulata del tubo. Adesso era
proprio morta, no? Morta e sepolta.
Non era spaventosamente appropriato che fosse l, bloccata, sottoterra?
Capitolo 2
Gli stivali portarono Zsadist in un vicolo dietro Trade Street, le suole calpestavano
pesantemente le pozzanghere di fanghiglia ghiacciata e le tracce lasciate nella neve dagli pneumatici.
Era buio pesto perch non c'erano finestre sugli edifici in mattoni ai due lati della via e le nuvole
avevano coperto la luna. Eppure, mentre camminava solitario, la sua visione notturna era perfetta,
penetrava ogni cosa. Proprio come la sua rabbia.
Sangue nero. Quello che gli serviva era ancora un po' di sangue nero. Lo voleva sulle mani,
sulla faccia, sui vestiti. Voleva vedere oceani di sangue nero sommergere la terra, impregnarla. In
onore di Bella avrebbe pestato a sangue tutti i lesser che avesse incontrato sulla propria strada, ogni
morte un'offerta alla sua memoria.
Era certo che non ci fosse pi niente da fare, dentro il cuore sentiva che dovevano averla
ammazzata, quindi perch si ostinava a chiedere a quei bastardi dove la tenevano prigioniera? Non lo
sapeva, maledizione. Era solo la prima cosa che gli usciva di bocca, anche se si era ripetuto infinite
volte che lei era morta.
E avrebbe continuato a fare quelle fottutissime domande. Dove e come e con che cosa l'avevano
presa. Tutte informazioni che sarebbero servite soltanto a farlo soffrire, ma lui aveva bisogno di sapere.
Doveva assolutamente sapere. E prima o poi una di quelle carogne avrebbe parlato.
Si ferm. Annus l'aria sperando di avvertire l'odore dolciastro di talco per neonati tipico dei
lesser. Dannazione, non ce la faceva pi a sopportare tutta quella... incertezza. Stava per impazzire.
Ma poi scoppi in una risata beffarda. S, col cazzo che non poteva sopportarlo. I cento anni di
allenamento forzato a cui lo aveva sottoposto la Padrona gli avevano insegnato a sopravvivere a ogni
sofferenza. Dolore fisico, angoscia mentale, spaventosi abissi di umiliazione, disperazione, senso di
impotenza. Ci sono gi passato, ho visto di peggio.
Guard il cielo, e mentre reclinava il capo all'indietro barcoll. Allung la mano verso un
cassonetto dell'immondizia per sorreggersi, inspir a fondo, aspettando di capire se la sensazione di
mancamento passava. Niente da fare.
Era tempo di bere sangue fresco. Di nuovo.
Imprecando, si augur di riuscire a resistere un'altra notte, magari due. Certo, nelle ultime due
settimane si era trascinato in giro per pura forza di volont. Ma quella notte non aveva nessuna voglia
di soddisfare la sua sete.
Dai, su... Concentrati, coglione.
Si impose di continuare a battere come un predatore i vicoli del centro, dentro e fuori dal
pericoloso labirinto urbano di Caldwell, che con i suoi locali notturni era il cuore dello spaccio
newyorkese.
Alle tre del mattino era inebetito dall'astinenza da sangue. E questo fu l'unico motivo per il
quale decise di gettare la spugna. Non sopportava la dissociazione, il senso di torpore. Gli ricordava
troppo da vicino lo stordimento generato da oppio a cui era stato costretto quando era uno schiavo di
sangue.
Camminando il pi in fretta possibile, si diresse verso lo ZeroSum. I buttafuori lo lasciarono
aggirare la fila di clienti in attesa; la facilit di accesso era uno dei vantaggi di chi, come i fratelli,
spendeva a piene mani. Diamine! La passione di Phury per il fumo rosso, da sola, costava un paio di
bigliettoni al mese; V e Butch amavano sbronzarsi con alcolici di prima qualit. E poi c'erano gli
acquisti che lui stesso faceva regolarmente.
Il club era soffocante e buio, una sorta di umida caverna tropicale pervasa dalla techno. Gli
umani affollavano la pista da ballo succhiando leccalecca, tracannando acqua e sudando mentre si
agitavano sotto i pulsanti laser color pastello. Tutt'intorno, corpi addossati ai muri, in coppia o a
gruppetti di tre, si contorcevano palpandosi.
Zsadist punt dritto verso la sala vip e l'orda umana si scost al suo passaggio, aprendosi come
una pezza di velluto strappata. Strafatti di ecstasy e di coca, ma questi corpi sovraeccitati conservano
ancora un minimo di istinto di sopravvivenza, pens.
Un buttafuori con il cranio rasato lo scort all'angolo migliore, relativamente silenzioso, del
club: c'erano una ventina di tavoli apparecchiati elegantemente, ben distanziati tra loro, il piano di
marmo nero illuminato appena dai faretti incassati nel soffitto. Il spar della confraternita era proprio
accanto all'uscita di sicurezza e Zsadist non si sorprese nel trovare Vishous e Butch gi seduti, con
davanti due bicchieri di superalcolici. Il martini di Phury, invece, se ne stava l abbandonato.
I due non parevano molto felici di vederlo. Piuttosto rassegnati, come se avessero sperato di
liberarsi di un peso e lui gli avesse appena buttato addosso un blocco motore.
Lui dov'? chiese Z, accennando con il capo al bicchiere del suo gemello.
Sta comprando del fumo nel retro rispose Butch. Ha finito gli spinelli.
Zsadist si sedette sulla sinistra appoggiandosi all'indietro, fuori dal fascio di luce che illuminava
il tavolo lustro. Guardandosi intorno, riconobbe le facce di sconosciuti privi di importanza. La zona
VIP aveva un nocciolo duro di habitu, ma nessuno dei clienti pi danarosi interagiva granch al di
fuori della ristretta cerchia dei propri amici. L'intero locale era pervaso da un'atmosfera molto riservata,
in effetti, della serie non parlare, non fare domande, che poi era uno dei motivi per cui ai fratelli
piaceva. Anche se lo ZeroSum era di propriet di un vampiro, preferivano restare in incognito.
Nel corso dell'ultimo secolo, anno pi anno meno, la Confraternita del Pugnale Nero aveva
steso un velo di segretezza sull'identit dei propri membri, anche all'interno della razza. Circolavano
voci, naturalmente, e i civili conoscevano alcuni dei loro nomi, ma tutto era tenuto in gran segreto: un
espediente che si era reso necessario quando la razza si era frammentata, all'incirca cent'anni prima, e la
fiducia reciproca era venuta meno. Adesso, poi, si era aggiunta un'altra ragione. I 1esser avevano
cominciato a torturare i civili per carpire informazioni sulla confraternita, quindi mantenere il massimo
riserbo diventava essenziale. Cos, i pochi vampiri che lavoravano al club non erano affatto sicuri che i
marcantoni vestiti di pelle che bevevano come spugne e lasciavano laute mance fossero membri della
confraternita. E per fortuna la buona creanza, se non la mole dei fratelli, scoraggiava chiunque
dall'azzardare domande.
Nel spar Zsadist cambi posizione, spazientito. Detestava quel club, c'era poco da fare.
Detestava la vicinanza di tutti quei corpi. Detestava il rumore. Gli odori.
Chiacchierando e ridacchiando, un trio di umane si avvicin al tavolo dei fratelli. Quella notte
lavoravano, per quanto ci che offrivano non stava in un bicchiere. Erano le tipiche prostitute d'alto
bordo: extension ai capelli, seni siliconati, facce rifatte dal chirurgo, abiti attillatissimi. Nel locale ce
n'erano parecchie della stessa risma, genere festa mobile, in particolare nell'area vip. Il Reverendo,
proprietario e gestore dello ZeroSum, credeva nella diversificazione dell'offerta come strategia
aziendale, quindi, oltre all'alcol e alle droghe, offriva anche i corpi. In pi, prestava soldi a usura, aveva
una squadra di allibratori e faceva Dio solo sapeva cos'altro, dal suo ufficio sul retro, per soddisfare una
clientela in prevalenza umana.
Senza smettere di sorridere e chiacchierare, le tre prostitute misero in mostra la mercanzia.
Nessuna di loro corrispondeva ai gusti di Z, e anche V e Butch declinarono. Due minuti dopo le donne
puntarono verso il spar accanto.
Z stava morendo di fame, ma quando si trattava di sangue fresco non era disposto a transigere.
Ehi, belli li apostrof un'altra donna. Cercate compagnia?
Zsadist alz lo sguardo. La faccia dell'umana faceva il paio con il suo fisico: duri entrambi. I
vestiti erano di pelle nera. Gli occhi vitrei. I capelli corti.
Assolutamente perfetta.
Allung la mano sul tavolo, alz due dita, poi batt due volte sul marmo con le nocche. Butch e
V cominciarono ad agitarsi sulle sedie; la loro tensione lo infastid.
La donna sorrise. Per me va bene.
Zsadist si protese in avanti, esponendo il viso alla luce dei faretti. Con un'espressione
agghiacciata, la puttana fece un passo indietro.
Phury emerse proprio in quel momento da una porta sulla sinistra, la criniera spettacolare che
rifletteva i laser psichedelici. Subito dietro di lui, un vampiro dall'aria decisa e con una cresta di capelli
alla mohicana: il Reverendo.
Si avvicinarono al tavolo e il proprietario del locale abbozz un sorriso. Ai suoi occhi color
ametista non era sfuggita l'esitazione della prostituta. 'Sera, signori. Stai andando da qualche parte,
Lisa?
Dove vuole lui, capo rispose la donna con rinnovata spavalderia.
Risposta esatta.
Basta chiacchiere, pens Z. Fuori. Subito.
Con una spinta apr l'uscita di sicurezza e segu la donna nel vicolo dietro il club. Il vento di
dicembre penetrava nell'ampio giaccone che si era infilato per nascondere le armi, ma Zsadist non
faceva caso al freddo. E nemmeno Lisa. Lo guard senza battere ciglio, a testa alta, mentre le raffiche
ghiacciate le frustavano i capelli cortissimi; era praticamente nuda.
Aveva preso un impegno e adesso era pronta per lui. Una vera professionista.
Va bene qui disse Zsadist, fermandosi in un angolo in ombra. Tir fuori dalla tasca due
banconote da cento dollari e gliele porse. Lei le strinse tra le dita prima di farle sparire nella gonna di
pelle.
Come vuoi farlo? chiese, avvicinandosi con cautela e allungando le mani verso le sue spalle.
Lui la fece voltare faccia al muro. Io posso toccarti, tu no.
La donna si irrigid; l'odore pungente, sulfureo, della sua paura gli fece prudere il naso, ma la
voce di Lisa era ferma quando parl. Stai attento, stronzo. Se torno dentro piena di lividi, ti braccher
come un animale.
Non preoccuparti. Nemmeno un graffio.
Ma lei era ancora spaventata. Per sua fortuna, per, Zsadist era insensibile a quell'emozione.
Di solito la paura, in una femmina, era l'unica cosa che riusciva a eccitarlo, l'unico sistema per
far diventare duro il coso che aveva nei pantaloni. Ultimamente, per, quel trucchetto non funzionava
pi. Per lui andava benissimo. Disprezzava la reazione del coso dietro la cerniera lampo; quasi tutte le
donne se la facevano sotto dalla paura, quando lo vedevano, e il suo coso si rizzava molto pi spesso di
quanto lui volesse. Avrebbe preferito che se ne stesse buono buono. Cazzo, era forse l'unico maschio
sulla faccia della terra a desiderare di essere impotente.
Piega la testa di lato intim. Con l'orecchio sulla spalla.
Lentamente lei ubbid, esponendo il collo. Per questo l'aveva scelta. I capelli corti gli
permettevano di non toccare niente per sgombrare il campo. Detestava posare le mani sui loro corpi.
Mentre fissava la gola di Lisa, la sua sete aument e le zanne si allungarono. Dio, era cos a
secco che rischiava di prosciugarla.
Cosa vuoi fare? fece lei. Mordermi?
S.
Colp fulmineo, tenendola ferma mentre si divincolava selvaggiamente. Per facilitarle le cose la
calm con la forza del pensiero, rilassandola, procurandole il genere di sballo che di certo le era
familiare. Lisa smise di ribellarsi e lui deglut quanto pi pot senza vomitare; sentiva il sapore di
cocaina e alcol del suo sangue, e quello degli antibiotici.
Quand'ebbe finito, lecc i segni del morso per accelerare il processo di guarigione e per
impedirle di sanguinare. Poi le tir su il colletto per nasconderlo, cancell dalla sua memoria il ricordo
di quell'incontro e la risped all'interno del club.
Rimasto solo, si accasci contro il muro di mattoni. Il sangue umano era cos debole che gli
forniva a stento l'energia di cui aveva bisogno, ma non aveva intenzione di bere dalle femmine della
sua specie. Non pi. Mai e poi mai.
Alz gli occhi verso il cielo. Le nuvole che avevano portato il nevischio poche ore prima si
erano dileguate, e adesso tra un edificio e l'altro si vedeva una fetta del firmamento, trapunto di stelle
come un puntaspilli. Le costellazioni parlavano chiaro: gli restavano due ore prima di rientrare.
Quando si sent in forze, chiuse gli occhi e si smaterializz verso l'unico luogo dove voleva
essere.
Grazie a Dio c'era ancora il tempo di andarci. E restarci.
Capitolo 3
John Matthew si rotol sulla schiena, mugolando nel letto. La donna lo segu, i seni nudi
premuti contro l'ampio petto di lui. Con un sorriso sensuale infil le mani in mezzo alle sue gambe e
trov il membro palpitante. Quando afferr il pene in erezione e vi si sedette sopra, lui gett la testa
all'indietro con un gemito, poi si aggrapp alle ginocchia di lei, che cominci a muoversi lentamente.
Oh, s...
Con una mano si toccava mentre con l'altra lo stuzzicava, passandosi i palmi sui seni e sul collo,
tra i lunghi capelli biondo platino. La mano si spost pi su, sul viso; adesso il braccio, in cima alla
testa, tracciava un armonioso arco. Incurv la schiena spingendo in fuori i seni, i capezzoli rosei e
turgidi. La pelle, chiarissima, sembrava neve fresca.
Guerriero disse. Te la senti di continuare?
Se se la sentiva? Altro che. E tanto per chiarire come stavano le cose, la afferr per le cosce
spingendo l'inguine verso l'alto fino a strapparle un grido.
Quando si ritrasse lei gli sorrise, dimenandosi pi in fretta e con pi slancio. Era bagnata e tesa
e la sua erezione era al settimo cielo.
Guerriero, te la senti di continuare? Adesso la sua voce era pi profonda, affaticata.
Diamine, s grugn lui. Quando venne era gi pronto a rovesciarla sulla schiena per affondare
dentro di lei e ricominciare da capo.
Te la senti di continuare? Lei pompava sempre pi forte, spremendolo, lo montava come un
toro.
Questo s che era sesso grandioso... fantastico, incredibile, assolutamente grandioso...
Le parole di lei adesso erano deformate, distorte... Il timbro di voce si era abbassato, non era
quasi pi femminile. Te la senti di continuare?
John si sent gelare. C'era qualcosa che non quadrava. Qualcosa non quadrava proprio per
niente...
Te la senti di continuare? Tutt'a un tratto dalla gola di lei usc una voce maschile. Te la senti
di continuare?
John si divincol nel tentativo di sbalzarla via, ma lei gli stava avvinghiata addosso e non
accennava a smettere.
Te la senti di continuare? Te la senti di continuare? Te-la-senti- di-continuare?
Telasentidicontinuare? La voce maschile gridava, usciva in un ruggito dalla bocca della donna.
John vide comparire il coltello sopra la sua testa, solo che adesso lei era un uomo, un uomo con
la pelle pallida, i capelli sbiaditi e gli occhi grigi come la nebbia. La lama lampeggi argentea e John
alz le mani per fermarla, ma il suo braccio non aveva pi muscoli. Era sottile, scheletrico.
Te la senti di continuare? Guerriero?...
Con un movimento aggraziato, il pugnale gli affond in pieno petto. Un dolore lancinante
esplose nel punto in cui si era conficcato nella carne, un bruciore atroce lo percorse per intero
diffondendosi sottopelle fino a lasciarlo agonizzante. John si sforz di respirare, ma il suo stesso
sangue lo stava soffocando, si mise a tossire convulsamente, agitava le braccia in modo spasmodico,
lottava contro la morte che stava venendo a prenderlo...
John! John! Svegliati!
Spalanc gli occhi di colpo. Il suo primo pensiero fu che gli faceva male la faccia, anche se non
capiva perch visto che lo avevano pugnalato al petto. Poi si accorse di avere la bocca spalancata,
pronta a lanciare quello che nelle sue intenzioni doveva essere un urlo. Peccato fosse nato senza la
laringe. Per come stavano le cose, riusciva solo a emettere un flusso continuo d'aria.
Sent delle mani... gli bloccavano le braccia. Il terrore torn ad assalirlo e con uno sforzo
sovrumano catapult il suo gracile corpo gi dal letto. Atterr con la faccia sul tappeto, la guancia che
scivolava sul pelo raso.
John! Sono io, Wellsie...
Quel nome lo riport alla realt, riscuotendolo dalla crisi isterica come uno schiaffo in pieno
viso.
Oh, Dio... Andava tutto bene. Lui stava bene. Era vivo.
Si gett tra le braccia di Wellsie affondando la faccia nei suoi lunghi capelli rossi.
Va tutto bene disse lei prendendolo sulle ginocchia e accarezzandogli la schiena. Sei a casa.
Sei al sicuro.
A casa. Al sicuro. S, erano passate solo sei settimane ma quella era casa sua... La prima che
avesse mai avuto dopo l'orfanotrofio di Nostra Signora e dopo la topaia dei suoi sedici anni. La casa di
Wellsie e Tohrment era casa.
L non solo era al sicuro: si sentiva compreso. Cavolo, finalmente aveva saputo la verit su se
stesso. Prima che Tohrment lo trovasse, ignorava perch era sempre stato diverso dagli altri, perch si
sentiva debole. I vampiri maschi erano tutti cos, prima della transizione. Persino Tohr, un membro di
spicco della Confraternita del Pugnale Nero, a quanto pare era stato mingherlino.
Wellsie gli sollev il viso. Riesci a dirmi cos' stato?
John scosse la testa sprofondando ancora di pi nel suo abbraccio, stringendola talmente forte
da sorprendersi che riuscisse ancora a respirare.
Zsadist si materializz davanti alla fattoria di Bella e si lasci sfuggire un'imprecazione.
Qualcuno era entrato di nuovo in casa. Sulla neve farinosa del viale d'accesso c'erano tracce recenti di
pneumatici e impronte di piedi fino alla porta. Merda... C'erano un mucchio di impronte, avanti e
indietro dall'automobile che era stata parcheggiata l davanti. Tutto lasciava supporre che avessero
portato fuori della roba.
Questo lo riemp d'ansia, come se Bella stesse sparendo un pezzetto dopo l'altro.
Porca puttana. Se la sua famiglia smantellava la casa, lui non sapeva pi dove andare per
sentirsi vicino a lei.
Fiss il portico e le alte finestre del soggiorno, accigliato. Forse doveva portarsi via qualcosa.
Sarebbe stata una carognata, ma d'altronde rubare non era niente, per lui.
Una volta di pi si interrog sulla famiglia di Bella. Sapeva solo che erano aristocratici del pi
alto rango, nient'altro, e non aveva voglia di conoscerli per saperne di pi. Anche nei suoi giorni
migliori era terribile con la gente, ma la scomparsa di Bella lo rendeva pericoloso, pi che sgradevole.
No, era Tohrment a tenere i rapporti con i suoi parenti, e Zsadist faceva sempre molta attenzione a non
incontrarli.
Gir dietro la casa, entr dalla porta della cucina e disattiv il sistema d'allarme. Come ogni
notte, per prima cosa controll i pesci. Fiocchi di mangime galleggiavano sulla superficie dell'acqua, a
conferma del fatto che qualcun altro si era gi preso cura di loro. Essere stato privato di
quell'opportunit lo mand in bestia.
La verit era che ormai pensava alla fattoria di Bella come al suo spazio. L'aveva tirata a lucido
dopo il suo rapimento, aveva innaffiato le piante e dato da mangiare ai pesci. Aveva girato per tutta la
casa, salendo e scendendo le scale e guardando fuori dalle finestre, si era seduto su ogni sedia, divano,
letto. Diamine, aveva addirittura deciso di acquistare quel maledetto posto qualora la famiglia di Bella
l'avesse messo in vendita. Non aveva mai posseduto una casa, ma quelle quattro mura, quel tetto e tutta
la roba che ci stava dentro... sarebbero stati suoi. Un santuario in memoria di Bella.
Fece in fretta il giro, catalogando le cose che erano state rimosse. Non molto. Un quadro e un
piatto d'argento dal salotto, uno specchio dall'ingresso. Lo incuriosiva che avessero scelto quegli
oggetti in particolare e avrebbe voluto rimetterli al loro posto.
Torn in cucina, e ripens a come aveva trovato la stanza dopo che Bella era stata rapita. Rivide
il sangue, i pezzi di vetro, le sedie sfondate e la porcellana in frantumi. Gli caddero gli occhi su una
striatura nera di gomma sull'assito di pino. Poteva immaginare com'era stata fatta. Mentre Bella lottava
contro il lesser e veniva trascinata via di peso, la suola della sua scarpa strisciava, stridendo...
La rabbia lo invase fino a lasciarlo ansimante, senza fiato; era una sensazione a un tempo
orribile e conosciuta. Solo che... Cristo, tutto questo non aveva senso: lui che cercava Bella, che si
lasciava ossessionare dalle sue cose, che si aggirava per casa sua. Non erano amici, loro due. Non erano
nemmeno conoscenti. E le uniche due volte che l'aveva vista non era stato certo gentile.
Dio, quanto rimpiangeva di non essersi comportato diversamente. Non mettersi a vomitare dopo
avere scoperto che lei era attratta da lui sarebbe gi stato un buon inizio, cazzo. Peccato che non c'era
stato modo di rimediare. Nessuna femmina, a parte quella troia dalla mente bacata della Padrona, si era
mai eccitata per lui; non c'era da stupirsi se adesso lui associava l'eccitazione a qualcosa di poco
piacevole.
Al ricordo di Bella premuta contro di s, si chiese per l'ennesima volta perch mai lei avesse
voluto fare l'amore. La sua faccia era un assoluto disastro e il suo corpo non era molto meglio,
perlomeno la schiena. Vista la sua reputazione, poi, Jack lo Squartatore al confronto sembrava un boy
scout. Maledizione, lui ce l'aveva sempre a morte con tutto e con tutti. Bella invece era magnifica,
dolce, gentile, una femmina regale di origini aristocratiche.
Oh, ma il punto erano proprio le loro differenze, no? Per Bella lui rappresentava il maschio che
avrebbe impresso un cambio di velocit alla sua vita. Il fascino del proibito, l'attrazione per il lato
oscuro. La creatura primitiva che l'avrebbe liberata per un paio d'ore dalla sua esistenza tranquilla e
ordinata. E anche se gli rodeva essere ridotto esattamente a ci che era, l'aveva trovata... adorabile.
Alle sue spalle un orologio a pendolo batt le ore. Le cinque.
La porta d'ingresso si apr con un cigolio.
Con gesto fulmineo e silenzioso, Zsadist estrasse un pugnale nero dal fodero che aveva sul
petto, appiattendosi contro il muro. Pieg la testa per scrutare in fondo al corridoio, all'ingresso.
Butch entr con le mani in alto. Sono io, Z.
Zsadist abbass il pugnale e lo rimise nel fodero.
L'ex detective della Omicidi era un'anomalia nel loro mondo, l'unico umano mai ammesso nella
ristretta cerchia della confraternita. Butch divideva la Tana con Vishous, faceva sollevamento pesi con
Rhage in palestra e aveva la stessa passione di Phury per i vestiti. E per motivi tutti suoi era
ossessionato dal rapimento di Bella, quindi aveva qualcosa in comune anche con Z.
Che succede, sbirro?
Stai tornando a casa? La frase era in forma interrogativa, ma suonava pi come un
suggerimento.
Non ancora.
 quasi giorno.
E chi se ne frega. Ti manda Phury?
No,  stata un'idea mia. Quando non ti ho visto ho immaginato che fossi qui.
Zsadist incroci le braccia al petto. Hai paura che abbia ucciso la tizia che ho portato nel
vicolo?
No. L'ho vista girare per il club.
Allora perch sei qui?
L'umano abbass gli occhi, quasi stesse riordinando le parole nella testa, e intanto si dondolava
avanti e indietro in quei mocassini costosi che gli piacevano tanto. Poi si sbotton l'elegantissimo
cappotto di cachemire nero.
Ah... cos era l in veste di messaggero. Sputa il rospo, sbirro.
L'umano si sfreg il pollice sul sopracciglio. Sai che Tohr ha parlato con la famiglia di Bella,
no? E che suo fratello  una testa calda... Be', sa che qualcuno entra regolarmente qui dentro. Lo sa di
sicuro per via del sistema di sicurezza. Ogni volta che viene disattivato o attivato, lui riceve un segnale.
Non vuole pi visite, Z.
Zsadist scopr le zanne. Cazzi suoi.
Ha intenzione di fare dei turni di guardia.
Perch gli interessa tanto?
E dai, amico,  la casa di sua sorella.
Figlio di puttana. Voglio comprarla io, questa casa.
Levatelo dalla testa. Tohr ha detto che per il momento la famiglia non ha intenzione di
venderla.
Zsadist digrign i molari. Sbirro, fai un favore a te stesso e vattene.
Preferirei accompagnarti a casa in macchina. Manca pochissimo all'alba.
S, ho proprio bisogno che un umano venga a dirmelo.
Butch imprec sottovoce. E va bene, sfotti pure, se vuoi. Per non tornare pi qui. La famiglia
di Bella ne ha gi passate abbastanza.
Non appena la porta d'ingresso si chiuse, Zsadist fu assalito da una vampata di calore, come se
qualcuno lo avesse avvolto stretto in una coperta elettrica con il termostato al massimo. Era sudato in
faccia e sul petto e aveva lo stomaco sottosopra. Alz le mani. I palmi erano bagnati e le dita
tremavano.
Sintomi fisiologici di stress, pens.
Era chiaramente in preda a una reazione emotiva, ma quale? Che fosse dannato se ci capiva
qualcosa. Vedeva solo i sintomi secondari. Dentro di lui non c'era niente, nessuna sensazione che fosse
in grado di identificare.
Si guard intorno e fu colto dall'impulso di dare fuoco alla fattoria, di ridurla in cenere, cos
nessuno avrebbe pi potuto averla. Meglio distruggerla che sapere di non poterci pi entrare.
Purtroppo incendiare quella casa equivaleva soltanto a fare del male a Bella.
Se non poteva lasciarsi alle spalle un mucchio di cenere, si sarebbe portato via qualcosa. Mentre
rifletteva su cosa - non doveva essere troppo pesante, perch altrimenti non avrebbe potuto
smaterializzarsi -, la mano and automaticamente alla sottile catenina che aveva al collo.
Il girocollo di brillantini apparteneva a Bella. Zsadist l'aveva trovato in mezzo a tutto quel caos,
la notte del suo rapimento, sotto il tavolo della cucina, sul pavimento di cotto. Lo aveva ripulito del
sangue di Bella, aveva aggiustato il fermaglio rotto e da quel momento non se ne era pi separato.
I diamanti erano eterni, giusto? Duravano per sempre. Proprio come i ricordi che lui aveva di
lei.
Prima di uscire diede un'ultima occhiata all'acquario. Il mangime era ormai sparito, spazzato via
dalle piccole bocche spalancate che lo spiluccavano da sott'acqua.
John non sapeva per quanto tempo era rimasto tra le braccia di Wellsie, ma ci mise un po' prima
di tornare alla realt. Quando alla fine si stacc, lei gli sorrise.
Sicuro che non vuoi parlarmi dell'incubo?
Lui cominci a muovere le mani e Wellsie le fiss concentrata. Aveva appena cominciato a
studiare il linguaggio dei segni. Accorgendosi che stava andando troppo veloce, John si allung verso il
comodino per prendere uno dei suoi bloc-notes e una penna.
Non  niente. Adesso sto bene. Comunque grazie per avermi svegliato.
Vuoi tornare a letto?
Annu. Gli sembrava di non aver fatto altro che dormire e mangiare nell'ultimo mese e mezzo,
ma non c'era fine alla sua fame o alla sua stanchezza. D'altronde, aveva ventitr anni di denutrizione e
insonnia da recuperare.
Si infil sotto le coperte e Wellsie si accomod vicino a lui. Quando stava in piedi la gravidanza
non si notava molto, ma da seduta la maglietta oversize rivelava un leggero rigonfiamento.
Vuoi tenere accesa la luce del bagno?
John scosse la testa. Sarebbe servito solo a farlo sentire ancora di pi un cacasotto, e al
momento il suo ego aveva gi subito un duro colpo.
Io sono nello studio, okay?
Quando Wellsie usc, John si prese la testa tra le mani. Si vergognava di se stesso. Un uomo
non si comportava come aveva appena fatto lui. Un uomo avrebbe lottato contro quel demone dai
capelli sbiaditi che aveva visto in sogno e avrebbe vinto. E, per quanto terrorizzato, un uomo, al suo
risveglio, non si sarebbe messo a tremare come un bambino di cinque anni.
Ma lui non era un uomo. Non ancora, almeno. Tohr aveva detto che la metamorfosi non sarebbe
arrivata prima dei venticinque anni, e John non vedeva l'ora. Perch anche se adesso sapeva come mai
era alto meno di un metro e settanta e pesava solo una cinquantina di chili, era pur sempre dura da
digerire. Detestava vedere allo specchio il suo corpo pelle e ossa, un giorno dopo l'altro. Detestava
dover portare taglie da ragazzino, anche se per legge poteva guidare, votare e bere alcolici.
Rabbrividiva al pensiero di non avere mai avuto un'erezione, anche quando si svegliava da uno dei suoi
sogni erotici. E non aveva mai nemmeno baciato una donna.
No, come maschio non era un granch, proprio per niente. Specialmente alla luce di quello che
gli era capitato quasi un anno prima. Dio, l'anniversario dell'aggressione si stava avvicinando, giusto?
Con una smorfia si sforz di non pensare a quella lurida tromba delle scale, all'uomo che gli aveva
puntato un coltello alla gola e ai momenti tremendi in cui aveva perso qualcosa di irrecuperabile: la sua
innocenza, violata, sparita per sempre.
Ma non doveva farsi prendere dalla paranoia. Perlomeno, si disse, non era pi senza speranza.
Tra non molto sarebbe cambiato, sarebbe diventato un uomo.
Inquieto per tutto quel rimuginare sul futuro, gett via le coperte e and all'armadio. Spalanc le
ante; non si era ancora abituato alla ricchezza del suo guardaroba. Mai aveva posseduto tanti pantaloni,
camicie e felpe, ma eccoli l, nuovi nuovi, appena usciti dal negozio... Niente cerniere rotte, niente
bottoni mancanti, niente di liso, niente cuciture strappate. Aveva addirittura un paio di Nike Air Shox.
Tir fuori una felpa e se la mise, poi infil le gambe lunghe e ossute in un paio di calzoni color
cachi. In bagno si lav le mani e la faccia e si pettin i capelli scuri. And in cucina attraversando una
serie di stanze dalle linee moderne e pulite e piene di mobili, arazzi e opere d'arte del Rinascimento
italiano. Quando ud la voce di Wellsie uscire dallo studio, si ferm.
... un incubo, non so di preciso. Insomma, era terrorizzato, Tohr... No, ha scantonato quando
gli ho chiesto di cosa si trattava e io ho preferito non insistere. Penso sia giunto il momento di farlo
visitare da Havers. S... Ah-ah. Prima dovrebbe conoscere Wrath. Okay. Ti amo, mio hellren. Come?
Oddio, Tohr, anche per me  lo stesso. Non so come abbiamo fatto a vivere senza di lui.  una vera e
propria benedizione.
John si appoggi contro la parete del corridoio e chiuse gli occhi. Buffo, anche lui pensava la
stessa cosa di loro due.
Capitolo 4
A distanza di qualche ora, o almeno cos le sembrava, Bella venne svegliata dal rumore del
coperchio che veniva spostato. L'odore dolciastro del lesser penetr all'interno della buca, sovrastando
quello pungente di terra umida.
Ciao, moglie. L'imbracatura che le stringeva il busto si tese quando il lesser cominci a
tirarla fuori.
Le bast un rapido sguardo agli occhi marrone chiaro del suo aguzzino per capire che non era il
momento di provocarlo. Era su di giri, sorrideva eccitato. Non era il caso di tirare troppo la corda.
Appena i suoi piedi toccarono terra, il lesser diede uno strattone all'imbracatura e Bella gli
cadde addosso. Ho detto ciao, moglie.
Ciao, David.
Lui chiuse gli occhi. Gli piaceva da matti quando lo chiamava per nome. Ho qualcosa per te.
Senza liberarla dalle funi, la condusse verso il tavolo di acciaio inossidabile al centro della
stanza. Quando la ammanett al tavolo, Bella intu che fuori doveva essere ancora buio. Solo di giorno,
quando lei non poteva scappare, le lasciava qualche libert di movimento.
Il lesser usc lasciando la porta spalancata. Seguirono dei grugniti e uno strascicare di piedi, poi
il lesser rientr tirandosi dietro un civile semisvenuto. La testa gli ciondolava sul petto come un uscio
mezzo scardinato, i piedi si trascinavano inerti. Indossava quelli che un tempo erano stati un bel paio di
pantaloni neri e un maglione di cachemire, ma adesso erano tutti strappati, bagnati e sporchi di sangue.
Con un gemito soffocato, Bella indietreggi fin dove glielo consent la catena. Non poteva
assistere alla tortura, non poteva e basta.
Il lesser sollev di peso il vampiro e lo stese sul tavolo, poi con maestria lo blocc ai polsi e alle
caviglie. Non appena pos gli occhi annebbiati sugli scaffali carichi di attrezzi, il prigioniero fu preso
dal panico e cominci a strattonare le catene di acciaio facendole sferragliare contro il tavolo di
metallo.
Bella incroci i suoi occhi azzurri. Era atterrito e lei avrebbe voluto rassicurarlo, ma sapeva che
non era una buona idea. Il lesser studiava attentamente ogni sua reazione. E aspettava.
Poi tir fuori un coltello.
Il vampiro sul tavolo si mise a gridare. Ma David si limit ad afferrarlo per il maglione
tagliandolo di netto, scoprendogli il petto e il collo.
Per quanto cercasse di resistere, Bella sentiva crescere dentro di s la sete di sangue fresco. Era
passato molto tempo, forse mesi, dall'ultima volta che si era nutrita, e dopo tutto lo stress a cui era stata
sottoposta il suo corpo aveva un disperato bisogno di quello che solo il sangue del sesso opposto poteva
darle.
Il lesser la afferr per un braccio costringendola a voltarsi, la manetta scivol lungo la guida del
tavolo insieme a lei.
Ho pensato che dovevi essere assetata disse sfregandole il pollice sulla bocca. Perci ti ho
preso questo, cos puoi nutrirti.
Lei sgran gli occhi.
Gi.  tutto per te. Un regalo.  fresco, giovane. Molto meglio dei due che ho nelle buche al
momento. E possiamo tenerlo per tutto il tempo che ti servir. Il lesser le sollev il labbro superiore
scoprendole i denti. Caspita... guarda come ti si stanno allungando le zanne. Hai fame, eh, moglie?
L'abbranc per la nuca e la baci, leccandola. Bella si sent invadere dalla nausea, ma lui alz
subito la testa.
Mi sono sempre chiesto che effetto mi avrebbe fatto vederti bere il sangue di un altro disse il
lesser facendo scorrere lo sguardo sul suo viso. Mi mander in fregola? Non sono sicuro di volerlo.
Credo mi piaccia la tua purezza. Per sei costretta a farlo, giusto? Altrimenti morirai.
Le spinse gi la testa verso la gola del civile e quando lei oppose resistenza ridacchi
soddisfatto.
Brava la mia ragazza le sussurr all'orecchio. Se ti fossi affrettata a morderlo, penso che ti
avrei picchiata per gelosia. Le accarezz i capelli con la mano libera. Bevi, adesso.
Bella guard il vampiro negli occhi. Oh, Dio...
Aveva smesso di lottare e la fissava con gli occhi fuori dalle orbite. Per quanto affamata, non
sopportava l'idea di sfruttarlo.
Il lesser la afferr brutalmente per il collo. Farai meglio a bere disse rabbioso. Ho faticato
parecchio per prendertelo.
Lei apr la bocca, la lingua come carta vetrata per la sete. No...
Il lesser le avvicin il coltello agli occhi. In un modo o nell'altro, quello sanguiner entro il
prossimo minuto e mezzo. Se me lo lavoro io non durer molto, quindi forse preferisci assaggiarlo tu,
moglie?
Bella aveva le lacrime agli occhi.
Mi dispiace tanto sussurr al civile incatenato.
Si sent tirare indietro la testa e da sinistra vide arrivare la mano del lesser. Lo schiaffo le volt
la faccia dall'altra parte. L'assassino la afferr per i capelli per non farla cadere poi tir con forza,
costringendola a inarcarsi contro di lui. Bella non capiva dove fosse finito il coltello che aveva in
mano.
Non chiedergli scusa sibil il lesser ghermendola per il mento e affondando le dita nelle
guance incavate, appena sotto agli zigomi. Io sono l'unico di cui ti devi preoccupare. Intesi? Siamo
intesi?
S ansim lei.
S, cosa?
S, David.
Le artigli il braccio libero e glielo torse dietro la schiena. Una fitta di dolore le trafisse la
spalla. Dimmi che mi ami.
Tutt'a un tratto la rabbia divamp come un incendio nel petto di Bella. Non avrebbe mai detto di
amarlo. Mai.
Dimmi che mi ami le strill in faccia lui.
Con gli occhi fiammeggianti, Bella scopr le zanne. Subito l'eccitazione del lesser schizz alle
stelle. Fremente, con il fiato corto, era pronto a scontrarsi con lei, euforico all'idea di menare le mani
quasi si accingesse a fare sesso. Era questo il lato del loro rapporto che prediligeva. Viveva per questo.
Adorava lottare con Bella. Le aveva detto che la sua donna di un tempo non era forte come lei, non era
in grado di resistere troppo.
Dimmi che mi ami.
Io. Ti. Disprezzo.
Quando il lesser alz la mano stretta a pugno, Bella lo fulmin con lo sguardo e rimase
immobile, calma, pronta a ricevere il colpo. Restarono a lungo cos, i corpi sospesi in due archi gemelli,
quasi a formare un cuore, legati dai vincoli di violenza che li univano. Sullo sfondo, il civile steso sul
tavolo piagnucolava.
Improvvisamente il lesser la strinse tra le braccia affondandole la faccia nel collo. Io ti amo
disse. Ti amo da morire... Non posso vivere senza di te...
Che mi venga un colpo! esclam qualcuno.
David e Bella si voltarono verso la voce. La porta del centro di persuasione era spalancata e un
lesser dai capelli sbiaditi era impalato sulla soglia.
Il tizio scoppi a ridere, poi disse le quattro parole fatali: Lo dir al capo.
David gli si fiond addosso correndo come un matto, inseguendolo fuori dal capanno.
Ai primi rumori di lotta, Bella non ebbe un attimo di esitazione. Armeggi con le catene intorno
al polso destro del civile, riusc a sbloccare la chiusura e ad aprire la manetta. Nessuno dei due fiat
quando gli liber la mano e pass alla caviglia destra; il vampiro, intanto, era gi freneticamente
concentrato sul lato sinistro. Una volta libero, balz gi dal tavolo e guard le manette di acciaio che
tenevano prigioniera lei.
Non puoi salvarmi disse Bella. Ha lui l'unico paio di chiavi.
 incredibile che tu sia ancora viva. Ho sentito parlare di te...
Coraggio, scappa...
Ma ti uccider.
No. Le avrebbe solo fatto rimpiangere di non essere morta. Scappa! Non si azzufferanno
all'infinito.
Torner a prenderti.
Pensa ad andare a casa. L'altro fece per parlare, ma Bella lo interruppe. Stai zitto e
ascoltami. Se puoi, di' ai miei che non sono morta. Vai!
Il vampiro aveva le lacrime agli occhi quando li chiuse. Inspir a fondo due volte... e si
smaterializz.
Tremando in modo incontrollabile, Bella cadde per terra, il braccio teso sopra la testa nel punto
in cui era ammanettata al tavolo.
All'improvviso i rumori all'esterno cessarono. Scese il silenzio, poi ci fu un lampo seguito da
una specie di schiocco soffocato. Bella seppe senza ombra di dubbio che David aveva avuto la meglio.
Oh, Dio... Adesso s che c'era da avere paura. Sarebbe stato un vero incubo.
Zsadist si trattenne fino all'ultimo sul prato ammantato di neve della fattoria di Bella, poi si
smaterializz per tornare in quella tetra mostruosit in stile gotico dove viveva la confraternita. La
grande dimora signorile, tutta doccioni, angoli bui e finestre con i vetri impiombati, sembrava uscita da
un film dell'orrore. Di fronte a quella montagna di pietra c'erano un cortile pieno di automobili e la
casetta dove un tempo abitava il custode, che adesso era il rifugio di Butch e Vishous. Il quartier
generale della confraternita era circondato da un muro di cinta alto pi di sei metri e l'ingresso era
protetto da due cancellate, oltre che da una serie di sorpresine sgradevoli concepite per scoraggiare i
visitatori indesiderati.
Zsadist si avvi verso la porta blindata dell'edificio principale e apr uno dei battenti. Nel
vestibolo digit il codice su una tastiera e fu ammesso immediatamente all'interno. Quando emerse
nell'atrio, non riusc a trattenere una smorfia. Con i suoi colori sgargianti, gli arabeschi dorati e
l'incredibile pavimento a mosaico, l'ampio locale era come quel bar affollato: un'orgia di stimoli
sensoriali.
Da destra gli giunsero i rumori tipici di una sala da pranzo piena di commensali: il lieve
tintinnio di posate d'argento su piatti di porcellana, qualche parola indistinta di Beth, una risatina di
Wrath... interrotta dalla profonda voce da basso di Rhage. Ci fu una pausa - probabilmente Hollywood
si stava producendo in una delle sue buffonate -, poi tutti scoppiarono a ridere. Le risate si
mescolarono, riversandosi all'esterno come tante biglie scintillanti che rotolano su un pavimento tirato
a lucido.
Non gli andava di unirsi ai fratelli, tantomeno di mangiare insieme a loro. A quel punto tutti
sapevano che era stato cacciato come un criminale dalla casa di Bella perch ci aveva passato troppo
tempo. All'interno della confraternita resistevano pochi segreti.
Si diresse invece al sontuoso scalone e sal i gradini a due a due. Pi saliva, pi i rumori del
pranzo gli giungevano smorzati, e lui aveva un gran bisogno di silenzio. In cima alle scale pieg a
sinistra, imboccando un lungo corridoio impreziosito da una fila di statue greco-romane. Atleti e
guerrieri illuminati da faretti nascosti, le braccia, le gambe e i busti di marmo bianco che proiettavano
ombre intricate sullo sfondo della parete rosso sangue. Se si camminava abbastanza in fretta si aveva
l'impressione di passare accanto a dei pedoni stando in macchina, l'immobilit di quei corpi statuari
faceva apparire animato ci che non si muoveva.
La sua stanza era in fondo al corridoio. Quando apr la porta, si trov davanti un muro di gelo.
Non accendeva mai n il riscaldamento n il condizionatore, cos come non dormiva mai a letto, non
usava mai il telefono e si rifiutava di usare i cassettoni d'antiquariato. La cabina armadio era l'unica
cosa che gli serviva, e fu l che and a riporre le armi. Il suo arsenale era custodito nel vano ignifugo
sul fondo; le quattro magliette e le tre paia di pantaloni di pelle che costituivano il suo guardaroba
occupavano ben poco spazio. La cabina armadio semivuota gli faceva pensare alle ossa: tutte quelle
sbarre di ottone e le grucce vuote avevano l'aspetto di uno scheletro, di qualcosa di fragile.
Si spogli e fece una doccia. Era affamato, ma gli piaceva cos. I morsi della fame, la sete
indiavolata... tutte le privazioni che riusciva a tenere sotto controllo gli procuravano sempre un senso di
calma. Se avesse potuto fare a meno di dormire si sarebbe privato anche del riposo. E di quella
maledetta sete di sangue...
Voleva essere pulito. Dentro.
Uscito dalla doccia si pass un rasoio elettrico sulla testa per tenere i capelli rasati a zero, poi si
fece la barba in fretta. Nudo, infreddolito, ancora fiacco per aver bevuto il sangue dell'umana, punt
verso il suo scomodo giaciglio di fortuna. In piedi davanti alle due coperte ripiegate sul pavimento,
pens al letto di Bella. Era grande e tutto bianco, con federe e lenzuola immacolate, un piumino
morbidissimo e uno scendiletto bianco come un barboncino ai suoi piedi.
Si era sdraiato sopra quel letto. Spesso. Gli piaceva pensare di sentire l'odore di Bella. A volte
ci si era anche rotolato sopra. Quando la morbidezza del piumino cedeva sotto il suo peso, gli sembrava
quasi che lei lo toccasse, anzi, era ancora meglio che se lo avesse fatto davvero. Lui non tollerava il
contatto fisico con nessuno... anche se rimpiangeva di non avere permesso a Bella di sfiorarlo almeno
una volta. Con lei, forse, sarebbe riuscito a sopportarlo.
Spost gli occhi sul teschio posato sul pavimento accanto al giaciglio. Le orbite erano due buchi
neri, e lui richiam alla mente la combinazione di iride e pupilla che un tempo lo aveva fissato. Tra i
denti c'era una strisciolina di cuoio nero larga cinque centimetri. La tradizione voleva che vi fossero
incise parole di affetto in onore del defunto, ma la cinghia stretta tra quelle fauci non recava alcuna
scritta.
Si sdrai con la testa vicino al teschio e il passato torn. Era l'anno di grazia 1802...
Lo schiavo cominci a svegliarsi.
Era steso sulla schiena e sentiva male dappertutto, anche se non capiva perch... Finch non
ricord di avere subito la transizione, la notte prima. Per ore era rimasto paralizzato dal dolore: i
muscoli si gonfiavano, le ossa si ingrossavano e il corpo si trasformava in qualcosa di enorme.
Strano... In verit il collo e i polsi gli dolevano in modo diverso.
Apr gli occhi. Il soffitto era alto sopra di lui e percorso da sottili sbarre nere incassate nella
pietra. Quando volt la testa, vide una porta di quercia con alte sbarre che correvano in senso
verticale lungo le robuste tavole di legno. Anche al muro c'erano sbarre di acciaio... Nelle segrete. Era
nelle segrete, ma perch? Avrebbe fatto meglio a tornare al lavoro prima che...
Cerc di mettersi a sedere, ma gli avambracci e gli stinchi erano bloccati. Sgran gli occhi e
diede uno strattone...
Ti dispiace stare fermo? Era il fabbro ferraio. Gli stava tatuando delle bande nere sui polsi e
sul collo. I punti da cui si poteva bere il sangue.
Oh, beata Vergine del Fado, no. Questo no...
Lo schiavo si divincol nel tentativo di liberarsi e il fabbro lo guard seccato. Non muoverti!
Non ho intenzione di farmi frustare per una colpa non mia.
Ti supplico. .. La voce dello schiavo suonava strana. Troppo profonda. Abbi piet.
Ud una risatina femminile soffocata. La padrona di casa era entrata nella cella, la bionda
chioma sciolta sulle spalle, il lungo abito di seta bianca che spazzava con lo strascico il pavimento di
pietra.
Lo schiavo abbass gli occhi come si conveniva a un servo e si rese conto di essere nudo.
Arross imbarazzato, rimpiangendo di non potersi coprire.
Sei sveglio disse la Padrona, avvicinandosi.
Lo schiavo non riusciva a capire perch fosse venuta a trovare uno come lui, di un rango tanto
inferiore al suo. Lui era un semplice sguattero, inferiore persino alle domestiche che pulivano le stanze
della Padrona.
Guardami ordin la Padrona.
Lui ubbid, anche se cos facendo contravveniva a tutto ci che gli avevano insegnato. Non
aveva mai avuto il permesso di incrociare il suo sguardo, prima d'ora.
Ci che vide lo sciocc. La Padrona lo stava fissando come nessun'altra femmina aveva mai
fatto. La lussuria segnava gli aristocratici lineamenti del suo viso, gli occhi scuri brillavano di una
luce che non riusciva a interpretare.
Occhi gialli mormor lei. Molto rari. Molto belli.
Pos la mano sulla coscia nuda dello schiavo, che trasal imbarazzato. Era una cosa sbagliata,
pens. Lei non avrebbe dovuto toccarlo proprio l.
Che magnifica sorpresa mi hai fatto. Stai tranquillo, ho ripagato generosamente chi ti ha
segnalato alla mia attenzione.
Padrona... vi prego di lasciarmi andare a lavorare.
Oh, ma certo disse lei, facendo scorrere la mano sul suo inguine, nel punto d'incontro tra
cosce e fianchi. Lui sobbalz e sent l'imprecazione soffocata del fabbro. E che gran fortuna, per me.
Proprio oggi il mio schiavo di sangue  rimasto vittima di un malaugurato incidente. Non appena i
suoi alloggi saranno pronti, verrai trasferito l.
Lo schiavo rimase senza fiato. Sapeva del maschio che lei teneva sottochiave, perch gli aveva
portato da mangiare in cella. A volte, dopo aver lasciato il vassoio alle guardie, aveva udito degli
strani rumori provenire da dietro la pesante porta...
La Padrona doveva aver notato la sua paura perch si chin sopra di lui; era cos vicina che lo
schiavo sentiva il profumo della sua pelle. Lei rise piano, quasi avesse assaggiato quella paura,
trovando il piatto di suo gradimento.
In verit, non vedo l'ora di possederti. Voltandosi per uscire, lanci un'occhiata bieca al
fabbro. Ricorda ci che ti ho detto, se non vuoi che all'alba ti esponga alla luce del sole. Non
sbagliare con quell'ago, la sua pelle  troppo perfetta per essere rovinata.
Il tatuaggio venne completato nel giro di pochi minuti. Quando il fabbro usc si port via
l'unica candela della stanza, lasciando lo schiavo al buio, incatenato al tavolo.
Lui cominci a tremare per l'orrore e la disperazione. Aveva capito la nuova condizione in cui
si trovava. Adesso era il pi miserabile dei miserabili, tenuto in vita unicamente per nutrire un'altra
persona... e solo la beata Vergine sapeva cos'altro l'aspettava.
Pass molto tempo prima che la porta si aprisse di nuovo, e alla luce delle candele lo schiavo
vide che il suo futuro era arrivato: la Padrona in vestaglia nera, accompagnata da due maschi noti per
l'amore che nutrivano per i rappresentanti del loro stesso sesso.
Pulitelo bene ordin lei.
Rimase a guardare mentre lo schiavo veniva lavato e cosparso di olio; gli girava intorno come
la luce delle candele, in perenne movimento, senza fermarsi mai. Lo schiavo tremava, disgustato dalle
mani dei due maschi sul viso, sul petto, sulle sue parti intime. Temeva che uno di loro, o entrambi,
tentassero di possederlo in modo scellerato.
Quand'ebbero finito, quello pi alto disse: Volete che lo proviamo prima noi, Padrona?.
No, stanotte lo voglio tutto per me.
Lasci cadere la vestaglia e con agilit sal sul tavolo, sedendosi a cavallo dello schiavo. Con
le mani cerc le sue parti pi segrete, e mentre lo accarezzava lui si accorse che i due maschi avevano
cominciato a toccarsi. Vedendo che il suo membro restava flaccido, la Padrona lo prese tra le labbra. I
rumori nella stanza erano orribili, i gemiti dei maschi... e intanto la bocca della Padrona che
succhiava e leccava.
L'umiliazione fu completa quando lo schiavo scoppi a piangere, lacrime calde che gli
rigavano il viso come pioggia. Era la prima volta che lo toccavano in mezzo alle gambe. Prima della
transizione il suo corpo non era pronto per l'accoppiamento. Lui aveva fantasticato tanto sull'amore
con una femmina, si era sempre immaginato l'amplesso come una cosa meravigliosa, perch negli
alloggi degli schiavi a volte gli era capitato di assistere a quell'atto di piacere.
Ma adesso, nel vedere un atto tanto intimo consumarsi in quel modo, si vergognava di aver
osato nutrire simili desideri.
D'un tratto la Padrona lo lasci andare e lo schiaffeggi in pieno viso. L'impronta del suo
palmo gli bruciava sulla guancia, mentre lei scendeva dal tavolo.
Portatemi l'unguento ordin secca. Non sa nemmeno a cosa serve il suo coso.
Uno dei maschi si avvicin al tavolo con un vasetto. Lo schiavo sent prima una mano viscida,
non sapeva di chi, poi una specie di bruciore. Avvert un curioso peso all'inguine, poi qualcosa si
allung sulla sua coscia fino a posarsi lentamente sullo stomaco.
Oh... santissima Vergine del Fado esclam uno dei maschi.
Che grosso sussurr l'altro. Non basterebbe un pozzo a contenerlo tutto.
Anche la voce della Padrona suonava sbalordita.  enorme.
Lo schiavo alz la testa. Sul suo ventre c'era una cosa grossa e turgida. Non aveva mai visto
niente del genere.
Torn a sdraiarsi sul tavolo quando la Padrona gli mont sopra. Stavolta sent qualcosa che lo
avvolgeva, qualcosa di bagnato. Alz di nuovo la testa. La Padrona era a cavalcioni sopra di lui e lui
era... dentro il suo corpo. Lei prese a muoversi contro il suo inguine, pompando su e gi, ansante. Lo
schiavo sent vagamente che gli altri due maschi avevano ricominciato a mugolare, i gemiti gutturali
sempre pi forti via via che la Padrona accelerava il ritmo delle spinte. Poi ci furono delle grida, della
Padrona, dei due maschi.
La Padrona croll sopra il petto dello schiavo. Ancora con il fiato grosso, disse: Tenetegli gi
la testa.
Uno dei maschi mise il palmo sulla fronte dello schiavo e gli accarezz i capelli con la mano
libera. Com' bello. Com' morbido. E guardate che colori.
La Padrona affond la faccia nel collo dello schiavo e le zanne nella sua carne. Lui lanci un
urlo nel sentire il morso e poi il risucchio. Gli era gi capitato di vedere maschi e femmine che si
abbeveravano a vicenda e gli era sempre parsa una cosa giusta, naturale. Ma quel dolore gli aveva
dato il capogiro, e pi la Padrona succhiava pi lui si sentiva stordito.
Doveva essere svenuto, perch quando apr gli occhi lei stava gi rialzando la testa e si leccava
le labbra. Scese a terra, si infil la vestaglia e tutti e tre lo lasciarono da solo, al buio. Alcuni istanti
dopo entrarono delle guardie che lui riconobbe: da sguattero aveva servito loro la birra; adesso per
evitavano di guardarlo e non lo salutarono.
Lui si accorse che l'unguento misterioso con cui lo avevano spalmato non aveva ancora
esaurito il suo effetto, che la sua verga era ancora rigida e grossa.
La sostanza lucida che la ricopriva gli dava la nausea.
Sentiva il disperato bisogno di dire alle guardie che non era colpa sua, che aveva cercato di
non eccitarsi, ma era troppo mortificato per parlare mentre gli liberavano i polsi e le caviglie. Cerc
di alzarsi in piedi, ma si accasci su se stesso: era rimasto disteso sulla schiena per ore ed era passato
soltanto un giorno dalla transizione. Nessuno lo aiut quando prov di nuovo. Non volevano pi
toccarlo, l'aveva capito, non volevano stargli vicino. Fece per coprirsi, ma loro gli misero i ceppi
bloccandogli entrambe le mani.
La vergogna non fece che aumentare quando fu costretto a percorrere il corridoio. Sentiva il
peso all'altezza dell'inguine sussultare a ogni passo, ballonzolando in modo osceno. Non seppe
trattenere le lacrime e una delle guardie sbuff disgustata.
Venne scortato in un'altra ala del castello, in un'altra stanza dalle solide mura rinforzate da
sbarre di acciaio. Qui c'erano un tavolaccio, un vaso da notte, un tappeto e torce fissate in alto alle
pareti. Arrivarono anche cibo e acqua, portati da un altro sguattero che conosceva da una vita. Anche
il giovane, non ancora giunto al momento della transizione, evit di guardarlo.
Gli liberarono le mani e lo chiusero dentro a chiave.
Solo e tremante, and a sedersi per terra in un angolo. Si strinse le braccia intorno al corpo,
con delicatezza, perch nessun altro l'avrebbe fatto, e cerc di trattare con gentilezza la nuova forma
assunta dal suo corpo in seguito alla transizione... Un corpo che era stato usato in modo tanto
sbagliato.
Dondolandosi avanti e indietro, pens con timore al futuro. Non aveva mai avuto nessun
diritto, nessuna istruzione, nessuna identit, ma almeno prima era libero di muoversi. E il suo corpo e
il suo sangue erano soltanto suoi.
Al ricordo di quelle mani estranee sulla pelle fu sopraffatto da un'ondata di nausea. Abbass lo
sguardo sui genitali; sentiva ancora l'odore della Padrona su di s. Si chiese per quanto ancora
sarebbe durata l'erezione.
E cosa sarebbe accaduto al ritorno della Padrona.
Zsadist si sfreg la faccia voltandosi dall'altra parte. La Padrona era tornata, altro che. E non era
mai sola.
Chiuse gli occhi nel tentativo di scacciare i ricordi e si sforz di dormire. L'ultima cosa che gli
balen nella mente fu un'immagine della fattoria di Bella in mezzo al campo ammantato di neve.
Quel posto era cos vuoto, cos deserto, malgrado fosse pieno di roba. Con la scomparsa di
Bella aveva perso la sua funzione fondamentale: pur continuando a essere una struttura solida e capace
di tenere fuori il vento, il maltempo e gli estranei, non era pi una casa.
Era senz'anima.
In un certo senso, la fattoria di Bella era come lui.
Capitolo 5
Era gi l'alba quando Butch O'Neal entr nel cortile con la Escalade. Appena sceso, sent che
nella Tana i G-Unit pompavano a tutto volume e cap che il suo coinquilino era in casa. V non poteva
fare a meno della musica rap; quella roba era come l'aria, per lui. Diceva che il suono dei bassi lo
aiutava a contenere entro livelli accettabili le intromissioni dei pensieri altrui.
Butch and al portone e digit il codice d'accesso. La serratura scatt e lui entr nel vestibolo,
dove si sottopose a un ulteriore controllo. I vampiri andavano matti per le doppie porte. In questo modo
non dovevi preoccuparti che qualcuno ti inondasse la casa di luce, perch una delle porte restava
sempre chiusa.
L'ex casetta del custode, altrimenti nota come la Tana, non era niente di speciale: solo un
soggiorno, un cucinotto e due camere da letto con bagno. Ma a Butch piaceva, e gli piaceva anche il
vampiro con cui la condivideva. Lui e il suo coinquilino erano legati come... be', come fratelli.
Quando entr nella stanza principale, i divani di pelle nera erano vuoti, ma sullo schermo del
televisore al plasma scorrevano le immagini di SportsCenter e dappertutto si sentiva l'aroma al
cioccolato tipico del fumo rosso. Il che significava che in casa c'era Phury, o che se n'era appena
andato.
Ciao, cara! Sono a casa grid scherzando Butch.
I due fratelli emersero dalla stanza in fondo al corridoio. Entrambi indossavano ancora
pantaloni di pelle e stivali, la tenuta da combattimento che li faceva apparire esattamente i killer che
erano.
Hai l'aria stanca, sbirro disse Vishous.
In effetti sono stravolto.
Butch adocchi lo spinello in bocca a Phury. Le sue esperienze giovanili con la droga erano
acqua passata, ormai, ma in quel momento fu quasi tentato di concedersi un tiro. Meglio di no: aveva
gi troppe dipendenze e gli davano un bel da fare.
Viaggiare a scotch e struggersi per una vampira che non voleva saperne di lui non gli lasciava
tempo per nient'altro. E poi non c'era motivo di mandare all'aria un sistema che funzionava alla
perfezione: il cuore infranto alimentava il vizio dell'alcol e ogni volta che si sbronzava sentiva ancora
di pi la mancanza di Marissa, il che gli faceva venire voglia di farsi un altro goccetto... Perfetto: un bel
circolo vizioso del cazzo. Anche la stanza girava in circolo, quando ci si metteva.
Hai parlato con Z? chiese Phury.
Butch si tolse il cappotto di cachemire e lo appese nell'armadio. S. Non ha fatto salti di gioia.
Star alla larga da quel posto?
Penso di s. Be', sempre che non gli abbia dato fuoco dopo avermi sbattuto fuori a calci. Aveva
quella strana luce negli occhi, quando me ne sono andato. Sapete cosa intendo, no? Quella che ti mette
addosso una strizza del diavolo.
Phury si pass una mano tra i capelli che gli ricadevano sulla schiena in magnifiche , onde
bionde, rosse, castane. Sarebbe stato attraente anche senza quella chioma spettacolare, ma cos... e va
bene, s, era bello. Non che Butch fosse dell'altra sponda, per doveva ammettere che il ragazzo era pi
carino di molte donne di sua conoscenza. E meglio vestito, oltretutto. Quando non era in tenuta da
combattimento.
Meno male che nella lotta ci andava gi pesante, altrimenti sarebbe potuto passare per
finocchio.
Phury aspir a fondo dallo spinello. Grazie di esserti preso la briga di...
Un telefono squill da una scrivania sepolta sotto una montagna di materiale informatico.
Linea esterna mormor V, avviandosi verso la sua postazione di comando.
Vishous era il genio informatico della confraternita - era un genio pi o meno in tutto, in effetti
- ed era il responsabile delle comunicazioni e della sicurezza del quartier generale. Teneva ogni cosa
sotto controllo a partire dai suoi quattro giocattolini, come aveva ribattezzato il quartetto di PC.
Giocattolini... s, come no. Butch non capiva un'acca di computer, ma se quei cosi erano dei
giocattoli, allora ce li avevano anche nel parco giochi del ministero della Difesa.
Mentre V aspettava che la chiamata venisse registrata nella casella vocale, Butch lanci
un'occhiata a Phury. Ti ho gi fatto vedere il mio nuovo completo di Marc Jacobs?
 gi arrivato?
S, Fritz me lo ha portato qualche ora fa e me lo ha anche sistemato.
Forte.
Avviandosi verso la zona notte, Butch non pot fare a meno di sorridere. Se coltivare un'insana
passione per la moda era un reato, lui era colpevole quanto Phury. Buffo, quand'era un piedipiatti non
gliene fregava niente dei vestiti, per adesso che viveva con i fratelli si stava facendo una cultura in
fatto di haute-couture, e gli piaceva un casino.
Il fratello stava accarezzando metri su metri di lana nera di primissima qualit appesi a una
gruccia, e accompagnava il gesto con le dovute esclamazioni di estasi, quando entr V.
Bella  viva.
Gli altri due voltarono la testa di scatto e il completo d'alta moda atterr sul pavimento in un
mucchietto di stoffa.
Un civile  stato catturato in un vicolo dietro lo ZeroSum, stanotte, e portato in un posto in
mezzo ai boschi allo scopo di nutrire Bella. L'ha vista. Ci ha parlato. In qualche modo lei l'ha fatto
scappare.
Dimmi che saprebbe rintracciare quel posto disse Butch con un filo di voce, in preda a
un'urgenza soffocante. Non era l'unico a essere in stato di massima allerta. Phury era cos concentrato
da non riuscire a proferire parola.
S. Ha segnato il percorso smaterializzandosi ogni duecento metri finch non ha raggiunto la
Route 22. Proprio adesso mi sta inviando la piantina del tragitto via e-mail. Sveglio, per essere un
civile.
Butch corse in salotto e afferr il cappotto e le chiavi della Escalade. Non si era tolto la fondina
ascellare, quindi aveva ancora la Glock infilata sotto il braccio.
Ma sulla porta trov Vishous a sbarrargli la strada. Dove credi di andare, bello?
Ti  gi arrivata la mappa?
Fermati.
Il piedipiatti lo guard truce. Tu non puoi uscire di giorno, io s. Perch diavolo dovremmo
aspettare?
Sbirro riprese V in tono pi accomodante, queste sono faccende della confraternita. Non
puoi metterti in mezzo.
Ah, ecco che lo rimettevano di nuovo in riga. Poteva operare ai margini della confraternita,
certo, esaminare qualche scena del crimine, far lavorare la materia grigia per risolvere problemi di
ordine tattico. Ma quando il gioco si faceva duro, i fratelli lo escludevano sempre dal campo di
battaglia.
Maledizione, V...
No. Non puoi immischiarti. Scordatelo.
Passarono due ore prima che Phury andasse nella stanza del suo gemello dopo avere raccolto
informazioni a sufficienza. Non c'era motivo di metterlo in agitazione con una mezza storia, e ci era
voluto un po' per architettare un piano d'azione.
Buss alla porta, niente. Entr e rabbrivid, la stanza era ghiacciata come una cella frigorifera.
Zsadist?
Z era sdraiato sopra un paio di coperte nell'angolo in fondo, il corpo nudo raggomitolato su se
stesso per ripararsi dal freddo polare. A non pi di tre metri da lui c'era un letto sontuoso, ma non era
mai stato usato. Z dormiva sempre per terra, ovunque abitasse.
Phury gli si inginocchi accanto. Doveva fare attenzione a non toccarlo, specialmente adesso
che dormiva. Se colto alla sprovvista, Z poteva reagire aggredendolo.
Dio mio, pens Phury. Cos, addormentato, libero per un attimo da tutta la sua rabbia, Zsadist
appariva quasi fragile.
Senza il quasi. Zsadist era sempre stato inagrissimo, emaciato. Adesso per era pelle e ossa.
Quando si era ridotto in quello stato? Cristo, quando c'era stato il rytho per Rhage, l alla Tomba, erano
tutti nudi e Z non era certo cos scheletrico. Ed erano passate solo sei settimane, da allora.
Era stato appena prima del rapimento di Bella...
Zsadist? Svegliati, fratello.
Z si stiracchi, aprendo lentamente gli occhi neri. Di solito si svegliava di soprassalto al minimo
rumore, ma si era nutrito da poco, quindi era sfibrato.
L'hanno trovata disse Phury. Hanno trovato Bella. Era ancora viva stamattina presto.
Z batt le palpebre un paio di volte, incerto; forse stava ancora sognando, si disse. Quando
sollev il busto dal giaciglio improvvisato sfregandosi la faccia, i piercing ai capezzoli rifletterono la
luce del corridoio.
Cos'hai detto? chiese con voce cavernosa.
Abbiamo una pista, forse sappiamo dove tengono prigioniera Bella. E abbiamo la conferma
che  viva.
Zsadist si fece pi attento, la coscienza che acquistava velocit e potenza con il passare dei
secondi, come un treno in corsa. A poco a poco la forza torn, la sua feroce vitalit riprese il
sopravvento, spazzando via ogni traccia di debolezza.
Dov'? chiese.
In un capanno in mezzo ai boschi. Un civile  riuscito a scappare perch lei lo ha aiutato a
liberarsi.
Zsadist balz in piedi. Come ci si arriva?
Il civile ha inviato a V le indicazioni via e-mail. Ma...
Zsadist and all'armadio. Procurami una piantina.
E mezzogiorno, fratello.
Z si ferm di colpo. Dal suo corpo si lev una folata gelida. Quando si volt, fulminando il
gemello con lo sguardo, i suoi occhi facevano paura.
Allora mandaci lo sbirro. Mandaci Butch.
Tohr non glielo permetter...
E chi se ne frega! Deve andarci l'umano.
Basta, Z. Rifletti. Butch non avrebbe l'appoggio di nessuno, e sul posto potrebbero esserci
molti lesser. Vuoi rischiare di fare ammazzare Bella in un tentativo di salvataggio improvvisato?
Lo sbirro sa il fatto suo.
 bravo, ma  un umano. Non possiamo mandarlo allo sbaraglio.
Zsadist scopr le zanne. Forse Tohr  pi preoccupato che l'amico si faccia pizzicare e poi,
sotto tortura, vuoti il sacco su di noi.
Dai, Z, Butch sa parecchio. Sa un casino di cose sul nostro conto, quindi  logico che ci sia
anche questo aspetto da considerare.
Ma se Bella ha aiutato un civile a scappare, cosa pensi che le stiano facendo quei bastardi in
questo preciso momento, cazzo?
Se ci andiamo in gruppo non appena fa buio, abbiamo pi probabilit di salvarle la vita. Lo sai
anche tu. Dobbiamo aspettare.
Immobile, nudo, Zsadist respirava a fondo, gli occhi due sottili fessure di odio mortale. Quando
alla fine parl, la sua voce era un ringhio feroce.
Tohr far meglio a pregare Dio che Bella sia ancora viva, quando stasera andr a cercarla.
Altrimenti gli stacco la testa, fratello o non fratello.
Phury guard il teschio posato sul pavimento; Z aveva gi dimostrato una volta la sua maestria
nel decapitare qualcuno.
Mi hai sentito? disse rabbioso Zsadist.
Il suo gemello annu. Maledizione, aveva un brutto presentimento su come sarebbe andata a
finire quella faccenda. Proprio brutto.
Capitolo 6
O guidava il suo Ford f-150 lungo la Route 22. Il sole calante delle quattro del pomeriggio gli
faceva bruciare gli occhi e gli sembrava di essere in preda ai postumi di una sbornia. Gi... Insieme al
mal di testa aveva gli stessi tremori diffusi che gli venivano dopo una notte di bisboccia e che
strisciavano sottopelle come tanti vermi.
Anche la scia di rimpianto che si trascinava dietro gli ricordava i giorni ormai lontani delle sue
bevute. Come quando si era svegliato accanto a una donna orrenda che detestava, ma se l'era scopata lo
stesso. Era un po' tutto cos... solo molto, molto peggio.
Spost le mani sul volante. Aveva le nocche sbucciate e sapeva di avere dei graffi sul collo.
Accecato dalle immagini della giornata appena trascorsa, fu assalito da un senso di nausea. Era
disgustato dalle cose che aveva fatto alla sua donna.
Be', adesso era disgustato. Mentre le faceva, invece, gli erano parse pi che giustificate.
Cristo, avrebbe dovuto fare pi attenzione. Lei era un essere vivente, dopotutto. Merda, e se
aveva esagerato? Oh, cavolo... Non avrebbe mai dovuto farle certe cose, ma quando si era accorto che
lei aveva liberato il civile che le aveva portato in dono, aveva perso la testa. Era come esploso in una
pioggia di schegge di granata, e quelle schegge l'avevano trafitta.
Alz il piede dall'acceleratore. Voleva tornare indietro e tirarla fuori dal tubo per assicurarsi che
respirasse ancora, ma non c'era abbastanza tempo. Tra non molto sarebbe iniziata la riunione delle
squadre principali.
Premette a fondo sull'acceleratore. Se fosse tornato da lei, poi non sarebbe riuscito a lasciarla, e
allora il Fore-lesser sarebbe andato a cercarlo. E quello s sarebbe stato un bel problema. Il centro di
persuasione era a soqquadro. Maledizione...
Rallent, sterzando di colpo a destra; il pick-up lasci la Route 22 e imbocc con un leggero
sbandamento una stradina sterrata.
Il capanno di Mr X, che fungeva anche da quartier generale della Lessening Society, era nel bel
mezzo di un bosco di settantacinque acri, completamente isolato. Il posto non era altro che una piccola
baita di tronchi con un tetto di assicelle verde scuro, dietro cui sorgeva una baracca grande pi meno la
met. Al suo arrivo trov parcheggiati in ordine sparso altri sette veicoli tra automobili e camioncini,
tutti senza pretese e per la maggior parte vecchi di almeno quattro anni.
Entr nel capanno e si accorse di essere l'ultimo. Dieci lesser erano gi pigiati in quello spazio
angusto, i volti pallidi e arcigni, i corpi gonfi di muscoli. Erano gli elementi pi forti della Societ,
quelli che vi militavano da pi tempo. Lui era l'eccezione, quanto a stato di servizio: dal momento della
sua affiliazione erano passati solo tre anni, e tutti lo detestavano perch era nuovo.
Non che la cosa avesse importanza: era tosto quanto e pi di loro, e lo aveva dimostrato. Brutti
stronzi gelosi... Cristo, lui non sarebbe mai stato come loro, un branco di pecore al servizio dell'Omega.
Quegli idioti erano orgogliosi di sbiadire con il tempo e di perdere la propria identit. Roba da non
credere. Lui invece non si rassegnava, si tingeva i capelli perch restassero castano scuro e temeva il
graduale schiarirsi delle iridi. Non voleva assomigliare agli altri lesser.
 in ritardo disse Mr X. Il Fore-lesser si appoggi contro il frigorifero, gli occhi chiari fissi
sui graffi che coprivano il collo di O. Ha fatto a botte?
Sa come sono i fratelli rispose O. Poi trov un angolo in cui piazzarsi, di fronte a Mr X, e
salut con un cenno del capo U, il collega che lavorava in coppia con lui, ignorando gli altri.
Il Fore-lesser continuava a fissarlo. Qualcuno ha visto Mr M?
Cazzo, pens O. L'assenza del lesser che aveva fatto fuori perch lo aveva sorpreso insieme a
sua moglie andava giustificata in qualche modo.
O? Ha qualcosa da dire?
Da sinistra U prese la parola. L'ho visto io. Appena prima dell'alba. Stava lottando con un
fratello, gi in centro.
L'ha visto con i suoi occhi?
S rispose senza esitazioni U.
Non star per caso proteggendo O?
La domanda era strana. I lesser erano tagliagole senza scrupoli, sempre in competizione tra loro
per primeggiare. Persino all'interno della stessa coppia c'era pochissima lealt. U?
Il lesser scosse la testa. O fa squadra a parte. Perch dovrei rischiare la pelle per salvare la
sua?
Evidentemente quella era una logica che Mr X si sentiva di condividere, perch and avanti con
la riunione. Dopo avere assegnato le quote per le uccisioni e le catture, il gruppo si sciolse.
O si avvicin al collega. Devo passare un minuto al centro prima di uscire in missione con te.
Voglio che tu mi segua.
Doveva scoprire perch U gli aveva parato il culo, e non gli importava che vedesse in quale
stato aveva lasciato il centro di persuasione. U non gli avrebbe dato problemi. Non era particolarmente
aggressivo o indipendente, era pi un esecutore che un innovatore.
Per questo l'iniziativa di difenderlo era ancora pi strana.
Zsadist fissava la pendola nell'atrio della grande casa. Dalla posizione delle lancette sapeva che
ufficialmente mancavano otto minuti al tramonto. Grazie al cielo era inverno e faceva buio presto.
Guard il portone a due battenti. Sapeva con precisione dove andare non appena fosse stato
libero di varcarlo. Aveva imparato a memoria le indicazioni fornite dal civile evaso. Si sarebbe
smaterializzato e in un batter d'occhio sarebbe giunto a destinazione.
Sette minuti.
Sarebbe stato meglio aspettare il calar delle tenebre, ma al diavolo. Non appena quella fottuta
palla di fuoco fosse scivolata dietro la linea dell'orizzonte, lui si sarebbe fiondato fuori. E pazienza se
rischiava di beccarsi un'abbronzatura un tantino esagerata.
Sei minuti.
Controll i pugnali infilati nel fodero sul petto. Tir fuori la SIG
Sauer dalla fondina sul fianco destro e la ricontroll per l'ennesima volta, poi fece altrettanto
con quella sul fianco sinistro. Tast il coltello da lancio che aveva infilato nella cinta dei pantaloni,
dietro la schiena, e la lama da sei pollici che aveva contro la coscia.
Cinque minuti.
Pieg la testa di lato, sgranchendosi il collo per allentare la tensione.
Quattro minuti.
Al diavolo. Sarebbe uscito subito...
Cos finirai arrostito disse Phury alle sue spalle.
Zsadist chiuse gli occhi. Il suo primo impulso fu di prenderlo a male parole, e via via che il suo
gemello parlava quell'urgenza diventava sempre pi irresistibile.
Z, fratello, come pensi di aiutare Bella se cadi lungo disteso a faccia in gi, tutto fumante?
Ti diverti a fare il guastafeste? Oppure ti viene naturale? disse lanciandogli un'occhiataccia
da sopra la spalla. D'un tratto fu assalito dal ricordo della sera in cui Bella era venuta al quartier
generale della confraternita. Phury era rimasto molto colpito da lei. Gli parve di rivederli di nuovo l,
nel punto preciso in cui adesso si trovava lui, in piedi, vicini, intenti a chiacchierare. Era rimasto a
guardarli di nascosto da un angolo immerso nell'ombra, e quando aveva visto Bella sorridere e ridere
con il suo gemello, l'aveva desiderata.
La sua voce si fece pi aspra. Credevo ci tenessi a salvarla, visto che le piacevi tanto. Ha detto
che ti trovava bello, no? Oppure... vuoi che non torni proprio per questo? Il tuo voto di castit sta
vacillando, fratello?
Phury trasal; l'istinto con cui Z fiutava la debolezza altrui era micidiale. Abbiamo visto tutti
come te la mangiavi con gli occhi, la sera che  stata qui. La guardavi, eh? Eccome se la guardavi, e
non solo in faccia. Ti chiedevi come sarebbe stato sentirla sotto di te? Ti sei innervosito al pensiero di
infrangere la promessa di rinunciare al sesso?
Phury serr le labbra, riducendole a una linea sottile, e Z si augur che reagisse in modo
violento. Gli serviva una scusa per aggredirlo. Forse potevano azzuffarsi per i tre minuti che restavano.
Invece ci fu solo silenzio.
Non hai niente da dirmi? lo incalz Z guardando l'orologio. Non importa.  ora di andare...
Soffro da morire per lei. Proprio come te.
Zsadist si volt verso il gemello. Il dolore dipinto sul suo viso gli giungeva da una distanza
infinita, come se lo stesse osservando attraverso un binocolo. Gli balen il pensiero che avrebbe dovuto
provare qualcosa, una forma di vergogna o di dispiacere per avergli strappato una confessione tanto
intima e triste.
Senza una parola, si smaterializz.
Calcol di ricomparire in un'area boschiva a un centinaio di metri dal luogo indicato dal civile
evaso. Quando riprese forma, la luce evanescente del cielo lo accec, neanche si fosse sottoposto a quel
trattamento di bellezza di cui aveva sentito parlare, la pulizia del viso con l'acido. Ignorando il bruciore,
si diresse verso nordest, correndo sul terreno innevato.
Ed eccolo l, in mezzo ai boschi, a una trentina di metri da un torrente: un fabbricato a un solo
piano con un Ford F-150 nero e un'anonima Taurus color argento parcheggiati accanto. Si avvicin con
cautela tenendosi dietro i pini, muovendosi silenzioso nella neve mentre studiava i dintorni. L'edificio
era privo di finestre e aveva un solo ingresso. Attraverso le pareti sottili sentiva qualcuno muoversi e
parlare.
Estrasse dalla fondina una delle due SIG Sauer, tolse la sicura e valut le alternative a sua
disposizione. Smaterializzarsi per ricomparire all'interno della casa era una mossa azzardata perch non
sapeva com'era strutturata. L'altra possibilit era altrettanto discutibile dal punto di vista strategico, ma
lo tentava parecchio: sfondare la porta a calci e piombare dentro sparando all'impazzata. Malgrado le
sue tendenze suicide, per, non voleva correre il rischio di colpire Bella.
Ma ecco, miracolo dei miracoli: un lesser stava uscendo dall'edificio sbattendo la porta. Alcuni
istanti dopo ne usc un altro. Poi si ud il bip bip di un allarme che veniva inserito.
Il suo primo impulso fu di sparare in testa a tutti e due, ma tenne il dito lontano dal grilletto. Se
i lesser avevano inserito l'allarme si poteva presumere che il posto fosse incustodito, quindi le
probabilit di trarre in salvo Bella aumentavano. E se invece quella era la procedura standard di
chiusura, indipendentemente dal fatto che in casa ci fosse o no qualcuno di guardia? In tal caso sparare
sarebbe servito solo ad annunciare la sua presenza, scatenando l'inferno.
Osserv i lesser salire sul pick-up. Uno aveva i capelli castani, il che, di solito, stava a
significare che si trattava di una nuova recluta. Il tipo, per, non si comportava affatto come un
novellino: era sicuro di s ed era lui a tenere banco mentre il suo amichetto dai capelli sbiaditi si
limitava ad annuire come uno di quei cagnolini giocattolo che si vedono sulle macchine.
Il motore si accese e il camioncino fece retromarcia, appiattendo la neve sotto gli pneumatici. A
fari spenti, I'f-150 si avvi lungo un viottolo che si intravedeva appena in mezzo agli alberi.
Lasciare che quei due bastardi si allontanassero indisturbati verso il tramonto fu un notevole
esercizio di autocontrollo per Zsadist, una sorta di forzata sottomissione psicologica in cui i muscoli
poderosi del vampiro si trasformarono in funi di acciaio che ne immobilizzavano le ossa. L'alternativa
era gettarsi sul cofano del pick-up e sfondare il parabrezza con un pugno, tirando fuori per i capelli i
due figli di puttana per poi finirli a morsi.
Mentre il rombo del fuoristrada si spegneva in lontananza, il vampiro si pose in ascolto.
Silenzio, solo silenzio. Fu assalito nuovamente dalla tentazione di irrompere nel fabbricato, poi per gli
torn in mente il sistema d'allarme. Controll l'orologio. Nel giro di un minuto e mezzo, V lo avrebbe
raggiunto.
Sarebbe stata un'autentica tortura, ma avrebbe aspettato.
Mentre si agitava, irrequieto, avvert qualcosa, un odore... Annus l'aria. C'era del propano da
qualche parte, l vicino. Era probabile che servisse ad alimentare il generatore sul retro. Si sentiva
anche puzza di cherosene, sicuramente una stufa. Ma c'era qualcos'altro, un odore di fumo, di qualcosa
che stava bruciando... Si guard le mani. Stava per caso andando a fuoco senza accorgersene? No.
Cosa diavolo poteva essere?
Quando cap, si sent gelare il sangue. I suoi stivali erano piantati nel bel mezzo di una porzione
di terra bruciacchiata, pi o meno delle dimensioni di un corpo. Qualcosa era stato incenerito nel punto
esatto in cui si trovava lui. Nelle ultime dodici ore, a giudicare dall'odore.
Oh... Dio. Che avessero lasciato Bella fuori al sole?
Si accovacci, posando la mano libera sul terreno riarso. Si figur Bella sdraiata l fuori mentre
il sole sorgeva, la immagin in preda a un dolore diecimila volte pi forte di quello che aveva sentito
lui pochi minuti prima, quando si era materializzato.
Il pezzo di terra annerito si annebbi.
Zsadist si pass una mano sulla faccia, poi rimase a fissare il palmo. Era bagnato. Di lacrime?
Vacillava per la debolezza. Aveva il capogiro e un vago senso di nausea. Tutto l. In lui non
c'era spazio per le emozioni.
Si massaggi lo sterno e stava per sfregarsi di nuovo la faccia quando un paio di stivali
entrarono nel suo campo visivo.
Alz gli occhi e vide Phury. Era pallido come un morto, la faccia ridotta a una maschera di cera.
Era lei? gracchi il suo gemello, inginocchiandosi.
Z barcoll all'indietro e per un pelo non lasci cadere la pistola nella neve. In quel momento
non sopportava la vicinanza di nessuno, tantomeno di Phury.
 gi arrivato Vishous? chiese goffamente per tutta risposta.
Sono qui dietro di te, fratello mormor V.
C'... cominci Zsadist, ma dovette schiarirsi la voce. Poi si sfreg il viso sull'avambraccio.
C' un allarme. Credo non ci sia nessuno di guardia perch ho appena visto due lesser che se ne
andavano, ma non ne sono sicuro.
All'allarme ci penso io disse Vishous.
All'improvviso Z venne investito da un'incredibile quantit di odori e si guard alle spalle. La
confraternita era presente al gran completo, compreso Wrath, che in quanto re non era affatto tenuto a
scendere in campo. Erano armati fino ai denti, tutti l per salvare Bella.
Si appiattirono contro la casa e V forz la serratura. La canna della sua Glock fu la prima a
varcare la soglia. In assenza di reazioni, sgattaiol all'interno e si chiuse dentro. Un istante dopo ci fu
un lungo bip e Vishous spalanc la porta.
Via libera.
Zsadist si gett in avanti, praticamente travolgendolo.
Perlustr con gli occhi gli angoli in penombra del capanno. Era tutto sottosopra, per terra c'era
roba sparpagliata ovunque. Vestiti, coltelli, manette e... bottiglie di shampoo? E che cosa diavolo era
quella? Cristo, una cassetta del pronto soccorso sventrata, con garze e cerotti che fuoriuscivano dal
coperchio sfondato, come se qualcuno l'avesse pestata finch non si era aperta.
Con il cuore che martellava nel petto, madido di sudore, Z cerc Bella con gli occhi e vide solo
oggetti inanimati: una parete coperta di scaffali pieni di attrezzi da incubo. Un letto da campo. Un
armadio di metallo ignifugo grande quanto un'automobile. Un tavolo per autopsie con grosse catene di
acciaio che pendevano ai quattro angoli. .. e macchie di sangue sul liscio piano di metallo.
Pensieri caotici si rincorrevano nel suo cervello. Bella era morta. La prova era quell'ovale
bruciacchiato. E se invece la vittima era un altro prigioniero? Se lei era stata trasferita o roba del
genere?
Mentre i fratelli si tenevano in disparte - sapevano bene che era meglio non stargli tra i piedi -,
Z si avvicin all'armadio ignifugo, la pistola in pugno. Scardin le ante: afferr i pannelli di metallo e li
pieg, poi li gett via, incurante del fragore con cui caddero al suolo.
Pistole. Munizioni. Esplosivi al plastico.
L'arsenale dei loro nemici.
And in bagno. Nient'altro che una doccia protetta da una tenda e un secchio con sopra un'asse
del water.
Lei non c', fratello disse Phury.
In un accesso di rabbia, Zsadist si avvent contro il tavolo per le autopsie sollevandolo con una
mano sola e scaraventandolo contro il muro. A met del volo una delle catene rimbalz all'indietro,
colpendolo alla spalla e ferendolo in profondit, fino all'osso.
Fu allora che lo ud. Un lamento soffocato.
Volt la testa di scatto.
Nell'angolo a sinistra tre tubi cilindrici di metallo spuntavano appena dal terreno; erano tappati
con dei coperchi a reticolato marroni, come il pavimento in terra battuta. Il che spiegava perch prima
non li avesse notati.
Si avvicin e scalci via uno dei coperchi. Il lamento si fece pi forte.
All'improvviso, euforico, cadde in ginocchio. Bella?
Dalla buca si lev un borbottio indistinto. Zsadist lasci cadere la pistola. Come diavolo faceva
a... Funi, c'erano delle funi che uscivano da quello che aveva tutta l'aria di essere un condotto fognario.
Le afferr e cominci a tirare piano.
Dalla buca emerse un civile sporco e insanguinato; doveva avere superato la transizione da una
decina d'anni. Nudo e tremante, le labbra cianotiche, si guardava intorno frenetico.
Z lo tir fuori e Rhage lo avvolse nel suo trench di pelle.
Portatelo via di qui disse qualcuno, mentre Hollywood tagliava le corde che lo imbragavano.
Ce la fai a smaterializzarti? gli chiese un altro dei fratelli.
Z non prest attenzione a quello che si dicevano. And alla seconda buca, ma stavolta niente
funi, e il suo naso non percep nessun odore. La buca era vuota.
Stava per avvicinarsi alla terza quando il prigioniero grid: No! Qu-quella  protetta da un
congegno esplosivo!.
Z si blocc di colpo. Come funziona?
Battendo i denti, il civile disse: N-non lo so. Ho solo sentito il l-lesser che metteva in guardia
uno dei suoi u-uomini.
Prima che Z avesse il tempo di chiedere, Rhage stava gi setacciando la stanza. Qui c' una
pistola. La canna  puntata in quella direzione. Si udirono degli scatti e altri rumori metallici. Non 
armata. Non pi.
Z alz la testa. Sopra la buca, sulle travi a vista del tetto, a un'altezza di cinque metri, c'era un
piccolo dispositivo. Cosa c' lass, V?
Una cellula laser. Se incroci il suo raggio, probabilmente scatta il...
Fermi tutti disse Rhage. Qui ho un'altra pistola da scaricare.
V si accarezz il pizzetto. Dev'esserci un telecomando a distanza, anche se  probabile che il
nostro amico se lo sia portato via, o almeno  quello che avrei fatto io. Scrut il soffitto, strizzando gli
occhi. Quel modello in particolare funziona con batterie al litio, quindi non basta spegnere il
generatore per disattivarlo. E sono aggeggi molto insidiosi da disarmare.
Z si guard intorno in cerca di qualcosa per spingere via il coperchio e gli venne in mente di
controllare in bagno. Entr, strapp via la tenda della doccia e torn con l'asta.
Tutti fuori.
Z, amico intervenne concitato Rhage, non sono sicuro di avere trovato tutte le...
Portate fuori anche il civile intim Z. Vedendo che nessuno si muoveva, imprec con
violenza. Non c' tempo da perdere, e se qualcuno dev'essere colpito, sar io. Cristo santo, fratelli,
volete sloggiare?
Quando la stanza fu sgombrata, Zsadist si avvicin aa buca. Diede le spalle a una delle pistole
che erano state rimosse, in modo da trovarsi sulla sua linea di tiro, e spost lentamente il coperchio con
l'asta della doccia. Subito risuon il rumore secco di uno sparo.
Lo colp al polpaccio sinistro. Il dolore lancinante lo fece cadere in ginocchio, ma lui lo ignor
trascinandosi fino all'imboccatura del condotto. Afferr le funi che scendevano verso l'inferno e inizi a
tirare.
La prima cosa che vide furono i suoi capelli. I lunghi, bellissimi capelli scuri di Bella
l'avvolgevano tutta, coprendole il viso e le spalle come un velo.
Zsadist si accasci, non ci vedeva pi ed era sul punto di svenire. Tremava convulsamente, ma
continu a tirare. All'improvviso lo sforzo divenne meno gravoso perch altre mani erano giunte in suo
aiuto. Altre mani stringevano la fune, altre mani stendevano Bella sul pavimento, con delicatezza.
Vestita con una camicia da notte leggerissima e macchiata di sangue, Bella giaceva immobile,
ma respirava. Con molta cautela, Z le scost i capelli dal viso...
La sua pressione sanguigna cadde in picchiata. Oh, Dio del cielo.. . Oh, Dio del cielo... Oh,
Dio...
Che cosa le hanno... Chiunque avesse parlato, non riusc a completare la frase.
Qualcuno si schiar la voce. Poi ci furono un paio di colpi di tosse soffocati. O forse erano
conati di vomito.
Zsadist prese Bella tra le braccia, e la tenne stretta. Doveva portarla fuori, ma non riusciva a
muoversi. Era paralizzato dal dolore, dalla rabbia. Cos prese a cullarla dolcemente, dondolando avanti
e indietro. Dalla bocca gli uscivano parole, lamenti per lei nell'antico idioma.
Phury cadde in ginocchio. Zsadist? Dobbiamo portarla via di qui.
Z riacquist di botto la lucidit; tutt'a un tratto non riusciva a pensare ad altro che a trasferire
Bella al quartier generale della confraternita. Tagli via l'imbragatura che le imprigionava il busto e si
alz in piedi a fatica, tenendola in braccio. Quando fece per camminare, la gamba sinistra cedette e lui
incespic. Per una frazione di secondo non cap perch.
Lasciala a me disse Phury allungando le braccia. Tu sei ferito.
Zsadist scosse la testa e gli pass accanto zoppicando.
Port Bella fino alla Taurus parcheggiata davanti al fabbricato. Tenendola stretta al petto, ruppe
con un pugno il finestrino dal lato del conducente, infil dentro il braccio e fece scattare le serrature
mentre l'antifurto suonava all'impazzata. Apr la portiera posteriore, si curv in avanti e adagi Bella
sul sedile. Quando le pieg leggermente le gambe per sollevarle all'interno, la camicia da notte si alz e
lui non seppe trattenere una smorfia. Era piena di lividi.
Finalmente l'allarme smise di suonare. Qualcuno mi dia una giacca disse.
Allung la mano dietro di s e sent il cuoio contro il palmo. Avvolse con delicatezza Bella nel
giaccone di Phury, poi chiuse la portiera e si sedette al volante.
L'ultima cosa che sent fu un ordine di Wrath. Tira fuori la tua mano, V. Bisogna dar fuoco a
questo posto.
Dopo aver armeggiato sotto il cruscotto con un po' di fili, Z riusc a far partire la berlina e si
allontan a tutto gas. Come un pipistrello che vola via dall'inferno.
O sal con il pick-up sopra il marciapiede, in un angolo buio lungo la Decima Strada. Non
riesco ancora a capire... perch hai mentito?
Se ti fossi fatto rispedire dall'Omega a cosa sarebbe servito? Tu sei uno degli elementi migliori
che abbiamo.
O lo guard disgustato. Ma bravo! E cos sei uno dei fedelissimi devoti all'azienda, eh?
Sono solo orgoglioso del lavoro che facciamo.
Molto anni Cinquanta, davvero lodevole da parte tua.
Fai pure lo spiritoso... Intanto ti ho salvato le chiappe, quindi vedi di mostrare almeno un po' di
riconoscenza.
S, stai fresco. Se U ci teneva tanto a fare lo zelante e si esaltava come uno scolaretto a un
raduno sportivo, lui aveva di meglio a cui pensare.
Scese dal camioncino insieme al compagno. Lo ZeroSum, lo Screamer's e lo Snuff'd erano a un
paio di isolati di distanza; malgrado la temperatura polare c'erano lunghe file di clienti in attesa di
entrare nei club. E tra quei corpi tremanti di freddo c'erano sicuramente dei vampiri.
O inser l'antifurto, infil le chiavi in tasca... e si ferm di colpo in mezzo alla Decima Strada.
Sua moglie... Ges, sua moglie non aveva per niente una bella cera quando se n'era andato con
U. Prov ad allentare il collo del dolcevita nero con la sensazione di non riuscire a respirare. Non gli
importava del dolore che lei stava patendo, se l'era cercata, ma non sopportava l'idea che morisse, che
potesse lasciarlo. E se stava morendo proprio in quel momento?
Cosa c'? fece U.
O si frug in tasca in cerca delle chiavi del pick-up, l'ansia che gli infiammava il sangue nelle
vene. Devo andare.
Te la batti? Non abbiamo raggiunto la quota prevista, ieri sera...
Devo solo tornare un attimo gi al centro. L  gi a caccia sulla Quinta Strada, unisciti a lui. Ci
vediamo tra mezz'ora.
Senza attendere risposta, salt sul camioncino e mise in moto.
Era a un quarto d'ora dal centro di persuasione quando davanti a s vide lampeggiare alcune
auto della polizia. Imprecando, fren di colpo sperando si trattasse di un incidente.
Invece no, nel breve lasso di tempo trascorso da quando aveva lasciato il centro, gli sbirri
avevano messo su un altro di quei fottuti posti di blocco per il controllo del tasso alcolico. Due volanti
erano parcheggiate ai lati della Route 22 e in mezzo alla strada c'erano dei coni e delle luci di
segnalazione arancioni. Sulla destra, un cartello catarifrangente reclamizzava il programma del
dipartimento di polizia di Caldwell: LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO.
Cristo santo, ma dovevano farlo proprio l, a casa del diavolo? Perch non si erano piazzati
vicino ai bar? Per, a pensarci bene, gli abitanti dei merdosi paesini appena fuori Caldwell dovevano
pur tornarsene a casa in macchina dopo avere fatto il giro dei locali nella metropoli tentacolare...
Davanti a lui c'era una monovolume. O si mise a tamburellare con le dita sul volante. Era
tentato di tirare fuori la Smith & Wesson e di spedire al creatore i due piedipiatti e il conducente
dell'altra auto. Cos, giusto perch avevano rallentato la sua corsa.
Vide arrivare un'altra macchina sulla corsia opposta e si volt a guardarla. Era una Ford Taurus
normalissima, niente di speciale. Si ferm con un leggero stridore di freni, i fari che diffondevano una
luce fioca e lattiginosa.
Cristo, te le tiravano dietro, quelle macchine da sfigati, ce n'era in giro un fottio; proprio per
questo U aveva scelto quel modello e quella marca per i suoi spostamenti. Confondersi con la
popolazione umana era essenziale per tenere segreta la guerra contro i vampiri.
Mentre uno dei poliziotti si avvicinava al macinino, O trov strano che, in una serata gelida
come quella, dal lato del guidatore il finestrino fosse gi abbassato. Poi lanci un'occhiata al tizio al
volante. Porca puttana! L'amico aveva una cicatrice larga come un dito che gli tagliava la faccia in due
e una grossa borchia al lobo dell'orecchio. Forse la macchina era rubata.
A quanto pareva anche lo sbirro condivideva i suoi sospetti, perch quando si chin per
rivolgersi all'uomo teneva la mano sull'impugnatura della pistola. Le cose si misero davvero male
nell'attimo in cui il piedipiatti illumin con la torcia il sedile posteriore. O lo vide sobbalzare, poi
allungare la mano verso la spalla in cerca, con ogni probabilit, della ricetrasmittente. Poi per il tizio
alla guida mise la testa fuori dal finestrino e lo guard dritto in faccia. Per un attimo non successe
niente, come se il tempo si fosse fermato.
L'attimo dopo l'agente lasci ricadere il braccio, e fece cenno alla Taurus di proseguire. Senza
nemmeno controllare i documenti del guidatore.
O fiss torvo lo sbirro di servizio sul suo lato della strada. Quel cazzone stava ancora
trattenendo la mammina davanti a lui manco la monovolume su cui viaggiava fosse piena di
spacciatori. E tutto questo mentre il suo amichetto, sull'altra corsia, stava lasciando andare senza dire
bah quello che aveva tutta l'aria di essere un serial killer. Era come aver scelto la coda sbagliata al
casello.
Quando finalmente arriv il suo turno, O fu gentilissimo e nel giro di un paio di minuti fu libero
di ripartire. Aveva percorso otto chilometri quando un lampo accecante illumin il paesaggio sulla
destra. Pi o meno nel punto in cui sorgeva il centro di persuasione.
O pens alla stufa a cherosene, quella che perdeva.
Premette a fondo sull'acceleratore. La sua donna era imprigionata sottoterra... Se scoppiava un
incendio...
Tagli per i boschi, guidando come un pazzo in mezzo agli alberi e sobbalzando sul terreno
accidentato, la testa che sbatteva contro il tettuccio mentre cercava di reggersi al volante. Tent di
rassicurarsi notando che pi avanti non c'era nessun bagliore rossastro che facesse pensare a un
incendio. In presenza di un'esplosione c'erano sempre fiamme, fumo...
I fari spazzarono le tenebre. Il centro di persuasione era sparito, distrutto. Ridotto in cenere.
O fren di colpo per evitare di andare a schiantarsi contro un albero. Poi si guard intorno, nel
bosco, per accertarsi di essere nel posto giusto. Quando fu chiaro che non si era sbagliato, balz gi dal
pick-up e si gett per terra.
Afferrando manciate di polvere si rotol in quello che era rimasto del centro, disperato e
rabbioso. Trov dei frammenti di metallo fuso grandi al massimo quanto il suo palmo. Nient'altro.
In stato semiconfusionale, ricord di avere gi visto una volta quella strana polvere spettrale.
Gett la testa all'indietro e lev al cielo un grido furibondo. La confraternita, era colpa dei quei
bastardi! Lo sapeva con certezza perch lo stesso era accaduto all'accademia di arti marziali dei lesser,
sei mesi prima.
Polvere... cenere... tutto svanito. E si erano presi sua moglie.
Oh, Dio... Era viva quando l'avevano trovata? O avevano portato via il suo cadavere? Era
morta?
Era colpa sua, era tutta colpa sua. Era cos ossessionato dall'idea di punirla che gli erano
sfuggite le implicazioni della fuga di quel civile. Il vampiro era andato dai fratelli, aveva rivelato
dov'era tenuta prigioniera, loro erano arrivati e se l'erano portata via, concluse O piangendo.
Si asciug gli occhi. Poi gli manc il respiro. Si guard intorno di nuovo, frenetico, scrutando
con attenzione l'intero scenario. La Ford Taurus color argento di U era sparita.
Il posto di blocco. Quel cazzo di posto di blocco. L'uomo terrificante al volante della Taurus che
si era fermata accanto a lui, in realt non era affatto un uomo. Era un membro della Confraternita del
Pugnale Nero. Doveva essere cos. Per forza. E sul sedile posteriore c'era sua moglie, moribonda
oppure gi morta. Ecco perch quello sbirro se l'era fatta sotto dalla paura. Quando aveva illuminato il
sedile l'aveva vista, ma poi il fratello gli aveva fatto il lavaggio del cervello convincendolo a lasciarlo
passare...
Barcoll fino al camioncino, poi part a tavoletta diretto a est, verso la casa di U.
La Taurus era dotata di un sistema di recupero LoJack.
Quindi, con l'apparecchiatura informatica adeguata, poteva rintracciare ovunque quel catorcio.
Capitolo 7
Bella era confusa, aveva l'impressione di essere su un'automobile. 'Ma com'era possibile?
Doveva avere le allucinazioni.
No... Il rumore era proprio quello di un'auto, con il ronzio regolare del motore. Anche altre
sensazioni le confermavano che si trattava di un'auto, una leggera vibrazione che a tratti si condensava
in un sobbalzo quando qualcosa, lungo la strada, finiva sotto le ruote.
Cerc di aprire gli occhi, non ci riusc e riprov. Esausta per lo sforzo, si diede per vinta. Era
stanca, tanto stanca... Le faceva male tutto, specialmente la testa e lo stomaco. E aveva la nausea. Cerc
di ricordare quello che era successo, com'era riuscita a liberarsi, sempre che adesso fosse libera. Ma le
torn in mente soltanto l'immagine del lesser innamorato di lei che entrava dalla porta, coperto di
sangue nero. Il resto era immerso nella nebbia.
Tastando con la mano trov qualcosa che le copriva le spalle e se lo strinse addosso. Pelle. E
aveva un odore completamente diverso da quello dolciastro e stomachevole dei lesser. Era l'odore di un
maschio della sua razza. Inspir di nuovo, pi volte. Quando colse il profumo di talco per neonati tipico
dei lesser rimase perplessa, finch non premette il naso contro il sedile. Era l'auto di un lesser. Ma
allora come mai quello che aveva addosso era impregnato del sudore di un vampiro? E c'era anche
qualcos'altro, un altro odore... un aroma penetrante e muschiato con una punta di sempreverde.
Cominci a tremare. Ricordava perfettamente quell'odore, lo ricordava dalla prima volta che era
stata al centro di addestramento della confraternita e lo aveva sentito anche dopo, quando era entrata
nella grande dimora signorile dove abitavano i fratelli.
Zsadist. C'era Zsadist in macchina con lei.
Il cuore le batteva all'impazzata. Cerc in tutti i modi di aprire gli occhi, ma le palpebre si
rifiutavano di obbedire; o forse erano aperte ed era semplicemente troppo buio per riuscire a vedere
qualcosa.
Sono salva? chiese. Sei venuto a salvarmi, Zsadist?
Pur muovendo le labbra, dalla bocca non usciva alcun suono. Formul di nuovo le parole,
cercando di spingere fuori l'aria attraverso la laringe. Emise soltanto un verso gracchiante, nient'altro.
Che problema avevano i suoi occhi? Perch non vedeva niente?
Cominci ad agitare convulsamente braccia e gambe, poi ud il suono pi dolce che avesse mai
colpito le sue orecchie.
Ti ho trovata, Bella. La voce di Zsadist. Bassa. Piena di forza. Sei salva. Sei fuori da quel
buco. E non ci tornerai pi.
Era venuto a cercarla. Era venuto a prenderla...
Scoppi in singhiozzi, l'auto parve rallentare, ma poi raddoppi la velocit.
Era cos sollevata che si abbandon alle tenebre.
Zsadist spalanc con un calcio la porta della sua stanza, scardinando la serratura. Si ud un
sonoro crac e Bella si agit tra le sue braccia, gemendo. Il vampiro si ferm di colpo quando lei volt la
testa da una parte e dall'altra contro il suo braccio.
Buon segno, pens, ottimo segno.
Dai, Bella, torna da me. Svegliati. Ma lei non riprese conoscenza.
Zsadist si avvicin al giaciglio sul pavimento e ve la stese sopra. Quando alz la testa, vide
Wrath e Phury fermi sulla soglia; grandi e grossi com'erano, schermavano quasi tutta la luce che
entrava dal corridoio.
Dobbiamo portarla da Havers disse Wrath. Dev'essere curata.
Havers pu fare quello che serve qui. Lei non lascer questa stanza.
Ignorando il lungo silenzio che segu, Zsadist rimase a contemplare Bella. Il suo petto si alzava
e si abbassava a un ritmo regolare, ma il respiro sembrava leggero, troppo leggero.
Zsadist... Era Phury.
Scordatelo. Pu visitarla qui. E nessuno la toccher se non in mia presenza o senza il mio
permesso disse fissando truce i due fratelli. Wrath e Phury lo guardavano increduli. Per la miseria, in
che lingua ve lo devo dire, nell'antico idioma? Lei non va da nessuna parte.
Imprecando, Wrath prese il cellulare e parl in fretta e in tono imperioso.
Alla fine della conversazione disse: Fritz  gi in citt e andr a prendere il dottore. Saranno
qui tra una ventina di minuti.
Z annu, gli occhi sulle palpebre di Bella. Quanto avrebbe voluto poterla guarire da s, darle
sollievo, subito. Oh, Dio... Quanto doveva avere sofferto.
Si accorse che Phury si era avvicinato, e quando lo vide inginocchiarsi ebbe un moto di stizza.
L'istinto gli suggeriva di barricare Bella con il proprio corpo, impedendo al suo gemello, a Wrath, al
dottore, a qualunque altro maschio di vederla. Non capiva da dove gli venisse quell'impulso, ma era
cos forte che quasi si avvent al collo di Phury.
Quando il suo gemello allung la mano, quasi volesse toccare la caviglia di Bella, Z scopr le
zanne con un ringhio feroce.
L'altro alz la testa di scatto. Perch fai cos?
Lei  mia, pens Z.
Ma nell'attimo stesso in cui fu folgorato da quella consapevolezza, la respinse. Che cosa cazzo
stava facendo?
 ferita farfugli. Non darle fastidio, okay?
Havers arriv un quarto d'ora dopo. Il medico, alto e snello, stringeva in mano una borsa di
cuoio nero, pronto a mettersi all'opera. Non fece in tempo a muovere un passo verso Bella che Z balz
in piedi spingendolo contro il muro. Il dottore spalanc gli occhi chiari dietro gli occhiali con la
montatura di tartaruga, lasciando cadere la borsa.
Cristo santo... imprec Wrath.
Ignorando le mani che cercavano di trattenerlo, Zsadist fulmin il medico con un'occhiata.
Trattala bene, meglio che se fosse sangue del tuo stesso sangue. Falla soffrire inutilmente e io far lo
stesso con te, cento volte di pi.
Tremando come una foglia, Havers muoveva la bocca senza emettere alcun suono.
Phury diede uno strattone al gemello, ma non riusc a spostarlo di un centimetro. Z, calmati...
Tu stanne fuori scatt Zsadist. Siamo intesi, dottore?
S... s, padrone. Quando Z lo lasci andare, Havers toss tirandosi il papillon. Poi si accigli.
Padrone... stai sanguinando. La tua gamba...
Non preoccuparti per me. Pensa a guarire lei. Subito.
Annuendo, il medico rovist nella borsa e si avvicin al giaciglio sul pavimento. Si inginocchi
accanto a Bella e Zsadist accese le luci nella stanza con la forza del pensiero.
Havers inspir con forza, che per un vampiro raffinato come lui era probabilmente la cosa pi
vicina a un'imprecazione. Fare questo a una femmina... Fado misericordioso mormor nell'antico
idioma.
Tira fuori l'occorrente per i punti gli intim Z torreggiando sopra di lui.
Prima devo visitarla. Devo accertarmi che non ci siano ferite pi gravi.
Apr la borsa e prese lo stetoscopio, lo sfigmomanometro e una torcia a stilo. Controll il battito
cardiaco e la respirazione, esamin orecchie e naso, misur la pressione. Quando le apr la bocca, Bella
trasal leggermente, e quando le alz la testa cominci a divincolarsi con forza.
Zsadist si stava gi scagliando contro di lui, ma fu bloccato dal braccio di Phury stretto intorno
al collo. Non le sta facendo male, lo sai.
Detestava quel contatto fisico, ma il suo gemello non lo lasciava andare. Alla fine cap che era
per il suo bene e si calm. La vita di Bella era appesa a un filo, e far fuori il dottore che doveva curarla
sarebbe stata una mossa stupida. Forse per sicurezza avrebbe dovuto essere disarmato. Con ogni
probabilit Phury giunse alla stessa conclusione, perch gli sfil i pugnali dal fodero che aveva sul
petto e li allung a Wrath. Poi gli tolse anche le pistole.
Havers alz la testa. Io... ehm... adesso le dar un blando antidolorifico. Il respiro e il polso
sono abbastanza regolari, quindi lo regger bene e la aiuter a tollerare meglio il resto della visita.
D'accordo?
Il medico attese che Zsadist annuisse prima di procedere con l'iniezione. A poco a poco la
tensione nel corpo di Bella si allent;
Havers tir fuori un paio di forbici e fece per tagliare il fondo della camicia da notte
insanguinata.
Quando lo vide sollevare l'orlo, Z fu colto da una rabbia cieca. Fermo!
Il medico si prepar a ricevere una botta in testa. Invece Zsadist si limit a guardare negli occhi
prima Phury, poi Wrath. Nessuno di voi due deve vederla nuda. Chiudete gli occhi oppure voltatevi
dall'altra parte.
Entrambi lo fissarono per qualche secondo. Quindi Wrath si volt di schiena e Phury abbass le
palpebre, senza allentare la presa sul collo del gemello.
Zsadist si volt serio verso il dottore. Se devi toglierle i vestiti, coprila con qualcosa.
Cosa posso usare?
Un asciugamano.
Vado a prenderlo io si offr Wrath. And in bagno e torn al suo posto con la faccia rivolta
alla porta.
Havers stese l'asciugamano sopra Bella e tagli la camicia da notte lungo la cucitura laterale.
Prima di sollevarla guard in su. Ho bisogno di vederla bene. E dovr toccarle la pancia.
Perch?
Devo tastare gli organi interni per capire se sono gonfi a causa di un trauma o di un'infezione.
Fai alla svelta.
Il medico spost l'asciugamano.
Z barcoll contro il corpo muscoloso del gemello. Oh... nalla esclam con voce rotta. Oh,
Dio benedetto... Nalla.
Sullo stomaco di Bella c'era inciso qualcosa in inglese, apparentemente lettere in stampatello
alte sette o otto centimetri. Z era analfabeta, ma aveva un orribile presentimento...
Cosa c' scritto? sibil.
Havers si schiar la gola.  un nome. David. C' scritto David.
Sulla sua pelle? ringhi Wrath. Quell'animale...
Z interruppe il suo re. Uccider quel lesser. Che Dio mi aiuti, me lo manger vivo.
Havers esamin le ferite con molta cautela, delicatamente. State attenti a tenere lontano il sale
da questi tagli, altrimenti resteranno le cicatrici.
Ma va? fece Zsadist. Come se non sapesse per esperienza che certe ferite potevano lasciare
cicatrici permanenti.
Il dottore copr Bella prima di esaminarle piedi e polpacci. Spost la camicia da notte e pass
alle ginocchia. Quindi pieg di lato una delle gambe, divaricandole le cosce.
Z balz in avanti trascinandosi dietro Phury. Cosa cazzo fai?
Havers ritrasse le mani di scatto alzandole sopra la testa. Devo farle una visita ginecologica.
Nel caso sia stata... violentata.
Con mossa fulminea, Wrath si piazz davanti a Zsadist tenendolo fermo per la vita. Attraverso
gli occhiali da sole lo sguardo del sovrano era intenso. Lascialo lavorare, Z.  per il bene di Bella.
Zsadist non se la sent di guardare. Chin il capo contro il collo del re, smarrendosi nella sua
lunga chioma nera. Stretto in una morsa tra i corpi nerboruti dei due fratelli, non si lasci prendere dal
panico solo grazie a quel contatto. Era inorridito. Strinse gli occhi inspirando a fondo, l'odore di Phury
e di Wrath che gli invadeva le narici.
Ud un fruscio, come se il dottore stesse frugando nella borsa. Poi ci furono due schiocchi
secchi; doveva essersi infilato i guanti di lattice. Uno sfregamento di metallo contro metallo. Qualche
altro suono soffocato. Poi... silenzio. No, non proprio. Rumori quasi impercettibili. Poi un paio di
scatti.
Z ramment a se stesso che i lesser erano impotenti, ma non era difficile immaginare come
compensavano quell'handicap.
Tremava per Bella, e a un certo punto si accorse di stare battendo i denti.
Capitolo 8
Seduto a bordo della Range Rover, John Matthew si volt verso il sedile accanto al suo. Tohr
era preoccupato. Si stavano inoltrando nella zona rurale di Caldwell e, pur essendo spaventato all'idea
di incontrare Wrath, il re, John era ancora pi in ansia per tutto quel silenzio. Non riusciva a capire cosa
c'era che non andava. Bella era stata salvata. Adesso era al sicuro, quindi avrebbero dovuto essere tutti
felici e contenti, giusto? Invece quando Tohr era passato a prenderlo aveva abbracciato Wellsie, in
cucina, ed era rimasto a lungo cos, stretto a lei. Le sue parole, sommesse e nell'antico idioma, erano
uscite smozzicate dalla gola stretta dal dolore.
John avrebbe voluto conoscere i dettagli di quanto era successo, ma era difficile fare domande l
in macchina, al buio, con lui che doveva comunicare a gesti oppure scrivere. E poi Tohr non sembrava
in vena di parlare.
Ci siamo disse Tohr.
Con una brusca sterzata, imbocc una stradicciola sterrata sulla destra. John not che dai
finestrini non si vedeva praticamente niente. Il bosco che li circondava era avvolto in una strana foschia
evanescente che gli diede un vago senso di nausea.
All'improvviso, in quello scenario indistinto, si materializz un'enorme cancellata e Tohr
inchiod di colpo. Subito dopo se ne trovarono davanti un'altra, e oltrepassata anche quella eccoli
intrappolati tra le due barriere come un toro dentro un recinto. Tohr abbass il finestrino, digit un
codice d'accesso sul tastierino numerico di un citofono e finalmente furono liberi di passare dall'altra
parte e...
Ges, e quello cos'era?
Un tunnel sotterraneo. Stavano scendendo nelle viscere della terra e uno dopo l'altro
incontravano cancelli su cancelli, sempre pi fortificati, fino all'ultimo, il pi grosso, un mostro di
acciaio scintillante con al centro un cartello che recava la scritta ALTA TENSIONE. Tohr guard
dentro una telecamera di sicurezza, poi si ud un clic e il cancello si apr.
Prima di proseguire, John batt sul braccio dell'altro vampiro per attirare la sua attenzione. 
qui che vivono i fratelli? chiese lentamente, a gesti.
Pi o meno. Prima di entrare in casa ti faccio fare il giro del centro di addestramento rispose
Tohr dando gas. Quando cominceranno i corsi verrai qui dal luned al venerd. L'autobus passer a
prelevarti davanti a casa alle quattro del mattino. Il fratello Phury vive qui, quindi sar lui a occuparsi
delle prime ore di lezione. Notando lo sguardo perplesso di John, Tohr continu: Ogni parte di
questo complesso cintato  collegata alle altre tramite gallerie sotterranee. Ti mostrer come accedere
al sistema di tunnel che unisce tra loro i vari edifici; tu per non dovrai mai dirlo a nessuno. Chiunque
si introduca in questo posto senza essere stato invitato va incontro a seri problemi. I tuoi compagni di
classe non sono i benvenuti, mi sono spiegato?.
John annu mentre si fermavano nel parcheggio che ricordava di aver visto parecchio tempo
prima. Dio, sembravano passati secoli da quando era andato l con Mary e Bella.
Scese dalla Range Rover insieme a Tohr. Chi saranno i miei compagni?
Una dozzina di maschi pi o meno della tua stessa et. Hanno tutti un po' di sangue guerriero
nelle vene, motivo per cui li abbiamo scelti. L'addestramento durer fino al momento della transizione
e anche un po' oltre, finch non vi riterremo pronti per scendere in campo.
Si avviarono verso una porta metallica a due battenti, che Tohr spalanc. Dall'altra parte c'era
un corridoio che sembrava dipanarsi all'infinito. Lungo il tragitto, Tohr indic a John un'aula, la
palestra, una sala per il sollevamento pesi e uno spogliatoio. Poi si ferm davanti a una porta a vetri
smerigliata.
Qui  dove sto io quando non sono a casa o sul campo.
John entr. La stanza era semivuota e anonima. La scrivania di metallo era sepolta sotto un
computer, svariati telefoni e mucchi di scartoffie. Lungo la parete di fondo erano allineati dei casellari.
C'erano solo due posti dove sedersi, sempre che non si volesse rovesciare il cestino della carta straccia.
Il primo, in un angolo, era una normalissima sedia da ufficio. L'altro, orrendo, troneggiava da dietro la
scrivania: una mostruosit di cuoio color verde avocado tutta screpolata, con gli angoli smangiati, la
seduta sfondata e quattro gambe che arricchivano di nuovi significati il termine robusto.
Tohr pos la mano sull'alto schienale della poltrona. Ci credi che Wellsie mi ha costretto a
sbarazzarmi di questa?
John annu e a gesti disse: S, ci credo.
Sorridendo, Tohr and a uno schedario alto fino al soffitto. Apr uno sportello, digit una serie
di numeri su un tastierino e il fondo del mobile si apr, rivelando un buio passaggio segreto.
Andiamo.
John si infil all'interno. Era una galleria di metallo, abbastanza grande da contenere tre persone
che camminavano affiancate e molto alta, tanto che sopra la testa di Tohr c'era ancora spazio. Ogni tre
metri circa c'erano dei faretti incassati nel soffitto, che per non riuscivano a dissipare l'oscurit.
 la cosa pi fica che abbia mai visto, pens John quando cominciarono a percorrerla.
I passi di Tohr rimbombavano contro le lisce pareti di acciaio, cos come la sua voce profonda.
Senti, a proposito dell'incontro con Wrath, non voglio che ti preoccupi. Fa una certa
impressione, ma non hai niente da temere. E non lasciarti impressionare dagli occhiali da sole.  quasi
cieco e ipersensibile alla luce, quindi gli tocca portarli. Anche se non ci vede, per, per lui sarai un
libro aperto. Sapr capire le tue emozioni alla perfezione.
Poco pi avanti, sulla sinistra, comparve una scala, e in cima c'era una porta con un altro
tastierino numerico. Tohr si ferm, indicando il tunnel che sembrava proseguire a perdita d'occhio
davanti a loro.
Se da qui vai sempre dritto, centocinquanta metri e ti ritrovi agli ex alloggi del custode.
Sal la rampa di scale, digit sul tastierino e spalanc la porta. Una luce accecante si rivers
dentro il tunnel, come acqua liberata da una diga.
John guard in su con una stranissima sensazione nel petto. Gli sembrava di sognare.
Va tutto bene, figliolo disse Tohr sorridendo; i duri lineamenti del suo viso si ammorbidirono
leggermente. Nessuno ti far del male, lass. Fidati di me.
Bene, ho finito disse Havers.
Zsadist apr gli occhi e vide solo i folti capelli neri di Wrath.  stata...?
Tutto bene. Nessun segno di trauma o di violenza carnale. Si ud uno schiocco, come se il
medico si stesse togliendo i guanti.
Zsadist si accasci su se stesso, sostenuto dai fratelli. Quando finalmente alz la testa, not che
Havers, dopo aver liberato Bella dalla camicia da notte, l'aveva coperta di nuovo con l'asciugamano e si
stava infilando un altro paio di guanti. Il medico si chin sopra la borsa, tir fuori un paio di forbici
lunghe e sottili e un paio di pinzette, poi guard in su.
Adesso le sistemo gli occhi, d'accordo? Z annu, e Havers alz gli strumenti chirurgici. Stai
molto attento, padrone. Se mi spaventi potrei accecarla, con questi. Hai capito?
S. Basta che non le fai male...
Non sentir niente. Te lo prometto.
Zsadist rimase a guardare per un tempo che gli parve infinito, con la crescente sensazione di
non riuscire a reggersi in piedi.
Questa  l'ultima mormor Havers. Bene. Le suture sono finite.
Poi il medico prese un tubetto, spalm un po' di pomata sulle palpebre di Bella e lo ripose nella
borsa.
Quando si rialz in piedi, Zsadist si stacc dai fratelli e prese a camminare per la stanza. Wrath
e Phury si sgranchirono le braccia.
A questo punto  fuori pericolo dichiar Havers. Sono ferite dolorose, ma guariranno entro
domani o dopodomani al massimo, a condizione che non vengano toccate.  denutrita e ha bisogno di
sangue fresco. Se volete tenerla in questa stanza, dovete alzare il riscaldamento e trasferirla sul letto.
Quando riprender i sensi, datele da mangiare e da bere. E c' un'altra cosa. Durante la visita
ginecologica ho scoperto... Si interruppe, guardando prima Wrath e poi Phury. Alla fine opt per
Zsadist. Qualcosa di natura personale.
Il vampiro si avvicin. Cosa?
Havers lo tir in un angolo e parl a bassa voce.
Ne sei sicuro? sussurr Z. S.
Quando?
Non lo so. Ma abbastanza presto.
Zsadist guard Bella. Oh, Cristo...
Dunque, immagino che in casa abbiate dell'aspirina o del Motrin.
Zsadist non ne aveva la pi pallida idea, non prendeva mai antidolorifici. Lanci un'occhiata a
Phury.
S, li abbiamo conferm il suo gemello.
Potete usare quelli. Vi lascer anche qualcosa di pi forte nel caso non bastassero.
Tir fuori un flaconcino di vetro sigillato con un tappino di gomma rossa e due siringhe
ipodermiche in confezione sterile. Scrisse qualcosa su un taccuino, poi porse il tutto a Zsadist.
Di giorno, se dovesse soffrire molto, potete farle un'iniezione di questa.  la stessa morfina
che le ho appena somministrato, ma state attenti ai dosaggi. Chiamatemi se avete domande o se volete
che vi guidi mentre fate la puntura. Dopo il tramonto, invece, posso venire di persona. Havers guard
la gamba di Z. Vuoi che dia un'occhiata alla tua ferita?
Posso farle il bagno? A Bella, intendo dire.
S, certo.
Anche subito?
S. Havers si accigli. Ma, padrone, la tua gamba...
Z and in bagno, apr i rubinetti della Jacuzzi e mise la mano sotto il getto d'acqua. Attese che
fosse abbastanza calda, poi torn in camera a prendere Bella.
Il dottore non c'era pi, e invece sulla soglia c'era Mary, la compagna di Rhage. Voleva vedere
Bella. Phury e Wrath le parlarono brevemente scuotendo la testa e lei se ne and, turbata.
Quando la porta si chiuse, Zsadist si inginocchi e fece per sollevarla.
Fermo gli intim duro Wrath. Dovrebbe essere la sua famiglia a prendersi cura di lei.
Z si blocc, ripensando a chi aveva dato da mangiare ai pesci di Bella. Dio... forse non era
giusto: tenerla l, lontana da chi aveva tutto il diritto di assisterla nel dolore. Ma il pensiero di lasciarla
andare via era intollerabile. L'aveva appena trovata...
Andr da loro domani disse. Stanotte rester qui.
Wrath scosse la testa. Non ...
Pensi sia in grado di affrontare un viaggio, nelle sue condizioni? sbott Zsadist. Lasciatela
in pace. Dite a Tohr di chiamare i suoi parenti per avvertirli che gliela riporteremo domani sera. In
questo momento ha bisogno di un bagno e di molto riposo.
Wrath strinse le labbra. Ci fu un lungo silenzio. Allora dobbiamo spostarla in un'altra stanza,
Z. Non pu stare qui con te.
Zsadist si alz in piedi e si avvicin al re. Tu prova soltanto a muoverla disse a muso duro.
Per l'amor del cielo, Z tuon Phury. Fatti da parte...
Wrath si protese in avanti finch i loro nasi quasi si toccarono. Attento, Z. Sai perfettamente
che minacciarmi non ti coster solo un pugno in faccia.
Vero. Ci erano gi passati l'estate prima. Secondo quanto dettavano le antiche regole di
condotta, Zsadist poteva essere giustiziato, se oltrepassava il limite. La vita del re valeva pi di
qualunque altra cosa.
Non che al momento gliene fregasse molto.
Credi che mi preoccupi una condanna a morte? Ma fammi il piacere. Poi, socchiudendo gli
occhi, aggiunse: Ma ti dir una cosa: se decidi comunque di rompermi i coglioni con la tua maest, ti
ci vorr almeno un giorno per ottenere la mia condanna da parte della Vergine Scriba. Quindi, in ogni
caso, stanotte Bella dormir qui.
Detto ci, torn da lei e la prese in braccio con estrema cautela, stando attento a non far cadere
l'asciugamano; poi, senza guardare n Wrath n il suo gemello, la port in bagno e chiuse la porta con
un calcio.
La vasca era gi mezza piena; tenendo stretta Bella, si chin a controllare la temperatura.
Perfetta. La adagi nell'acqua, allargandole le braccia per non farla affondare.
In pochi secondi l'asciugamano si inzupp, aderendo alle sue forme. Zsadist vide con chiarezza
le dolci rotondit dei seni, la delicata cassa toracica, la piatta distesa del ventre. Man mano che il livello
dell'acqua si alzava, il bordo dell'asciugamano galleggiava libero, sfiorandole la sommit delle cosce.
Il cuore di Zsadist batteva all'impazzata; si sentiva un degenerato a guardarla cos, mentre lei
era ferita e priva di sensi. Con l'intento di proteggerla dal proprio sguardo e di garantirle la riservatezza
che meritava, and all'armadietto in cerca del bagnoschiuma. Trov solo dei sali da bagno, e di sicuro
non li avrebbe usati.
Stava per raggiungerla di nuovo, quando fu colpito dalle dimensioni dello specchio sopra il
lavandino. Non voleva che Bella vedesse in che stato l'avevano ridotta; meno sapeva di quello che le
avevano fatto, meglio era. Copr lo specchio con due grandi asciugamani, infilando il morbido tessuto
di spugna dietro la cornice.
Quando torn da lei, Bella era scivolata nell'acqua, ma almeno l'asciugamano era ancora
attaccato alle spalle e nel complesso non si era spostato. La prese sotto un braccio e la tir su, poi
afferr una spugna. Appena cominci a lavarle il collo, lei si agit frenetica, schizzandolo tutto. I
gemiti spaventati che le uscivano di bocca non cessarono nemmeno quando lui smise di lavarla.
Parlale, idiota.
Bella... Bella,  tutto a posto. Stai bene.
Lei smise di agitarsi e aggrott la fronte. Poi socchiuse appena gli occhi e cominci a sbatterli.
Quando cerc di pulirsi le palpebre, Zsadist le allontan le mani dal volto.
No.  una medicina. Lascia stare.
Bella si blocc di colpo. Si schiar la gola finch non riusc a parlare. Dove... dove sono?
La sua voce, per quanto roca e impastata, gli parve bellissima.
Sei con... Me. Sei con la confraternita. Sei al sicuro.
Mentre lei roteava gli occhi vitrei e annebbiati, Zsadist si allung verso l'interruttore e abbass
le luci. Anche se delirava ed era semiaccecata dalla pomata, non voleva farsi vedere in faccia. L'ultima
cosa di cui Bella doveva preoccuparsi era cosa sarebbe successo se le sue cicatrici non fossero guarite
completamente.
Quando lei lasci ricadere le braccia nell'acqua puntando i piedi contro il fondo della vasca,
Zsadist chiuse il rubinetto e si accovacci sui talloni. Non era bravo a toccare le persone, quindi non si
stupiva che Bella non sopportasse il contatto con le sue mani. Per, maledizione, non sapeva cos'altro
fare per alleviare le sue sofferenze. Sembrava distrutta... Non aveva pi lacrime ed era come tramortita
dall'angoscia.
Sei al sicuro... mormor, anche se dubitava che Bella ci credesse. Lui, al suo posto, non ci
avrebbe creduto.
C' Zsadist?
Z si accigli, non sapeva cosa dire. S, sono qui.
Davvero?
Sono qui. Vicino a te. Allung il braccio e le strinse goffamente la mano. Lei ricambi la
stretta.
Poi parve scivolare nel delirio. Farfugliava, emettendo suoni che forse erano parole, e si
muoveva a scatti. Zsadist prese un altro asciugamano, lo arrotol e glielo infil sotto la testa per
impedirle di sbatterla contro il bordo della vasca.
Non sapeva cosa escogitare per aiutarla. In mancanza di meglio, cominci a canticchiare a
bocca chiusa. Questo parve calmarla, allora si mise a cantare sottovoce un inno dedicato alla Vergine
Scriba, un inno nell'antico idioma che parlava di cieli azzurri, gufi bianchi e prati verdi.
A poco a poco Bella si rilass e trasse un profondo respiro. A occhi chiusi si appoggi
all'indietro, contro l'asciugamano che Zsadist aveva piegato per lei.
Visto che quel canto era l'unico conforto che poteva darle, lui cant.
Phury fissava il giaciglio di fortuna su cui poco prima era stesa Bella; la camicia da notte tutta
strappata che aveva addosso lo faceva stare male. Poi spost gli occhi a sinistra, sul teschio posato per
terra. Il teschio di una femmina.
Non posso permettere una cosa del genere disse Wrath mentre in bagno l'acqua smetteva di
scorrere.
Z non le far male borbott Phury. Hai visto come la tratta. Cristo, si comporta come un
innamorato.
E se cambia umore? Vuoi che Bella vada ad allungare la lista delle femmine che ha
ammazzato?
Far il diavolo a quattro, se gliela portiamo via.
Brutto affare...
All'improvviso si bloccarono entrambi, poi lentamente si voltarono verso la porta del bagno. Il
suono proveniente dall'altra parte era dolce, ritmico. Come se qualcuno stesse...
Ma cosa diavolo...? mormor Wrath.
Nemmeno Phury credeva alle proprie orecchie. Sta cantando.
Per quanto smorzata, la voce di Zsadist era di una purezza e di una bellezza impressionanti. Il
suo timbro tenorile era sempre stato cos. Nelle rare occasioni in cui cantava, i suoni che uscivano dalla
sua bocca erano meravigliosi, capaci di fermare la corsa del tempo per poi lasciarlo scorrere all'infinito.
Che mi venga un colpo... Wrath si spinse gli occhiali da sole sulla fronte e si sfreg gli occhi.
Sorveglialo, Phury. Sorveglialo da vicino.
Non lo faccio sempre? Senti, stanotte devo andare anch'io da Havers, giusto il tempo di farmi
sistemare la protesi. Chieder a Rhage di tenere d'occhio la situazione finch torno.
S. Non possiamo perdere quella femmina mentre  sotto la nostra custodia, chiaro? Ges
Cristo... quel tuo gemello sarebbe capace di fare impazzire chiunque, lo sai? disse Wrath esasperato.
Phury abbass di nuovo lo sguardo sulle coperte per terra e immagin Bella sdraiata l, vicino a
Zsadist. Era tutto sbagliato. Z non sapeva cosa fosse il calore umano e quella poveretta aveva passato le
ultime sei settimane imprigionata nella terra gelida.
Dovrei esserci io l dentro. A lavarla. A rassicurarla. A prendermi cura di lei.
Lei  mia, pens, guardando accigliato la porta da cui proveniva il canto.
Poi tutt'a un tratto marci verso il bagno, accecato da una rabbia improvvisa. La gelosia
divampava nel suo petto come un incendio, sentiva il bisogno di sfogare quella forza divorante. Afferr
la maniglia... e ud quella bellissima voce tenorile cambiare aria.
Rimase l impalato, tremante. La collera svapor in una brama struggente, e lui, spaventato,
appoggi la fronte contro lo stipite. Oh, Dio... no.
Strinse gli occhi con forza, cercando di trovare un'altra spiegazione per il proprio
comportamento. Ma non c'era un'altra spiegazione. Lui e Zsadist erano gemelli, dopotutto.
Quindi era pi che logico che desiderassero la stessa femmina. Che finissero per... legarsi alla
stessa femmina.
Imprec.
Porca puttana! Era proprio un bel guaio... un guaio della peggior specie. Due maschi innamorati
della stessa femmina erano una combinazione letale, tanto per cominciare. Se poi erano anche due
guerrieri, c'erano tutti i presupposti perch qualcuno si facesse male sul serio. I vampiri erano animali.
Camminavano, parlavano ed erano capaci di ragionamenti sofisticati, ma fondamentalmente erano
animali. Quindi c'erano alcuni istinti, come quello territoriale, che anche il cervello pi acuto non
riusciva a governare.
Meno male che non c'era ancora dentro fino al collo. Era attratto da Bella e la desiderava,
questo s, per non era ancora schiavo di quella possessivit sfrenata che era il biglietto da visita di
ogni vampiro innamorato. E nemmeno Z aveva l'odore tipico del maschio legato a una femmina, quindi
forse c'era ancora speranza.
Per tutti e due dovevano stare alla larga da lei. I guerrieri, forse a causa della loro natura
aggressiva, quando si legavano a una femmina lo facevano in fretta e senza mezze misure. Poteva solo
sperare che Bella se ne andasse presto da l per tornare dalla sua famiglia, com'era giusto che fosse.
Stacc la mano dalla maniglia e indietreggi fino a uscire dalla stanza. Come uno zombie, scese
al pianterreno e cammin fino al giardino. Sperava che il gelo della notte gli schiarisse le idee come
uno schiaffo, invece serv solo a fargli venire la pelle d'oca.
Stava per accendersi uno spinello quando vide la Ford Taurus, quella con cui Z aveva portato a
casa Bella. Abbandonata a se stessa, dimenticata in mezzo a tutti quegli eventi drammatici. Non era
davvero il genere di scultura ornamentale di cui avevano bisogno. Era sicuramente dotata di un sistema
di antifurto satellitare o di chiss quale altro dispositivo di rilevamento.
Phury sal a bordo della berlina, ingran la prima e punt verso l'uscita.
Capitolo 9
Appena uscito dal tunnel sotterraneo, John rimase momentaneamente accecato, poi i suoi occhi
si abituarono alla luce. Oh, mio Dio, che meraviglia!
L'ingresso, molto spazioso, era talmente colorato da dare l'impressione che le retine non
riuscissero a coglierlo in tutta la sua magnificenza. Sembrava di stare davanti a un arcobaleno. C'erano
colonne verdi e rosse, un pavimento a mosaico multicolore, foglie dorate ovunque e...
Michelangelo benedetto, guarda un po' che soffitto.
Tre piani sopra di lui, affreschi raffiguranti angeli, nuvole e guerrieri in sella a enormi destrieri
coprivano uno spazio grande quanto un campo da football americano. E non era finita. Tutt'intorno al
primo piano correva una balconata impreziosita da motivi a foglie dorate e dipinti analoghi a quelli sul
soffitto. Infine c'era un sontuoso scalone dalla balaustra riccamente decorata.
Le proporzioni spaziali erano perfette. I colori splendidi. L'arte sublime. Quello non era sfarzo
artificioso e di dubbio gusto, alla Donald Trump. Persino John, che non ne capiva un'acca di stile,
aveva la netta sensazione che quanto stava ammirando fosse autentico e unico nel suo genere. La
persona che aveva costruito e arredato quel posto sapeva il fatto suo e aveva i soldi per comprare il
meglio: un vero aristocratico.
Forte, eh? Il nostro fratello D ha fatto edificare questo posto nel 1914 disse Tohr guardandosi
intorno con le mani sui fianchi; poi,
bruscamente, si schiar la gola. Gi, aveva un gusto raffinatissimo. Sceglieva sempre il meglio
del meglio, lui.
John lo scrut con attenzione. Era la prima volta che lo sentiva parlare con quel tono. Cos
triste...
Con un sorriso, il vampiro gli mise una mano sulla spalla incoraggiandolo a proseguire. Non
guardarmi cos. Mi fai sentire in mutande.
Salirono al primo piano. La passatoia rosso scuro era talmente alta e folta che sembrava di
camminare su un materasso. Giunto in cima, John si affacci dalla balconata per ammirare il pavimento
dell'atrio. Le tessere del mosaico formavano un disegno spettacolare: un albero da frutto in piena
fioritura.
Le mele hanno un ruolo importante nei nostri riti spieg Tohr. O almeno ce l'hanno quando
li osserviamo. Ultimamente li abbiamo un po' trascurati, ma Wrath sta per ripristinare la cerimonia del
solstizio d'inverno. Non la si celebrava pi da un secolo o gi di l.
 a questo che sta lavorando Wellsie, giusto? chiese a gesti John.
Esatto. Quasi tutta la parte logistica  affidata a lei. La razza  ansiosa di rispolverare gli
antichi rituali ed  giunto il momento di farlo.
Vedendo che John non riusciva a staccare gli occhi da quello splendore, Tohr lo richiam
all'ordine. Figliolo? Wrath ci sta aspettando.
Il ragazzo annu e si affrett a seguirlo fino a una porta a due battenti contrassegnata da una
sorta di sigillo. Tohr stava per bussare, quando le maniglie di ottone si abbassarono rivelando l'interno.
Dall'altra parte non c'era nessuno. Come aveva fatto ad aprirsi, la porta?
John diede una sbirciatina. La stanza, color azzurro fiordaliso, gli ricordava le immagini dei
libri di storia. Era in stile francese, giusto? Con tutti quei ghirigori e quei mobili d'epoca...
Improvvisamente faceva fatica a deglutire.
Mio signore disse Tohr piegandosi in un inchino, poi avanz di qualche passo.
John rimase impalato sulla soglia. Dietro uno spettacolare scrittoio francese, di gran lunga
troppo delicato e piccolo per lui, c'era un gigante con le spalle ancora pi larghe di quelle di Tohr. I
lunghi capelli lisci e neri gli scendevano sulla fronte da un'attaccatura a V e quel viso... La durezza dei
lineamenti diceva a chiare lettere: con me non si scherza. Dio, gli occhiali da sole avvolgenti gli
conferivano un'aria decisamente crudele.
John? lo chiam Tohr.
Il ragazzo lo raggiunse, nascondendosi quasi dietro di lui. S, era da fifoni comportarsi cos, ma
non si era mai sentito pi piccolo e insignificante in vita sua. Cavolo, di fronte a tanta imponenza era
quasi convinto di non esistere.
Il re si agit sulla sedia, protendendosi sopra la scrivania.
Avvicinati, figliolo. La voce era profonda e la pronuncia aveva un forte accento straniero.
Vai disse Tohr, dandogli una spintarella vedendo che non si decideva. Va tutto bene.
Incespicando nei suoi stessi passi, John attravers la stanza senza la minima grazia e si ferm
davanti alla scrivania come un sasso che smette di rotolare.
Il re si alz e continu ad alzarsi fino ad assumere le dimensioni di un palazzo di dieci piani.
Doveva esser alto due metri o forse di pi, e i vestiti neri che indossava, soprattutto i pantaloni di pelle,
lo facevano apparire ancora pi mastodontico.
Vieni qui dietro.
John si guard alle spalle per assicurarsi che Tohr fosse sempre nella stanza.
Va tutto bene, figliolo disse il re. Non ti faccio niente.
John gir dietro la scrivania, il cuore che batteva frenetico come quello di un topolino. Quando
guard in su piegando la testa all'indietro, il re tese un braccio verso di lui. Dal polso fino al gomito era
coperto di tatuaggi neri. E i disegni erano gli stessi che John aveva visto in sogno, quelli che aveva sul
braccialetto che aveva al polso...
Io sono Wrath si present il re. Poi ci fu una pausa. Non vuoi stringermi la mano, figliolo?
Ah, giusto. John tese la mano, quasi aspettandosi di ritrovarsela stritolata. Invece sent solo un
calore intenso.
Il nome sul tuo braccialetto disse Wrath.  Tehrror. Vuoi essere chiamato cos oppure
preferisci John?
Preso dal panico, lui si gir verso Tohr. In realt non sapeva cosa voleva e non sapeva come
comunicarlo al re.
Tranquillo, figliolo continu Wrath ridacchiando. Non devi decidere subito.
Poi di colpo volt la faccia di lato, come se avesse messo a fuoco qualcosa in corridoio. E
altrettanto improvvisamente un sorriso gli illumin il viso.
Leelan mormor con un'espressione di assoluta reverenza.
Scusa il ritardo gli rispose una voce femminile bassa e gradevole. Mary e io siamo in ansia
per Bella. Stiamo cercando di capire come aiutarla.
Sono certo che vi verr in mente qualcosa. Vieni a conoscere John.
John si volt verso la porta e vide una donna...
Tutt'a un tratto una luce bianca si sostitu alla sua vista, cancellando ogni cosa. Era come essere
colpiti da un lampo. Batt le palpebre freneticamente, senza riuscire a smettere. Poi, dal nulla infinito,
vide di nuovo la donna. Aveva i capelli scuri e i suoi occhi gli ricordavano qualcuno a cui aveva voluto
bene. No, non proprio, non era esatto dire che glieli ricordavano... quelli erano gli occhi della sua...
Cosa? Della sua cosa?
John barcoll. Ud delle voci lontane.
Dentro di lui, nel suo petto, nei pi profondi recessi del suo cuore, sent uno schianto, come se
si fosse spezzato in due. La stava perdendo. .. stava perdendo la donna bruna... stava...
Senza volerlo spalanc la bocca, mosse le labbra nel tentativo di parlare, ma il suo fragile corpo
venne scosso da tremiti incontrollabili, le ginocchia si piegarono e John stramazz al suolo.
Zsadist sapeva di dover tirare fuori Bella dalla vasca perch era dentro da quasi un'ora e la sua
pelle ormai era raggrinzita. Ma poi guard l'asciugamano che continuava a sistemarle intorno al corpo.
Merda... Tirarla fuori con quel coso addosso sarebbe stato un casino.
Con una smorfia, si allung e glielo tolse.
Voltandosi subito dall'altra parte, butt la salvietta bagnata sul pavimento e ne prese una
asciutta, poggiandola sul bordo della vasca. A denti stretti si pieg in avanti, immergendo le braccia
nell'acqua. Gli occhi finirono proprio all'altezza dei seni.
Oh, Dio... Erano perfetti. Bianco panna con due piccoli capezzoli rosati. L'acqua li lambiva con
malizia, titillandoli, quasi baciandoli.
Chiuse con forza le palpebre, tir fuori le braccia dalla vasca e si accovacci sui talloni. Quando
se la sent di riprovare, si concentr sul muro dietro Bella e si pieg in avanti... ma avvert subito una
fitta di dolore all'inguine. Guard gi, confuso.
Nei calzoni c'era una grossa protuberanza. Il suo coso era cos duro che all'altezza della patta
era spuntata una specie di tenda da campeggio. Doveva essere rimasto schiacciato contro la vasca
quando si era piegato in avanti, per questo adesso gli faceva male.
Imprecando, lo spinse di lato con un senso di fastidio, per il modo in cui era rimasto impigliato
nella tuta, per il solo fatto di doversene occupare. Malgrado i suoi sforzi, per, non riusciva a
sistemarlo in modo soddisfacente, almeno non senza infilare la mano nei pantaloni, cosa che non si
sognava nemmeno lontanamente di fare. Alla fine rinunci, lasciandolo curvato ad angolo e dolorante.
Gli stava bene, a quel bastardo.
Inspir a fondo, infil le braccia sott'acqua e afferr Bella. Poi la tir fuori, di nuovo sbalordito
di trovarla tanto leggera, e l'appoggi contro il marmo della parete, aiutandosi con il fianco e tenendo
una mano sulla sua clavicola. Prese l'asciugamano che aveva lasciato sul bordo della Jacuzzi, ma prima
di metterglielo addosso lo sguardo gli cadde sulle lettere incise sull'addome.
Qualcosa di strano gli si agit nel petto, un peso opprimente... No, era una sensazione diversa,
come se stesse precipitando nel vuoto. Era allibito. Erano passati secoli dall'ultima volta che una cosa
qualunque era riuscita a scalfire la sua rabbia e la sua insensibilit. Aveva l'impressione di essere...
triste?
Lasciamo perdere. Bella aveva la pelle d'oca su ogni centimetro di pelle, quindi non era il
momento di fare autoanalisi.
La avvolse nell'asciugamano e la port fino al letto. Spost il piumino e la adagi sulla schiena,
rimuovendo l'asciugamano umido. Mentre la copriva, intravide di nuovo il suo ventre.
Quella strana sensazione di disagio torn, come se il suo cuore avesse deciso di farsi un giro in
gondola fin nelle viscere. O forse tra le cosce.
Le rimbocc le coperte e and al termostato. Si trov davanti numeri e scritte incomprensibili.
Non sapeva come regolarlo. La lancetta era tutta a sinistra e lui la spost verso destra, ma non era
sicuro di avere fatto la cosa giusta.
Si volt verso il cassettone. Le due siringhe e la fiala di morfina erano ancora nel punto esatto
in cui Havers le aveva lasciate. Si avvicin, prese una siringa, il farmaco e le istruzioni per il dosaggio.
Prima di uscire, si ferm qualche altro istante. Bella era cos immobile in quel letto, cos piccola
contro quella montagna di cuscini. Se la figur sottoterra, prigioniera dentro quel tubo. Spaventata.
Dolorante. Infreddolita. Poi pens al lesser che le aveva fatto tutto questo, che la teneva gi mentre lei
si dibatteva e strillava.
Stavolta sapeva ci che provava.
Vendetta. Una gelida sete di vendetta. Talmente grande da sembrare infinita.
Capitolo 10
John rinvenne sul pavimento dello studio del re. Inginocchiato accanto a lui c'era Tohr, mentre
Wrath lo fissava dall'alto della sua imponente statura.
Dov'era la donna bruna? D'impulso cerc di rizzarsi a sedere, ma due mani robuste lo tennero
gi.
Riposati ancora un po', ragazzo disse Tohr.
John allung il collo per guardarsi intorno e lei era l, vicino alla porta, con un'aria preoccupata.
Non appena la vide, ogni neurone del suo cervello and in tilt e la luce bianca torn. John si mise a
tremare in preda alle convulsioni.
Merda, eccolo che ricomincia bofonchi Tohr, trattenendolo nella speranza di contenere
l'attacco.
Con la sensazione di sprofondare, John tese la mano verso la donna bruna.
Che cosa vuoi, figliolo? La voce di Tohr andava e veniva, come una stazione radio disturbata.
Te lo prendiamo noi...
La donna...
Avvicinati a lui, leelan disse Wrath. Prendigli la mano.
La donna bruna venne avanti, e non appena i loro due palmi entrarono in contatto tutto divenne
nero.
Quando John riprese di nuovo i sensi, sent Tohr che diceva: Dovevo comunque portarlo da
Havers per una visita. Ehi, figliolo, sei tornato tra noi.
John si alz a sedere in preda al capogiro. Si prese la faccia tra le mani, come se questo servisse
a non fargli perdere conoscenza, e guard verso la soglia. Dov'era la donna? Doveva... Non sapeva
bene cosa doveva fare, ma era qualcosa, qualcosa che c'entrava con lei...
Si mise a gesticolare freneticamente.
 andata via, figliolo disse Wrath. Vogliamo tenervi separati finch non avremo un'idea di
cosa sta succedendo.
John guard Tohr e mosse la mani lentamente. Dice che deve prendersi cura di lei tradusse
Tohr.
Wrath ridacchi. Credo che quello sia compito mio. Lei  la mia compagna, la mia shellan, la
tua regina.
Per qualche motivo, John si rilass a quella notizia, e a poco a poco torn alla normalit. Un
quarto d'ora dopo fu in grado di alzarsi in piedi.
Wrath stava guardando serio Tohr. Voglio discutere di strategia con te, quindi mi servi qui.
Per stasera Phury deve passare in clinica. Potrebbe accompagnare lui il ragazzo.
Tohr esit. Per te va bene, figliolo? disse rivolto a John. Phury  una brava persona.
Assolutamente.
Lui annu. Aveva gi causato abbastanza problemi contorcendosi sul pavimento. Dopo quella
scena pietosa non era proprio il caso di fare il difficile.
Chiss come mai la donna bruna gli aveva fatto quell'effetto. Adesso che se n'era andata non
riusciva pi a ricordare perch si fosse agitato tanto. Non ricordava nemmeno che faccia avesse, quasi
fosse vittima di un'amnesia fulminante.
Vieni disse Tohr, ti accompagno nella stanza di Phury.
John gli pos una mano sul braccio. Quand'ebbe finito di comunicare a gesti, guard Wrath.
Tohr sorrise. John ha detto che  stato un onore conoscerti.
Anche per me  stato un piacere conoscerti, figliolo disse il re andando a sedersi alla
scrivania. Tohr? Quando torni porta con te anche Vishous.
Nessun problema.
O sferr un calcio alla fiancata della Taurus di U, talmente forte da lasciare il segno.
Quel catorcio di merda era stato abbandonato sul ciglio della strada lungo la Route 14, in un
posto sperduto a quaranta chilometri dal centro.
Era rimasto seduto davanti al computer di U per un'ora buona prima di localizzare l'automobile,
visto che il segnale del Lojack era saltato, Dio solo sapeva perch. Quando finalmente quel dannato
segnale era ricomparso sullo schermo, la Taurus stava procedendo a velocit sostenuta. Potendo
contare su un'unit di supporto, avrebbe ordinato a qualcuno di stare incollato al computer mentre lui
saltava sul pick-up per mettersi sulle tracce della berlina. Ma U era a caccia di vampiri in citt, e
togliere di pattuglia lui o qualcun altro avrebbe attirato l'attenzione.
E O aveva gi i suoi bei problemi... Che ricominciarono quando il cellulare si mise a suonare
per la millesima volta. Aveva iniziato una ventina di minuti prima e da allora non aveva pi smesso.
Tir fuori il Nokia dal giubbotto di pelle. Il display indicava NUMERO RISERVATO. Probabilmente
U o, peggio, Mr X.
Doveva gi essersi sparsa la voce che il centro di persuasione era bruciato.
Quando il telefonino smise di suonare, compose il numero di U. Non appena rispose, disse: Mi
stavi cercando?.
Cristo, cosa diavolo  successo? Mr X ha detto che il centro  fottuto!
Non so...
Ma tu eri l, giusto? Hai detto che stavi andando l.
L'hai riferito a Mr X?
S. E, senti, farai meglio a stare in campana. Il Fore-lesser  incazzato nero e ti sta cercando.
O si appoggi contro la carrozzeria gelida della Taurus. Porca troia. Non aveva tempo per
quelle cazzate. Sua moglie era da qualche parte, lontana da lui; respirava ancora, o forse era gi
sottoterra, ma in un caso o nell'altro la rivoleva indietro. Poi doveva dare la caccia al fratello sfregiato
che gliel'aveva portata via. Doveva fargli la pelle, a quel brutto bastardo, dopo avergli dato una bella
lezione.
O? Sei ancora l?
Maledizione... Forse avrebbe dovuto sistemare le cose in modo da far sembrare che fosse morto
anche lui nell'esplosione. Avrebbe potuto lasciare il camioncino sul posto e scappare per i boschi. S, e
poi?
Non aveva soldi, non aveva altri mezzi di trasporto e sarebbe stato completamente solo contro
la confraternita mentre dava la caccia allo sfregiato. In quanto assente ingiustificato, se qualcuno
smascherava la sua messinscena l'intera Societ lo avrebbe braccato come un cane. O?
Sinceramente non so cosa sia successo. Quando sono arrivato sul posto il centro era ridotto in
cenere.
Mr X pensa che sia stato tu ad appiccare l'incendio.
 naturale.  un'ipotesi che gli fa comodo, anche se non avevo nessun motivo di farlo. Senti, ti
richiamo dopo.
Chiuse il cellulare e lo infil nel giubbotto. Poi lo tir fuori di nuovo e lo spense.
Si sfreg la faccia; non sentiva niente di niente, e non per via del freddo.
Cazzo, era nella merda fino al collo. Mr X aveva bisogno di incolpare qualcuno per quel
mucchio di cenere e O era il capro espiatorio ideale. Se non lo mettevano a morte seduta stante, gli
avrebbero riservato una punizione tremenda. L'ultima volta che gli avevano dato una raddrizzata era
quasi morto tra le grinfie dell'Omega. Dannazione. .. Che alternative aveva?
Quando trov la soluzione rabbrivid, ma il tattico in lui si congratul con se stesso.
Il primo passo era ottenere l'accesso agli archivi della Societ prima che Mr X lo rintracciasse.
Gli serviva una connessione internet. Quindi doveva tornare a casa di U.
Uscito dallo studio di Wrath, John svolt a sinistra tallonando Tohr. Lungo il corridoio di fronte
alla balconata c'era una fila di porte, una ogni dieci metri circa. Sembrava di stare in un albergo. Ma
quanta gente abitava in quella casa?
Tohr si ferm davanti a una porta e buss. Nessuna risposta. Buss di nuovo gridando: Ehi,
Phury, hai un secondo?.
Cerchi me? disse una voce profonda alle loro spalle.
Un tipo con una splendida massa di capelli multicolori sciolti sulla schiena avanzava verso di
loro. Sorrise a John, poi guard Tohr.
Salve, fratello lo salut questi. Poi i due passarono all'antico idioma mentre il tizio apriva la
porta.
John sbirci dentro. C'era un letto a baldacchino, antico ed enorme, con una quantit di cuscini
allineati contro la testiera intagliata, un mucchio di altra roba bellissima, tipo pezzi da rivista di
arredamento, e dall'odore sembrava di essere da Starbucks.
Il capellone lo guard di nuovo sempre sorridendo, e tornando all'inglese disse: John. Io sono
Phury. Pare che stasera andremo tutti e due dal dottore.
Tohr pos la mano sulla spalla del ragazzo. Allora ci vediamo dopo, okay? Hai il mio numero
di cellulare. Se hai bisogno di qualcosa, basta che mi mandi un SMS.
John annu e lo segu con lo sguardo mentre si allontanava impettito. Veder sparire quelle spalle
larghe lo fece sentire decisamente solo.
Almeno fin quando Phury disse in tono pacato: Non preoccuparti. Ti star sempre vicino, e io
mi prender cura di te.
John guard in su e incroci un paio di occhi gialli. Accipicchia... erano dello stesso colore dei
cardellini. Si sentiva gi pi rilassato. A un tratto colleg il nome. Phury... era il tizio che si sarebbe
occupato dei corsi.
Ottimo, pens.
Vieni dentro. Sono appena tornato da una piccola commissione.
Appena varcata la soglia, l'aroma di caff si fece ancora pi forte.
Sei mai stato da Havers?
John scosse la testa, e notando una poltrona vicino a una finestra and a sedersi.
Be', non preoccuparti. Faremo in modo che ti trattino bene. Allora, immagino che cercheranno
qualche indizio sulle tue origini.
Il ragazzo annu. Tohr aveva detto che gli avrebbero fatto un prelievo di sangue e una visita
medica. Entrambe le cose erano probabilmente una buona idea, dati lo svenimento e le convulsioni che
aveva appena avuto nello studio di Wrath.
Tir fuori il suo blocco e scrisse: Perch devi andare dal dottore?
Phury si avvicin per leggere, poi con sorprendente agilit, considerata la sua mole, appoggi
l'enorme stivale sul bordo della poltrona. John si scost quando il guerriero sollev leggermente i
calzoni di pelle.
Oh, santo cielo... La parte inferiore della gamba era di barre e bulloni.
John fece scorrere la mano sul metallo lucente e alz la testa. Senza rendersene conto si stava
toccando la gola; se ne accorse solo quando vide che Phury sorrideva.
Gi, so bene cosa significa avere una menomazione fisica.
Il ragazzo torn a guardare l'arto artificiale e pieg il capo di lato.
Vuoi sapere com' successo? Quando lui annu, Phury ebbe un attimo di esitazione, poi disse:
L'ho maciullata con un colpo di pistola.
La porta si spalanc senza preavviso e un'aspra voce maschile riecheggi nella stanza. Ho
bisogno di sapere...
La frase si interruppe bruscamente e John si volt per vedere chi aveva parlato. Subito si
ritrasse sulla poltrona, impaurito.
L'uomo sulla soglia era sfregiato, la faccia tagliata a met da una cicatrice. Ma non era quello il
motivo per cui John avrebbe tanto voluto sparire. Gli occhi neri, in quel volto devastato, erano come le
tenebre di una casa abbandonata, ombre minacciose, inquietanti.
E il tizio aveva del sangue fresco sulla gamba dei pantaloni e sullo stivale sinistro.
Quegli occhi malvagi si strinsero, investendo John in pieno viso come una raffica di aria gelida.
Che cosa guardi?
Phury abbass la gamba. Z...
Ti ho fatto una domanda, ragazzino.
John armeggi con il bloc-notes. Scribacchi in fretta qualcosa e mostr il foglio al nuovo
arrivato, ma per qualche motivo questo non fece che peggiorare la situazione.
Il labbro deforme dello sfregiato si incresp all'ins mettendo in mostra due zanne spaventose.
S, bravo moccioso, complimenti.
Non ti scaldare, Z si intromise Phury. Il ragazzo  muto. Non pu parlare spieg, voltando
il blocco verso di s. Si scusa con te.
John resistette all'impulso di nascondersi dietro la poltrona mentre lo sfregiato lo squadrava da
capo a piedi. Poi per la carica di aggressivit che si sprigionava dalla sua persona parve attenuarsi.
Non parli proprio per niente?
John scosse la testa.
Be', io non so leggere. Quindi nessuna speranza di comunicare, tra noi due. Bella sfiga.
John scrisse in fretta qualcosa con la sua Bic. Quando mostr il blocco a Phury, il vampiro con
gli occhi neri si accigli. Cos'ha scritto il ragazzo?
Dice che per lui non c' problema. Gli piace molto ascoltare, e tu puoi parlare.
Gli occhi senz'anima distolsero lo sguardo. Non ho niente da dire. Senti, a che cavolo di
temperatura devo regolare il termostato?
Ehm, ventiquattro gradi rispose Phury attraversando la stanza. Devi girare la manopola cos,
vedi?
Allora non l'ho alzato abbastanza.
E controlla che sia acceso. Vedi come dev'essere l'interruttore, qui in basso? Tutto a destra.
Altrimenti  spento e la stanza non si scalder comunque.
S... okay. E puoi dirmi cosa c' scritto qui?
Phury abbass gli occhi su un foglietto quadrato.  il dosaggio per l'iniezione.
Questo lo so anch'io. Allora, cosa devo fare?
Bella non sta bene?
Al momento sta bene, ma voglio avere una siringa gi pronta nel caso Havers non possa venire
subito. Quindi preparamela e dimmi cosa devo fare.
Phury prese la fiala di morfina e scart la siringa. Va bene. Quando ebbe finito, rimise il
cappuccio sull'ago e i due si scambiarono qualche battuta nell'antico idioma. Poi lo sfregiato chiese:
Per quanto starai via?.
Un'oretta.
Allora prima fammi un favore. Lascia da qualche parte la berlina con cui ho portato qui
Bella.
Gi fatto.
Lo sfregiato annu e se ne and; la porta si richiuse con uno scatto.
Phury si port le mani sui fianchi e rest a fissare il pavimento. Poi and a un cassettone con
sopra una scatola di mogano e tir fuori quello che aveva tutta l'aria di essere uno spinello.
Stringendolo tra pollice e indice lo accese e aspir a fondo, a occhi chiusi, trattenendo il fumo nei
polmoni. Quando lo soffi fuori, nella stanza si diffuse un odore a met tra il caff appena tostato e la
cioccolata calda. Delizioso.
Sentendo i muscoli che si rilassavano, John si chiese cosa fosse quella roba. Non certo
marijuana. In ogni caso non era una semplice sigaretta.
Chi era quel tizio? scrisse sul blocco mostrandolo al vampiro.
Zsadist. Il mio fratello gemello. John rimase a bocca aperta e Phury ridacchi. S, lo so, non
ci assomigliamo molto. Non pi, almeno. Senti, Zsadist  un filino suscettibile, quindi forse  meglio se
non gli stai troppo addosso.
Ma va? pens John.
Phury prese una doppia fondina ascellare e ci infil una pistola da una parte e un pugnale con la
lama nera dall'altra. Poi entr nella cabina armadio e torn con addosso un giaccone alla marinara di
pelle nera.
Infine spense lo spinello, o qualunque cosa fosse, in un posacenere d'argento accanto al letto.
Okay, andiamo.
Capitolo 11
Zsadist torn in camera sua senza fare rumore. Regol il termostato, pos siringa e morfina sul
com e si appoggi al muro accanto al letto, tenendosi nell'ombra. Immobile, mentre fissava le coperte
che si alzavano e si abbassavano in modo quasi impercettibile al ritmo del respiro di Bella, rimase
come sospeso nel tempo. I minuti scorrevano fino a diventare ore, ma lui non si decideva a muoversi
malgrado sentisse le gambe sempre pi intorpidite.
Al lume della candela rest a contemplare Bella, che guariva sotto i suoi occhi. Era un
miracolo: i lividi e le escoriazioni svanivano a poco a poco dal suo viso, il gonfiore intorno agli occhi si
attenuava per poi sparire, le ferite si rimarginavano. Grazie al sonno ristoratore in cui era sprofondata,
il suo corpo si liberava del dolore; Zsadist era immensamente felice di veder rifiorire la sua bellezza.
Negli ambienti elitari frequentati da Bella, una femmina con imperfezioni di qualunque natura era
destinata a essere esclusa. Gli aristocratici erano fatti cos.
Pens al viso privo di difetti del suo gemello e cap che avrebbe dovuto essere Phury a
prendersi cura di lei. Phury era perfetto, come salvatore, ed era pi che naturale che fosse attratto da
Bella. Al suo risveglio, lei sarebbe stata felice di vedere un maschio come lui al suo capezzale.
Qualunque femmina lo sarebbe stata.
Quindi perch diavolo non la prendeva e non andava a metterla nel letto di Phury? Subito.
Ma non riusciva a muoversi. E mentre la guardava, l, con la testa posata sui cuscini che lui non
aveva mai usato, tra le lenzuola sotto cui non si era mai infilato, fu assalito dal ricordo del passato.
Erano trascorsi mesi da quel primo giorno, quando lo schiavo si era svegliato in cattivit. Nel
frattempo aveva subito di tutto, in tutte le posizioni, e le sevizie seguivano un ritmo ormai prevedibile.
La Padrona, affascinata dai suoi genitali, sentiva il bisogno di metterli in mostra davanti ai
maschi che godevano dei suoi favori. Li conduceva nella cella, tirava fuori l'unguento e ostentava la
virilit dello schiavo quasi fosse uno stallone di razza. Vedendo la soddisfazione che le faceva brillare
gli occhi quando i suoi ospiti scuotevano la testa esterrefatti, lo schiavo aveva intuito che la Padrona
mirava ad alimentare la loro insicurezza.
Quando poi, immancabilmente, erano iniziati gli abusi, lo schiavo faceva del suo meglio per
estraniarsi dal proprio corpo. Tutto diventava pi tollerabile se riusciva a librarsi nell'aria come una
nuvola, sempre pi su, fino a toccare il soffitto. Con un po' di fortuna riusciva a trasformarsi
completamente e a volare per tutta la cella, osservando dall'alto i presenti, assistendo all'umiliazione,
al dolore e al degrado che gli venivano inflitti come se fosse solo un testimone e la vittima fosse
qualcun altro. Non sempre quell'espediente funzionava, per. Talvolta non era capace di estraniarsi ed
era costretto a subire, inerme.
La Padrona era sempre costretta a ricorrere all'unguento con lui, e ultimamente lo schiavo
aveva notato una cosa strana: anche quando era prigioniero del proprio corpo e tutto ci che doveva
subire era vivido nella sua mente, anche quando i rumori e gli odori delle violenze si insinuavano nel
suo cervello come tanti topi di fogna, sotto la sua cintola si verificava una sorta di curiosa
dislocazione. Ci che sentiva l sotto gli giungeva come un'eco lontana, era qualcosa di separato dal
resto della sua persona. Era bizzarro, ma lui ne era ben lieto. Qualunque forma di distacco e
indifferenza era la benvenuta.
Quando veniva lasciato solo si sforzava di padroneggiare il fisico gigantesco con cui si era
risvegliato all'indomani della transizione, la sua nuova muscolatura e ossatura. Alla fine riusc
nell'impresa e in svariate occasioni attacc le guardie, senza mai pentirsi di quelle aggressioni. In
verit, gli sembrava di non conoscere pi i maschi che lo sorvegliavano e che svolgevano con disgusto
il loro lavoro: gli erano familiari come possono esserlo le cose che si vedono in sogno, nient'altro che
vaghe reminiscenze di una vita miserabile che avrebbe dovuto apprezzare di pi.
Dopo ogni tentativo di ribellione veniva percosso per ore, ma solo sui palmi delle mani e sulle
piante dei piedi, perch la Padrona voleva che conservasse un aspetto gradevole. A causa delle sue
ripetute esplosioni di violenza, veniva sorvegliato a turno da diversi drappelli di soldati, i quali, prima
di entrare nella cella, si proteggevano con una cotta di maglia. Il tavolaccio su cui dormiva era stato
munito di cinghie che potevano essere sganciate dall'esterno, cos, dopo essere stato violentato, le
guardie non dovevano nemmeno pi mettere a repentaglio la propria vita per liberarlo. Quando la
Padrona voleva andare da lui, lo drogava tramite il cibo o usando dardi di anestetico scoccati
attraverso una feritoia sulla porta della cella.
I giorni scorrevano lenti. Lo schiavo si sforzava senza posa di scoprire i punti deboli delle
guardie e di astrarsi dalla depravazione di cui era vittima. E poi, a tutti gli effetti, mor. Fu una morte
cos atroce che, quand'anche fosse riuscito a liberarsi dal perfido giogo della Padrona, non sarebbe
mai pi stato veramente vivo.
Lo schiavo stava mangiando nella sua cella, cercava di mantenersi in forze per il prossimo
attacco alle guardie, quando vide aprirsi la feritoia e spuntare una cerbottana. Balz prontamente in
piedi, anche se non poteva nascondersi da nessuna parte, e sent la prima puntura al collo. Estrasse il
dardo pi in fretta che pot, ma subito venne trafitto da un altro e da un altro ancora, finch fu
sopraffatto da un senso di pesantezza in tutto il corpo.
Si svegli sul tavolaccio, in catene.
Seduta accanto a lui c'era la Padrona, a capo chino, i lunghi capelli che le coprivano il volto.
Avvertendo che aveva ripreso conoscenza, lo guard negli occhi.
Devo sposarmi.
Oh, beata Vergine del Fado, quanto aveva sperato di sentire quelle parole. Adesso sarebbe
stato libero perch la Padrona, avendo un hellren, non avrebbe pi avuto bisogno di uno schiavo di
sangue. Poteva tornare alle sue mansioni di sguattero...
Lo schiavo si sforz di rivolgersi a lei in modo rispettoso, anche se per lui lei non era una
femmina degna di rispetto. Padrona, mi lascerete andare?
Silenzio.
Vi supplico, lasciatemi andare implor senza ritegno. Considerato ci che aveva patito,
calpestare il proprio orgoglio in cambio della possibilit di tornare libero era un sacrificio
sopportabile. Vi scongiuro, Padrona. Liberatemi da questa prigionia.
Lei lo guard con le lacrime agli occhi. Non ci riesco... Devo tenerti. Ho bisogno di tenerti
con me.
Lui cominci a divincolarsi, e pi lottava contro le catene che lo tenevano prigioniero pi il
volto della Padrona era soffuso d'amore.
Sei magnifico disse, toccandolo in mezzo alle gambe. Aveva un'espressione malinconica...
adorante, quasi. Non ho mai visto un maschio come te. Volesse il cielo che tu non fossi di condizione
tanto inferiore alla mia... Ti presenterei a corte come mio consorte.
Lo schiavo la vide muovere il braccio lentamente, su e gi, e cap che si stava lavorando quel
pezzo di carne che la intrigava tanto. Grazie al cielo, lui non sentiva niente.
Lasciatemi andare...
Non ti viene mai duro senza l'unguento mormor mestamente lei. E non raggiungi mai il
supremo piacere. Come mai?
Prese ad accarezzarlo con maggior vigore, finch lo schiavo sent un bruciore nel punto in cui
lo stava toccando. Adesso la Padrona aveva lo sguardo pieno di frustrazione.
Perch? Perch non mi vuoi? Vedendo che lo schiavo rimaneva in silenzio, diede uno
strattone al suo membro. Io sono bella.
Solo per gli altri gli sfugg.
Lei rimase senza fiato, quasi lui la stesse strangolando. Poi fece scorrere lo sguardo sul ventre
e sul petto dello schiavo, su fino al suo viso. Aveva ancora gli occhi lucidi, ma anche colmi di rabbia.
Scese dal tavolaccio e rimase a fissarlo dall'alto in basso. Poi lo schiaffeggi, talmente forte da
farsi male. Lo schiavo sput sangue, e forse anche qualche dente.
Nel vedere lo sguardo feroce con cui lei lo fissava, ebbe la certezza che lo avrebbe fatto
uccidere e fu pervaso da un senso di calma. Almeno quell'inferno avrebbe avuto fine. La morte sarebbe
stata una liberazione.
All'improvviso la Padrona gli sorrise, quasi gli avesse letto nel pensiero, quasi fosse riuscita a
violare anche l'intimit della sua mente, dopo aver violato il suo corpo.
No, non ti spedir nel Fado.
Si chin a baciargli uno dei capezzoli, poi lo prese in bocca. Fece scorrere la mano sulle sue
costole, poi sul suo ventre.
La sua lingua guizzava senza posa sulla carne dello schiavo. Sei troppo magro. Hai bisogno
di sangue fresco, non credi?
Continuando a baciarlo e a succhiarlo, scese sempre pi gi lungo il suo corpo. Poi accadde
tutto molto in fretta. L'unguento. Lei che gli montava sopra. Quella spaventosa comunione dei corpi.
Quando lo schiavo chiuse gli occhi voltandosi dall'altra parte, lei lo schiaffeggi una... due...
molte volte. Ma lui si rifiut di guardarla e lei non era abbastanza forte per costringerlo a voltare la
testa.
Quando lo schiavo le neg il suo sguardo lei scoppi in singhiozzi, forti com'erano forti i
rumori dell'amplesso. Alla fine la Padrona scese in un turbinio di seta e, poco dopo, lui venne liberato
dai ceppi.
Puntellandosi su un avambraccio si pul la bocca. Guard il sangue sulla propria mano
sorprendendosi che fosse ancora rosso. Si sentiva cos sudicio che non lo avrebbe stupito se fosse
diventato di un marrone rugginoso.
Rotol gi dal tavolaccio, ancora intontito dai dardi imbevuti di anestetico, e and a rifugiarsi
nel suo solito angolo. Seduto con la schiena appoggiata al muro, pieg le ginocchia contro il petto, i
talloni vicinissimi ai genitali.
Qualche tempo dopo sent i rumori di una colluttazione appena fuori dalla cella, poi le guardie
spinsero dentro una femmina minuta. Lei si accasci al suolo, ma non appena la porta si chiuse vi si
gett contro.
Perch? url. Perch mi punite cos?
Lo schiavo si alz in piedi, non sapendo cosa fare. A parte la Padrona, non vedeva una
femmina da quando si era risvegliato in cattivit. Quella era una servetta, ricordava di averla gi
incontrata. Avvert il suo odore e fu assalito dalla sete di sangue fresco. Dopo tutto quello che gli
aveva fatto, non riusciva a concepire di bere il sangue della Padrona, ma questa femmina cos gracile
era diversa.
Tutt'a un tratto moriva di sete, le esigenze del suo fisico si ridestarono con prepotenza feroce.
Si avvicin barcollando alla serva, guidato solo dall'istinto.
Lei tempestava di pugni la porta della cella, poi all'improvviso parve accorgersi di non essere
da sola. Quando si volt e lo vide si mise a strillare.
Malgrado la sete che lo divorava, lo schiavo si impose di allontanarsi; si trascin goffamente
nel suo angolo, dove si accovacci stringendo le braccia intorno al proprio corpo nudo e tremante.
Voltando la faccia verso il muro cerc di respirare, e fu sul punto di piangere. Una bestia, ecco cos'era
diventato.
Dopo un po' la femmina smise di strepitare, e dopo un altro po' disse: Sei proprio tu, vero? Il
giovane che lavorava nelle cucine. Quello che serviva la birra.
Lui annu.
Girava voce che ti avevano portato qui, ma io... avevo creduto a chi diceva che eri morto
durante la transizione. Ci fu una pausa. Sei cos grosso. Sembri un guerriero. Come mai?
Lui non ne aveva idea. Non sapeva nemmeno che aspetto avesse perch nella cella non c'erano
specchi.
Lei gli si avvicin con cautela. Quando lo schiavo la guard, si accorse che stava fissando i
suoi tatuaggi.
Dimmi la verit, cosa ti fanno qui dentro? bisbigli la servetta. Si dice che... il maschio
rinchiuso in questo posto subisca cose terribili.
Lo schiavo non apr la bocca; la servetta gli si sedette accanto e gli tocc il braccio con
delicatezza. Lui trasal, ma poi si rese conto che quel contatto gli procurava un senso di sollievo.
Sono qui per nutrirti, vero? Per questo mi hanno portata qui. Dopo qualche istante, stacc la
mano dalla gamba e gli mise il polso nel palmo. Devi bere.
Allora lui pianse, pianse per la generosit di quella giovane, per la sua gentilezza, per la
dolcezza con cui gli accarezzava la spalla. Era l'unica carezza che accoglieva con piacere da... da
sempre.
Alla fine lei gli premette il polso sulla bocca. Lo schiavo aveva sfoderato le zanne e moriva
dalla voglia di bere, ma non fece niente, se non baciare la sua pelle delicata e declinare l'offerta.
Come poteva strapparle quello che strappavano regolarmente a lui? Lei si era offerta di nutrirlo, ma vi
era stata costretta. Era prigioniera della Padrona, proprio come lui.
Pi tardi entrarono le guardie, e quando videro che la servetta lo stava cullando rimasero
interdette, ma non la trattarono male. Uscendo, lei guard lo schiavo con espressione preoccupata.
Alcuni istanti dopo lo bersagliarono di dardi, ne piovvero talmente tanti dalla feritoia che gli
sembrava di essere sotto una sassaiola. Mentre scivolava nell'incoscienza pens confusamente che la
frenesia di quell'attacco non lasciava presagire niente di buono.
Al suo risveglio la Padrona torreggiava sopra di lui, furente. Aveva in mano qualcosa, lui per
non riusciva a distinguere cosa fosse.
Ti credi superiore ai doni che ti faccio?
La porta della cella si apr e le guardie trascinarono dentro il corpo inerte della giovane serva.
Quando la lasciarono andare, croll a terra come una bambola di pezza. Morta.
Lo schiavo url in preda a una furia cieca, il ruggito che riecheggiava contro le mura di pietra
della cella, sempre pi alto, fino a trasformarsi in un tuono assordante. Stratton i ferri che lo
tenevano prigioniero e uno dei pali a cui erano assicurate le catene si spezz con uno schianto; e lui
ancora ruggiva selvaggiamente.
Le guardie si ritrassero, spaventate. Persino la Padrona sembrava impressionata dalla furia
che lei stessa aveva scatenato. Ma come sempre non tard a riprendere in pugno la situazione.
Lasciateci soli ordin alle guardie.
Attese che lo schiavo si placasse, stremato. Poi si chin sopra di lui, e impallid.
I tuoi occhi sussurr, attonita. I tuoi occhi...
Per un attimo parve intimorita, poi si ammant di una regale indulgenza.
Devi bere il sangue delle femmine che ti offro disse lanciando un'occhiata al corpo senza vita
della servetta. E farai meglio a non lasciarti consolare da loro, altrimenti faranno la stessa fine di
quella. Tu sei mio e di nessun'altra.
Io non berr il loro sangue grid lui. Mai!
La Padrona fece un passo indietro. Non essere ridicolo, schiavo.
Lui scopr le zanne soffiando come un felino. Guardami, Padrona. Guardami avvizzire! Le
url in faccia l'ultima parola riempiendo la stanza con la sua voce tonante. Lei si irrigid, proprio
mentre la porta si spalancava e le guardie entravano con le spade sguainate.
Lasciateci soli ringhi la Padrona, rossa in faccia e fremente di rabbia.
Alz il braccio. In mano stringeva una frusta che cal con forza sul petto dello schiavo. La
carne si lacer, sanguinando, e lui le rise in faccia.
Ancora grid. Fallo ancora. Non ho sentito niente, sei troppo debole!
Come se una diga avesse ceduto dentro di lui, le parole gli uscivano dalla bocca senza freni, un
fiume in piena. Inve con veemenza contro la sua aguzzina mentre lei continuava a fustigarlo, finch il
tavolaccio non fu completamente imbrattato del sangue che prima gli scorreva nelle vene. A un certo
punto la Padrona non ebbe pi la forza di alzare il braccio; ansimava, grondante sangue e sudore. Lo
schiavo invece era lucido, freddo, calmo malgrado il dolore. Nonostante fosse lui la vittima, era stata
lei a cedere per prima.
Mentre riprendeva fiato, la Padrona chin il capo in un gesto quasi di sottomissione.
Guardia chiam con voce roca, le labbra livide. Guardia!
La porta si apr. Il soldato in uniforme che accorse al suo richiamo ebbe un attimo di esitazione
di fronte alla scena che si trov davanti, poi, pallido come un morto, avanz malfermo sulle gambe.
Tienigli ferma la testa ordin la Padrona con voce stridula, lasciando cadere la frusta per
terra. Tienigli ferma la testa, ho detto. Subito.
La guardia avanz scivolando sul pavimento insanguinato. Poi lo schiavo sent una mano
robusta calargli sulla fronte.
La Padrona si chin sopra di lui, aveva ancora il respiro affannoso. Ti proibisco... di...
morire.
La sua mano trov il membro, poi scese, afferrando i testicoli. Strinse e torse con tutta la forza
che aveva in corpo. Lo schiavo fu scosso da spasmi incontrollabili. Quando grid, la Padrona affond
i denti nel proprio polso, lo tenne sospeso sopra la sua bocca spalancata e lasci gocciolare il proprio
sangue dentro di lui.
Zsadist si allontan dal letto. Non voleva pensare alla Padrona in presenza di Bella... Temeva
che tutto quel male potesse sfuggire alla sua mente, mettendola in pericolo mentre guariva nel sonno.
And al suo giaciglio e si rese conto di essere curiosamente stanco. Esausto, in realt.
Si stese sul pavimento. La gamba gli faceva un male del diavolo.
Se n'era completamente scordato. Si tolse stivali e pantaloni, e con la forza del pensiero accese
una candela vicino a s. Pieg il ginocchio ed esamin la ferita al polpaccio. Oltre al foro d'entrata c'era
anche quello di uscita, quindi il proiettile gli aveva trapassato la gamba. Sarebbe sopravvissuto.
Spense la candela soffiandoci sopra, si copr l'inguine con i pantaloni, si sdrai e si apr alla
sofferenza. Del corpo e del cuore.
Poi ud uno strano rumore, una specie di grido soffocato. Il suono si ripet e Bella cominci a
dibattersi, le lenzuola che frusciavano come se stesse agitando convulsamente braccia e gambe.
Z balz in piedi e si avvicin al letto. In quel momento lei volt la testa verso di lui e apr gli
occhi.
Batt le palpebre, lo guard in faccia. E lanci un urlo.
Capitolo 12
Vuoi mangiare un boccone, amico? chiese Phury entrando in casa insieme a John. Il ragazzo
era distrutto, ma lo sarebbe stato chiunque. Farsi tastare e auscultare dappertutto non era piacevole.
Anche Phury era leggermente provato.
John scosse la testa mentre la porta del vestibolo si chiudeva alle loro spalle e mentre Tohr
scendeva le scale, teso in volto. Voleva sapere della visita.
Nel complesso era andata bene, lo inform Phury. Malgrado l'attacco di convulsioni, John era
sano e gli esiti degli esami sarebbero stati pronti a breve. Con un po' di fortuna avrebbero fornito
qualche indizio sui suoi antenati, aiutandolo a rintracciare i suoi consanguinei. Dunque non c'era
motivo di preoccuparsi.
Quando Tohr gli circond le spalle con un braccio, tuttavia, John si abbandon contro di lui.
Penso che ti porter a casa disse il guerriero alla fine.
Il giovane annu gesticolando. Dice che si  dimenticato di chiederti come va la tua gamba
disse rivolto a Phury.
Quello pieg il ginocchio battendosi sul polpaccio. Meglio, grazie. Riguardati, John, okay?
Poi li segu con lo sguardo mentre sparivano oltre la porta sotto lo scalone. Un bravo ragazzo,
pens. Meno male che l'avevano trovato prima della transizione...
Improvvisamente nell'atrio riecheggi un grido femminile e un brivido gelido gli corse lungo la
spina dorsale. Bella.
Phury si precipit di sopra, correndo in fondo alla galleria delle statue. Quando spalanc la
porta della stanza di Zsadist, la luce si rivers all'interno illuminando una scena che si sarebbe impressa
in modo indelebile nella sua memoria: Bella si premeva impaurita contro la testiera del letto
stringendosi convulsamente le lenzuola intorno al collo mentre Z, nudo dalla vita in gi, se ne stava
accucciato davanti a lei con le mani alzate.
Accecato dalla rabbia, Phury si avvent alla gola del gemello scaraventandolo contro il muro.
Si pu sapere cos'hai nella testa? grid schiacciandolo contro la parete. Brutta bestia che
non sei altro!
Zsadist non reag nemmeno quando Phury lo sbatt di nuovo contro il muro. Tutto ci che disse
fu: Portala via. Portala da qualche altra parte.
Rhage e Wrath fecero irruzione contemporaneamente, ma Phury quasi non se ne accorse. Non
aveva mai odiato Z, aveva sempre cercato di comprenderlo per tutto quello che aveva passato. Ma
insidiare Bella...
Brutto stronzo bacato sibil, premendo un'altra volta il corpo roccioso di Zsadist contro il
muro. Brutto stronzo bacato... Dio, mi fai schifo.
Z si limitava a fissarlo con i suoi occhi neri come l'asfalto, opachi e inespressivi.
All'improvviso Rhage li circond entrambi con le sue braccia poderose, stringendoli in una
morsa di acciaio. In un sussurro disse: Bella non ha bisogno di una scenata in questo momento,
ragazzi.
Phury moll subito la presa, liberandosi con uno spintone. Portalo fuori di qui finch non
l'avremo trasferita ringhi sistemandosi il giaccone.
Tremava e gli mancava il fiato. La furia che lo aveva assalito non accennava a placarsi,
nemmeno quando Zsadist usc di sua spontanea volont, seguito da Rhage.
Phury si schiar la gola e guard Wrath. Mio signore, mi concedi di assisterla in privato?
S, certo ringhi il re mentre si avviava alla porta. Faremo in modo che Z non torni per un
bel po'.
Phury si volt verso Bella. Tremava come una foglia e batteva le palpebre sfregandosi gli occhi.
Quando le si avvicin, si ritrasse contro i cuscini.
Bella, sono Phury.
Phury? ripet lei, rilassandosi leggermente.
S, sono io.
Non vedo niente disse lei con un filo di voce. Non riesco...
Lo so,  la pomata che ti ha messo il dottore. Vado a prendere qualcosa per pulirla.
And in bagno e torn con un panno umido; era convinto che Bella avesse bisogno di guardarsi
intorno, pi che della crema medicinale.
Quando le prese il mento nel palmo, lei trasal.
Tranquilla, Bella... disse Phury passandole il panno sugli occhi, ma lei si divincol tentando
di graffiarlo. No, no... tieni gi le mani. Faccio in un attimo.
Phury? disse lei con voce roca. Sei proprio tu?
S, sono io conferm lui, sedendosi sulla sponda del letto. Sei nel quartier generale della
confraternita. Ti abbiamo portata qui pi o meno sette ore fa. I tuoi sono gi stati avvertiti che sei in
salvo. Puoi chiamarli quando vuoi.
Bella gli pos una mano sul braccio e Phury si blocc. Tastando, risal fino alla spalla e al collo,
poi gli tocc il viso e infine i capelli. Un pallido sorriso le sfior le labbra quando sent tra le dita le
ciocche morbide e ondulate. Se le port al naso, inspir a fondo e pos l'altra mano sulla gamba del
vampiro.
Sei proprio tu. Ricordo il profumo del tuo shampoo.
Quella vicinanza e il contatto fisico gli infiammavano il sangue. Si sent un bastardo schifoso
per quell'inopportuno stimolo sessuale, ma non riusciva a dominarsi. Specialmente quando Bella,
facendo scorrere la mano alla cieca sui suoi lunghi capelli, arriv a toccargli il petto.
Con il respiro corto, Phury schiuse le labbra. Voleva attirarla a s e tenerla stretta. Non per il
sesso, anche se era questo che il suo corpo bramava da lei. No, in quel momento desiderava solo sentire
il calore della sua pelle, sentire che era viva.
Posso pulirti gli occhi? Ges, che voce gutturale.
Bella annu e lui le pass con delicatezza il panno sulle palpebre. Come va, adesso?
Lei batt le palpebre. Con un sorriso stentato, gli mise una mano sulla guancia.
Adesso ci vedo meglio. Poi a un tratto si accigli. Come ho fatto a scappare da quel posto?
Non ricordo niente, a parte che ho aiutato l'altro civile a liberarsi e dopo  tornato David. Poi c' stata
una corsa in macchina. O era un sogno? Ho sognato che Zsadist mi aveva salvata.  cos?
Phury non se la sentiva di parlare del suo gemello, proprio no. Si alz in piedi e appoggi il
panno umido sul comodino. Vieni, ti accompagno nella tua stanza.
Dove mi trovo, adesso? chiese Bella guardandosi intorno, poi spalanc la bocca. Questa  la
stanza di Zsadist.
Come diavolo faceva a saperlo? Andiamo.
Lui dov'? Dov' Zsadist? chiese con una nota di urgenza nella voce. Ho bisogno di vederlo.
Ho bisogno...
Adesso ti accompagno in camera tua...
No! Voglio restare...
Era cos agitata che Phury rinunci a parlarle. Tir indietro le lenzuola per aiutarla ad alzarsi...
Merda, era nuda. Rimise subito a posto le coperte.
Ehm, scusa... disse passandosi una mano tra i capelli. Dio benedetto. .. Le linee armoniose
del suo corpo erano qualcosa che non avrebbe mai scordato. Vado... ehm... vado a prenderti qualcosa
da metterti.
And all'armadio, ma era praticamente vuoto. Non c'era nemmeno una vestaglia, e non era
davvero il caso di coprirla con una delle tenute da combattimento del suo gemello. Si tolse il giaccone
di pelle e torn da Bella.
Per ora prendi questo. Io intanto mi giro dall'altra parte. Poi andr a cercarti una vestaglia...
Non portarmi via da lui supplic Bella con voce rotta. Per favore. Doveva essere lui, l in
piedi, vicino al letto. Non lo sapevo, non vedevo niente. Ma doveva essere lui.
Eccome, se era lui. E quel bastardo era nudo come un verme e pronto a saltarle addosso.
Considerato tutto ci che Bella aveva passato, quel mancato stupro gli dava i brividi. Cristo... Anni
prima, in un vicolo, Phury aveva sorpreso Z a fare sesso con una prostituta. Non era stato un bello
spettacolo, e il pensiero di Bella che subiva lo stesso trattamento gli dava il voltastomaco.
Mettiti il giaccone insistette voltandosi. Non puoi pi stare qui. Quando finalmente sent il
letto cigolare e lei che si vestiva, sospir sollevato. Sei presentabile?
S, per non voglio andarmene.
Phury le lanci un'occhiata da sopra la spalla. Con addosso il suo giaccone alla marinara
sembrava ancora pi minuta, mentre i lunghi capelli scuri le ricadevano morbidi sulle spalle. Se la
immagin in una vasca, con l'acqua trasparente che le scorreva sulla pelle candida.
Poi vide Zsadist che incombeva sopra di lei, che la fissava con i suoi occhi neri senz'anima,
consumato dalla voglia di scoparsela per il solo fatto che era spaventata, magari. Gi, su di lui la paura
di Bella avrebbe agito come un afrodisiaco. Era risaputo che il terrore di una femmina lo mandava su di
giri pi di qualunque altra cosa, non importava quanto fosse affascinante, affettuosa o in gamba.
Portala fuori di qui, si disse Phury. Subito.
Te la senti di camminare? chiese con voce incerta.
Mi gira la testa.
Ti aiuto io. Le and vicino, per certi versi incapace di credere di stare per prenderla tra le
braccia. Ma poi accadde... Le fece scivolare una mano intorno alla vita e l'altra sotto le ginocchia. Era
leggerissima. La sollev senza il minimo sforzo.
Quando si avvi alla porta, Bella si abbandon contro di lui posandogli la testa sulla spalla,
aggrappandosi alla sua maglietta.
Oh, Vergine santissima. Era una sensazione meravigliosa, cos naturale.
Phury percorse tutto il corridoio fino all'altra ala del palazzo, fino alla stanza accanto alla sua.
Con Bella in braccio.
John camminava spedito mentre, insieme a Tohr, usciva dal centro di addestramento e
attraversava il parcheggio dove avevano lasciato la Range Rover. I loro passi riecheggiavano contro il
basso soffitto di cemento, rimbombando nello spazio deserto.
So che devi tornare per ritirare le analisi disse Tohr quando salirono a bordo del suv. Quel
giorno verr con te, qualunque cosa accada.
Per la verit, John sperava di poterle ritirare da solo.
Che c', figliolo? Sei arrabbiato perch stasera non ti ho accompagnato?
John mise la mano sul braccio di Tohr e scosse la testa vigorosamente.
Okay, volevo solo essere sicuro.
Il ragazzo distolse lo sguardo, rimpiangendo di essere andato dal dottore. Porca miseria.
Avrebbe almeno potuto tenere la bocca chiusa. Non avrebbe dovuto dire una parola di quello che gli
era successo quasi un anno prima. Ma dopo tutte quelle domande sulla sua salute, rispondeva in
automatico. Perci, quando il medico gli aveva chiesto delle sue esperienze sessuali, aveva accennato
alla cosa che gli era capitata a gennaio. Domanda. Risposta. Proprio come tutte le altre volte... pi o
meno.
Per un attimo era stato un sollievo. Non era mai andato da un dottore o roba del genere, dopo il
fattaccio, ma in un angolo della sua mente si era sempre rimproverato per non averlo fatto.
Confessandolo, aveva pensato di poter archiviare una volta per tutte l'aggressione. Invece Havers gli
aveva consigliato di entrare in terapia, insistendo sulla necessit di parlare di quell'esperienza.
Come se volesse riviverla. Figurarsi! Ci aveva messo mesi a seppellire quella maledetta storia e
non aveva la minima intenzione di riesumare un cadavere in decomposizione. No, nemmeno per sogno.
Aveva gi penato anche troppo per sotterrarlo.
Figliolo? Che c'?
Andare da un terapista. S, col cavolo. Un aiuto per superare il trauma. Tutte cazzate.
John tir fuori il bloc-notes e scrisse: Solo stanco.
Sicuro? lo incalz Tohr.
Lui annu, guardandolo in faccia per convincerlo che non stava mentendo. Ma in realt gli
sembrava di morire. Cosa avrebbe pensato, Tohr, se avesse saputo? I veri uomini non si lasciavano fare
certe cose, neppure con un'arma puntata alla gola.
La prossima volta voglio andare da Havers da solo, okay? scrisse.
Tohr si accigli. Ehm... non mi pare una buona idea, figliolo. Ti serve un guardaspalle.
Allora preferisco che mi accompagni qualcun altro. Non tu.
Non riusc a guardare in faccia Tohr quando gli mostr il foglio. Ci fu un lungo silenzio.
Okay fece Tohr a voce molto bassa. Va... ehm... va bene. Forse pu accompagnarti Butch.
John chiuse gli occhi tirando il fiato. Chiunque fosse questo Butch, con lui non c'erano
problemi.
Tohr mise in moto la macchina. Come vuoi tu, John. John. Non figliolo.
Mentre si avviavano verso l'uscita, l'unica cosa che riusciva a pensare era: Ti prego, Dio, fa' che
Tohr non venga mai a saperlo.
Capitolo 13
Bella riattacc il ricevitore. Quel che le si agitava nel petto era cos esplosivo che da un
momento all'altro si sarebbe disintegrata, pens. No! Le sue fragili ossa e la sua pelle delicata non
potevano contenere l'emozione... In preda alla disperazione, si guard intorno scorgendo forme vaghe e
indistinte: dipinti a olio, mobili antichi, lampade ricavate da vasi orientali e... Phury che la fissava
seduto su una chaise-longue.
Ramment a se stessa che, al pari di sua madre, anche lei era una signora. Quindi doveva
quantomeno fingere di avere un certo autocontrollo. Si schiar la gola. Grazie di essere rimasto mentre
telefonavo alla mia famiglia.
Figurati.
Mia madre era... molto sollevata nel sentire la mia voce.
Posso immaginarlo.
Be', almeno a parole sua madre si era detta sollevata. La sua reazione era stata controllata e
calma come sempre. Dio... Lei era uno stagno d'acqua immota, imperturbabile, indifferente agli eventi
di questa terra, per quanto gravi. E tutto in virt della sua devozione alla Vergine Scriba. Per mahmen
tutto accadeva per una ragione... e tuttavia nulla sembrava mai particolarmente importante.
Mia madre...  molto sollevata. Lei... Bella si interruppe. Questo l'aveva gi detto, vero?
Mahmen era... lei era proprio... era sollevata.
Non sarebbe stato un male se almeno avesse avuto la voce rotta,
o se avesse mostrato un turbamento qualsiasi, oltre alla beata accettazione tipica degli esseri
spiritualmente illuminati. Aveva sepolto sua figlia e poi aveva assistito alla sua resurrezione. Per l'amor
del cielo, una cosa del genere meritava una minima reazione emotiva. Invece era come se madre e
figlia si fossero sentite il giorno prima e niente di ci che era accaduto nelle ultime sei settimane fosse
mai successo.
Bella guard il telefono. Si strinse le braccia intorno allo stomaco.
Poi croll senza preavviso. I singhiozzi la scuotevano come starnuti: a raffica, violenti,
scioccanti nella loro ferocia.
Il materasso si infoss e due braccia robuste la circondarono. Lei cerc di divincolarsi,
pensando che un guerriero non poteva farsi carico volentieri di tanta piagnucolosa debolezza.
Scusami...
Va tutto bene, Bella. Appoggiati a me disse Phury.
Oh, cavolo... Si abbandon contro di lui cingendogli la vita. I suoi lunghi capelli le
solleticavano il naso. Che buon profumo avevano, era meraviglioso sentirli contro la guancia... Affond
dentro di essi inspirando a fondo.
Quando alla fine riusc a calmarsi, si sent pi leggera, ma non in senso buono. Quelle emozioni
rabbiose l'avevano riempita completamente, dandole peso e contorni. Adesso invece era come se la sua
pelle fosse stata ridotta a un setaccio, ogni cosa le filtrava fuori e lei diventava aria... diventava niente.
Non voleva scomparire.
Inspir con forza, sciogliendosi dall'abbraccio di Phury. Batt in fretta le palpebre nel tentativo
di snebbiare la vista, ma la sensazione di vedere tutto sfocato persisteva. Dio, che cosa le aveva fatto
quel lesser? Doveva essere qualcosa di terribile...
Si tocc gli occhi. Che cosa mi ha fatto?
Phury si limit a scuotere la testa.
 una cosa cos tremenda?
E finita. Sei salva. Il resto non conta.
A me non sembra finita per niente, pens Bella.
Ma poi Phury sorrise. I suoi occhi gialli incredibilmente dolci erano un balsamo che allevi il
suo dolore. Preferiresti essere a casa con i tuoi? Perch se vuoi possiamo organizzarci per portarti l,
anche se tra non molto spunter il sole.
Lei pens a sua madre; non riusciva a immaginare di stare sotto il suo stesso tetto. Non in quel
momento. Oltretutto, in casa c'era Rehvenge. Se suo fratello l'avesse vista ferita sarebbe impazzito, e
l'ultima cosa di cui lei aveva bisogno era che scendesse sul sentiero di guerra contro i lesser. Voleva
porre fine alla violenza. David poteva andarsene all'inferno anche subito, per quanto la riguardava, ma
non voleva che i suoi cari rischiassero la vita per spedircelo.
No. Non voglio andare a casa. Non prima di essere guarita. E poi mi sento stanchissima...
sussurr con voce sempre pi flebile, adocchiando i cuscini.
Un attimo dopo, Phury si alz. Sono nella stanza accanto, se hai bisogno di me.
Vuoi indietro il giaccone?
Ah, gi... Fammi vedere se qui dentro c' una vestaglia. Cos dicendo, scomparve nella
cabina armadio per riemergere qualche istante dopo con una vestaglia di raso nera piegata sopra il
braccio. Fritz ha il compito di rifornire le camere per ospiti di sesso maschile, quindi  probabile che ti
stia larga.
Gliela porse e si volt dall'altra parte. Senza il pesante giaccone di pelle, Bella rabbrivid per il
freddo e si affrett ad avvolgersi nel raso.
Okay disse, grata per la discrezione del guerriero.
Quando Phury torn a voltarsi, Bella gli mise in mano il giaccone.
Non faccio altro che ringraziarti, eh? mormor.
Lui rimase a guardarla a lungo. Poi, molto lentamente, avvicin il giaccone al viso e inspir a
fondo.
Tu sei... Lasci la frase in sospeso. Poi fece ricadere il giaccone lungo il fianco con
un'espressione strana.
O meglio no, non era un'espressione. Era una maschera. Si stava nascondendo.
Phury?
Sono contento che tu sia qui con noi. Cerca di dormire un po'. E mangia qualcosa di quello che
ti ho portato, se ci riesci.
La porta si chiuse silenziosamente alle sue spalle.
Il viaggio di ritorno fu imbarazzante e John pass tutto il tempo a guardare fuori dal finestrino.
Il cellulare di Tohr suon due volte.
Entrambe le telefonate si svolsero nell'antico idioma, e il nome di Zsadist ricorreva in
continuazione.
Quando svoltarono nel vialetto di casa, trovarono parcheggiata un'automobile mai vista prima.
Una Volkswagen Jetta rossa. Tohr, tuttavia, non parve sorpreso quando le pass accanto con cautela
per entrare nel garage.
Spense il motore della Range Rover e apr la portiera. A proposito, i corsi cominciano
dopodomani.
John, intento a slacciarsi la cintura di sicurezza, alz la testa di scatto. Di gi? disse a gesti.
Stanotte abbiamo ricevuto l'iscrizione dell'ultimo allievo. Siamo pronti a partire.
Attraversarono il garage in silenzio. Tohr, davanti, le spalle larghe che si muovevano al ritmo
delle lunghe falcate, camminava a testa china.
John si ferm e fece un fischio.
L'altro rallent, poi si ferm. S? disse in tono pacato.
John tir fuori il bloc-notes, scribacchi qualcosa e glielo mostr.
Il volto accigliato del vampiro si rasseren man mano che leggeva. Non c' motivo di
dispiacersi. Qualunque cosa, pur di farti sentire a tuo agio.
Il ragazzo gli strinse con forza il bicipite. Tohr scosse la testa.
Va tutto bene. Dai, vieni, non voglio che prendi freddo qui fuori Vedendo che John non si
muoveva, lo guard. Oh, diamine... sono... sono qui, se hai bisogno. Tutto qua.
John ricominci a scrivere. Non ne ho dubitato per un solo istante. Mai.
Bene. Non devi. Se proprio vuoi saperlo, mi sento un po' come tuo... Ci fu una pausa, mentre
Tohr si passava il pollice avanti e indietro sulla fronte. Senti, non voglio starti troppo addosso.
Andiamo dentro.
Prima che John potesse implorarlo di concludere la frase, Tohr apr la porta che immetteva in
casa. In lontananza si sent la voce di Wellsie... e un'altra voce, femminile. Accigliandosi, John svolt
l'angolo della cucina. E si ferm di colpo quando una bionda si volt a guardarlo da sopra la spalla.
Oh... caspita.
Aveva i capelli tagliati all'altezza della mascella e gli occhi del colore delle foglie appena
spuntate. Portava jeans elasticizzati a vita molto bassa... Cavolo, sotto l'ombelico si vedevano altri due
centimetri buoni di pelle nuda. E il dolcevita nero era... Be', mettiamola cos, la perfezione del corpo
che ci stava sotto non lasciava spazio alla fantasia.
Wellsie ridacchi. Siete arrivati giusto in tempo, ragazzi. John, ti presento mia cugina Sarelle.
Sarelle, questo  John.
Ciao, John disse la ragazza sorridendo.
Zanne. Oh, s, guarda che zanne... Qualcosa, come una brezza calda, gli sfior la pelle
lasciandolo fremente dalla testa ai piedi. In preda alla confusione, John apr la bocca. Uh-uh, s, bravo,
pens subito dopo. Come se da quel buco inservibile potesse uscire qualcosa.
Rosso come un pomodoro, alz una mano per salutare l'ospite.
Sarelle mi aiuta con i preparativi della festa per il solstizio d'inverno spieg Wellsie, e si
ferma a mangiare un boccone prima che faccia giorno. Perch voi due non apparecchiate la tavola?
Quando Sarelle sorrise di nuovo, quello strano formicolio divenne cos forte che John ebbe la
sensazione di levitare.
John? Ti va di dare una mano ad apparecchiare la tavola? lo incalz Wellsie.
Lui annu. E cerc di ricordare dov'erano coltelli e forchette.
I fari del pick-up di O spazzarono la facciata del capanno di Mr X. L'anonimo minivan del
Fore-lesser era parcheggiato davanti alla porta. O ferm il camioncino dietro il Town & Country,
bloccandogli la strada.
Appena sceso, l'aria gelida gli invase i polmoni e lui si rese conto di essere in uno stato di
grazia. Nonostante ci che si apprestava a fare, le sue emozioni erano come un tappeto di morbide
piume sopra il suo petto, per nulla arruffate, anzi, tutte in bell'ordine e con niente fuori posto. Anche il
suo corpo era sotto controllo e si muoveva dominando la propria forza, come una pistola pronta a fare
fuoco.
Non era stata un'impresa facile consultare gli antichi documenti conservati negli archivi, ma alla
fine aveva trovato ci che cercava. Sapeva quello che doveva succedere.
Apr la porta del capanno senza bussare.
Mr X alz la testa dal tavolo della cucina. E rimase impassibile. Sul suo volto non una traccia di
timore, collera o aggressivit. Nemmeno sorpresa.
Quindi erano entrambi in forma smagliante.
Senza una parola, il Fore-lesser si alz portando una mano dietro la schiena. Sapendo cosa c'era
l dietro, O sorrise sfoderando a sua volta il coltello.
Allora, Mr O...
Sono pronto per una promozione.
Chiedo scusa?
O rivolse la lama contro di s puntandola contro lo sterno. Poi con entrambe le mani si pugnal
al petto.
L'ultima cosa che vide prima di essere inghiottito dal grande inferno bianco fu lo sconcerto sul
viso di Mr X. Che si tramut subito in terrore non appena il Fore-lesser cap dov'era diretto O. E quello
che avrebbe fatto una volta giunto a destinazione.
Capitolo 14
Sdraiata nel letto, Bella ascoltava i rumori sommessi che la circondavano: voci maschili in
fondo al corridoio, profonde, ritmiche. Il vento fuori dalla finestra che soffiava contro la casa, volubile
e capriccioso. Lo scricchiolio acuto del pavimento di legno.
Si costrinse a chiudere gli occhi.
Un minuto dopo era in piedi e camminava nervosa per la stanza; il tappeto orientale era soffice
sotto i piedi nudi. Niente dell'eleganza che la circondava aveva senso, e lei aveva l'impressione di dover
tradurre goffamente ci che vedeva. La normalit, la sicurezza in cui si stava adagiando sembravano
quasi un'altra lingua, una lingua che aveva dimenticato. O era tutto un sogno?
In un angolo la pendola batt le cinque del mattino. Da quanto tempo era libera, esattamente?
Quante ore erano trascorse da quando i fratelli erano andati a prenderla e l'avevano tirata fuori da
sottoterra per riportarla all'aria aperta? Otto? Forse, solo che a lei sembravano minuti. O erano anni?
Quel senso confuso del tempo era come la sua vista appannata: qualcosa che la isolava,
spaventandola.
Si strinse nella vestaglia di seta. Era tutto sbagliato. Avrebbe dovuto essere al settimo cielo,
dopo avere passato in quel tubo piantato nel terreno chiss quante settimane, con il lesser che
incombeva su di lei. Avrebbe dovuto piangere di sollievo. Invece ogni cosa l intorno le appariva
artificiosa e inconsistente, quasi fosse in una gigantesca casa di bambola arredata con riproduzioni di
cartapesta.
Fermandosi davanti a una finestra, si rese conto che una cosa per le sembrava reale. E avrebbe
tanto voluto stare con lui.
Doveva essere Zsadist quello vicino al letto, la prima volta che si era svegliata. Lei stava
sognando di essere tornata in fondo alla buca, con quel lesser. Quando aveva aperto gli occhi aveva
intravisto solo una massiccia sagoma nera che le torreggiava sopra e per un attimo non era riuscita a
distinguere l'incubo dalla realt.
Faticava ancora a distinguerli.
Adesso, per, voleva andare da Zsadist, voleva tornare nella sua stanza. Ma in mezzo al
finimondo che era scoppiato quando si era messa a strillare, lui non aveva fatto nulla per trattenerla,
giusto? Forse la preferiva da qualche altra parte.
Bella ordin ai suoi piedi di ricominciare a muoversi seguendo un breve circuito: prima un giro
intorno all'enorme letto a due piazze fino alla chaise-longue, poi, dopo un rapido dietrofront davanti
alle finestre, un vasto giro panoramico davanti al cassettone, alla porta che dava sul corridoio e allo
scrittoio d'epoca, per finire davanti al camino e alla libreria.
Camminare. Camminare. Camminare.
And in bagno. Non si ferm davanti allo specchio; non voleva sapere com'era ridotta la sua
faccia, cercava solo un po' d'acqua calda. Avrebbe voluto farsi un centinaio di docce, un migliaio di
bagni. Voleva strapparsi via il primo strato di epidermide, raparsi a zero i capelli che il lesser amava
tanto, tagliarsi le unghie, pulirsi le orecchie e strofinare a fondo la pianta dei piedi.
Apr al massimo il rubinetto della doccia. Controll la temperatura, lasci cadere a terra la
vestaglia e si infil sotto il getto caldo. Appena lo scroscio le colp la schiena, si copr istintivamente,
un braccio sopra i seni, una mano a proteggere il triangolo tra le cosce... finch non ramment che non
doveva pi nascondersi. Era sola. L aveva la sua privacy.
Si raddrizz, imponendosi di abbassare le braccia lungo i fianchi; era passata un'eternit
dall'ultima volta che aveva potuto lavarsi in privato. C'era sempre quel lesser a osservarla o, peggio, ad
aiutarla.
Grazie al cielo non aveva mai provato a fare sesso con lei. All'inizio lo stupro era stata una delle
sue paure. Era terrorizzata, sicura che lui le avrebbe usato violenza, poi per aveva scoperto che era
impotente. Per quanto la guardasse, il suo membro era rimasto sempre flaccido.
Rabbrividendo, allung la mano di lato per prendere la saponetta e se la pass sulle braccia. Si
lav il collo, le spalle e poi scese verso il basso...
Aggrottando la fronte si pieg in avanti. Aveva qualcosa sulla pancia... come dei graffi in via di
guarigione. Graffi che... Oh, Dio. Quella era una D, giusto? E dopo... c'era una A. Poi una V, una I e
un'altra D.
Lasci cadere la saponetta e si copr l'addome con le mani accasciandosi contro le piastrelle.
Inciso sul suo corpo, sulla sua pelle, c'era il nome del lesser, in una sorta di macabra parodia del
supremo rituale di accoppiamento della sua specie. Era veramente sua moglie...
Incespic fuori dalla doccia, scivolando sul pavimento di marmo, afferr un asciugamano e se
lo avvolse addosso. Ne prese un altro e fece altrettanto. Ne avrebbe presi tre, quattro, cinque, se li
avesse trovati.
Tremante, in preda alla nausea, si avvicin allo specchio appannato. Trasse un profondo respiro,
pulendo via la condensa con il gomito. E si guard.
John si pul la bocca e chiss come fece cadere il tovagliolo. Maledicendo se stesso, si chin per
raccoglierlo... e lo stesso fece Sarelle, che lo raggiunse per prima. Quando glielo porse, lui form con le
labbra la parola grazie.
Prego disse lei.
Ragazzi, quanto gli piaceva la sua voce! Gli piaceva anche il suo profumo alla lavanda. Per non
parlare delle mani lunghe e affusolate.
La cena, invece, non gli era piaciuta per niente. Wellsie e Tohr non avevano fatto che parlare di
lui, fornendo a Sarelle una versione edulcorata della sua vita. Il poco che aveva scritto sul blocco era
apparso come uno stupido riempitivo, dettagli di nessun conto.
Quando si raddrizz vide che Wellsie gli stava sorridendo, poi per si schiar la gola facendo
finta di niente.
Dunque, come stavo dicendo, un tempo, nel Vecchio Continente, la cerimonia del solstizio
d'inverno era affidata all'organizzazione di un paio di femmine dell'aristocrazia. La madre di Bella era
una di loro, tra l'altro. Voglio consultarmi con lei per essere sicura di non trascurare niente.
John lasci procedere placidamente la conversazione senza prestarvi troppa attenzione, fino a
quando Sarelle disse: Be', credo sia meglio levare le tende. Mancano trentacinque minuti all'alba. I
miei staranno gi rischiando un attacco di panico.
Spinse indietro la sedia, e John si alz in piedi come tutti gli altri. Al momento dei saluti si
ritrov a defilarsi, almeno finch Sarelle non lo guard dritto in faccia.
Ti andrebbe di accompagnarmi fuori? chiese.
Lui si volt subito verso il portone. Accompagnarla fuori? Fino alla macchina?
Tutt'a un tratto fu pervaso da una specie di istinto maschile primordiale, cos potente che ne
rimase scosso. Sent un formicolio al palmo e abbass gli occhi sulla mano, quasi si aspettasse di
trovarvi qualcosa... un'arma... per proteggere Sarelle.
La giovane si schiar la gola. Okay... uhm...
Accorgendosi che lo stava aspettando, John si riscosse da quella sorta di trance e avanzando di
un passo indic con la mano l'uscita.
Una volta fuori, Sarelle disse: Allora, ti stuzzica l'idea di cominciare l'addestramento?
John annu, sorprendendosi a perlustrare con gli occhi i dintorni, scrutando le tenebre. Avvert
crescere la tensione e il palmo destro ricominci a formicolare. Non sapeva nemmeno lui cosa stesse
cercando. Sapeva solo che doveva proteggere Sarelle.
Ci fu un tintinnio di chiavi quando lei tir fuori la mano dalla tasca.
Credo che in classe tua ci sar il mio amico. Doveva iscriversi proprio stasera disse aprendo
la portiera. Comunque sia, sai il vero motivo per cui sono qui, no?
John scosse la testa.
Penso che loro due vogliano che sia io a nutrirti. Al momento della transizione.
John si mise a tossire convulsamente, certo che gli occhi gli fossero schizzati fuori dalle orbite,
rotolando gi per il vialetto.
Scusa fece Sarelle sorridendo. Mi pare di capire che non ti hanno detto niente.
Gi, si sarebbe ricordato una conversazione del genere.
Per me va bene aggiunse lei. E per te?
Oh. Mio. Dio.
John? Sarelle si schiar la gola. Senti, hai qualcosa su cui scrivere?
Lui scosse la testa, frastornato. Aveva lasciato il bloc-notes in casa. Che idiota.
Dammi la mano. Quando lui allung il braccio, Sarelle tir fuori una penna da chiss dove e
si chin sopra il suo palmo. La punta della biro scorreva veloce sulla sua pelle. Questo  il mio
indirizzo e-mail e quello a cui puoi mandarmi dei messaggi istantanei. Mi connetto tra un'ora circa.
Scrivimi, okay? Cos chiacchieriamo un po'.
Lui si guard il palmo e rimase l impalato a fissarlo.
Lei si strinse nelle spalle, imbarazzata. Cio, non sei obbligato o roba del genere. Solo che...
sai, ho pensato che cos potevamo conoscerci meglio. Fece una pausa, in attesa di una reazione.
Ehm... non fa niente. Non c' nessuna fretta. Cio...
Lui la afferr per il braccio, le strapp di mano la penna e le spalanc il palmo.
Mi va di chiacchierare con te, scrisse.
Poi la guard dritto negli occhi e fece la cosa pi sorprendente e coraggiosa che avesse mai
fatto.
Le sorrise.
Capitolo 15
Mentre alle finestre le tapparelle si abbassavano perch ormai .l'alba era vicina, Bella si infil la
vestaglia nera e si precipit fuori dalla camera. In corridoio guard in fretta a destra e a sinistra. Non
c'era anima viva. Bene. Chiuse la porta in silenzio, e senza il minimo rumore scivol leggera sulla
passatoia a motivi orientali. Giunta all'altezza dello scalone si ferm, sforzandosi di ricordare da quale
parte andare.
Il corridoio con le statue, pens, rammentando quando l'aveva percorso tante, tantissime
settimane prima.
Camminava veloce, e a un certo punto si mise a correre, stringendosi la vestaglia sul petto e
sulle cosce. Pass davanti a una fila di statue e di porte finch, giunta in fondo, si ferm davanti alle
ultime due. Rinunci in partenza all'idea di riprendersi perch sarebbe stata un'impresa disperata. Si
sentiva persa, sull'orlo della disintegrazione, la terra le mancava sotto i piedi... No, non c'era modo di
riprendersi.
Buss con forza.
Attraverso la porta le giunse un: Andate a farvi fottere. Sto riposando.
Bella abbass la maniglia e spinse. La luce del corridoio si rivers all'interno, ritagliandosi uno
spicchio nell'oscurit. Quando colp Zsadist, il vampiro si rizz a sedere su un mucchio di coperte
nell'angolo pi discosto della stanza. Era nudo, i muscoli si flettevano sottopelle e i piercing ai
capezzoli scintillavano argentei. Il suo volto, con quella cicatrice, gridava la sua rabbia furiosa contro il
mondo intero.
Ho detto andate a farv... Bella? esclam, coprendosi con le mani. Cristo santo. Che cosa stai
facendo?
Ottima domanda, pens lei perdendosi d'animo. Posso... posso stare qui con te?
Lui si accigli. Cosa stai... No, non puoi.
Prese qualcosa da terra e la tenne davanti all'inguine mentre si alzava. Senza scusarsi, lei rimase
a fissarlo incantata: le bande da schiavo tatuate intorno ai polsi e al collo, la borchia nel lobo
dell'orecchio sinistro, gli occhi neri come ossidiana, il cranio rasato. Il suo fisico era magro come se lo
ricordava, tutto fasci di muscoli, vene in rilievo e ossa sporgenti. Emanava forza bruta una sorta di
fragranza maschile.
Bella, esci subito da qui, okay? Questo non  posto per te.
Lei ignor la perentoriet negli occhi e nel tono di Zsadist perch, se anche il coraggio ormai
era svanito, la disperazione le dava la forza di cui aveva bisogno.
Adesso la sua voce non vacillava pi. Quando ero semisvenuta, in macchina, c'eri tu al
volante, vero? Z non disse niente, ma lei non aveva bisogno di una conferma. S,  cos. Eri tu. Era
tua la voce che ho sentito. Sei stato tu a salvarmi...
Lui arross.  stata la confraternita a salvarti.
Ma tu mi hai portata via in macchina. E per prima cosa mi hai portata qui. Nella tua stanza.
Guard il letto principesco. Le coperte erano in disordine, il guanciale infossato nel punto in cui lei
aveva poggiato la testa. Lasciami rimanere qui.
Senti, tu devi stare al sicuro...
Con te lo sono. Tu mi hai salvata. Non permetterai a quel lesser di catturarmi di nuovo.
Qui nessuno pu toccarti. Questo posto  sicuro come il fottuto Pentagono.
Ti prego...
No sbott lui. Vattene subito.
Bella si mise a tremare. Non riesco a stare da sola. Per favore.... Ho bisogno di... Aveva
bisogno proprio di Zsadist, ma era convinta che lui non l'avrebbe presa bene. Ho bisogno di
compagnia.
Allora quello che ti serve  Phury.
No. Lei voleva il maschio che aveva davanti. Malgrado tutta la sua brutalit, l'istinto le
diceva che poteva fidarsi di lui.
Z si pass una mano sulla testa. Parecchie volte. Poi il suo petto si dilat.
Non mandarmi via mormor Bella.
Quando lo sent imprecare, sospir sollevata. Sapeva che quella era la cosa pi vicina a un s
che potesse ottenere da lui.
Devo infilarmi un paio di calzoni farfugli il vampiro.
Bella entr e chiuse la porta, abbassando gli occhi per un istante. Quando li rialz, Zsadist era di
spalle e si stava infilando un paio di pantaloni da ginnastica di nylon neri.
Chinandosi in avanti, flett la schiena coperta di cicatrici. Nel vedere quell'intrico crudele, Bella
fu assalita dal bisogno di sapere esattamente cosa aveva dovuto subire. Tutto quanto. Ogni singola
frustata. Circolavano delle voci sul suo conto, ma lei voleva sentire la sua versione.
Se era sopravvissuto alle atrocit che gli avevano inflitto, forse ce l'avrebbe fatta anche lei.
Zsadist si volt a guardarla. Hai mangiato?
S, Phury mi ha portato qualcosa.
Sul volto di lui pass un'ombra fugace, ma svan cos in fretta che Bella non riusc a
interpretarla.
Stai male?
Non particolarmente.
Lui and al letto e sprimacci i cuscini. Poi si fece da parte, gli occhi a terra.
Accomodati.
Bella avanz nella stanza. Aveva voglia di gettargli le braccia al collo e lui si irrigid, quasi le
avesse letto nel pensiero. Sapeva che non gli piaceva essere toccato, l'aveva imparato a sue spese, ma
voleva comunque andargli vicino.
Per favore, guardami, pens.
Stava per chiederglielo, quando si accorse che aveva qualcosa intorno al collo.
La mia collana disse con un filo di voce. Ti sei messo la mia collana.
Fece per toccarla, ma il vampiro si ritrasse di scatto. Con un gesto fulmineo si tolse la catenina
d'oro impreziosita da una miriade di brillantali e gliela lasci cadere nel palmo.
Ecco. Riprenditela.
Bella abbass lo sguardo. Un girocollo di diamanti. Di Tiffany. Lo aveva portato per anni... Era
il suo gioiello preferito. Faceva talmente parte di lei che senza si sentiva nuda. Adesso quella sottile
catenina le sembrava totalmente estranea.
Era calda, pens, stringendo tra le dita un diamante. Calda per il contatto con la pelle di Zsadist.
Voglio che la tenga tu disse d'impulso.
No.
Ma...
Basta parlare. Mettiti a letto oppure vattene.
Lei infil la collanina nella tasca della vestaglia e lo guard. Zsadist teneva gli occhi ancora
fissi sul pavimento; a ogni respiro i piercing ai capezzoli riflettevano la luce.
Guardami, pens Bella.
Ma lui non lo fece, quindi and a infilarsi sotto le coperte. Quando lo vide chinarsi, si affrett a
spostarsi per fargli posto. Lui per si limit a rimboccarle le coperte prima di tornare nel suo angolo, al
giaciglio sul pavimento.
Bella rimase a fissare il soffitto per qualche minuto. Poi prese un cuscino, sgusci gi dal letto e
and da lui.
Che cosa stai facendo? domand Zsadist. La sua voce era acuta. Allarmata.
Lei lasci cadere per terra il cuscino e si sdrai, allungandosi sul pavimento accanto al suo
corpo gigantesco. Adesso il suo odore era molto pi forte, un distillato di forza virile all'aroma di
sempreverde. In cerca del suo calore, Bella si avvicin un centimetro dopo l'altro, fino a sfiorargli il
braccio con la fronte. Era cos granitico, come un muro di pietra, ma anche caldo, e lei si rilass.
Accanto a lui sentiva il peso delle proprie ossa, il pavimento duro sotto il proprio corpo. Attraverso la
presenza di Zsadist ristabiliva il contatto con il mondo.
Di pi. Pi vicino.
Si spinse in avanti fino a premersi completamente contro il suo fianco, dal petto ai talloni.
Zsadist si scost di scatto, arretrando finch non and a sbattere contro il muro.
Scusa mormor Bella, spingendosi di nuovo contro di lui. Ho bisogno di questo da te. Il mio
corpo ha bisogno di te, di qualcosa di caldo.
Tutt'a un tratto, il vampiro balz in piedi.
Oh, no. Adesso l'avrebbe sbattuta fuori...
Vieni farfugli burbero. Mettiamoci a letto. Non sopporto di vederti stesa sul pavimento.
Chiunque avesse detto che non si pu vedere una cosa due volte non aveva mai conosciuto
l'Omega.
O rotol a pancia in gi, puntellandosi sulle braccia deboli. Cos era pi facile vomitare. La
gravit aiutava.
Scosso da violenti conati, ramment il primo patto che aveva stretto con il padre di tutti i lesser.
La notte in cui era entrato a far parte della Lessening Society aveva ceduto la propria anima, oltre al
proprio sangue e al proprio cuore, in cambio della possibilit di diventare un killer immortale,
autorizzato e sostenuto dalla Societ.
E ora aveva concluso un altro scambio. Mr X non c'era pi. Adesso il Fore-lesser era O.
Disgraziatamente, adesso O era anche la puttana dell'Omega.
Cerc di alzare la testa. Quando ci riusc, la stanza cominci a girare, ma lui era troppo stremato
per preoccuparsi di sentir crescere il senso di nausea. O, forse, ormai aveva toccato il fondo.
Il capanno. Era nel capanno di Mr X, e a giudicare dalla luce il sole era gi sorto. Mentre
batteva le palpebre nel fioco chiarore dell'alba, si guard. Era nudo. Pieno di lividi. E in bocca aveva un
sapore schifoso.
Doccia. Aveva bisogno di una doccia.
Si alz faticosamente da terra, reggendosi a una sedia e al bordo del tavolo. Una volta in piedi,
per qualche insana ragione le gambe gli ricordarono due di quelle lampade che sembrano contenere
lava fluida, le cosiddette lava lamps. Forse perch entrambe erano liquide, all'interno.
Il ginocchio sinistro cedette, facendolo crollare sulla sedia. Mentre si stringeva le braccia
intorno al corpo, decise che la doccia poteva aspettare.
Cazzo... Il mondo si era rinnovato un'altra volta, giusto? E lui aveva imparato una quantit di
cose nel corso della sua promozione. Prima del cambiamento di status ignorava che il Fore-lesser non
era solo il capo degli assassini, ma molto di pi. In realt l'Omega, intrappolato dall'altra parte, aveva
bisogno di un tramite per manifestarsi nella dimensione temporale. Il numero uno dei lesser era il faro
che l'Omega utilizzava per orientarsi e trovare la strada giusta. Tutto ci che il Fore-lesser doveva fare
era spalancare il canale di comunicazione e fungere da punto di riferimento.
Il ruolo di responsabile dei lesser, inoltre, comportava numerosi vantaggi, al cui confronto il
trucco della paralisi prediletto da Mr X appariva come un giochetto da ragazzi.
Mr X... caro vecchio sensei. O scoppi a ridere. Per quanto si sentisse di merda, quella mattina
Mr X stava peggio di lui, garantito.
Dopo la scena madre della pugnalata al petto, le cose erano andate lisce come l'olio. Quando era
atterrato ai piedi dell'Omega, O aveva elencato tutte le motivazioni a sostegno di un cambiamento di
regime. Aveva fatto notare che le file della Societ si stavano assottigliando, specialmente con
riferimento agli elementi di prim'ordine. I fratelli si stavano rafforzando. Il Re cieco era asceso al trono.
E Mr X non stava prendendo le contromisure necessarie.
Tutto vero. Ma non erano state queste argomentazioni a consentirgli di siglare il nuovo patto.
No, l'affare si era concluso in virt del fatto che l'Omega aveva un debole per O.
Nella storia della Societ non era la prima volta che l'Omega sviluppava un interesse personale,
per cos dire, nei confronti di un particolare lesser. E non era la fortuna che si poteva pensare. Le
infatuazioni dell'Omega erano intense e di breve durata, e le rotture raccapriccianti, stando a quanto si
diceva in giro. Ma O era disposto a supplicare, fingere e mentire pur di ottenere ci che gli serviva, e
l'Omega aveva accettato ci che gli veniva offerto.
Che modo orribile di far scorrere un paio d'ore. Ma ne valeva la pena.
Si chiese oziosamente cosa stesse passando Mr X in quel preciso momento. Dopo aver lasciato
libero O, l'Omega si apprestava a richiamare alla base l'altro assassino, e ormai la cosa doveva essersi
conclusa. Le armi dell'ex Fore-lesser erano sul tavolo, insieme al cellulare e al BlackBerry. E vicino
alla porta d'ingresso c'era il segno di una bruciatura.
O guard l'orologio digitale all'altro capo della stanza. Anche se si sentiva come un animale
spiaccicato sull'asfalto, era tempo di darsi una mossa. Prese il telefonino di Mr X, compose un numero
e lo avvicin all'orecchio.
S, sensei! rispose U.
C' stato un cambio al vertice. Voglio che tu sia il mio comandante in seconda.
Silenzio. Poi: Porca miseria, che fine ha fatto Mr X?.
Al momento sta ricevendo la sua lettera di licenziamento. Allora, ci stai?
Ehm, s. Certo. Sono tutto tuo.
D'ora in avanti sarai responsabile degli appelli. Non c' motivo di farli di persona, le e-mail
andranno benissimo. E ho intenzione di tenere le squadre cos come sono. I Migliori in coppia. I Beta
in gruppi di quattro. Fai girare la notizia riguardo a Mr X, poi porta le chiappe qui al capanno.
O riattacc. Non gliene fregava un accidente della Societ. Non gliene poteva fregare di meno
di quella stupida guerra contro i vampiri. Aveva due obiettivi: riprendersi la sua donna, viva o morta, e
uccidere lo sfregiato che l'aveva portata via.
Alzandosi, abbass lo sguardo su di s, sulla propria virilit menomata. Un pensiero orribile si
insinu nella sua mente.
I vampiri, a differenza dei lesser, non erano impotenti.
Ripens a sua moglie, bellissima e pura... La vide nuda, i capelli sciolti sulle spalle nivee, le
curve armoniose del corpo snello in piena luce. Splendida. Perfetta, perfetta, perfetta. Assolutamente
femminile.
Qualcosa da venerare e possedere. Ma mai da scopare. Una Madonna.
Peccato che chiunque fosse dotato di un uccello avrebbe voluto farsela. Vampiro, umano o
lesser che fosse. Chiunque.
In preda a un accesso d'ira, tutt'a un tratto si augur che fosse morta. Perch se quello schifoso
bastardo si era azzardato a fare sesso con lei... Cristo, lo avrebbe castrato, prima di ammazzarlo.
E che Dio aiutasse anche lei, se le era piaciuto.
Capitolo 16
Quando Phury si svegli erano le tre e un quarto del pomeriggio. Aveva dormito malissimo,
ancora cos in collera per quanto era successo la notte prima che le sue ghiandole surrenali facevano gli
straordinari. Il che non favoriva certo il sonno.
Prese uno spinello e lo accese. Riempiendosi i polmoni di fumo e trattenendolo il pi possibile,
cerc di scacciare l'idea di andare in camera di Zsadist e svegliarlo con un cazzotto alla mascella, anche
se la tentazione era forte.
Per la miseria, non riusciva a credere che Z avesse cercato di insidiare Bella. Odiava il gemello
per la sua depravazione. Odiava anche se stesso per essersi stupidamente sorpreso. Era sempre stato
convinto che la schiavit non avesse distrutto tutto quello che c'era di buono in Zsadist... che in lui
fosse sopravvissuto un brandello di anima. Ma dopo l'altra notte non aveva pi dubbi sulla malvagit
del suo gemello. Nemmeno uno.
Quello che pi gli rodeva era la consapevolezza di avere deluso Bella. Non avrebbe mai dovuto
lasciarla nella stanza di Z. Non sopportava di avere sacrificato la sua sicurezza a causa della propria
caparbia ingenuit. Bella...
Ripens a come gli aveva permesso di tenerla stretta. In quei brevi istanti si era sentito
invincibile, in grado di proteggerla contro un intero esercito di lesser. Per quei pochi minuti lei lo aveva
trasformato in un vero maschio, un essere utile e con uno scopo nella vita.
Che rivelazione scoprire di essere qualcosa di pi di un idiota ipersensibile sempre alle calcagna
di un pazzo assassino afflitto da manie suicide.
Era divorato dal desiderio di passare la notte con lei, ma se n'era andato perch era la cosa
giusta da fare. Bella era stremata, e soprattutto - a dispetto del proprio voto di castit - lui era
inaffidabile. Avrebbe voluto confortarla con il proprio corpo. Avrebbe voluto amarla, venerarla e
fondersi in una sola cosa con lei.
Basta, non poteva indulgere in certe fantasie.
A poco a poco, fumando lo spinello, sent allentarsi la tensione nelle spalle. Pervaso da un senso
di calma, lanci un'occhiata alla propria scorta segreta. Era gi ridotta all'osso; per quanto detestasse
vedere il Reverendo, doveva fare rifornimento.
Gi! Visto il rancore che covava nei confronti di Z, gliene sarebbero serviti in abbondanza. Il
fumo rosso era solo un blando rilassante muscolare, in realt, niente di paragonabile alla marijuana o
alle droghe pesanti. Ma come altri ricorrevano ai cocktail, Phury faceva affidamento sulle canne per
rilassarsi. Se non fosse stato costretto a rivolgersi al Reverendo per procurarsi la roba, lo avrebbe
considerato un passatempo assolutamente innocuo, un piacevole sollievo.
Schiacci il mozzicone nel posacenere e scese dal letto. Dopo essersi agganciato la protesi,
and in bagno a farsi doccia e barba, poi indoss un paio di calzoni e una camicia di seta, quindi infil
prima il piede vero poi quello artificiale in un paio di mocassini Cole Haan. Si diede una controllata
allo specchio, si lisci un po' i capelli e trasse un profondo respiro.
Usc e buss piano alla stanza accanto. Non ricevendo risposta, buss di nuovo, poi apr la
porta. Il letto era sfatto ma vuoto, e Bella non era in bagno.
Torn in corridoio con nelle orecchie un campanello d'allarme, e senza nemmeno accorgersene
stava gi correndo. Oltrepass lo scalone e imbocc il corridoio fiancheggiato dalle statue. Giunto
davanti alla porta di Z, la spalanc senza curarsi di bussare.
Si ferm impietrito.
Il suo primo pensiero fu che Zsadist rischiava di cadere dal letto, sdraiato com'era sopra il
piumino e sul bordo del materasso. Ges... doveva stare scomodissimo. Aveva le braccia strette intorno
al petto nudo e le gambe piegate di lato, con le ginocchia sospese a mezz'aria.
La testa, per, era voltata dalla parte opposta. Verso Bella. Le labbra deformate dalla cicatrice,
invece di ringhiare erano socchiuse, e le sopracciglia, solitamente aggrottate con fare aggressivo, erano
distese, rilassate, in un'espressione di sonnolenta adorazione.
Bella teneva il viso sollevato verso Z, tranquilla come una notte serena, raggomitolata accanto a
lui per quanto glielo consentivano le lenzuola e le coperte sotto cui dormiva. Era evidente che se avesse
potuto abbracciarlo lo avrebbe fatto. Ed era altrettanto evidente che Z aveva tentato di allontanarsi il
pi possibile da lei.
Phury imprec sottovoce. Qualunque cosa fosse successa la notte precedente, Z non voleva fare
un brutto scherzo a Bella. Proprio per niente. Almeno a giudicare da come quei due apparivano adesso.
Chiuse gli occhi. Chiuse la porta.
Come impazzito, prese brevemente in considerazione l'ipotesi di tornare dentro e sfidare Zsadist
per aggiudicarsi il diritto di giacere con Bella. Si vedeva gi nell'atto di lanciare il guanto di sfida,
come si usava fare in passato, e affrontare il suo gemello in un cohntehst, un corpo a corpo per stabilire
chi fosse autorizzato a possederla.
Ma l non erano nel Vecchio Continente. E ora le femmine avevano tutto il diritto di scegliere
con chi stare. Con chi andare a letto. Con chi fare l'amore.
Bella sapeva dove trovarlo. Phury le aveva detto che dormiva nella stanza accanto. Se avesse
voluto, sarebbe potuta andare da lui.
Z si svegli con una strana sensazione: aveva caldo. Non eccessivamente, solo... caldo. Che si
fosse scordato di spegnere il riscaldamento dopo che Bella se n'era andata? S, doveva essere cos. Per
poi not un'altra cosa. Non era nel suo solito angolo, per terra. E aveva addosso i pantaloni, giusto?
Mosse le gambe per averne conferma. Eppure lui dormiva sempre nudo. I calzoni della tuta si
spostarono e lui si accorse che il suo coso era duro. Duro e pesante. Ma cosa cazz...
Spalanc gli occhi di scatto. Bella. Era a letto con Bella.
Si scost bruscamente da lei...
E cadde dal materasso atterrando sul fondoschiena.
Zsadist? Bella era sveglia.
Sporgendosi dal letto, la vestaglia si apr scoprendole un seno. Z non pot fare a meno di
guardarla. Era perfetta come quando l'aveva vista nella vasca da bagno, la pelle candida, liscia e
vellutata e il piccolo capezzolo rosa scuro. Dio...
Zsadist? Bella si sporse ancora di pi e i capelli le scivolarono dalle spalle allargandosi in una
splendida cascata scura sulla sponda del letto.
Il coso in mezzo alle sue gambe tirava, pulsava al ritmo del suo cuore. Pieg le ginocchia di
scatto, stringendo le cosce; non voleva che lei lo vedesse.
La vestaglia disse brusco. Chiudila. Per favore.
Bella guard in gi, e arrossendo se la strinse sul petto. Oh, Dio... Adesso aveva le guance rosa
come i capezzoli, pens Zsadist.
Non torni a letto?
La parte pi segreta e rispettabile del suo essere gli fece notare che non era una buona idea.
Per favore... sussurr lei, spostandosi i capelli dietro l'orecchio.
Lui contempl il suo corpo armonioso, la seta nera che gli impediva di vedere la sua pelle nuda,
i grandi occhi blu zaffiro, il collo lungo e sottile.
No... era decisamente una pessima idea andarle vicino in quel momento.
Spostati disse.
Mentre Bella si tirava indietro, Zsadist abbass lo sguardo sulla tenda da campeggio che aveva
in mezzo alle gambe. Cristo, quel maledetto coso l sotto era enorme.
Guard il letto, e con agilit salt sotto le lenzuola. Il che si rivel un'idea dolorosa, oltre che
pessima. Subito Bella gli si strinse addosso, aderendo al suo corpo ossuto e roccioso alla stregua di una
coperta. Una coperta soffice, calda, vibrante di vita...
Z fu colto dal panico. Gli stava cos appiccicata che non sapeva cosa fare. Voleva spingerla via.
La voleva ancora pi vicina. Voleva... Oh, Cristo. Voleva montarla. Possederla. Scoparsela.
Era un impulso cos prepotente che vide se stesso mentre lo faceva: la voltava a pancia sotto, le
tirava i fianchi gi dal letto, si piazzava dietro di lei. Immagin di spingere il suo coso dentro e poi
pompare con i fianchi...
Dio, era disgustoso. Prendere quel lurido coso e spingerlo a forza dentro di lei? Tanto valeva
spingerle in bocca lo scopino del cesso.
Stai tremando... disse Bella. Hai freddo?
Si spost ancora pi vicino e Zsadist sent il seno, morbido e caldo, contro il braccio. Il coso
tirava selvaggiamente, premendo nei calzoni.
Merda. Tutto quel premere significava che era pericolosamente arrapato, o almeno questa era la
sua impressione.
Ma va? Non mi dire. Cazzo, quel bastardo tirava da maledetto, i testicoli gli facevano male ed
era tormentato da visioni in cui montava Bella e se la sbatteva come un toro. Per c'era qualcosa di
strano: a eccitarlo, di solito, era solo la paura di una femmina, e Bella non era spaventata. Quindi a
cos'era dovuta quella reazione?
Zsadist? lo chiam piano lei.
Che c'...
Le quattro parole che lei disse subito dopo trasformarono il suo petto in un blocco di
calcestruzzo, ghiacciandogli il sangue nelle vene. Ma perlomeno tutta quell'altra merda spar.
Quando la porta della stanza si spalanc senza preavviso, le mani di Phury si bloccarono sulla
T-shirt che stava per infilarsi.
Sulla soglia era fermo Zsadist, nudo fino alla cintola, gli occhi neri fiammeggianti.
Phury imprec sottovoce. Sono contento di vederti. A proposito di ieri notte... ti devo delle
scuse.
Non voglio sentirle. Vieni con me.
Z, avevo torto a...
Vieni. Con. Me.
Phury si tir gi l'orlo della maglietta e controll l'orologio. Devo fare lezione tra mezz'ora.
Non ci vorr molto.
E va bene...
Mentre seguiva Z lungo il corridoio, pens che poteva sistemare adesso la faccenda delle scuse.
Senti, Zsadist, sono davvero spiacente per ieri notte. Il silenzio del suo gemello non lo
sorprese. Ho equivocato. A proposito di te e Bella. Z acceler il passo. Avrei dovuto saperlo che
non le avresti mai fatto del male. Vorrei offrirti un rytho.
L'altro si ferm e gli lanci un'occhiataccia da sopra la spalla. E perch mai, Cristo santo?
Ti ho offeso. Ieri notte.
No.
Phury riusc solo a scuotere la testa. Zsadist...
Io ho una mente bacata. Io sono disgustoso. Di me non ci si pu fidare. Solo perch hai un
briciolo di cervello e ci sei arrivato per conto tuo, non significa che adesso devi rompermi le palle con
questa stronzata delle scuse.
Phury rimase a bocca aperta. Oh, Cristo... Z, non avrai...
Oh, per l'amor del cielo, vuoi darti una mossa s o no?
Zsadist riprese a camminare a passo di carica fino alla sua stanza e spalanc la porta.
Seduta sul letto, Bella si stringeva al collo la vestaglia di seta. Sembrava in stato confusionale.
Ed era bella oltre ogni dire.
Phury guard prima lei poi Zsadist e and avanti cos per qualche secondo. Alla fine si
focalizz sul suo gemello. Non capisco.
Z teneva gli occhi fissi sul pavimento. Vai da lei.
Come, scusa?
Ha bisogno di sangue fresco.
Bella emise un suono strozzato, come se avesse soffocato un singhiozzo. No, aspetta, Zsadist.
Io voglio... te.
Non puoi avere me.
Ma io voglio...
Spiacente, io mi chiamo fuori.
Phury venne trascinato di peso dentro la stanza, poi la porta si chiuse sbattendo. Nel silenzio
che segu, non sapeva bene se urlare in segno di trionfo o... urlare e basta.
Trasse un profondo respiro e guard il letto. Bella era raggomitolata su se stessa, le ginocchia
premute contro il petto.
Beata Vergine, non aveva mai nutrito una femmina con il proprio sangue. Non aveva voluto
correre il rischio per via del voto di castit. Temeva che se avesse permesso a una femmina di attaccarsi
alla sua vena, avrebbe ceduto al desiderio di possederla. E nel caso di Bella, avrebbe trovato ancora pi
difficile dominarsi.
Lei per aveva bisogno di bere. E poi, che valore aveva un voto in assenza di tentazioni? Questa
poteva essere la sua prova del fuoco, l'occasione per dimostrare il rigore della propria disciplina.
Si schiar la gola. Puoi bere da me, se vuoi.
Quando Bella alz gli occhi su di lui, Phury ebbe la sensazione di rimpicciolire. L'effetto che un
rifiuto faceva su ogni maschio: ti faceva sentire piccolo piccolo.
Distolse lo sguardo e pens a Zsadist; il suo gemello era l fuori, ne percepiva la presenza. Lui
potrebbe non essere in grado di reggere un'esperienza del genere. Sei al corrente del suo... passato,
vero?
Sarei troppo crudele a insistere? La voce di Bella era carica di tensione, resa ancora pi
profonda dal conflitto che la lacerava.  cos?
Probabilmente, pens Phury.
Sarebbe meglio se ti rivolgessi a qualcun altro. Dio, perch non vuoi me? Perch non hai
bisogno di me, invece? Non credo sarebbe opportuno chiederlo a Wrath o a Rhage, visto che hanno
gi una compagna. Forse potrei convincere V...
No... io ho bisogno di Zsadist. Le tremava la mano mentre se la portava alla bocca. Mi
dispiace tanto.
Anche a me, pens Phury. Aspetta qui.
Quando usc in corridoio, Z era appena fuori dalla porta. Si teneva la testa tra le mani, curvo su
se stesso.
Avete gi finito? chiese, lasciando cadere le braccia.
No. Non abbiamo fatto niente.
Z si accigli, voltandosi verso la stanza. Perch no? Devi farlo. Hai sentito Havers...
Vuole te.
... allora torna dentro e apriti una vena...
Vuole soltanto te.
Ne ha bisogno, perci...
Phury alz la voce. Non posso nutrirla io!
Z chiuse la bocca di scatto, stringendo gli occhi. Vaffanculo. Lo farai per me.
No. Perch lei non me lo permetter.
Z si gett in avanti, stringendo in una morsa la spalla del gemello. Allora lo farai per lei.
Perch per lei  la cosa migliore, perch provi qualcosa per lei e perch lo desideri. Fallo per lei.
Cristo. Sarebbe stato pronto a uccidere pur di farlo. Moriva dalla voglia di tornare dentro,
strapparsi i vestiti di dosso, buttarsi sul materasso e aspettare che Bella gli strisciasse sopra il torace
affondandogli i denti nel collo, che montasse a cavalcioni sopra di lui e lo prendesse dentro di s, tra le
sue labbra e le sue cosce.
Zsadist dilat le narici. Lo sento dall'odore che hai voglia di farlo. Perci vai dentro. Stai con
lei e nutrila.
Lei non mi vuole, Z disse Phury con la voce incrinata dall'emozione. Vuole...
Lei non sa cosa vuole.  appena uscita dall'inferno.
Sei tu quello giusto. Quello giusto per lei. Zsadist spost lo sguardo sulla porta chiusa e
Phury continu, anche se si sentiva morire: Ascoltami bene, fratello. Vuole te. E tu puoi farcela, per
lei.
Non se ne parla.
Fallo, Z.
Zsadist scuoteva con forza il cranio rasato. Quella merda nelle mie vene  marcia. Lo sai.
Non  vero.
Con un ringhio, Z si pieg all'indietro e tese i polsi, mostrando le bande da schiavo di sangue
tatuate. Vuoi che le faccia mordere queste? Riesci a sopportare il pensiero della sua bocca su queste?
Perch io non ci riesco.
Zsadist? lo chiam Bella. Senza che se ne accorgessero si era alzata e aveva aperto la porta.
Z chiuse gli occhi con forza. Vuole te mormor Phury.
La risposta di Z fu quasi impercettibile. Io sono contaminato. Il mio sangue la uccider.
Non  vero.
Per favore... Zsadist insistette Bella.
Al suono di quella supplica umile e struggente, il petto di Phury si trasform in una gabbia
ghiacciata. Impietrito, frastornato, rimase a guardare il gemello che si voltava lentamente verso di lei.
Bella arretr di un passo, gli occhi fissi su Zsadist.
I minuti divennero giorni... decenni... secoli. Poi Zsadist si decise a entrare in camera. La porta
si chiuse.
Accecato dal dolore, Phury fece dietrofront e ripercorse il corridoio. Non doveva andare da
qualche parte?
In classe. S, adesso doveva andare. In classe, a fare lezione.
Capitolo 17
Alle quattro e dieci del mattino John sal su un autobus navetta trascinandosi dietro la borsa da
ginnastica.
Salve, padrone lo salut allegramente il doggen al volante. Benvenuto.
John ricambi il saluto con un cenno del capo, guardando la dozzina di ragazzi seduti a coppie
che lo fissavano in silenzio.
Wow, che cordialit, pens.
Prese posto sul sedile vuoto dietro l'autista.
Quando l'autobus si mise in moto, un pannello divisorio che impediva di guardare fuori dal
parabrezza si abbass. John cambi posizione sedendosi mezzo girato. Tenere d'occhio quello che
succedeva alle sue spalle non era una cattiva idea.
I finestrini erano oscurati, ma le lucette sul pavimento e sul soffitto gli permettevano comunque
di farsi un'idea dei compagni di classe. Erano tutti simili a lui, magri e non molto alti, alcuni biondi,
altri mori, uno rosso. Al pari di John indossavano l'uniforme bianca tipica delle arti marziali e tutti
avevano ai piedi la stessa sacca, una borsa di nylon nera della Nike grande abbastanza da contenere un
cambio di vestiti e parecchie provviste. Avevano anche uno zaino per uno, e John immagin che dentro
avessero le stesse cose che c'erano nel suo: un blocco per appunti, qualche penna, un cellulare e una
calcolatrice. Tohr aveva distribuito una lista dell'occorrente.
Si strinse lo zaino sullo stomaco, sentendosi gli occhi di tutti addosso. Passare in rassegna i
numeri a cui poteva inviare degli SMS lo aiutava a rilassarsi, quindi li ripet mentalmente un'infinit di
volte. Quello di casa. Quello del cellulare di Wellsie. Quello del cellulare di Tohr. Il numero della
confraternita. Quello di Sarelle...
Pensare a lei lo fece sorridere. Avevano chiacchierato per ore in rete, la sera prima. I messaggi
istantanei, una volta che ci si prendeva la mano, erano l'ideale per comunicare. Lo facevano sentire
uguale a lei perch entrambi dovevano scrivere. E se a cena gli era piaciuta, adesso era proprio cotto.
Come ti chiami?
John si volt. A parlare era stato un tipo dai capelli lunghi e biondi e con un orecchino di
diamanti, un paio di sedili pi indietro.
Almeno parlano inglese, pens John.
Mentre apriva la cerniera dello zaino e tirava fuori il bloc-notes, il biondo disse: Ehi, pronto?
Sei sordo o cosa?.
John scrisse il suo nome e volt il blocco.
John? Che razza di nome ? E perch scrivi?
Oh, Ges... Questa storia della scuola prometteva di essere un vero strazio.
Che problema hai? Non sai parlare?
John guard l'altro dritto negli occhi. In base alle leggi della probabilit, all'interno di ogni
gruppo c'era un maschio alfa rompiscatole, e il tipo con i capelli di stoppa e l'orecchino ne era un chiaro
esempio.
In risposta alla domanda, John scosse la testa.
Non sai parlare? Proprio per niente? Il tipo alz la voce come per assicurarsi che tutti lo
avessero sentito. Perch cavolo segui il corso di addestramento per diventare un guerriero se non sai
parlare?
Non si combatte con le parole, giusto? scrisse John.
Gi, e tutti quei muscoli che ti ritrovi fanno proprio paura.
Anche i tuoi, avrebbe voluto scrivere lui.
Come mai hai un nome umano? La domanda veniva dal rosso sul sedile dietro il suo.
Allevato da loro, scrisse John voltando il blocco.
Ah. Be', io mi chiamo Blaylock. John... wow, forte.
D'impulso, John si alz la manica e gli mostr il braccialetto che aveva fatto, quello con sopra i
caratteri che gli erano apparsi in sogno.
Blaylock si protese in avanti. Poi alz di scatto gli occhi azzurro chiaro. Il suo vero nome 
Tehrror.
Bisbigli. Un coro di bisbigli.
John ritrasse il braccio e torn ad appoggiarsi contro il finestrino. Rimpiangeva di aver tirato su
la manica. Chiss cosa diavolo avrebbero pensato adesso.
Un attimo dopo, Blaylock azzard un gesto gentile presentandogli gli altri. Avevano tutti nomi
bizzarri. Quello del biondo era Lash. Molto azzeccato, non c' che dire, pens John.*
[ Lash, frusta. (N.d.T.)]
Tehrror... mormor Blaylock.  un nome molto antico.  proprio un nome da guerriero.
John si accigli. E malgrado fosse consigliabile defilarsi il pi possibile, scrisse: Perch, il tuo
non lo ? E quello degli altri?
Blaylock scosse la testa. Abbiamo un po' di sangue guerriero nelle vene, per questo siamo stati
selezionati per il corso di addestramento, ma nessuno di noi ha un nome cos. Chi sono i tuoi antenati?
Cavolo... non discenderai da uno della confraternita!
John si accigli. Non aveva mai pensato di poter essere imparentato con i fratelli.
Si crede troppo superiore per risponderti disse Lash.
John decise di glissare. Era su un terreno minato e aveva gi fatto anche troppi passi falsi
rivelando i suoi due nomi, dicendo di essere stato cresciuto dagli umani e che era muto. Aveva il
presentimento che quel primo giorno di scuola sarebbe stato un supplizio, quindi tanto valeva
risparmiare le energie.
Il viaggio dur una quindicina di minuti. Negli ultimi cinque l'autobus procedette a singhiozzo;
John ne dedusse che stavano passando il sistema di cancelli a protezione del centro di addestramento.
Quando si fermarono e il pannello divisorio si alz, lui fu il primo a scendere gettandosi in
spalla borsone e zaino. Il parcheggio sotterraneo era esattamente come la notte precedente: niente
macchine, solo un altro bus navetta identico a quello su cui erano arrivati. Si fece da parte e rimase a
guardare gli altri che si sparpagliavano intorno, un gregge di ragazzi in uniforme bianca. Il loro
chiacchiericcio gli ricordava il frullo delle ali dei piccioni.
Le porte del centro si spalancarono e il gruppo ammutol.
Phury faceva lo stesso effetto a tutti. Tra la spettacolare chioma variopinta e l'aitante fisico
fasciato di nero, ce n'era abbastanza per lasciare basito chiunque.
Ehi, John disse, alzando la mano. Come va?
Si voltarono tutti a guardarlo.
Lui sorrise al vampiro. Poi cerc disperatamente di passare inosservato.
Bella guardava Zsadist camminare nervosamente per la stanza. Le ricordava come si era sentita
lei la notte prima, quando era andata a cercarlo. In trappola. Angosciata. Sull'orlo dell'esaurimento.
Perch voleva costringerlo a un sacrificio del genere?
Stava per dire che ci rinunciava, quando lui si ferm davanti alla porta del bagno.
Dammi un minuto disse, e and a chiudersi dentro. Non sapendo cosa fare, Bella si mise a
sedere sul letto. Sent scorrere l'acqua della doccia.
Le venne da pensare alla sua famiglia, al suo ritorno da loro. Si vide attraversare le stanze che
conosceva bene, sedersi sulle sedie, aprire porte e dormire nel letto della sua infanzia. Le sembrava
tutto sbagliato: in quel luogo si sentiva un fantasma.
Come avrebbe affrontato sua madre e suo fratello? E la glymera?
Nel mondo dell'aristocrazia, lei era caduta in disgrazia gi prima del rapimento. Adesso tutti
l'avrebbero evitata. Essere finita nelle grinfie di un lesser... imprigionata sottoterra... Gli aristocratici
non erano bravi a gestire questo genere di atrocit, avrebbero dato la colpa a lei. A ben pensarci, forse
proprio per questo sua madre era stata sulle sue.
Dio, come sarebbe stato il resto della sua vita, adesso?
Soffocata dalla paura, la sola cosa che la sosteneva era il pensiero di stare in quella stanza e di
dormire per qualche altro giorno con Zsadist. Lui era il freddo che l'aiutava a condensarsi, a riprendere
forma, e il caldo che le impediva di tremare.
Era il killer che la faceva sentire al sicuro.
Prima voleva passare ancora un po' di tempo con lui, poi forse sarebbe riuscita a fronteggiare il
mondo.
Si accigli; ormai Zsadist era sotto la doccia da parecchio.
Spost lo sguardo sulle coperte ripiegate nell'angolo in fondo alla stanza. Come faceva a
dormire l, una notte dopo l'altra? Il pavimento doveva essere durissimo, non c'era un cuscino per la
testa e nemmeno una trapunta per proteggersi dal freddo.
Si sofferm sul teschio l accanto. La strisciolina di cuoio nero che stringeva tra i denti stava a
significare che apparteneva a una persona amata. Evidentemente Zsadist era stato sposato, anche se a
lei non risultava. La sua shellan era andata nel Fado per cause naturali oppure gliel'avevano
ammazzata? Era questo il motivo di tanta rabbia?
Bella si volt verso il bagno. Che cosa stava facendo chiuso l dentro?
Decise di bussare. Non ricevendo risposta, apr lentamente la porta. Investita da una ventata
gelida, si ritrasse di scatto.
Zsadist? sussurr, avanzando cauta.
Attraverso la porta a vetri lo vide seduto sotto il getto ghiacciato. Si dondolava avanti e indietro
mugolando, sfregandosi i polsi con una spugna.
Zsadist! Corse a spalancare la doccia, e armeggiando con i rubinetti chiuse l'acqua. Che
cosa stai facendo?
Il vampiro alz su di lei due occhi spiritati, da matto, continuando a dondolare e a sfregarsi,
dondolare e sfregarsi. La pelle intorno ai tatuaggi neri era rosso fuoco, scorticata.
Zsadist? ripet Bella, sforzandosi di mantenere un tono dolce e pacato. Cosa stai facendo?
Io... io non riesco a pulirmi. Non voglio sporcare anche te. Alz il polso e il sangue cominci
a colare lungo l'avambraccio. Vedi? Guarda che sporco.  sopra di me. Dentro di me.
La sua voce la allarm ancor pi di quello che si era fatto.
Prese una salvietta, entr nel box doccia e si accovacci, togliendogli la spugna di mano.
Asciugando con cautela la pelle escoriata, disse: Sei pulito.
Oh, no. Niente affatto. Zsadist cominci ad alzare la voce in un crescendo terribile. Sono
lercio, sono tutto sporco. Sono sporco, sporco... Adesso farfugliava incespicando nelle parole, e il suo
ringhio riecheggiava contro le piastrelle. Non vedi lo sporco? Io lo vedo dappertutto. Ce l'ho addosso.
Mi tiene prigioniero. Lo sento sulla pelle...
Shh. Lasciami... solamente...
Senza perderlo di vista, Bella afferr alla cieca un altro asciugamano. Glielo avvolse intorno
alle spalle, ma quando fece per stringerlo tra le braccia, Zsadist si ritrasse di scatto.
Non toccarmi gracchi. Altrimenti ti sporcherai anche tu.
Lei cadde in ginocchio davanti a lui, inzuppando la vestaglia di seta.
Ges... Sembrava scampato a un naufragio: gli occhi sgranati di un folle, i pantaloni della tuta
fradici appiccicati ai muscoli delle gambe, la pelle d'oca sul petto. Aveva le labbra cianotiche e batteva
i denti.
Mi dispiace cos tanto mormor Bella. Voleva rassicurarlo, dirgli che non era sporco, ma
sapeva che sarebbe servito solo a innescare di nuovo il suo delirio.
L'acqua gocciolava sul pavimento, in un suono ritmico forte come un rullo di tamburi. Bella si
ritrov a pensare alla notte in cui aveva seguito Zsadist fino alla sua stanza... quando lui aveva toccato
il suo corpo eccitato. Dieci minuti dopo lo aveva trovato piegato in due sopra la tazza del water, a
vomitare perch le aveva messo le mani addosso.
Sono lercio. Sono tutto sporco. Sono sporco, sporco...
All'improvviso cap tutto come in un incubo, un'illuminazione agghiacciante si insinu nella sua
coscienza svelandole l'orrenda verit. Zsadist era stato picchiato quando era uno schiavo di sangue, s.
E all'inizio lei aveva dato per scontato che fosse quello il motivo per cui detestava essere toccato. Ma le
percosse, per quanto dolorose e terrificanti, non ti facevano sentire sporco.
Gli abusi sessuali invece s.
Improvvisamente gli occhi cupi di Zsadist si fissarono nei suoi. Quasi avesse intuito la
conclusione a cui era giunta.
Spinta dalla compassione, Bella si protese verso di lui, ma l'ira che gli contorse i lineamenti la
obblig a fermarsi.
Cristo, femmina sbott rabbioso Z. Vuoi coprirti o no?
Bella guard in gi. La vestaglia si era aperta fino alla vita mettendo in mostra i seni. La
richiuse con un gesto brusco.
In quel silenzio carico di tensione era difficile incrociare lo sguardo di Zsadist, quindi si
concentr sulla sua spalla... poi segu il muscolo fino alla clavicola, alla base del collo, e da l alz gli
occhi verso la gola... fino alla vena che pulsava sottopelle.
La sete di sangue si ridest e le zanne si allungarono. Oh, accidenti. Ci mancava solo questo.
Perch vuoi proprio me? farfugli lui, avvertendo distintamente la fame che la divorava.
Meriti di meglio.
Tu sei...
So cosa sono.
Tu non sei sporco.
Maledizione, Bella.
E io voglio solo te. Senti, mi dispiace davvero tanto, non siamo obbligati a...
Sai una cosa? Basta chiacchiere. Sono stufo di parlare. Tese il braccio sopra il ginocchio con
il polso all'ins e i suoi occhi si svuotarono di ogni emozione, collera compresa.  il tuo funerale,
femmina. Fallo, se vuoi.
Il tempo si ferm, mentre Bella fissava ci che lui le stava offrendo. Che Dio li aiutasse,
avrebbe bevuto il suo sangue. Con mossa fulminea si pieg sulla vena, affondandogli i denti nella
carne. Doveva avergli fatto male, ma lui non fece una piega.
Non appena sent il sangue sulla lingua, mugol estasiata. In passato per nutrirsi si era rivolta ai
membri dell'aristocrazia, mai a uno della classe guerriera, e tantomeno a un membro della confraternita.
Il sapore di quel sangue le invase la bocca in una deflagrazione dirompente. Quando deglut, la potenza
di Zsadist si rivers come un torrente dentro di lei, divamp come un incendio nelle sue ossa, le esplose
nel cuore in un glorioso impeto di forza.
Fu scossa da un tremito cos violento che quasi perse il contatto con il polso e dovette
aggrapparsi al suo braccio per non cadere. Bevve avidamente, a grandi sorsate, affamata non solo della
forza che le stava trasfondendo, ma di lui, di quel maschio.
Per lei, lui era l'unico.
Capitolo 18
Zsadist si sforz di restare fermo mentre Bella beveva. Non voleva disturbarla, ma a ogni nuova
sorsata era sempre pi prossimo a perdere il controllo. La Padrona era stata l'unica a nutrirsi da lui, e i
ricordi di quegli abusi erano taglienti come le zanne affondate nel suo polso. Cadde in preda a una
paura agghiacciante, incontrollabile; non erano pi le ombre del passato, ma un panico molto presente.
Porca puttana... Colto da un tremendo capogiro, stava per crollare a terra svenuto come una
donnicciola.
Nel disperato tentativo di riprendersi, si concentr sui capelli scuri di Bella. Ce n'era una ciocca
vicino alla sua mano libera; brillava sotto la luce della doccia, cos luminosa e folta, cos diversa dalla
chioma bionda della Padrona.
Dio, i capelli di Bella sembravano talmente morbidi... Se ne avesse avuto il coraggio avrebbe
affondato la mano - no, tutta la faccia - in quelle folte ciocche scure. Sarebbe riuscito a stare cos vicino
a una femmina? si chiese. Oppure gli sarebbe mancata l'aria e sarebbe stato sopraffatto da un'angoscia
ancora pi grande?
Con Bella forse poteva farcela.
S... gli sarebbe piaciuto da morire affondare il viso l, tra i suoi capelli. Poi magari si sarebbe
aperto un varco fino al collo e le avrebbe... dato un bacio sulla gola. Con molta delicatezza. S... poi
poteva salire verso l'alto sfiorandole la guancia con le labbra. Forse lei lo avrebbe lasciato fare. Non si
sarebbe avvicinato alla bocca. Bella non avrebbe mai sopportato la vicinanza della sua cicatrice, e
comunque il suo labbro superiore era fottuto. E poi non sapeva nemmeno come si baciasse. La Padrona
e i suoi tirapiedi si erano ben guardati dall'avvicinarsi alle sue zanne, e in seguito lui non aveva mai
voluto entrare tanto in intimit con una femmina.
Bella si concesse una pausa e pieg la testa di lato, alzando su di lui gli occhi blu zaffiro per
accertarsi che stesse bene.
Quella preoccupazione lo fer nell'orgoglio. Cristo, era cos debole da non essere in grado di
nutrire una femmina... E che umiliazione rendersi conto che lei lo sapeva proprio mentre era attaccata
alla sua vena. Ma ancora pi umiliante era stata quell'espressione, pochi minuti prima, l'orrore che si
era dipinto sul suo volto quando aveva intuito che, da schiavo, non era stato sfruttato solo per il sangue.
Non voleva essere compatito, non tollerava quegli sguardi ansiosi, non ci teneva a essere
coccolato e accarezzato. Apr la bocca, pronto a scostarle la testa, ma chiss come la collera si smarr
nel tragitto tra le viscere e la gola.
Sta' tranquilla disse brusco. Sto bene. Va tutto bene.
Il sollievo negli occhi di lei fu un altro schiaffo in pieno viso.
Quando Bella ricominci a bere, Zsadist pens: Odio tutto questo.
Be'... lo odiava in parte. Okay, odiava la merda che aveva in testa. Ma quando lei riprese a
succhiare dal suo polso, si rese conto che per certi versi la cosa gli piaceva.
Almeno finch non pens a ci che stava ingurgitando. Sangue sporco... sangue arrugginito...
sangue marcio, infetto, cattivo. Diavolo, non riusciva proprio a capire perch Bella avesse respinto
Phury. Il suo gemello era perfetto, dentro e fuori. E invece eccola l, con lui, su quel pavimento di
piastrelle gelido e duro, con i canini affondati nel tatuaggio da schiavo. Perch?
Chiuse gli occhi. Dopo tutto quello che aveva passato, forse era convinta di non meritare di
meglio che un maschio contaminato. Quel lesser doveva aver minato profondamente la sua autostima.
Avrebbe strangolato a mani nude quel bastardo, Dio gli era testimone: gli avrebbe spremuto
fuori il fiato che aveva nei polmoni fino all'ultimo respiro.
Con un sospiro, Bella si stacc dal suo polso appoggiandosi con la schiena alla parete della
doccia, le palpebre socchiuse, il corpo privo di forze. La seta fradicia della vestaglia aderiva alle sue
forme delineando le cosce, i fianchi... il triangolo in mezzo alle gambe.
Quando il coso dentro i calzoni si inturgid all'improvviso, Zsadist fu assalito dall'impulso di
tagliarselo via.
Bella alz gli occhi su di lui.
Stai bene? chiese Z.
Grazie disse lei con voce sensuale. Grazie per avermi lasciata...
S, s, dacci un taglio. Rimpiangeva di non averla protetta da se stesso. L'essenza della
Padrona scorreva dentro di lui, gli echi della crudelt di quella femmina, prigionieri del circuito infinito
delle arterie e delle vene, circolavano senza sosta nel suo organismo. E Bella aveva appena bevuto quel
veleno.
Avrebbe dovuto impedirglielo con pi fermezza.
Adesso ti porto a letto disse, e la prese in braccio.
Lo specchio mormor Bella. Hai coperto lo specchio. Perch?
Senza risponderle, raccolse un asciugamano e and in camera da letto; non se la sentiva di
parlarle degli orrori che aveva dovuto subire.
Mi trovi cos brutta? sussurr lei contro la sua spalla.
Arrivato al letto la mise gi. La vestaglia  bagnata. Dovresti toglierla. Usa questo, se vuoi.
Bella prese l'asciugamano e fece per slacciare la cintura della vestaglia. Zsadist si affrett a
voltarsi dall'altra parte; sent come un fruscio di stoffa, poi le lenzuola che venivano scostate.
Quando si fu sistemata, un impulso tra i pi bassi e ancestrali gli intim di sdraiarsi accanto a
lei. Non per tenerla stretta, ma per affondare dentro di lei, per muoversi dentro di lei... In un certo senso
gli sembrava la cosa giusta da fare, darle non solo il sangue che gli scorreva nelle vene, ma anche il suo
seme.
Il che era totalmente assurdo.
Si pass una mano sulla testa chiedendosi come diavolo gli fosse venuta in mente un'idea tanto
stupida. Cazzo, doveva starle lontano...
Be', sarebbe successo molto presto, no? Bella sarebbe andata via quella sera stessa. Sarebbe
tornata a casa.
Gli sembrava di impazzire... Al diavolo il suo stupido istinto. Doveva mettersi al lavoro.
Doveva uscire per cercare il lesser che l'aveva tenuta prigioniera e massacrare quel gran figlio di
puttana per lei. Questo doveva fare.
And all'armadio, si infil una maglietta e prese le armi. Mentre afferrava il fodero, pens di
chiederle una descrizione del suo aguzzino. Ma non voleva traumatizzarla... No, meglio delegare tutto a
Tohr, lui se la cavava bene con quel genere di cose. Quella sera, prima di restituire Bella alla sua
famiglia, gli avrebbe chiesto di parlarle.
Io esco disse allacciandosi al petto il fodero di cuoio per i pugnali. Vuoi mangiare prima di
andare via? Fritz pu portarti qualcosa.
Non ricevendo risposta, si volt. Bella era girata su un fianco e lo fissava.
Fu travolto da un altro istinto irrefrenabile.
Voleva vederla mangiare. Dopo il sesso, dopo essere venuto dentro di lei, voleva sfamarla con il
cibo che lui stesso le aveva procurato, e voleva imboccarla con le sue mani. Diamine, voleva uscire a
uccidere qualcosa per lei, tornare con la preda, cucinarla e nutrirla a saziet. Poi sdraiarsi accanto a lei
con un pugnale in mano per proteggerla mentre dormiva.
Infil di nuovo la testa nell'armadio. Dio, era completamente pazzo.
Gli dir di portarti su qualcosa disse alla fine.
Saggi le lame dei due pugnali neri sull'interno dell'avambraccio, facendolo sanguinare.
Quando il dolore gli arriv al cervello, rimase a fissare i forellini che Bella gli aveva lasciato sul polso.
Si riscosse sforzandosi di concentrarsi, allacci il cinturone e diede una controllata alle due SIG
Sauer. Entrambe le nove millimetri erano cariche, e nel cinturone c'erano altri due caricatori pieni di
proiettili a punta cava. Infil un coltello da lancio nella cintola dei calzoni e si assicur di avere anche
qualche hira shuriken, le stelle Ninja in uso nelle arti marziali. Poi fu la volta dei pesanti stivali di
cuoio. Infine indoss una giacca a vento leggera per nascondere quell'arsenale portatile.
Quando riemerse dalla cabina armadio, Bella lo stava ancora guardando, stesa sul letto. I suoi
occhi erano blu come zaffiri, blu come la notte, blu come...
Zsadist?
Lui lott contro l'impulso di prendersi a schiaffi. S?
Mi trovi orrenda? Vedendolo trasalire, si copr il viso con le mani. Non importa, lascia
stare.
Mentre lei si nascondeva, Z pens al primo istante in cui l'aveva vista, tante settimane prima, la
sera in cui lo aveva sorpreso in palestra. Lo aveva lasciato esterrefatto, impalato, senza parole, e gli
faceva ancora quell'effetto. Era come se da qualche parte avesse un interruttore e Bella fosse l'unica in
possesso del telecomando per spegnerlo.
Si schiar la gola. Per me sei la stessa di sempre.
Si volt. Era sul punto di andarsene quando sent un singhiozzo. Poi un altro, e un altro ancora.
La guard da sopra la spalla. Bella... porca miseria...
Scusa mormor lei, la voce soffocata nelle mani. Scu-scusa. Vai pure. Sto bene... Scusa, sto
bene.
Zsadist and a sedersi accanto a lei. Non sapeva cosa diavolo dire. Non hai niente di cui
scusarti.
Ho invaso la tua stanza, il tuo letto. Ti ho costretto a dormire vicino a me. A farmi bere dalla
tua vena. Mi dispiace... tantissimo. Trasse un profondo respiro. Lo so che dovrei andarmene, so che
non mi vuoi qui, in questa stanza, ma io ho bisogno... Non posso tornare alla fattoria.  l che il lesser
mi ha catturata, non posso tornarci.. . E non voglio vivere con i miei. Non capiranno quello che sto
passando, e non ho le forze per spiegarglielo. Ho soltanto bisogno di un po' di tempo, di trovare il
modo di liberarmi di quello che ho in testa, per non ce la faccio a stare da sola. Anche se non mi va di
vedere nessuno a parte...
Resta quanto vuoi disse lui.
Lei ricominci a singhiozzare. Maledizione. Aveva detto la cosa sbagliata.
Bella... io... Cosa doveva fare?
Toccala, testa di cazzo. Prendile la mano, razza di stronzo.
Non ci riusciva. Vuoi che cambi stanza? Che ti lasci pi spazio?
Lei non la finiva pi di piangere. A un certo punto farfugli: Ho bisogno di te.
Dio, se non aveva sentito male, poteva solo compatirla.
Bella, smettila di piangere. Smettila di piangere e guardami. Alla fine lei si calm e si
asciug la faccia. Quando fu sicuro di avere la sua attenzione, Zsadist disse: Non devi preoccuparti di
niente. Puoi restare qui tutto il tempo che vuoi. Mi sono spiegato?.
Lei si limit a fissarlo. Annu.
Ascoltami bene: io sono l'ultima cosa di cui hai bisogno. Quindi adesso piantala con tutte
quelle cazzate.
Ma io...
Zsadist and alla porta. Sar di ritorno prima dell'alba. Fritz sa come contattarmi... ehm...
contattarci.
Usc, in fondo alla galleria delle statue svolt a sinistra e oltrepass di corsa lo studio di Wrath e
lo scalone. Alla terza porta buss. Nessuna risposta. Buss di nuovo.
Scese da basso e trov quello che cercava in cucina.
Mary, la compagna di Rhage, stava pelando le patate. Un mucchio di patate. Praticamente una
razione da esercito. Alz gli occhi grigi e si blocc con il coltello in mano. Si guard intorno, quasi
pensasse che Z stesse cercando qualcun altro. O forse sperava di non trovarsi da sola con lui.
Potresti fermarti un momento? mormor lui indicando la montagna di bucce sul tavolo.
Uhm... sicuro. Rhage pu sempre mangiare qualcos'altro. E poi comunque Fritz ha avuto un
attacco di bile quando ha saputo che volevo cucinare. Di cosa... ehm... di cosa hai bisogno?
Non io. Bella. Al momento le farebbe molto comodo un'amica.
Mary pos il coltello e la patata sbucciata a met. Muoio dalla voglia di vederla.
 in camera mia disse Z girandosi, la mente gi rivolta ai vicoli da setacciare, gi in centro.
Zsadist?
Il vampiro si ferm con la mano sulla maniglia. S?
Ti stai prendendo molta cura di lei.
Lui pens al sangue che le aveva lasciato bere. E al bisogno divorante di venirle dentro.
Non proprio replic da sopra la spalla.
A volte bisogna cominciare dall'inizio, pens O attraversando il bosco di corsa.
A meno di trecento metri da dove aveva parcheggiato il camioncino, gli alberi lasciavano il
posto a un campo piatto. Si ferm, restando nascosto in mezzo ai pini.
Al limitare della bianca coltre di neve c'era la fattoria dove aveva trovato sua moglie, e nella
fioca luce del crepuscolo la sua casa era perfetta, come uscita da un biglietto d'auguri. Mancava solo il
pennacchio di fumo dal comignolo di mattoni rossi.
Tir fuori il binocolo e perlustr il terreno circostante, poi si concentr sulla fattoria. Con tutti
quei segni di pneumatici sul vialetto e le impronte di piedi avanti e indietro dalla porta, gli venne in
mente che forse aveva gi cambiato proprietario... Ma no, dentro c'erano ancora i mobili, li
riconosceva, i mobili di sua moglie.
Abbass il binocolo lasciandolo penzolare appeso al collo e si accovacci. L'avrebbe aspettata
l. Se era viva sarebbe tornata a casa, oppure qualcuno sarebbe passato di l a prendere le sue cose. Se
era morta, i parenti avrebbero cominciato a portare via la sua roba.
O almeno ci sperava. Non sapeva da dove altro cominciare, non sapeva nemmeno come si
chiamasse o dove abitasse la sua famiglia. Non riusciva a immaginare dove altro potesse essere.
L'unica alternativa era mettersi a interrogare i civili. Visto che ultimamente non era stata catturata
nessun'altra femmina, lei era di sicuro un argomento di conversazione tra quelli della sua razza. Il guaio
era che gli ci sarebbero volute settimane... mesi, addirittura. E le informazioni estorte con le tecniche di
persuasione non sempre erano affidabili.
No, tenere d'occhio casa sua prometteva di dare risultati migliori. Sarebbe rimasto l seduto ad
aspettare. Con un po' di fortuna si sarebbe fatto vivo proprio lo sfregiato, rendendogli le cose ancora
pi facili.
Sarebbe stato l'ideale.
Si sistem sui talloni, ignorando il vento gelido.
Dio... sperava tanto che fosse viva.
Capitolo 19
A testa china, John cercava di non farsi prendere dall'ansia. Lo spogliatoio era pieno di vapore,
voci e schiocchi di salviette bagnate sui fondoschiena nudi. Gli allievi si erano tolti le uniformi sudate e
facevano la doccia prima di mangiare un boccone e trasferirsi in aula per il resto delle lezioni.
Erano le classiche cose da ragazzi, peccato che a John non andasse per niente di farsi vedere
nudo. Anche se fisicamente non era diverso dai suoi compagni, quella scena sembrava uscita dritta
dritta dagli incubi scolastici che lo avevano ossessionato finch, a sedici anni, non aveva abbandonato
gli studi. E al momento era decisamente troppo stanco per affrontarla di nuovo.
Doveva essere pi o meno mezzanotte, ma per come si sentiva potevano essere le quattro del
mattino... di due giorni dopo. L'allenamento in palestra era stato massacrante. Nessuno degli altri
ragazzi era forte, tutti per erano in grado di ripetere gli esercizi illustrati da Phury e Tohr. Alcuni
erano persino dei talenti naturali, cavolo. Lui invece era una frana. Era lento con i piedi, le mani erano
sempre nel posto sbagliato nel momento sbagliato ed era completamente scoordinato. Per quanto si
sforzasse, non riusciva a stare in equilibrio. Si muoveva come un sacco di patate, goffo e malfermo
sulle gambe.
Farai meglio a sbrigarti disse Blaylock. Mancano otto minuti.
John lanci un'occhiata all'ingresso delle docce. L'acqua continuava a scorrere anche se, da
quello che intravedeva, dentro non era rimasto nessuno. Si tolse uniforme e sospensorio e in fretta entr
nella...
Merda. Nell'angolo in fondo c'era Lash. Quasi lo stesse aspettando al varco.
Ehil, grand'uomo lo apostrof il biondino in tono beffardo. Oggi hai proprio dato
spettacolo l fuo...
Si interruppe di colpo, guardando il petto di John.
Piccolo leccaculo che non sei altro sbott, andandosene infuriato.
John abbass lo sguardo sulla cicatrice circolare sul pettorale sinistro, quella che aveva sin dalla
nascita... quella che, a detta di Tohr, i membri della confraternita ricevevano al momento
dell'iniziazione.
Fantastico. Adesso poteva aggiungere anche questo alla lunga lista di cose che non voleva sentir
nominare dai suoi compagni di classe.
Quando usc dalla doccia con un asciugamano legato in vita vide che gli altri, compreso
Blaylock, stavano facendo capannello. Mentre lo squadravano in silenzio, lui si chiese se, al pari dei
lupi e dei cani, anche i vampiri avessero l'istinto del branco.
Quelli continuavano a fissarlo e John pens: Be', direi che questo equivale a un s grosso come
una casa.
A capo chino si diresse al suo armadietto; non vedeva l'ora di arrivare alla fine della giornata.
Intorno alle tre del mattino Phury camminava svelto lungo la Decima Strada in direzione dello
ZeroSum. Butch lo aspettava davanti all'ingresso in vetro e metallo cromato del club, passeggiando con
disinvoltura malgrado il freddo. Con il lungo cappotto di cachemire e il berretto dei Red Sox calato
sulla fronte, aveva un bell'aspetto. Anonimo, ma bello.
Come va? chiese l'ex sbirro mentre si salutavano battendo i palmi.
 stata una serata di merda sul versante lesser. Non se n' visto neanche mezzo. Ehi, amico,
grazie della compagnia, ne ho bisogno.
Nessun problema disse Butch, calcandosi il berretto sulla fronte. Come i fratelli, cercava di
non farsi notare. Da detective della omicidi aveva contribuito a sbattere in galera una bella quantit di
spacciatori, quindi gli conveniva non dare troppo nell'occhio.
Dentro il locale la musica techno era fastidiosa, le luci stroboscopiche erano fastidiose e tutti
quegli umani erano fastidiosissimi, ma Phury aveva i suoi buoni motivi per essere l e Butch si stava
sforzando di essere gentile. Pi o meno.
Questo posto  un po' troppo alternativo per i miei gusti brontol l'ex poliziotto, squadrando
un tizio in tuta da ginnastica rosa shocking e trucco in tinta. Mille volte meglio un'adunata di bifolchi
di campagna e un po' di birra locale di queste puttanate da cultura metropolitana.
Giunti alla sala VIP, il cordone di seta venne abbassato immediatamente per lasciarli passare.
Phury rivolse un cenno del capo al buttafuori, poi guard Butch. Faccio in un attimo.
Sai dove trovarmi.
Mentre lo sbirro andava a sedersi al solito tavolo, Phury si diresse verso il fondo dell'area
riservata alla clientela pi esclusiva, fermandosi davanti ai due Mori di guardia all'ingresso dell'ufficio
del Reverendo.
Vado ad avvertirlo che lei  qui disse quello a sinistra.
Una frazione di secondo dopo, Phury venne fatto accomodare. Con le luci soffuse e il soffitto
basso, l'ufficio era una specie di grotta; il vampiro dietro la scrivania dominava l'intero spazio,
specialmente quando si alz in piedi.
Il Reverendo era un marcantonio alto quasi due metri e perennemente fatto; il taglio di capelli
alla mohicana gli donava come gli eleganti completi di taglio italiano. La sua faccia, spietata e
intelligente, lo collocava di diritto nel giro d'affari pericoloso in cui operava. Gli occhi, per... gli occhi
non c'entravano niente con tutto il resto. Erano color ametista, un viola scuro molto luminoso, e
curiosamente belli.
Gi di ritorno? La voce era bassa, profonda, pi dura del solito.
Prendi la merce e sbrigati, pens Phury.
Tir fuori un rotolo di banconote da cui estrasse tre bigliettoni, poi allarg a ventaglio i pezzi da
mille dollari sopra la scrivania cromata. Il doppio del solito. E lo voglio diviso in pacchetti da dieci
grammi.
Il Reverendo sorrise sornione, voltando la testa a sinistra. Rally, vai a prendere quello che ha
chiesto il signore. E tagliaglielo come si deve. Dall'oscurit emerse un tirapiedi, che scomparve in
fretta oltre una porticina nell'angolo in fondo alla stanza.
Quando furono soli, il Reverendo gir lentamente intorno alla scrivania; si muoveva come se
nelle vene gli scorresse olio, non sangue, emanando una forza sinuosa. Si avvicin a Phury, tanto che
lui infil la mano sotto il giaccone per impugnare una delle pistole.
Sicuro di non essere interessato a qualcosa di pi pesante? chiese il Reverendo. Il fumo
rosso  per chi non fa sul serio.
Se volessi qualcos'altro lo chiederei.
Il Reverendo si ferm vicino a Phury. Molto vicino.
Il guerriero si accigli. Qualche problema?
Ha dei bei capelli, lo sa? Sembrano quelli di una femmina. Tutti quei colori. La voce del
Reverendo era stranamente ipnotica, i suoi occhi viola astuti come non mai. A proposito di femmine,
mi dicono che non approfitta del ben di Dio messo a disposizione dalle mie ragazze.  vero?
E a lei cosa importa, scusi?
Voglio solo venire incontro alle sue esigenze. La soddisfazione della clientela  una cosa
molto importante. Il Reverendo si avvicin ancora, accennando con il capo al braccio di Phury infilato
nel giaccone. In questo preciso momento ha la mano sul calcio di una pistola, giusto? Paura di me?
Voglio solo prendermi cura di lei in modo tempestivo.
Ah, davvero?
Gi, nel caso le servisse una respirazione "Glock a bocca".
Il Reverendo sogghign, mostrando per un attimo le zanne. Sa, mi  giunta voce... di un
membro della confraternita che avrebbe fatto voto di castit. Gi, pensi un po', un guerriero che pratica
l'astinenza. E ho sentito anche altre cosette sul suo conto. Gli manca una gamba e ha un fratello
gemello sfregiato e sociopatico. Per caso lo conosce?
Phury scosse la testa. No.
Strano, l'ho vista bazzicare con uno con la faccia che sembra una maschera di Halloween. In
effetti l'ho vista in compagnia di un paio di colossi che corrispondono in tutto e per tutto alle
descrizioni che mi sono giunte all'orecchio. Non  che magari...
Mi porti la mia roba. Io aspetto fuori lo interruppe Phury, voltandosi. Era di luna storta:
frustrato per non aver potuto prendere a botte qualche lesser e con il cuore a pezzi per essere stato
respinto da Bella. Non era proprio il momento di mettersi a questionare. Aveva gi i nervi a fior di
pelle.
Ha scelto la castit perch le piacciono i maschi?
Phury gli lanci un'occhiataccia da sopra la spalla. Si pu sapere cosa le ha preso, oggi? Si sta
comportando da vero stronzo.
Sa, magari ha solo bisogno di farsi scopare. Io non traffico in stalloni, ma sono certo che
possiamo trovarne uno di suo gradimento.
Per la seconda volta nel giro di ventiquattr'ore, Phury perse la pazienza. Attravers l'ufficio
come una furia, afferr il Reverendo per il bavero del suo completo Gucci e lo sbatt contro il muro.
Poi si appoggi con tutto il peso sul suo petto. Perch vuoi attaccare briga con me?
Vuoi baciarmi prima di fare sesso? mormor il Reverendo in tono scherzoso. Voglio dire, 
il minimo che tu possa fare, considerato che ci conosciamo solo dal punto di vista professionale.
Oppure non sei tipo da preliminari?
Vaffanculo.
Che battuta originale. Mi sarei aspettato qualcosa di un po' pi interessante da uno come te.
E va bene. Cosa ne dici di questo?
Phury premette con forza le labbra su quelle del Reverendo, ma pi che un bacio era un pugno,
niente di nemmeno lontanamente sessuale. Lo fece solo per cancellare l'espressione compiaciuta dalla
faccia di quel bastardo. Funzion. Il Reverendo si irrigid con un grugnito. E, tanto per essere sicuro
che avesse imparato la lezione, Phury gli fer il labbro inferiore con una zanna.
Non appena sent il sangue del Reverendo sulla lingua, scatt all'indietro, a bocca spalancata.
Malgrado lo shock riusc a sussurrare: Be', chi l'avrebbe mai detto, un mangiatore di peccati...*
[*Secondo una credenza popolare, il sin eater, letteralmente mangiatore di peccati, sarebbe in
grado di caricarsi dei peccati dei defunti, consentendo loro di riposare in pace, mangiando un tozzo di
pane posato sul petto del morto. Spesso isolato dal resto della comunit, lo si riteneva associato agli
spiriti maligni e dedito alla stregoneria.]
A quelle parole il Reverendo mise da parte ogni provocazione, facendosi serissimo. Nel silenzio
che segu, parve riflettere su come smentire in modo plausibile quell'affermazione.
Phury scosse la testa. Non provarci. L'ho capito dal tuo sapore.
Gli occhi color ametista del Reverendo si socchiusero. Il termine corretto  symphath.
Di riflesso, il guerriero strinse le mani intorno al suo collo. Porca puttana. Un symphath. L a
Caldwell, e perfettamente inserito tra gli altri membri della specie. Che cercava di spacciarsi per un
civile qualsiasi.
Cazzo, quella era un'informazione di cruciale importanza. L'ultima cosa di cui Wrath aveva
bisogno era un'altra guerra civile in seno alla razza.
Vorrei farti notare una cosa disse mellifluo il Reverendo. Se mi smascheri perderai il tuo
fornitore. Pensaci. Dove ti procurerai quello che ti serve se esco di scena?
Phury lo fiss negli occhi viola. Avrebbe informato i fratelli non appena tornato a casa e
sorvegliato il Reverendo. Quanto a smascherarlo pubblicamente... aveva sempre trovato ingiusta la
discriminazione subita dai symphath nel corso della storia... a patto che non ricominciassero con i loro
trucchetti del cazzo. E poi il Reverendo gestiva quel club da almeno cinque anni e non c'erano mai stati
problemi.
Facciamo un patto disse. Io me ne sto zitto e tu fai il bravo. E la pianti di rompermi le
scatole cercando di fregarmi. Non ci tengo a farmi succhiare le emozioni da te. Era quello che stavi
facendo poco fa, giusto? Volevi mandarmi in bestia perch eri affamato di quella sensazione.
Il Reverendo stava per replicare, ma la porta dell'ufficio si spalanc. Entr una vampira
trafelata, e si ferm di botto davanti a quella scenetta tanto inattesa: due maschi appiccicati, il labbro
del Reverendo che sanguinava, sangue sulla bocca di Phury.
Sparisci sibil il Reverendo.
La femmina indietreggi di corsa, inciampando e andando a sbattere contro lo stipite della
porta.
Siamo d'accordo? lo incalz Phury quando se ne fu andata.
Se tu ammetti di essere un fratello.
Non lo sono.
L'altro lo fulmin con lo sguardo. Tanto perch tu lo sappia, non ti credo.
Phury fu colpito da un'intuizione improvvisa: non era un caso che il Reverendo avesse tirato in
ballo la confraternita proprio quella notte. Gli and sotto a muso duro. Ti sei chiesto cosa potrebbe
capitarti se venisse fuori chi sei veramente?
Siamo... Il Reverendo sospir ... d'accordo.
Butch alz la testa nel vedere tornare la donna che aveva spedito a controllare dove fosse finito
Phury. Di solito non ci metteva tanto a concludere i suoi acquisti, ma ormai erano passati venti minuti.
Il mio socio  ancora l dentro? le chiese, notando distrattamente che si massaggiava il
gomito.
Oh, s, altro che. Solo quando gli rivolse un sorriso stentato, Butch si accorse che era una
vampira. Era carina, nel suo genere: lunghi capelli biondi, seno e fianchi fasciati di pelle nera. Mentre
si infilava nel spar per sedersi accanto a lui, Butch fu investito dal suo profumo e pens oziosamente
al sesso. Era la prima volta da quando... be', da quando aveva conosciuto Marissa, l'estate prima.
Scol lo scotch rimasto nel bicchiere, lanciando un'occhiata al davanzale della vampira. S,
aveva in mente il sesso, ma pi che altro come una specie di riflesso fisico. Il suo interesse era ben
lontano da quello che aveva provato per Marissa. Con lei il desiderio era stato... divorante, ma anche
pieno di rispetto. Una cosa importante.
La vampira gli scocc un'occhiata d'intesa, quasi avesse intuito cosa gli frullava per la testa.
Pu darsi che il tuo amico resti l dentro ancora un po'.
Ah, s?
Erano appena agli inizi.
Della compravendita?
Del sesso.
Butch alz la testa di scatto guardandola negli occhi. Come, scusa?
Oh, cavolo... fece lei, accigliandosi. Voi due non starete mica insieme o roba del genere?
No, non stiamo insieme rispose brusco Butch. Ma cosa ti viene in mente?
No, sai, dicevo cos per dire. Tu vesti bene, ma non dai l'idea di essere dell'altra sponda.
Nemmeno al mio amico piacciono gli uomini.
Sicuro?
Butch pens al voto di castit di Phury.
E anche se fosse? Aveva bisogno di un altro drink; non gli andava di impicciarsi negli affari del
vampiro. Fece segno a una cameriera.
Un altro scotch doppio ordin. Poi, tanto per essere gentile, si volt verso la sua ospite.
Posso offrirti qualcosa?
Lei gli pos la mano sulla coscia. In effetti s. Ma non  una cosa che servono al bar.
Quando la cameriera si allontan, l'ex sbirro si appoggi all'indietro spalancando le braccia in
una posa rilassata. La vampira colse l'invito accorciando le distanze e facendo scivolare la mano verso
il basso. Il corpo di Butch ebbe un fremito, il primo segno di vita dopo tanti mesi, e lui pens di
sfuggita che forse, se avesse fatto sesso, sarebbe riuscito a togliersi dalla testa Marissa.
Mentre la vampira lo accarezzava sui pantaloni, la scrut. Sapeva qual era la logica conclusione
di tutte quelle moine. Se la sarebbe scopata in uno dei bagni in fondo al locale. Ci avrebbe messo una
decina di minuti a dir tanto. Dopo averla mandata su di giri avrebbe fatto quello che doveva fare e poi
sarebbe stato impaziente di levarsela di torno.
Dio, nel corso della sua vita ne aveva avute a centinaia di sveltine cos. In pratica era
masturbazione mascherata da sesso. Niente di speciale.
Pens a Marissa... e gli prese il magone.
La femmina accanto a lui si spost in modo da strusciargli i seni sul braccio. Andiamo nel
retro, cocco.
Butch pos la mano sulla sua, sopra l'inguine, e lei gli avvicin le labbra all'orecchio. Lui le
spost la mano.
Spiacente, ma non posso.
La vampira si scost, guardandolo come se la stesse prendendo in giro. Butch ricambi il suo
sguardo, serio.
Non stava dicendo che non avrebbe mai pi fatto sesso, e di sicuro non capiva perch era
rimasto tanto colpito da Marissa. Sapeva solo che la vecchia abitudine di scoparsi la prima che gli
capitava a tiro non faceva per lui. Non stanotte.
All'improvviso la voce di Phury sovrast i rumori di fondo del club. Ehi, sbirro, resti o vieni
via?
Butch guard in su, pensieroso, interrogandosi sull'amico. Ci fu una pausa di una frazione di
secondo.
Gli occhi gialli del fratello si strinsero. Qualcosa non va, sbirro?
Sono pronto disse Butch.
Alzandosi, not che il vampiro scoccava alla bionda un'occhiata, della serie vedi di tenere il
becco chiuso.
Porca puttana, pens mentre si dirigevano verso l'uscita, vuoi vedere che Phury  proprio gay?
Capitolo 20
Bella venne svegliata a distanza di parecchie ore da una specie di raschio soffocato. Si volt
verso una finestra e vide la tapparella di acciaio che si abbassava. L'alba doveva essere vicina.
L'ansia le agitava il petto; guard la porta. Voleva vedere entrare Zsadist, voleva posare gli
occhi su di lui e sincerarsi che fosse tutto intero. Anche se quando era uscito sembrava tornato alla
normalit, sapeva di averlo messo a dura prova.
Rotol sulla schiena, ripensando alla visita di Mary. Come aveva fatto Zsadist a sapere che
aveva bisogno di un'amica? Dio, il fatto che fosse andato da Mary e...
La porta della stanza si spalanc di botto.
Bella si rizz a sedere di scatto, tirandosi le coperte fino al collo. Vedere l'ombra di Zsadist fu
un sollievo incredibile.
Sono io disse brusco. Aveva in mano un vassoio e qualcosa sulla spalla. Una sacca da
viaggio. Ti spiace se accendo la luce?
Ciao... Sono cos felice di vederti sano e salvo. Fai pure.
Lui richiam in vita numerose candele e Bella batt le palpebre al chiarore improvviso.
Sono passato da casa tua e ti ho portato della roba. Pos sul comodino il vassoio con il cibo e
apr il borsone. Ho preso dei vestiti e un parka. Lo shampoo che c'era nella doccia. Una spazzola.
Delle scarpe. Calzettoni per i piedi. Il tuo diario, anche... Non preoccuparti, non l'ho letto.
Sarei sorpresa del contrario. So che di te ci si pu fidare.
No,  che sono analfabeta.
Lei lo guard sgranando gli occhi.
A ogni modo... la voce di Zsadist era dura come la linea della sua mascella ... ho pensato
che magari ti faceva piacere avere un po' delle tue cose.
Pos il borsone sul letto accanto a lei. Bella si limit a fissarlo finch, sopraffatta dall'emozione,
fece per prendergli la mano. Quando lui la ritrasse di scatto, lei arross e si concentr sulla borsa.
Dio... vedere quella roba la innervosiva. Specialmente il diario.
Ma poi trov confortante tirare fuori il suo maglione rosso preferito, annusare le sue cose e
sentire ancora una traccia del profumo che metteva sempre. E... s, la spazzola, la sua spazzola, quella
che le piaceva tanto, grossa, quadrata e con le setole di metallo. Afferr lo shampoo, svit il tappo e
annus. Ahh... Biolage. Che buon profumo.
Grazie. Le tremava la voce mentre tirava fuori il diario. Grazie infinite.
Accarezz la copertina di cuoio. Non voleva aprirlo. Non subito. Ma tra non molto, forse...
Guard Zsadist. Ti... ti spiacerebbe accompagnarmi a casa mia?
Si pu fare.
Mi spaventa l'idea di tornarci, ma forse dovrei.
Basta che mi dici quando vuoi andarci.
Bella chiam a raccolta tutto il suo coraggio, improvvisamente ansiosa di levare di mezzo una
delle tante cose da fare. Stasera disse. Appena fa buio. Voglio andarci stasera.
Okay disse Zsadist, poi indic il vassoio. Adesso mangia.
Ignorando il cibo, Bella lo segu con lo sguardo mentre andava all'armadio e riponeva le armi.
Era sempre molto attento con le sue armi, le controllava con cura. Si chiese dove fosse stato, che cosa
avesse fatto. Aveva le mani pulite, ma gli avambracci erano imbrattati di sangue nero.
Quella notte aveva ucciso.
Forse avrebbe dovuto provare un senso di trionfo al pensiero che un lesser era stato eliminato,
ma quando Zsadist and in bagno con un paio di calzoni della tuta piegati sul braccio, scopr di essere
pi interessata al fatto che lui stesse bene.
E anche... al suo corpo. Si muoveva come un animale, nel senso pi nobile del termine, tutto
potenza latente e passi felpati. Di nuovo si sent travolgere dalla voglia di lui.
Lo bramava.
Quando la porta del bagno si chiuse e l'acqua della doccia cominci a scorrere, si sfreg gli
occhi. Doveva essere impazzita. Zsadist si era ritratto per paura che lo toccasse. Come poteva pensare
che avesse voglia di fare l'amore con lei?
Demoralizzata, si volt verso il vassoio. Pollo alle erbe con patate al forno e zucchine. Un
bicchiere d'acqua e uno di vino bianco, oltre a due mele Granny Smith di un bel verde brillante e a una
fetta di torta di carote. Prese la forchetta e pilucc svogliatamente il pollo. Voleva sforzarsi di buttare
gi qualcosa solo perch Zsadist era stato cos premuroso da portarle da mangiare.
Quando lui usc dal bagno con addosso solo i pantaloni di nylon della tuta, Bella si blocc. Non
riusciva a staccargli gli occhi di dosso. I piercing ai capezzoli luccicavano alla fiamma delle candele,
cos come i muscoli dell'addome e delle braccia. Oltre alla cicatrice a forma di stella che era il segno
distintivo dei membri della confraternita, sul suo petto nudo spiccavano una lunga escoriazione
violacea e un livido, entrambi recenti.
Sei ferito?
Zsadist si avvicin per controllare il piatto. Non hai mangiato granch.
Bella non disse nulla, gli occhi fissi sulle ossa che spuntavano dai pantaloni bassi in vita. Dio...
Un po' pi gi e avrebbe visto tutto.
All'improvviso ramment come si era sfregato la pelle fino a scorticarsi perch era convinto di
essere sudicio. Deglut, chiedendosi cosa gli avessero fatto. A lui, al suo sesso. Il desiderio di lui adesso
le sembrava... inopportuno, indelicato. Non che questo cambiasse minimamente ci che sentiva.
Non ho molta fame mormor.
Zsadist spinse il vassoio verso di lei. Mangia lo stesso.
Quando Bella riprese a sbocconcellare il pollo, Z agguant le mele e and all'altra estremit
della stanza, dove si sedette per terra a gambe incrociate. Teneva gli occhi bassi, un braccio posato
sullo stomaco mentre masticava.
Hai cenato in cucina? chiese Bella.
Lui scosse la testa, staccando un altro grosso pezzo di mela; lo schiocco riecheggi nella stanza.
 tutto li quello che mangi? Quando lui si strinse nelle spalle, lei farfugli: E poi vieni a dire
a me di mangiare?.
S, esatto. Quindi perch non ti concentri su quello, femmina?
Non ti piace il pollo?
Non mi piace il cibo rispose lui senza alzare gli occhi da terra; poi, con voce pi incalzante:
Mangia, adesso.
Perch non ti piace il cibo?
Non mi fido rispose secco lui. Se non lo cucini di persona o non vedi come viene cucinato
non sai mai quello che c' dentro.
Perch pensi che a qualcuno verrebbe in mente di adulterare...
Ti ho gi detto quanto detesto parlare?
Dormirai qui vicino a me, stanotte? chiese lei di punto in bianco, pensando che era meglio
conoscere subito la risposta.
Lui aggrott leggermente la fronte. Lo vuoi davvero?
S.
Allora s.
Mentre lui trangugiava le mele e lei finiva di mangiare, sulla stanza cadde un silenzio non
esattamente piacevole, ma nemmeno troppo fastidioso. Terminata anche la torta di carote, Bella and in
bagno a lavarsi i denti. Quando torn in camera, lo trov che spolpava con le zanne il torsolo della
seconda mela.
Non riusciva a capire come facesse a combattere, con una dieta tanto frugale. Avrebbe dovuto
mangiare di pi, poco ma sicuro.
Sentiva di dover dire qualcosa, invece si infil a letto e si raggomitol su se stessa, aspettando
che la raggiungesse. I minuti passavano e lui continuava a rosicchiare il torsolo con meticolosit
chirurgica. Bella non ce la faceva pi a reggere la tensione.
Basta, pens. Doveva proprio trasferirsi da qualche altra parte. Stava usando Zsadist come una
sorta di stampella, e non era giusto.
Era sul punto di gettare via le coperte, quando lui si alz. Vedendolo venire verso il letto, si
blocc. Zsadist lasci cadere i torsoli di mela nel piatto e afferr il tovagliolo di Bella. Dopo essersi
pulito le mani prese il vassoio e lo port fuori in corridoio, posandolo accanto alla porta. Quindi torn
verso la sua met del letto e si sdrai sopra le coperte. Incroci le braccia al petto, accavall le caviglie
e chiuse gli occhi.
Una dopo l'altra le candele si spensero. Ne rimase accesa una. Lascio quella, cos puoi
vederci disse.
Bella lo guard. Zsadist?
S?
Quando ero... si interruppe per schiarirsi la gola. Quando ero in quel buco, sottoterra,
pensavo a te. Volevo che venissi a salvarmi. Sapevo che potevi tirarmi fuori.
Lui aggrott la fronte, a palpebre abbassate. Anch'io pensavo a te.
Davvero? Lui mosse il mento su e gi, ma Bella insistette: Veramente?.
S. In certi giorni... eri l'unica cosa a cui riuscivo a pensare.
Bella sgran gli occhi. Si gir verso di lui puntellandosi sul gomito e appoggiando la testa sulla
mano.
Sul serio? Zsadist non rispose, ma lei lo incalz. Perch?
Lui dilat l'ampio petto soffiando fuori il fiato. Volevo riportarti a casa. Tutto qua.
Oh... quindi stava solo facendo il suo lavoro.
Bella lasci ricadere il braccio e si volt dall'altra parte. Be'... grazie di essere venuto a
cercarmi.
Nel silenzio della stanza, rimase a contemplare la candela che ardeva sul comodino. La fiamma,
a forma di lacrima, ondeggiava, bella, aggraziata...
Non sopportavo l'idea che fossi spaventata e sola disse piano Zsadist. L'idea che qualcuno ti
avesse fatto del male. Non riuscivo a... rassegnarmi.
Trattenendo il respiro, Bella lo guard da sopra la spalla.
In quelle sei settimane non ho mai dormito mormor lui. Appena chiudevo gli occhi vedevo
te che chiamavi aiuto.
Dio, il suo viso era duro ma la voce era cos dolce e bella, come la fiamma della candela.
Zsadist volt di scatto la testa verso di lei e la guard, gli occhi cupi traboccanti di emozione.
Ero convinto che non ce l'avessi fatta. Non potevi essere sopravvissuta tanto a lungo. Ero sicurissimo
che fossi morta. Poi invece abbiamo trovato il posto in cui ti tenevano prigioniera e ti abbiamo tirata
fuori da quel buco. Quando ho visto cosa ti aveva fatto quel lesser...
Bella si gir lentamente; non voleva spaventarlo, non voleva rischiare che si richiudesse in se
stesso. Io non ricordo niente.
Bene, meglio cos.
Un giorno... avr bisogno di sapere. Allora me lo dirai?
Lui chiuse gli occhi. Se proprio non puoi fare a meno dei dettagli.
Rimasero in silenzio per qualche minuto, poi Zsadist si spost verso di lei rotolando su un
fianco. Scusa se te lo chiedo, ma com'era quel lesser? Che aspetto aveva? Ricordi qualche
particolare?
Altro che, pens Bella. Anche troppo.
Lui... ehm... si tingeva i capelli di castano.
Cosa?
S, insomma, sono quasi certa che lo facesse. Ogni settimana, pi o meno, andava in bagno e
sentivo un odore di sostanze chimiche. Poi nel corso della settimana si vedeva la ricrescita. Una
sottilissima riga bianca alla radice dei capelli.
Pensavo che scolorire fosse una bella cosa per i lesser, perch significa che sono nella Societ
da pi tempo.
Non so. Credo che lui avesse... o forse ha ancora... una posizione di potere. Da quello che sono
riuscita a sentire da quella buca, gli altri lesser lo trattavano con rispetto. E lo chiamavano O.
Nient'altro?
Bella rabbrivid al ricordo di quell'incubo. Mi amava.
Zsadist emise un ringhio vibrante, sommesso e feroce. Le piacque quel suono. La fece sentire
protetta. Le diede la forza di continuare a parlare.
Diceva... diceva di amarmi, ed era vero. Era ossessionato da me. Espir lentamente, cercando
di rallentare il ritmo del cuore che batteva all'impazzata. All'inizio ero terrorizzata, ma dopo un po' ho
cominciato a usare i suoi sentimenti contro di lui. Volevo farlo soffrire.
Veramente?
A volte s. Lo facevo... piangere.
Zsadist fece una strana smorfia, quasi fosse invidioso. Cosa provavi?
Non mi va di parlarne.
Perch ti piaceva?
Non devi pensare che sono crudele.
La crudelt  diversa dalla rappresaglia.
Nel mondo di un guerriero doveva essere cos, pens Bella. Non sono sicura di essere
d'accordo.
Lui socchiuse gli occhi. C' chi sarebbe disposto a vendicarti:  quello che nell'antico idioma si
chiama ahvenge. Lo sai, vero?
Bella se lo figur mentre usciva nella notte per dare la caccia al lesser, non sopportava l'idea
che mettesse a rischio la propria vita. Poi pens a suo fratello, infuriato e orgoglioso, anche lui pronto a
fare a pezzi il suo aguzzino.
No... non voglio che mi vendichiate. Tu, Rehvenge o chiunque altro.
Una corrente d'aria spazz la stanza, come se una finestra si fosse spalancata all'improvviso. Lei
si guard intorno e si accorse che la raffica gelida proveniva dal corpo di Zsadist.
Hai un compagno? chiese lui di punto in bianco.
Perch me lo... Oh, no, Rehvenge  mio fratello, non il mio compagno.
Le poderose spalle di Zsadist si rilassarono; poi per si accigli. Ne hai mai avuto uno?
Se ho mai avuto un compagno? Per un breve periodo s. Ma non ha funzionato.
Perch?
Per via di mio fratello. Bella fece una pausa. In effetti non  proprio cos, ma quando ho
visto che non reggeva il confronto con Rehv, ho perso molta della stima che avevo nei suoi confronti.
Poi... poi lui ha svelato i particolari della nostra relazione alla glymera e le cose si sono... complicate.
In realt la situazione era diventata insostenibile. La reputazione del compagno era rimasta
intatta, naturalmente, mentre la sua ne era uscita a brandelli. Forse per questo era cos attratta da
Zsadist. Lui non si curava del giudizio degli altri. Non c'erano sotterfugi o buone maniere a nascondere
i suoi pensieri e i suoi istinti. Era brutalmente sincero, e quel candore, pur mettendo a nudo la sua
rabbia, lo rendeva degno della massima fiducia.
Voi due eravate... Zsadist lasci la frase in sospeso.
Eravamo cosa?
Amanti? concluse lui, poi imprec, rabbioso. Lascia stare, non sono affari miei...
Ehm... s, eravamo amanti. Rehv lo ha scoperto ed  stato allora che sono cominciati i
problemi. Sai com' fatta l'aristocrazia. Una femmina che va a letto con qualcuno con cui non 
ufficialmente sposata...  marchiata a vita, ci puoi scommettere. Insomma, avrei preferito essere una
semplice civile. Ma non si possono rinnegare le proprie origini, giusto?
Lo amavi?
Credevo di s. Poi per ho capito che... no, non lo amavo. Bella pens al teschio accanto al
giaciglio di Zsadist. Sei mai stato innamorato?
Lui sollev l'angolo della bocca in un ringhio. Tu che cosa dici?
Lei si ritrasse, spaventata.
Scusa mormor lui chiudendo gli occhi. Voglio dire, no. La risposta  no.
Allora come mai teneva quel teschio? Di chi era? Stava per chiederglielo, ma Zsadist la
anticip. Tuo fratello pensa di dare la caccia a quel lesser?
Sicuramente. Rehvenge ... Be', da quando  morto mio padre - io ero molto piccola -  lui il
capofamiglia, ed  molto aggressivo. In modo esagerato.
Dovrai dirgli di darsi una calmata. Penser io a vendicarti.
No.
S.
Ma io non voglio. Se Zsadist si fosse fatto ammazzare nel tentativo di vendicarla non se lo
sarebbe mai perdonato.
E io non posso farne a meno ribatt lui stringendo gli occhi con forza. Cristo... mi manca il
respiro al pensiero che quella carogna  l fuori, da qualche parte. Deve morire.
Bella prov una strana sensazione di calore, un misto di paura e gratitudine. D'impulso si
protese a baciarlo sulle labbra.
Questa volta fu Zsadist a ritrarsi di scatto, soffiando come un gatto, peggio che se lo avesse
schiaffeggiato.
Oh, cavolo. Cosa le era saltato in mente? Scusa. Scusa tanto, io...
No, tranquilla. Non c' problema disse lui rotolando sulla schiena e portandosi la mano alla
bocca. Si pass le dita avanti e indietro sulle labbra.
Quando la sent sospirare, chiese: Che c'?.
Sono cos disgustosa?
Zsadist abbass subito il braccio. No.
Bugiardo. Vado a prenderti una spugna, cosa ne dici?
Stava per balzare gi dal letto quando lui la afferr per il braccio.  stato il mio primo bacio,
okay? Non me l'aspettavo, tutto qua.
Bella trattenne il fiato. Com'era possibile?
Oh, per l'amor del cielo, non guardarmi in quel modo. La lasci andare e ricominci a fissare
il soffitto.
Il suo primo bacio... Zsadist?
S?
Posso baciarti un'altra volta?
Ci fu una pausa interminabile. Bella si avvicin con molta cautela, un centimetro dopo l'altro,
aprendosi un varco attraverso lenzuola e coperte.
Giuro che non ti tocco da nessun'altra parte. Solo le mie labbra. Sulle tue.
Volta la testa, lo esort mentalmente. Volta la testa e guardami.
E lui lo fece.
Temendo che potesse cambiare idea, non perse altro tempo. Non aveva bisogno di un invito
scritto. Premette con delicatezza le labbra sulle sue, poi si stacc indugiando sopra la sua bocca.
Quando vide che non si muoveva, si chin di nuovo e stavolta sfreg le labbra. Lui trattenne il respiro.
Zsadist?
S disse lui con un filo di voce.
Rilassati, sei troppo rigido.
Bella si chin di nuovo puntellandosi sulle braccia. Aveva delle labbra incredibilmente
morbide, pens, salvo il punto in cui la cicatrice gli aveva deturpato quello superiore. Per fargli capire
che quell'imperfezione non le dava fastidio, si sofferm proprio l, tornandoci sopra in continuazione.
E poi accadde: Zsadist ricambi il suo bacio. Fu un movimento quasi impercettibile della bocca,
ma lei lo sent fino in fondo alle viscere. Quando lo fece di nuovo, lei lo incoraggi con un gemito
soffocato, lasciando che fosse lui a prendere l'iniziativa.
Dio, era cos esitante, sfreg appena le labbra sulle sue. La baci con dolcezza e cautela; aveva
un sapore misto di mele e spezie. Quel contatto fisico, per quanto leggerissimo e come al rallentatore,
bast a farla spasimare di desiderio.
Quando tir fuori la lingua per leccarlo, lui si ritrasse. Non so che cosa sto facendo.
S, invece disse Bella allungandosi per non perdere il contatto. Eccome se lo sai.
Ma...
Lei lo zitt con un altro bacio, e non pass molto tempo prima che Zsadist tornasse in gioco.
Questa volta, quando lo sfior con la lingua anche lui schiuse le labbra tirando fuori la sua, viscida e
calda. Un lento mulinello e poi eccolo entrare nella bocca di lei, saggiando, esplorando.
Bella sent che cominciava a eccitarsi. Sentiva crescere dentro di lui il fuoco e l'urgenza.
Aspettava con ansia che la prendesse tra le braccia per attirarla a s, ma lui non lo fece. Si scost
leggermente per guardarlo. Aveva le guance in fiamme e gli occhi che brillavano. Moriva dalla voglia
di possederla, ma non faceva nulla per accorciare le distanze. Non voleva.
Voglio toccarti sussurr Bella.
Alz la mano, ma Zsadist si irrigid, afferrandola con forza per il polso. La sua paura aleggiava
sottopelle; Bella la avvertiva serpeggiargli nel corpo, impedendogli di rilassarsi. Attese che prendesse
una decisione, attenta a non forzarlo.
Lentamente, lui diminu la stretta. Solo... fai piano.
Te lo prometto.
Cominci dal suo braccio, facendo scorrere la punta delle dita su e gi sulla pelle liscia e glabra.
Lui seguiva con gli occhi quel movimento, con una diffidenza che non la offese; i muscoli si
contraevano, frementi. Lo accarezz piano, lasciandogli il tempo di abituarsi al suo tocco, e quando fu
certa che si sentiva a proprio agio si chin per posare le labbra sui bicipiti. Sulla spalla. Sulla clavicola.
Sulla sommit dei pettorali.
Puntava verso il capezzolo con il piercing.
Quando fu vicina all'anellino d'argento con la pallina, alz lo sguardo su di lui. Zsadist aveva gli
occhi sgranati, un mare bianco intorno alle iridi cupe.
Voglio baciarti qui disse lei. Va bene?
Lui annu leccandosi le labbra.
Nell'attimo in cui la bocca di Bella lo sfior, fu scosso da un fremito violentissimo, come se
qualcuno lo avesse strattonato con forza per le braccia e per le gambe. Lei non si ferm. Succhi il
piercing e gli gir intorno con la lingua.
Zsadist mugol, un gemito soffocato che risuon come un rombo di tuono nel suo petto, poi
inspir con un sibilo. Premeva la testa contro i cuscini, ma la teneva reclinata per vederla.
Quando lei lamb l'anellino d'argento e poi lo tir leggermente, lui si inarc sul letto, piegando
una gamba e affondando il tallone nel materasso. Bella continu a titillare il capezzolo finch Zsadist
non strinse le coperte nei pugni chiusi.
Oh... cazzo, Bella... Respirava a fatica, ansimando, ed era accaldato. Cosa mi stai facendo?
Vuoi che smetta?
O la smetti, oppure ci dai dentro di pi.
Allora continuo ancora un po'?
S... ancora un po'.
Lei riprese a lavorarselo con la bocca, giocando con l'anellino, stuzzicandolo finch lui
cominci a dimenare i fianchi.
Spost lo sguardo verso il basso e perse il ritmo. L'erezione, vistosissima, premeva contro il
nylon leggero dei pantaloni della tuta. Si vedeva tutto: la grossa verga, la sommit arrotondata, i pesi
gemelli sotto di essa.
Dio benedetto. Era... enorme.
Tutta bagnata in mezzo alle cosce, guard in su per incrociare il suo sguardo. Zsadist la fissava
a bocca spalancata mentre sul suo viso si scontravano soggezione, shock e desiderio.
Bella alz il braccio e gli spinse il pollice tra le labbra. Succhiami.
Lui la succhi avidamente, continuando a guardarla mentre lei titillava il capezzolo. Una
smania incontrollabile si stava impadronendo di lui, Bella lo sentiva. Il desiderio stava montando,
trasformandolo in una polveriera pronta a esplodere da un momento all'altro e, perdio, era quello che
lei voleva. Voleva che scoppiasse sopra di lei. Dentro di lei.
Lasci andare il capezzolo, sfil il pollice dalle sue labbra e si sollev per infilargli la lingua in
bocca. Lui gemette selvaggiamente a quell'invasione, dimenandosi con forza e continuando a stringere
le coperte.
Dio, quanto voleva che mollasse quelle coperte per toccarla, non ce la faceva pi ad aspettare.
Per questa volta avrebbe assunto lei il controllo. Le spinse via, scivol con il busto sopra il suo petto e
butt una gamba sopra i suoi fianchi.
Non appena la sent sopra di s, Zsadist si irrigid e smise di baciarla.
Zsadist?
Lui la disarcion con tanta violenza da farla rimbalzare sul materasso.
Poi balz gi dal letto, ansante e sconvolto, il corpo combattuto, lacerato tra passato e presente.
Una parte di lui voleva che Bella continuasse a fargli quello che stava facendo. Moriva dalla voglia di
gustare fino in fondo quel primo assaggio di eccitazione. Era una sensazione incredibile. Una
rivelazione. L'unica cosa bella che avesse provato da... sempre.
Beata Vergine del Fado, non c'era da stupirsi che i maschi fossero disposti a uccidere pur di
proteggere le loro compagne.
Solo che lui non sopportava di avere una femmina sopra di s, nemmeno se si trattava di Bella,
e il panico selvaggio che lo aveva assalito era pericoloso. E se l'avesse aggredita? Per l'amor del cielo,
l'aveva gi quasi buttata gi da quel letto della malora.
La guard. Era cos incredibilmente bella, tra le lenzuola aggrovigliate e i cuscini in disordine.
Ma era terrorizzato da lei, e proprio per questo era terrorizzato per lei. Le carezze e i baci rischiavano
di innescare in lui una reazione pericolosa.
Basta, non dobbiamo farlo mai pi disse. Non se ne parla.
Ma ti piaceva. La voce di lei era dolce, ma decisa. Sentivo scorrere furiosamente il tuo
sangue sotto le mie mani.
Niente discussioni.
Il tuo corpo  eccitato, mi desidera.
Vuoi rischiare di farti male? Bella strinse forte uno dei cuscini e lui continu: Perch, tanto
per essere chiari, io vedo il sesso un po' a senso unico e sono sicuro che non ti piacerebbe viverlo sulla
tua pelle.
Mi  piaciuto come mi hai baciata. Voglio fare l'amore con te.
Fare l'amore? Fare l'amore! esclam lui spalancando le braccia. Bella... tutto quello che ho
da offrirti  una scopata. Non ti piacerebbe, e francamente a me non va di farlo. Tu meriti molto di
pi.
Ho sentito le tue labbra sulle mie. Erano delicate...
Oh, per favore...
Stai zitto e lasciami finire!
Zsadist rimase a bocca aperta, nessuno si azzardava ad assumere quel tono con lui. Mai.
Lei si spinse i capelli sulla spalla. Se non ti va di stare con me, va bene. Basta dirlo. Ma non
nasconderti dietro la scusa che vuoi proteggermi. Credi non sappia che fare sesso con te sarebbe una
cosa tutt'altro che delicata?
 per questo che mi vuoi? disse lui con voce piatta. Ti sei convinta che adesso, dopo quel
lesser, meriti solo di soffrire?
Bella si accigli. No. Ma se  l'unico modo per averti, allora va bene, lo accetto.
Zsadist si pass pi volte la mano sul cranio rasato.
Penso tu sia confusa mormor guardando il pavimento. Non sai quello che dici.
Bastardo arrogante sbott lei.
Lui alz la testa di scatto. Be', quello era il calcio numero due... Come, scusa?
Se vuoi fare un favore a entrambi, cerca di non pensare al posto mio, okay? Perch ogni volta
che lo fai prendi delle gran cantonate. E con questo and in bagno a passo di carica e si chiuse dentro
sbattendo la porta.
Zsadist batt le palpebre un paio di volte. Cosa diavolo era successo?
Si guard intorno, come se i mobili o le tende potessero aiutarlo a capire. Poi il suo udito
finissimo colse un rumore soffocato. Bella stava... piangendo.
Con un'imprecazione and verso il bagno. Senza bussare, gir la maniglia ed entr. Lei era in
piedi vicino alla doccia, a braccia conserte, gli occhi color zaffiro lucidi di lacrime.
Oh... Dio. Come ci si doveva comportare in una situazione del genere?
Scusa farfugli se ho... ehm... ferito la tua sensibilit...
Bella lo guard torva. Non sono offesa. Sono incazzata e sessualmente frustrata.
Lui gett la testa all'indietro come se lo avesse schiaffeggiato. Be'... allora. Okaaay.
Cristo, alla fine di quella conversazione rischiava di aver bisogno di un bel collare ortopedico.
Te lo ripeto un'altra volta, Zsadist. Se non ti va di venire a letto con me, va benissimo, ma non
azzardarti pi a dirmi che non so cosa voglio.
Z piant le mani sui fianchi e abbass gli occhi sul pavimento di marmo. Non dire niente,
stronzo. Tieni la bocca...
Non  questo sbott. Mentre le parole fluttuavano nell'aria, si maledisse. Non doveva parlare.
Parlare era una pessima idea...
Non  che cosa? Vuoi forse dire che mi vuoi?
Zsadist pens al maledetto coso che premeva ancora nei pantaloni. Bella non era cieca. Vedeva
benissimo quel lurido bastardo. Lo sai che ti voglio.
Allora, se a me va di farlo... senza tanti complimenti... Si interruppe, e lui ebbe l'impressione
che stesse arrossendo. Perch non possiamo andare a letto insieme?
Z aveva il fiato corto, i polmoni che bruciavano e il cuore che martellava nel petto. Gli
sembrava di essere sull'orlo di un precipizio e di guardare gi. Dio santo, non stava mica per dirglielo,
no?
Sent rivoltarsi lo stomaco e le parole gli uscirono di getto. Stava sempre sopra. La Padrona.
Quando... veniva da me, stava sempre sopra. Tu... tu mi sei salita sul petto e... s, insomma, cos non va
bene per me.
Si sfreg la faccia, imbarazzato. E poi improvvisamente gli era scoppiato un gran mal di testa.
Zsadist, mi dispiace tanto. Non sapevo...
S... cazzo... forse puoi dimenticare quello che ho detto. Dio, doveva assolutamente andarsene
prima che quella sua boccaccia ricominciasse a parlare a vanvera. Senti, adesso io vado...
Cosa ti faceva? disse Bella con un filo di voce.
Lui le scocc un'occhiata dura. Oh, no, questo proprio no, pens.
Bella gli si avvicin di un passo. Zsadist, lei ti... possedeva contro la tua volont?
Lui si volt dall'altra parte. Vado in palestra. Ci vediamo dopo.
Aspetta...
Dopo, Bella. Non posso... fare questa cosa.
Uscendo, prese le Nike e il lettore MP3.
Una bella corsa era proprio quello che ci voleva. Una bella... corsa. Non lo avrebbe portato da
nessuna parte, ma cosa importava? Almeno poteva illudersi di scappare da se stesso.
Capitolo 21
Phury guard con aria disgustata Butch che, dall'altra parte del tavolo da biliardo, prendeva la
mira prima di tirare. C'era qualcosa che non andava nell'umano, ma quando lo sbirro imbuc tre palle in
un colpo solo, fu subito chiaro che non era il suo modo di giocare.
Ges Cristo, Butch, quattro vittorie di fila. Ricordami perch insisto a voler giocare con te.
Perch la speranza  l'ultima a morire sentenzi l'altro, scolandosi il fondo del bicchiere. Ti
va di farne un'altra?
Perch no. Tanto, peggio di cos...
Tu sistema il castello, io mi verso ancora un po' di scotch.
Mentre recuperava le palle dalle buche, Phury cap qual era il problema. Ogni volta che gli dava
le spalle, Butch si metteva a fissarlo.
C' qualcosa che ti tormenta, sbirro?
Butch si vers due dita di Lagavulin, poi bevve una lunga sorsata. Non particolarmente.
Bugiardo. Da quando siamo tornati dallo ZeroSum mi fissi in modo strano. Perch non sputi il
rospo?
L'ex detective lo guard dritto negli occhi. Sei gay, amico?
Phury lasci cadere la palla numero otto e la sent rimbalzare sul pavimento di marmo. Che
cosa? Perch pensi...?
Ho sentito che eri in intimit con il Reverendo. Phury imprec, mentre Butch raccoglieva la
palla nera e la faceva rotolare sul tavolo verde. Senti, per me non c' problema. Sinceramente non me
ne frega niente dei tuoi gusti sessuali. Per mi piacerebbe saperlo.
Oh, fantastico, pens Phury. Non solo si struggeva per la femmina innamorata del suo gemello,
adesso credevano anche che si vedesse con un fottutissimo symphath.
Evidentemente la femmina che lo aveva sorpreso in atteggiamento equivoco con il Reverendo
non sapeva tenere la bocca chiusa e... Cristo. Butch doveva averlo gi detto a Vishous. Quei due erano
come una coppia di vecchi sposi, non avevano segreti. V lo avrebbe spifferato a Rhage e a quel punto
tanto valeva chiamare la Reuters per diffondere la notizia con un flash d'agenzia.
Phury?
No, non sono gay.
Non devi nasconderti o roba del genere.
Non lo farei comunque, per non sono gay.
Allora sei bisessuale?
Falla finita, Butch. Se tra i fratelli ce n' uno col pallino per le perversioni  il tuo
coinquilino. Vedendo lo sguardo sconvolto dello sbirro, Phury bofonchi: Dai, non dirmi che non ne
sai niente, vivi con lui.
Mi pare ovvio che non ne so niente... Oh, ciao, Bella.
Il vampiro si volt di scatto. Bella era ferma sulla soglia, con addosso la vestaglia di raso nero.
Non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Il suo viso aveva ripreso colore, i lividi erano spariti e la sua
bellezza era tornata, magnificente. Era... una favola.
Salve li salut lei. Phury, quando hai finito vorrei parlarti un momento, posso?
Ti spiace se facciamo una pausa, Butch? disse il vampiro.
Nessun problema. Ci vediamo, Bella.
Quando lo sbirro se ne fu andato, Phury mise a posto la stecca con esagerata meticolosit,
infilando la lunga asta levigata di legno chiaro nella rastrelliera alla parete. Ti trovo bene. Come ti
senti?
Meglio. Molto meglio.
Perch si era nutrita con il sangue di Zsadist.
Allora... cosa c'? chiese Phury, cercando di non immaginarla attaccata alla vena del suo
gemello.
Senza rispondere, lei and alla portafinestra, la lunga vestaglia nera che strisciava sul
pavimento di marmo allungandosi come un'ombra. Mentre camminava, i capelli sciolti le sfioravano le
reni al ritmo dei suoi fianchi. Eccitato, Phury si augur che non cogliesse l'odore del suo desiderio.
Oh, Phury, guarda la luna,  quasi piena! esclam lei alzando la mano e posandola sul vetro.
Quanto mi piacerebbe...
Hai voglia di uscire? Vado a prenderti un cappotto.
Bella gli sorrise da sopra la spalla. Sono senza scarpe.
Ti porto anche quelle. Tu resta l.
In un batter d'occhio torn con un paio di stivali foderati di pelliccia e una cappa vittoriana che
Fritz, da casalingo perfetto qual era, aveva scovato in un armadio.
Hai fatto presto disse Bella gettandosi sulle spalle il mantello di velluto rosso sangue.
Phury si inginocchi ai suoi piedi. Aspetta, ti do una mano.
Lei alz un ginocchio. Mentre si infilava lo stivale, Phury cerc di ignorare com'era vellutata la
sua caviglia. Quanto fosse inebriato dal suo profumo. E che gli sarebbe bastato aprire la vestaglia per...
Adesso l'altro disse con voce roca.
Dopo averla aiutata con gli stivali, apr la portafinestra e uscirono sul terrazzo coperto di neve.
In fondo al giardino, Bella si strinse nel mantello e guard in su. Il fiato le usciva dalla bocca in
nuvolette candide e il vento scherzava con la cappa incollandogliela addosso, quasi accarezzando il
morbido velluto rosso.
 quasi l'alba disse lei.
Gi, non manca molto.
Phury continuava a domandarsi di cosa volesse parlare, ma poi Bella si fece seria e lui cap.
Zsadist, naturalmente.
Volevo chiederti di lui mormor. Del tuo gemello.
Cosa vuoi sapere?
Com' diventato uno schiavo?
Oh, Dio... Non voleva parlare del passato.
Phury? Non vuoi dirmelo? Lo chiederei a lui, ma...
Maledizione. Non c'era un buon motivo per non risponderle. Fu rapito da una bambinaia.
Aveva sette mesi quando lei lo port via. Li cercammo dappertutto senza riuscire a trovarli, e da quanto
ho saputo lei mor due anni dopo. A quel punto chi lo aveva trovato lo vendette come schiavo.
Dev'essere stato terribile per la vostra famiglia.
Non c' cosa peggiore. Una morte senza un corpo a cui dare degna sepoltura.
E quando... quando era uno schiavo di sangue... Bella trasse un profondo respiro. Sai che
cosa gli hanno fatto?
Phury si massaggi la nuca. Vedendolo esitare, Bella disse: Non parlo delle cicatrici o del fatto
che  stato costretto a sfamare qualcuno. Voglio sapere... cos'altro possono avergli fatto.
Senti, Bella...
Ho bisogno di saperlo.
Perch? chiese Phury. Ma conosceva la risposta. Bella voleva fare l'amore con Z, forse ci
aveva gi provato. Ecco perch.
Devo saperlo e basta.
Dovresti chiederlo a lui.
Non me lo dir, lo sai ribatt lei posandogli una mano sul braccio. Per favore, aiutami a
capirlo.
Phury rimase in silenzio, dicendosi che lo doveva a Z, e in buona parte era vero. Solo una
piccola parte di lui non voleva aiutarlo a finire a letto con lei.
Bella gli strinse il braccio con forza. Ha detto che lo tenevano legato. Che non sopporta di
avere un femmina sopra di s quando... si interruppe. Cosa gli hanno fatto?
Per la miseria. Zsadist le aveva parlato della prigionia?
Imprec sottovoce. Non lo hanno usato solo per il sangue. Ma non intendo aggiungere altro.
Oh, mio Dio! esclam Bella, affranta. Avevo bisogno di sentirlo da te. Dovevo saperlo con
certezza.
Si stava alzando il vento. Phury inspir a fondo, ma continuava a sentirsi soffocare. Dovresti
tornare dentro prima di prendere freddo.
Bella annu, avviandosi verso la casa. Tu non vieni?
Mi fumo una sigaretta. Vai, adesso.
Non la segu con lo sguardo mentre rientrava, ma ud la porta che si chiudeva con uno scatto.
Infilandosi le mani in tasca, guard il grande prato innevato. Poi chiuse gli occhi e rivide il passato.
Subito dopo la transizione, Phury si mise in cerca del suo gemello passando al setaccio il
Vecchio Continente, soprattutto le famiglie abbastanza facoltose da poter disporre di servit. Con il
passare del tempo sentiva ripetere da pi parti che un'aristocratica d'alto rango teneva in catene un
maschio aitante come un guerriero. Ma non fu in grado di trovare conferma a queste voci.
Logico perch a quei tempi, erano i primi dell'Ottocento, la specie era ancora relativamente
coesa, le antiche consuetudini e i costumi sociali erano molto forti. In base alle leggi vigenti, chiunque
fosse stato scoperto a nascondere un guerriero dopo averlo ridotto nello stato di schiavo di sangue
sarebbe stato condannato a morte. Ecco perch Phury doveva essere molto discreto nelle sue ricerche.
Esigere una riunione della glymera reclamando apertamente la restituzione del suo gemello equivaleva
a pugnalarlo al cuore. Allo stesso modo, Zsadist avrebbe fatto una brutta fine se si fosse scoperto che
Phury stava cercando di rintracciarlo: uccidere Zsadist e sbarazzarsi del suo cadavere sarebbe stata
la migliore difesa, nonch l'unica, dal punto di vista del suo aguzzino.
Sul finire dell'Ottocento, Phury aveva quasi perso ogni speranza. Ormai i suoi genitori erano
morti per cause naturali. Nel Vecchio Continente la societ dei vampiri si era frammentata e aveva
avuto inizio la prima migrazione verso l'America. Senza pi radici, Phury vagava per l'Europa
inseguendo sussurri e insinuazioni... Quando all'improvviso aveva trovato quello che cercava.
Era sul suolo inglese la notte in cui accadde. Si era recato a un raduno della sua specie in un
castello sulle scogliere di Dover. In un angolo immerso nell'ombra della sala da ballo aveva sentito
per caso due invitati parlare della padrona di casa. Dicevano che aveva uno schiavo di sangue
incredibilmente dotato, che le piaceva essere guardata, quando si appartava con lui, e che a volte lo
condivideva, addirittura.
La notte stessa, Phury aveva cominciato a corteggiare la femmina.
Non temeva che il suo viso potesse tradirlo, anche se lui e Zsadist erano gemelli assolutamente
identici. Anzitutto lui vestiva in modo ricercato, come si addiceva ai ricchi, e nessuno avrebbe mai
sospettato che uno nella sua posizione fosse in cerca di uno schiavo legalmente acquistato in tenera
et. In secondo luogo adottava sempre dei travestimenti. In quell'occasione si fece crescere la barba
per mascherare i lineamenti e nascose gli occhi dietro un paio di occhiali scuri, adducendo un
problema di vista.
La padrona di casa si chiamava Catronia. Era un'aristocratica assai facoltosa, sposata a un
mercante per met vampiro e per met umano che conduceva i suoi affari nel mondo degli umani.
Evidentemente restava spesso da sola, dato che il suo hellren viaggiava molto, ma correva voce che
avesse quello schiavo di sangue gi prima di sposarsi.
Phury chiese di essere ammesso nella sua ristretta cerchia di frequentatori, ed essendo colto e
pieno di premure, Catronia gli concesse una stanza al castello, malgrado lui si fosse mantenuto sul
vago circa il proprio lignaggio. Le corti erano piene di bugiardi e millantatori, ma Catronia era
visibilmente attratta da lui, quindi disposta a chiudere un occhio su certe formalit. Era per anche
molto cauta. Le settimane passavano, ma nonostante trascorressero molto tempo in compagnia, non lo
portava mai dal fantomatico schiavo.
Ogni volta che ne aveva l'occasione Phury perlustrava il castello nella speranza di trovare il
gemello rinchiuso in qualche segreta. Purtroppo c'erano occhi dappertutto, e Catronia lo teneva
occupato. Quando il suo hellren era in viaggio d'affari, cosa piuttosto frequente, andava a trovarlo nei
suoi appartamenti, e pi lui tentava di sottrarsi alle sue attenzioni, pi lei lo bramava.
Tempo... serviva solo un altro po' di tempo. Una notte, appena prima dell'alba, Catronia lo
chiam in camera sua. Il passaggio segreto che per tanto tempo lui aveva cercato invano era
nell'anticamera degli appartamenti padronali. Insieme, scesero una scalinata lunga e ripida.
Phury ricordava ancora la solida porta di quercia che si apriva infondo alle scale e l'attimo in
cui vide il maschio nudo, incatenato a gambe spalancate sopra un tavolaccio rivestito di arazzi.
Zsadist fissava il soffitto, i capelli lunghi fino a terra. Era rasato con cura e cosparso di oli
essenziali, pronto per il sollazzo della padrona, profumava di spezie costose. Catronia and dritta
verso di lui e prese ad accarezzarlo amorosamente, i rapaci occhi castani che sembravano volersi
imprimere sul corpo dello schiavo come un marchio.
Prima ancora di rendersene conto, Phury aveva messo mano al pugnale infilato nel fodero che
teneva al fianco. Quasi avvertendo la mossa, Zsadist aveva voltato lentamente la testa e i suoi occhi
cupi e vuoti avevano colmato la distanza che li separava. Non ci fu nessun lampo di riconoscimento.
Solo un odio viscerale.
Sopraffatto dallo shock e dal dolore, Phury era riuscito a restare lucido e aveva cercato di
individuare una via di fuga.
In fondo alla cella c'era un'altra porta, senza maniglia, solo con una sottile fessura a un metro
e mezzo circa da terra. Forse sarebbe riuscito ad abbat...
Catronia aveva cominciato a toccare suo fratello nelle parti intime. Si era spalmata le mani con
un unguento, e mentre gli accarezzava il membro diceva cose odiose sulle dimensioni che avrebbe
raggiunto. Phury scopr le zanne e alz il pugnale.
All'improvviso la porta in fondo alla cella si spalanc e sulla soglia apparve un cortigiano
effeminato con una lunga veste bordata di ermellino. Agitato, annunci che l''hellren di Catronia era
tornato inaspettatamente e la stava cercando. Dovevano essergli giunte all'orecchio le voci che
circolavano su lei e Phury.
E poi a un tratto nella stanza riecheggiarono dei passi, moltissimi passi, e un attimo dopo
comparvero il mercante e la sua guardia privata. Scoppi il finimondo. Le guardie si lanciarono
contro Phury, mentre l'hellren si avventava su Zsadist brandendo un pugnale.
Uccidere i soldati di corte fu un'impresa lunga e cruenta, e quando finalmente Phury usc
vincitore, Zsadist non c'era pi; c'era solo una lunga scia di sangue che conduceva fuori dalla cella. Si
lanci lungo il corridoio, attraversando di corsa i sotterranei del castello, seguendo le tracce. Quando
emerse dal torrione era quasi l'alba e lui non aveva pi tempo: doveva trovare Zsadist il pi in fretta
possibile. A un certo punto ud degli schiocchi ritmici fendere l'aria.
Frustate.
Alla sua destra Zsadist, appeso a un albero in cima alla scogliera, veniva frustato sullo sfondo
del mare aperto.
Phury ricominci a correre a perdifiato, raggiunse le guardie che lo tenevano prigioniero, e
quelle non ebbero scampo contro la sua furia cieca. Le massacr, poi liber il fratello. E si accorse
che altre guardie si stavano precipitando fuori dalle mura.
Il sole stava per sorgere; cap che non c'era pi tempo. Si caric il gemello in spalla, port via
la pistola a uno dei morti e se la infil nella cintura. Quindi guard la scogliera e l'oceano sottostante.
Non era la via ideale verso la libert, ma era sempre meglio che tentare di aprirsi un varco verso il
castello affrontando la milizia armata. Prese la rincorsa, sperando con tutto il cuore di riuscire a
tuffarsi in acqua senza sfracellarsi sugli scogli.
Un pugnale lanciato da qualcuno lo colp alla coscia, facendolo incespicare.
Impossibile ormai, riprendere l'equilibrio o fermarsi. I due fratelli precipitarono oltre il bordo
della scogliera rovinando lungo la parete, finch Phury rimase impigliato con lo stivale in una
fenditura della roccia. La caduta si interruppe bruscamente, mentre lui lottava per non mollare la
presa. Zsadist era svenuto, e se fosse piombato in acqua sarebbe annegato.
La pelle insanguinata del suo gemello era viscida e il suo corpo gli scivolava via dalle mani...
All'ultimo istante, Phury riusc ad agguantarlo per il polso stringendolo con tutte le forze. Nel
fermare la caduta del pesante corpo di Zsadist sent uno strattone violentissimo e un dolore lancinante
diffondersi nella gamba. La vista gli si annebbi. Torn. Si annebbi di nuovo. Sentiva il corpo del
gemello penzolare nel vuoto, in un dondolio pericoloso che metteva a durissima prova la sua
resistenza.
Le guardie si sporsero oltre il precipizio, poi valutarono l'intensit della luce coprendosi gli
occhi. Alla fine, ridendo, rinfoderarono le armi e abbandonarono i due fuggitivi, dandoli per morti.
Mentre il sole si alzava all'orizzonte, Phury avvertiva le proprie forze venir meno. Sapeva di
non poter reggere ancora per molto. La luce sempre pi forte lo stava gi ustionando, aggiungendosi
allo strazio che lo tormentava. Per quanto tirasse, la caviglia restava incastrata.
Alla cieca, cerc la pistola e la estrasse dalla cintola dei pantaloni. Poi inspir a fondo e la
punt contro la gamba.
Si spar sotto il ginocchio. Due volte. Il dolore fu atroce, una palla di fuoco nel suo corpo
martoriato. Phury lasci andare la pistola. A denti stretti punt il piede libero contro la scogliera e
tir. Url come un indemoniato quando la gamba ferita cedette, spezzandosi.
Fu inghiottito da un baratro di aria vuota.
L'oceano era gelato, ma lo shock dell'impatto lo fece rinvenire e blocc l'emorragia. Almeno
non sarebbe morto dissanguato. In preda alla nausea, alle vertigini e alla disperazione, riusc a tirar
fuori la testa dalle onde, nel mare agitato. Prese tra le braccia il suo gemello, attento a tenergli la testa
sopra il pelo dell'acqua, e nuot verso riva.
Vide l'ingresso di una grotta, poco distante. Sfrutt le ultime riserve di energia per avvicinarsi
all'antro tenebroso, e dopo essersi trascinato fuori dall'acqua insieme a Zsadist era quasi cieco, ma a
tentoni riusc a raggiungere l'interno. Una nicchia naturale fu ci che li salv, offrendo loro l'oscurit
di cui avevano bisogno.
Infondo alla grotta, lontano dal sole, Phury si mise al riparo dietro alcuni massi, stringendo
Zsadist tra le braccia per scaldarlo.
Phury si sfreg gli occhi. Dio, l'immagine di Zsadist incatenato su quel tavolaccio...
Dal giorno del salvataggio era stato perseguitato da un incubo ricorrente, che non mancava mai
di rinnovare l'orrore ogni volta che il suo subconscio lo sputava fuori. Il sogno era sempre lo stesso: lui
che correva gi per quella scalinata segreta e spalancava la porta di quercia. Zsadist legato. Catronia
nell'angolo, che rideva. Non appena Phury metteva piede nella cella, Z si voltava e i suoi occhi cupi
senza vita lo guardavano da un volto perfetto, privo di cicatrici. Con voce dura diceva: Lasciami qui.
Voglio restare qui.
A quelle parole Phury si svegliava di soprassalto, con i sudori freddi.
Che cosa c', amico?
La voce di Butch suonava stridente, ma arrivava al momento giusto. Il vampiro si sfreg la
faccia prima di girarsi verso lo sbirro. Stavo solo godendomi il panorama.
Posso darti un consiglio? Il panorama goditelo quando sei su una spiaggia tropicale, non con
questo freddo polare. Senti, vieni dentro a mangiare con noi, okay? Rhage ha voglia di frittelle, e Mary
ha scaricato in cucina un'intera camionata di Bisquick. Fritz rischia l'infarto, tanto  preoccupato di non
potersi rendere utile.
S. Ottima idea. Mentre rientravano insieme, Phury disse: Posso chiederti una cosa?.
Certo. Dimmi.
Il vampiro si ferm vicino al tavolo da biliardo e prese la palla numero otto. Quando lavoravi
alla Omicidi hai visto un sacco di gente distrutta, giusto? Gente che aveva perso il marito o magari la
moglie. .. il figlio o la figlia. Butch annu e Phury riprese. Non hai mai scoperto che fine hanno fatto?
I sopravvissuti, voglio dire, le vittime di queste tragedie? Sai se qualcuno  mai riuscito a superare il
dolore della perdita?
L'ex detective si pass il pollice sul sopracciglio. Non saprei.
Gi, immagino che la polizia non sia tenuta a seguire gli sviluppi...
Per posso dirti che io non ci sono mai riuscito.
Cio il ricordo di quei cadaveri non ti ha mai abbandonato?
L'umano scosse la testa. Hai dimenticato le sorelle. I fratelli e le sorelle.
Non capisco.
Si pu perdere un marito, una moglie, un figlio, una figlia... ma anche un fratello o una sorella.
Io a dodici anni ho perso una sorella. Due ragazzi l'hanno prelevata dietro il diamante del campo da
baseball della scuola, l'hanno violentata e l'hanno massacrata di botte. Io non l'ho mai superata.
Ges... Phury si ferm, e si accorse che non erano soli.
Fermo sulla soglia c'era Zsadist, a petto nudo e con le Nike ai piedi. Era paonazzo e sudato,
come se avesse corso per chilometri gi in palestra.
Mentre fissava il suo gemello, Phury fu colto da una sensazione familiare. La sensazione di
precipitare. Era sempre cosi, quasi che Z fosse una specie di area di bassa pressione.
Voglio che voi due veniate con me, appena fa buio disse Zsadist in tono aspro.
Dove? chiese Butch.
Bella vuole fare un salto a casa sua, e non ho intenzione di portarcela da solo. Mi serve una
macchina, nel caso voglia prendere un po' della sua roba, e prima di muoverci qualcuno deve fare una
ricognizione sul posto. La buona notizia  che se le cose si mettono male c' una via di fuga: un tunnel
che dal seminterrato sbuca all'esterno. Sono passato da l ieri notte, quando sono andato a prenderle dei
vestiti.
Per me va bene acconsent Butch.
Z spost gli occhi sul suo gemello. Vieni anche tu, Phury?
Un istante dopo l'altro annu. S, vengo anch'io.
Capitolo 22
Quella sera, con la luna gi alta nel cielo, O si alz con cautela da terra con un gemito. Aveva
aspettato al limitare del campo da quando il sole era tramontato, quattro ore prima, sperando che
qualcuno si facesse vivo alla fattoria... ma non si era visto nessuno. Ed era cos da due giorni. Gli era
parso di scorgere qualcosa prima dell'alba, la mattina precedente, una specie di ombra che si muoveva
dentro la casa, ma qualunque cosa fosse l'aveva intravista solo una volta, poi era sparita.
Se solo avesse potuto utilizzare le risorse della Societ per cercare sua moglie... Se avesse
sguinzagliato tutti i lesser a sua disposizione... Ma tanto valeva puntarsi una pistola alla tempia.
Qualcuno avrebbe spifferato la faccenda all'Omega, lamentandosi che gli sforzi si erano concentrati
sulla ricerca di una femmina priva di importanza. E sarebbe stato un bel guaio.
Controll l'orologio e imprec. A proposito dell'Omega...
Quella notte O aveva uno spettacolo di gala con il suo padrone e non poteva dargli buca, non
aveva scelta. Difendere la propria credibilit di assassino era l'unico modo per recuperare la sua donna,
e non voleva rischiare di passare a miglior vita per essere mancato a un appuntamento.
Tir fuori il cellulare e chiam sul posto tre Beta per tenere d'occhio la fattoria. Visto che si
trattava di un noto luogo di ritrovo per vampiri, almeno aveva una scusa per assegnare quella missione.
Venti minuti dopo i lesser emersero dai boschi circostanti, il rumore dei loro stivali attutito
dalla neve. I tre energumeni, freschi di iniziazione, avevano ancora i capelli scuri e la pelle arrossata
dal freddo. Palesemente euforici per essere stati convocati, erano pronti a menare le mani; ma O ordin
loro di limitarsi a fare la guardia e monitorare ogni eventuale movimento. Se si faceva vivo qualcuno,
non dovevano attaccare finch l'intruso, chiunque fosse, non minacciava di alzare i tacchi; inoltre tutti i
vampiri, maschi o femmine che fossero, dovevano essere catturati vivi. Senza eccezioni. Per come la
vedeva O, se lui fosse stato uno dei famigliari della sua donna, avrebbe drizzato bene le antenne prima
di permetterle di materializzarsi in un punto qualsiasi vicino a casa. Se invece lei era morta e i suoi
parenti volevano portare via le sue cose, allora voleva prenderli vivi per localizzare il posto in cui
l'avevano sepolta.
Dopo aver messo bene in chiaro con i tre Beta che in quella missione si giocavano la testa, O si
inoltr nella fitta boscaglia per raggiungere il camioncino nascosto tra i pini. Immettendosi sulla Route
22, not che i lesser avevano parcheggiato l'Explorer con cui erano arrivati proprio sulla strada, a meno
di cinquecento metri di distanza dal viottolo che svoltava verso la fattoria.
Chiam quegli idioti dicendo loro di usare la testa e di andare subito a nascondere il SUV. Poi
guid fino al capanno. Durante il tragitto, nella mente gli si rincorrevano immagini su immagini della
sua donna, annebbiandogli la vista. La vedeva pi bella che mai, nella doccia con i capelli e la pelle
bagnati. Cos pura...
Poi per l'immagine cambi all'improvviso. La vide nuda, stesa sulla schiena sotto l'orrendo
vampiro che l'aveva portata via. Lui la toccava, la baciava, pompava dentro di lei... E a lei piaceva. A
quella troia piaceva. Con la testa reclinata all'indietro, gemeva e veniva come una zoccola,
supplicandolo di non fermarsi.
Strinse le mani sul volante invasato dalla rabbia. Ma si sentiva come un pitbull legato a una
catena di carta. Allora seppe con assoluta certezza che, se non era ancora morta, l'avrebbe uccisa lui.
Gli bastava immaginarla con il vampiro che gliel'aveva presa per perdere il lume della ragione.
E questo lo poneva di fronte a un bel dilemma. Vivere senza di lei sarebbe stato tremendo; era
stato tentato di suicidarsi, ma un colpo di testa come quello lo avrebbe condannato a stare con l'Omega
per l'eternit. Quando tiravano le cuoia, i lesser tornavano dal loro padrone.
Poi per gli balen un pensiero. Immagin la sua donna nel futuro, a distanza di molti anni, la
pelle sbiadita, i capelli biondicci, gli occhi color delle nuvole. Una lesser proprio come lui. La
soluzione era cos perfetta che il piede gli scivol gi dall'acceleratore e il pick- up and a fermarsi nel
bel mezzo della Route 22.
In quel modo sarebbe stata sua per sempre.
Con l'avvicinarsi della mezzanotte, Bella si infil un vecchio paio di blue-jeans e il pesante
maglione rosso che le piaceva tanto. Poi and in bagno, tolse i due asciugamani dallo specchio e si
guard. L'immagine riflessa era identica a quella che aveva sempre visto. Occhi azzurri. Zigomi alti.
Labbra grandi e carnose. Una cascata di capelli scuri.
Alz il bordo del maglione e diede una sbirciatina allo stomaco. La pelle era tornata perfetta,
senza pi traccia del nome del lesser. Si pass la mano nel punto in cui prima c'erano le lettere.
Sei pronta? chiese Zsadist.
Bella alz gli occhi sullo specchio. Il vampiro incombeva alle sue spalle, vestito di nero e
armato fino ai denti. Gli occhi, del colore del carbone, erano puntati sulla sua pelle nuda.
Le cicatrici sono guarite disse Bella. In due giorni.
Gi. Mi fa piacere.
Ho paura di andare alla fattoria.
Phury e Butch vengono con noi. Avrai tutta la protezione che ti serve.
Lo so... disse lei abbassando il maglione.  solo che... e se non me la sentissi di entrare?
Vorr dire che riproveremo un'altra volta. Quando vorrai, non c' fretta la tranquillizz lui
allungandole il parka.
Avete di meglio da fare che vegliare su di me.
Per quanto mi riguarda, no. Dammi la mano.
Lei ubbid. Le tremavano le dita. Era la prima volta che le chiedeva di toccarlo, pens, e
sperava che quel contatto sfociasse in un abbraccio.
Ma Zsadist non era interessato agli abbracci. Senza nemmeno sfiorarle la pelle, le mise in mano
una piccola pistola.
Bella trasal. No, io...
Tienila co...
Aspetta un attimo, io non...
... cos disse lui posizionando la piccola impugnatura contro il palmo. Questa  la sicura.
Cos si mette e cos si toglie. Tutto chiaro? Cos si mette... cos si toglie. Devi essere molto vicina al
bersaglio per uccidere con una di queste, ma i due proiettili con cui l'ho caricata sono in grado di
rallentare un lesser dandoti il tempo di fuggire. Basta puntarla e premere il grilletto due volte. Non c'
bisogno di abbassare il cane o altro. E cerca di mirare al busto,  un bersaglio pi grosso.
Non la voglio.
E io non vorrei dartela, ma  sempre meglio che farti uscire disarmata.
Bella scosse la testa e chiuse gli occhi. Com'era brutta la vita, a volte.
Bella? Bella, guardami. Quando lei lo guard, Zsadist disse: Tienila nella tasca esterna del
giaccone, dalla parte destra. Devi averla a portata di mano. Lei apr la bocca, ma lui non la lasci
parlare. Resterai sempre insieme a Butch e a Phury. E finch sarai con loro  estremamente
improbabile che tu debba usarla.
E tu dove sarai?
L in giro. Quando si volt, Bella not che aveva un coltello infilato nella cinta dei pantaloni,
oltre ai due pugnali nel fodero sul petto e al paio di pistole nel cinturone. Si chiese quante altre armi
avesse addosso che lei non poteva vedere.
Zsadist si ferm sulla soglia, a testa bassa. Far il possibile perch tu non debba tirare fuori
quella pistola, te lo prometto. Ma non posso lasciarti uscire disarmata.
Con un sospiro, lei si infil il piccolo pezzo di metallo in tasca.
Fuori, in corridoio, Phury stava gi aspettando appoggiato alla balconata. Anche lui era in
tenuta da combattimento, con pistole e pugnali infilati dappertutto; una calma mortale irradiava dal suo
corpo. Bella gli sorrise e lui le rivolse un cenno del capo, mettendosi il giaccone di pelle nera.
Il cellulare suon e Zsadist lo apr di scatto. Sei sul posto, sbirro? Che succede? Quando
chiuse la comunicazione annu. Possiamo andare.
Insieme scesero nell'atrio e uscirono in cortile. Nell'aria gelida i due maschi impugnarono le
pistole, poi tutti e tre si smaterializzarono.
Bella riprese forma sul portico anteriore, di fronte alla porta rosso vivo con il batacchio
d'ottone. Sentiva Zsadist e Phury alle sue spalle, due grossi corpi carichi di tensione. Ud un rumore di
passi e si volt. Butch stava salendo i gradini del portico. Anche lui aveva estratto l'arma.
L'idea di prendersela comoda prima di entrare in casa le parve pericolosa ed egoista. Fece
scattare la serratura con la forza del pensiero ed entr.
La casa aveva l'odore di sempre... un misto di limone e rosmarino, il primo era il profumo della
cera che usava sulle larghe assi di pino del pavimento, il secondo l'aroma delle candele che amava tanto
accendere.
Sent chiudersi la porta alle sue spalle e il sistema d'allarme che veniva disattivato. Si gir.
Butch e Phury erano dietro di lei, di Zsadist invece non c'era pi traccia.
Sapeva che non li aveva lasciati soli, ma avrebbe preferito che fosse l con lei.
Trasse un profondo respiro e si guard intorno nel salotto. Con le luci spente vedeva solo ombre
e sagome familiari, pi che altro i contorni dei mobili e delle pareti.
Sembra tutto... Dio, esattamente uguale.
Anche se in effetti sopra la scrivania c'era uno spazio vuoto. Mancava uno specchio, quello che
lei e sua madre avevano scelto insieme a Manhattan una decina di anni prima. A Rehvenge era sempre
piaciuto. Che lo avesse preso lui? Non sapeva se essere commossa oppure offesa.
Fece per accendere una lampada, ma Butch la ferm. Niente luci. Mi dispiace.
Bella annu. Pi si addentrava nella fattoria e vedeva le sue cose, pi aveva la sensazione di
trovarsi in mezzo ad amici che non vedeva da anni. Era bello e triste insieme. Un sollievo, pi che
altro. Era cos convinta di rimanere turbata e invece...
Giunta in sala da pranzo, si ferm. Oltre l'ampia arcata sul fondo
c'era la cucina. La paura prese ad agitarsi nel suo ventre. Facendosi forza, avanz verso l'altra
stanza e si ferm di nuovo. Era tutto cos pulito e in ordine, eppure ricordava bene la violenza che si era
scatenata l dentro.
Qualcuno ha pulito tutto mormor.
Zsadist disse Butch, andando a fermarsi accanto a lei, la pistola all'altezza del petto, gli occhi
che scrutavano ogni angolo.
Lui... ha fatto tutto questo? disse Bella incredula.
La notte dopo che ti hanno presa. Ha passato ore qui dentro. Anche di sotto  lustro come uno
specchio.
Lei cerc di immaginarsi Zsadist che, armato di secchio e spazzolone, lavava via le macchie di
sangue e spazzava i cocci dei vetri in frantumi.
Perch? si chiese.
Butch si strinse nelle spalle. Ha detto che era una cosa sua.
Avr parlato ad alta voce? si domand Bella. Ti ha spiegato... come mai?
Quando l'umano scosse la testa, lei si accorse che Phury stava guardando ostentatamente fuori
dalla finestra.
Vuoi andare in camera da letto? chiese Butch.
Lei annu e Phury disse: Io resto qui.
Nel seminterrato, Bella trov tutto in perfetto ordine, ogni cosa al suo posto, e tutto pulito. Apr
l'armadio, ispezion i cassetti del com, fece un giro in bagno. Piccoli oggetti attirarono la sua
attenzione. Una boccetta di profumo. Una rivista che negli ultimi tempi amava sfogliare. Una candela
che ricordava di avere acceso vicino all'antiquata vasca da bagno.
Si muoveva lentamente, indugiando qua e l, toccando qualcosa, riappropriandosi a poco a poco
del proprio spazio. Avrebbe voluto fermarsi per ore... per intere giornate. Ma avvertiva la crescente
impazienza di Butch.
Credo di avere visto abbastanza, per stanotte disse, rimpiangendo di non potersi trattenere pi
a lungo.
L'ex poliziotto la precedette sulla scala che saliva al pianterreno. Giunto in cucina, guard
Phury.  pronta ad andare.
Il vampiro apr il cellulare. Z,  ora di andare. Metti in moto la macchina per lo sbirro.
Mentre Butch chiudeva la porta dello scantinato, Bella and all'acquario a dare un'occhiata ai
pesci. Si chiese se sarebbe mai tornata a vivere l, alla fattoria. Aveva il presentimento che non lo
avrebbe fatto.
Vuoi prendere qualcosa? chiese Butch.
No, penso...
All'esterno risuon uno sparo, il caratteristico schiocco sordo giunse soffocato.
Butch la afferr spingendola dietro di s. Resta in silenzio le bisbigli all'orecchio.
Fuori, sul davanti sibil Phury piegandosi sulle ginocchia e puntando la pistola sulla porta
d'entrata, in fondo al corridoio.
Un altro sparo. E un altro ancora. Sempre pi vicini. Tutt'intorno alla casa.
Usciamo dal tunnel sussurr Butch, costringendola a voltarsi e spingendola verso la porta del
seminterrato.
Phury intanto seguiva i rumori con la canna della pistola. Ti copro io.
Proprio mentre Butch posava la mano sulla maniglia, il tempo parve comprimersi in frazioni di
secondo prima di precipitare nel caos.
La portafinestra alle loro spalle esplose in una pioggia di frammenti di legno e vetro. Zsadist
l'aveva sfondata con la schiena, spinto da una qualche forza tremenda. Atterr sul pavimento della
cucina e nell'impatto la testa and a sbattere con violenza contro le mattonelle. Poi, con un urlo
raccapricciante, il lesser che lo aveva scaraventato contro la portafinestra gli balz sul petto e tutti e
due scivolarono sul pavimento, dritti verso le scale della cantina.
Zsadist era immobile sotto l'assassino. Intontito? Morto?
Bella si mise a strillare mentre Butch la tirava da parte. L'unico angolo in cui ripararsi era
contro la cucina a gas e lui la spinse in quella direzione, facendole scudo con il proprio corpo. Solo che
adesso erano intrappolati.
Phury e Butch puntarono le pistole verso il groviglio di braccia e gambe sul pavimento.
Incurante di tutto, il non morto alz il pugno e colp Zsadist alla testa.
No! rugg Bella.
Curiosamente, il cazzotto parve svegliare Z. O forse era stata la voce di Bella a scuoterlo. I suoi
occhi si spalancarono di scatto e un'espressione feroce gli si dipinse sul volto. Con mossa fulminea
afferr il lesser sotto le ascelle costringendolo a inarcarsi all'indietro.
In un baleno gli fu sopra, gli abbranc il braccio destro e lo torse fino a stritolargli le ossa. Poi,
affondando per met il pollice sotto il mento del non morto, scopr due lunghe zanne scintillanti,
bianche e letali. Morse il lesser sul collo e l'assassino url di dolore, dibattendosi furiosamente sotto di
lui. Questo fu solo l'inizio. Il vampiro fece a pezzi la sua preda, e solo quando vide che non si muoveva
pi si ferm, ansante; poi spinse le dita tra i capelli scuri del lesser, in cerca di radici bianche.
Ma avrebbe potuto dirglielo lei stessa che non era David, pens Bella. Ammesso che riuscisse a
ritrovare la voce.
Imprecando, Zsadist riprese fiato, ma rimase accovacciato sopra la sua vittima in cerca di segni
di vita. Quasi gli spiacesse fermarsi.
Poi, accigliandosi, alz la testa. Soltanto allora si accorse che la lotta era finita e che c'erano
degli spettatori.
Oh... Ges. Aveva la faccia sporca del sangue nero del lesser, e ancora pi sporchi erano il petto
e le mani.
suoi occhi cercarono quelli di Bella, accesi, lucenti, proprio come il sangue che aveva versato
per difenderla. Subito distolse lo sguardo, quasi a nascondere la soddisfazione che aveva ricavato
dall'uccisione.
Gli altri due sono morti stecchiti disse. Tir fuori la maglietta dai pantaloni e si asciug il
volto.
Phury si avvi verso l'ingresso. Dove sono? Nel prato qui davanti?
Prova alla porta dell'Omega. Li ho pugnalati tutti e due rispose Zsadist, poi rivolto a Butch
aggiunse: Portala a casa. Subito.  troppo scioccata per riuscire a smaterializzarsi. Phury, vai con loro.
Voglio che mi chiamiate non appena lei mette piede nel vestibolo, intesi?
E tu? chiese lo sbirro, che gi stava scortando Bella intorno al cadavere del lesser.
l vampiro si raddrizz, sfoderando uno dei pugnali. Far sparire questo qua e aspetter gli altri.
Quando i tre stronzi non risponderanno all'appello, arriveranno sicuramente i rinforzi.
Torneremo.
Non mi importa cosa fate, basta che la portiate a casa. Adesso muovetevi e salite in
macchina.
Bella fece per toccarlo, anche se non sapeva bene perch. Era inorridita da quello che gli aveva
visto fare e da come era conciato, pieno di lividi, i vestiti intrisi di sangue.
Zsadist la respinse con un brusco gesto della mano. Portatela subito via di qui.
John balz gi dall'autobus, talmente sollevato di essere a casa che non stava pi nella pelle.
Cavolo, pens, se il buongiorno si vede dal mattino, ovvero da quei primi due giorni di addestramento,
i prossimi due anni sarebbero stati un inferno.
Entrato nell'atrio, fischi.
La voce di Wellsie gli giunse dallo studio. Ciao! Com' andata oggi?
Togliendosi il giaccone, John fece due fischi brevi, che equivalevano a qualcosa tipo okay, tutto
bene.
Ottimo. Ehi, Havers sar qui tra un'ora.
Il ragazzo si diresse verso lo studio e si ferm sulla soglia. Seduta alla scrivania, Wellsie era
attorniata da una montagna di vecchi libri, quasi tutti aperti.
Gli sorrise. Hai l'aria stanca.
Vado a stendermi un attimo prima che arrivi Havers, disse lui a gesti.
Sei sicuro di stare bene?
Assolutamente. John sorrise, sperando di rendere pi credibile la bugia. Detestava mentirle, ma
non gli andava di confidarle i suoi fallimenti. Altre sedici ore e sarebbe stato costretto a esibirsi in
un'altra brutta figura. Aveva bisogno di staccare.
Vengo a svegliarti appena arriva il dottore.
Grazie.
Quando si volt per andarsene, Wellsie disse: Spero tu sappia che, qualunque cosa emerger
dalle analisi, la affronteremo insieme.
John la guard. Allora anche lei era preoccupata per gli esiti degli esami.
Di slancio corse ad abbracciarla, poi and in camera sua. Lasci cadere a terra zaino e borsa da
ginnastica e si stese sul letto. Dio, l'effetto cumulativo di otto ore di prese in giro bastava a fargli venir
voglia di dormire per una settimana di fila.
Ma l'unica cosa a cui riusciva a pensare era la visita di Havers. E se era tutto un equivoco? Se le
sue visioni notturne erano solo il frutto di un'ossessione iperattiva per Dracula? Forse non si sarebbe
mai trasformato in un essere fantastico e dalla forza straordinaria.
Forse era solo un umano.
Per certi versi, questo avrebbe spiegato molte cose. Anche se i corsi erano solo agli inizi, era
evidente che lui non era come i suoi compagni, pur essendo anche loro in fase pre-transizione. Lui era
assolutamente negato per qualunque tipo di attivit fisica ed era pi debole degli altri. Forse con la
pratica le cose sarebbero migliorate, ma ne dubitava.
Chiuse gli occhi, sperando in un bel sogno. Uno che gli regalasse un fisico prestante, un sogno
in cui sarebbe stato vigoroso e...
Fu svegliato dalla voce di Tohr.  arrivato Havers.
John sbadigli, stiracchiandosi, e cerc di ignorare l'espressione comprensiva e solidale del
vampiro. Quello era l'altro incubo dell'addestramento: tutte quelle figure penose le faceva davanti a lui.
Come ti senti, figliolo... cio, John?
Il ragazzo scosse la testa e a gesti disse: Sto bene, ma preferisco che mi chiami figliolo.
Tohr sorrise. Bene. Lo preferisco anch'io. Dai, vieni, andiamo a levarci questo pensiero delle
analisi.
John lo segu in salotto. Seduto sul divano, Havers aveva un'aria da professore con la sua giacca
di tweed, il papillon rosso e gli occhiali con la montatura di tartaruga.
Ciao, John lo salut.
Lui ricambi il saluto alzando una mano e and a sedersi sulla poltrona, vicino a Wellsie.
Dunque, ho gli esiti del tuo esame del sangue esord il medico estraendo un foglio dalla tasca
interna della giacca sportiva. Ci  voluto un po' pi di tempo perch c'era un'anomalia che non mi
aspettavo.
John lanci un'occhiata a Tohr. Poi a Wellsie. Ges... e se era solo e soltanto un umano? Che
cosa gli avrebbero fatto? Sarebbe stato costretto ad andarsene?
John, tu sei un guerriero al cento per cento. Le analisi hanno evidenziato soltanto una minima
traccia di sangue estraneo alla specie.
Tohr scoppi in una sonora risata, battendo le mani. Per la miseria! Ma  fantastico!
John si illumin e sorrise.
E c' un'altra cosa riprese Havers, spingendosi gli occhiali sul naso. Tu discendi da Darius di
Marklon. Al punto che potresti essere suo figlio. Al punto che... devi per forza essere suo figlio.
Sulla stanza scese una cappa di silenzio.
John spostava lo sguardo avanti e indietro da Tohr a Wellsie. Entrambi erano impietriti. Era un
bella notizia? Una brutta notizia? Chi era Darius? A giudicare dalle loro facce, forse si trattava di un
criminale o roba del genere...
Tohr balz su dal divano e lo prese tra le braccia, stringendolo forte. Un po' troppo forte.
Incapace di respirare, con i piedi sospesi a mezz'aria, John si volt verso Wellsie. Aveva le mani sulla
bocca e le guance rigate di lacrime.
All'improvviso Tohr lo mise a terra e fece un passo indietro, tossicchiando. Aveva gli occhi
lucidi. Be'... questa poi.
Si schiar la gola pi volte. Si sfreg la faccia. Sembrava leggermente stordito.
Chi  Darius? chiese a gesti John, rimettendosi a sedere.
Tohr sorrise lentamente. Era il mio migliore amico, mio fratello nella lotta, il mio... non vedo
l'ora di raccontarti tutto di lui. E questo significa anche che hai una sorella. Chi?
Beth, la nostra regina. La shellan di Wrath...
S, a questo proposito intervenne Havers rivolto a John. Non capisco la reazione che hai
avuto al suo cospetto. Le tue TAC sono a posto, cos come l'elettrocardiogramma e l'emocromo. Ti
credo quando dici che  stata la sua presenza a provocare la crisi, ma non sono riuscito a individuarne
la causa. Preferirei che per qualche tempo stessi lontano da lei, cos possiamo verificare se il fenomeno
si ripete anche in un contesto diverso, d'accordo?
John annu, anche se aveva voglia di rivedere quella donna, specialmente ora. Una sorella.
Wow...
Ora, a proposito dell'altra questione... prosegu il medico calcando sulle parole.
Wellsie si protese in avanti, posando una mano sul ginocchio del ragazzo. Havers vuole dirti
una cosa.
John si accigli. Cosa? chiese a gesti.
Il medico sorrise, sforzandosi di assumere un'aria rassicurante. Vorrei che andassi da quella
terapista.
Si sent gelare. In preda al panico, scrut prima Wellsie e poi Tohr, chiedendosi quanto
sapessero dell'aggressione di cui era stato vittima un anno prima.
Perch dovrei andarci? chiese a gesti. Io sto bene.
 solo un aiuto per affrontare la transizione al tuo nuovo mondo rispose Wellsie in tono
pacato.
E il tuo primo appuntamento  domani sera disse Havers, chinando leggermente il capo. Lo
guard dritto in faccia da sopra il bordo degli occhiali e il messaggio nei suoi occhi era: O ci vai senza
tante storie oppure dir loro il vero motivo per cui devi farlo.
Il dottore lo aveva superato in astuzia, l'aveva messo con le spalle al muro, e la cosa lo faceva
incavolare. Ma era meglio subire un ricatto pietoso piuttosto che far sapere a Tohr e Wellsie quello che
gli avevano fatto.
Okay. Ci andr.
Ti accompagno io si offr Tohr. Ma si corresse subito. Cio... possiamo trovare qualcuno
che ti accompagni... ci penser Butch.
John aveva il volto in fiamme. Non voleva assolutamente che Tohr si immischiasse in quella
faccenda della terapia.
E proprio allora suon il campanello.
Oh, bene! esclam Wellsie con un gran sorriso. Questa  Sarelle.  passata per lavorare un
po' ai preparativi per la festa del solstizio. Ti andrebbe di aiutarci, John?
Sarelle era tornata? Non gli aveva detto niente quando si erano sentiti in rete, la notte prima.
John? Hai voglia di dare una mano a Sarelle?
Lui annu, cercando di mantenere i nervi saldi, anche se il suo corpo si era acceso come
un'insegna al neon. Fremeva tutto, nel vero senso della parola. S, certo.
Capitolo 23
Bella doveva tornare a casa. Quella notte stessa, pens Rehvenge. Anche nelle migliori
circostanze lui non era il genere di maschio capace di gestire bene la frustrazione. Ne aveva fin sopra i
capelli di aspettare che sua sorella si decidesse. Era suo fratello, ed era anche il suo ghardian, per la
miseria, il che significava che poteva vantare dei diritti su di lei.
Si infil con gesti bruschi il lungo cappotto di zibellino; la pelliccia si allarg a ruota intorno al
suo corpo erculeo prima di ricadere intorno alle caviglie. Il completo nero di sartoria era di
Ermenegildo Zegna. Le nove millimetri infilate nelle fondine ascellari erano due Heckler & Koch.
Rehvenge, per favore, non farlo.
Guard sua madre. Ferma sotto il lampadario a bracci dell'ingresso, Madalina, con il suo
portamento regale, i diamanti e il vestito di raso, era il ritratto stesso dell'aristocrazia. L'unica cosa fuori
posto era la preoccupazione sul suo viso, e non perch la tensione stonasse con i gioielli Harry Winston
o con gli abiti d'alta moda, ma perch lei non era mai turbata. Mai e poi mai.
Rehvenge inspir a fondo. Aveva pi probabilit di calmarla se non dava libero sfogo al proprio
caratteraccio, e poi, per come si sentiva in quel momento, rischiava di farla a pezzettini li su due piedi,
e non era proprio il caso.
Almeno cos torner a casa dichiar.
Sua madre si port la bella mano affusolata alla gola, chiaro segno
che era combattuta tra quello che voleva e quello che riteneva giusto. Ma  un provvedimento
cos drastico.
Vuoi che Bella dorma nel suo letto? Vuoi che torni qui, a casa sua? tuon Rehvenge.
Oppure vuoi che resti con la confraternita? Quelli sono guerrieri, mahmen. Guerrieri assetati di
sangue, affamati di sangue. Credi esiterebbero a possedere una femmina con la forza? Sai
perfettamente che per legge il Re cieco ha il diritto di giacere con tutte le femmine che desidera. Vuoi
che Bella stia in un ambiente del genere? Io no.
Sua madre indietreggi e soltanto allora Rehvenge si accorse di avere alzato la voce. Trasse un
altro profondo respiro.
Ma, Rehvenge. Le ho parlato al telefono. Non se la sente ancora di tornare. E i fratelli non
farebbero mai nulla di disdicevole. Nel Vecchio Continente...
Non sappiamo nemmeno pi chi sono, al momento, i membri della confraternita.
Per l'hanno salvata.
Allora possono restituirla alla sua famiglia. Per l'amor del cielo, Bella  un'aristocratica. Credi
che la glymera l'accetter ancora, dopo tutto questo? C' gi stata quell'altra storia.
Che pasticcio era stato! Quel tipo era assolutamente indegno di Bella, un perfetto idiota, eppure
il bastardo era riuscito a cavarsela senza conseguenze. Nessuno aveva sparso maldicenze sul suo conto.
Di Bella, invece, si era sparlato per mesi, e per quanto lei avesse cercato di far credere che non gliene
importava niente, Rehv sapeva che non era cos.
Lui odiava l'aristocrazia, con tutto il cuore.
Scosse la testa, infuriato con se stesso. Non avrebbe mai dovuto andare a vivere in quella
fattoria. Non avrei dovuto concederglielo.
Una volta tornata a casa, Bella non sarebbe mai pi uscita da sola senza il suo permesso. Aveva
intenzione di farla dichiarare sehcluded. Il sangue di sua sorella era abbastanza puro da giustificare una
decisione del genere, e francamente Bella avrebbe dovuto essere sehcluded sin dal principio. A quel
punto i fratelli sarebbero stati tenuti per legge a restituirla alle cure di Rehvenge, e da quel momento lei
non avrebbe pi potuto lasciare la dimora di famiglia senza il suo consenso. E non era finita.
Qualunque maschio desiderasse vederla avrebbe dovuto chiedere l'autorizzazione a lui, in quanto
capofamiglia, e lui aveva intenzione di negarla a tutti quanti quei figli di puttana, senza eccezione.
Aveva gi fallito una volta nel proteggere sua sorella, non avrebbe lasciato che accadesse di nuovo.
Controll l'ora, anche se sapeva di essere gi in ritardo. Avrebbe inviato la richiesta di
sehclusion al re dall'ufficio. Era strano espletare una pratica tanto antica e tradizionale via e-mail, ma
adesso le cose funzionavano cos.
Rehvenge...
Cosa c'?
In questo modo la spingerai ad andare via.
Impossibile. Una volta sistemata questa faccenda, l'unico posto dove Bella potr stare sar
questa casa. Non potr pi andare da nessun'altra parte.
Prese il bastone da passeggio e si ferm. Sua madre aveva un'aria cos affranta che si chin a
darle un bacio sulla guancia.
Non preoccuparti, mahmen. Sistemer la faccenda in modo che non le succeda pi niente di
male. Perch intanto non prepari la casa per il suo arrivo? Potresti togliere i paramenti a lutto.
Madalina scosse la testa. Non prima che Bella abbia varcato questa soglia disse con voce
colma di reverenza. Sarebbe un'offesa alla Vergine Scriba dare per scontato il suo ritorno.
Rehvenge soffoc un'imprecazione. La devozione di sua madre alla Madre della Razza era
leggendaria. Diamine, Madalina avrebbe dovuto far parte della schiera delle Elette, con tutte le sue
preghiere, le sue regole e il suo terrore che bastasse una parola fuori posto per determinare una
catastrofe.
Pazienza. Quella era la gabbia spirituale di sua madre.
Come vuoi tu disse appoggiandosi al bastone e voltandosi dall'altra parte. In casa si muoveva
lentamente, saggiando il pavimento per capire in che stanza si trovasse. C'era marmo nell'atrio, un folto
tappeto persiano in salotto, larghe tavole di legno in cucina. La vista gli serviva per capire se aveva
appoggiato bene i piedi e se poteva caricarli di tutto il suo peso senza problemi. E se gli capitava di
perdere l'equilibrio a causa di qualche errore di valutazione, poteva sempre fare affidamento sul
bastone.
Uscendo per andare in garage, si aggrapp allo stipite della porta e poi scese con cautela, prima
un piede e poi l'altro, i quattro gradini. Dopo essersi infilato nella Bentley blindata, azion il
telecomando per aprire il garage.
Maledizione. Avrebbe tanto voluto sapere chi erano i fratelli e dove abitavano, cos sarebbe
andato l, avrebbe buttato gi la porta e si sarebbe portato via sua sorella.
Quando riusc a vedere il vialetto alle sue spalle, ingran la retromarcia e part in uno stridore di
pneumatici. Adesso che era al volante poteva andare veloce quanto voleva. Rapido. Scattante. Libero
da ogni cautela.
Il grande giardino era una distesa sfocata mentre schizzava lungo il serpeggiante viale d'accesso
fino al cancello discosto dalla strada. Si ferm brevemente in attesa che si aprisse, poi imbocc a tutto
gas Thorne Avenue, procedendo lungo una delle vie pi eleganti di Caldwell.
Per proteggere la sua famiglia e non farle mancare niente faceva cose spregevoli, ma era bravo
nel suo lavoro e madre e sorella meritavano di condurre una vita agiata. Avrebbe dato loro tutto ci che
volevano, avrebbe esaudito ogni loro capriccio. Le cose, per loro, erano state dure troppo a lungo...
S, la morte di suo padre era stato il primo dono che aveva fatto alla famiglia, il primo dei tanti
modi in cui aveva migliorato la loro esistenza garantendo la loro sicurezza. Non aveva intenzione di
cambiare strada proprio adesso.
Procedeva a velocit sostenuta verso il centro quando sent un formicolio alla nuca. Cerc di
ignorarlo, ma nel giro di pochi secondi si tramut in una stretta di acciaio, una morsa tremenda alla
sommit della spina dorsale. Alz il piede dall'acceleratore e attese che il dolore passasse.
Poi accadde.
Con una fitta lancinante il mondo davanti a lui si tinse di rosso nelle sue varie sfumature, come
se sul viso gli fosse calato un velo trasparente: i fari delle auto sulla corsia opposta erano rosa shocking,
la strada di uno spento color ruggine, il cielo bordeaux come vino di Borgogna. Controll l'orologio sul
cruscotto: i numeri erano rosso fuoco.
Cazzo. Cos non andava bene. Non sarebbe dovuto succe...
Batt le palpebre sfregandosi gli occhi. Quando li riapr aveva perso il senso della profondit.
Maledizione, sta succedendo s. Non ce l'avrebbe fatta ad arrivare in centro.
Sterz bruscamente a destra e pass davanti alla lunga fila di negozi dove un tempo sorgeva
l'accademia di arti marziali di Caldwell, prima che fosse ridotta in cenere. Spense i fari della Bentley e
avanz alle spalle degli stretti fabbricati, parcheggiando rasente al muro di mattoni in modo che, se
fosse stato costretto ad allontanarsi in tutta fretta, gli sarebbe bastato premere sull'acceleratore.
Con il motore acceso, si tolse il cappotto di zibellino e la giacca del completo e si arrotol la
manica sinistra. Attraverso la foschia rossastra che gli annebbiava la vista allung una mano verso il
vano portaoggetti e prese una siringa ipodermica e un laccio emostatico. Gli tremavano le mani, tanto
che la siringa cadde a terra e dovette chinarsi a raccoglierla.
Frug in tasca finch trov la dopamina. Poggi la fiala sul cruscotto.
Gli ci vollero due tentativi per aprire la confezione sterile della siringa, poi rischi di spezzare
l'ago mentre lo infilava nel sigillo di gomma della fiala. Riemp la siringa e strinse il laccio intorno al
bicipite. Muoversi in un campo visivo bidimensionale complicava le cose.
Non ci vedeva bene. Davanti a s era tutto rosso.
Rosso... rosso... rosso... Quella parola gli sfrecciava nella mente, rimbalzando contro le pareti
del cranio. Il rosso era il colore del panico. Il rosso era il colore della disperazione. Il rosso era il colore
dell'odio che nutriva verso se stesso.
Il rosso non era il colore del suo sangue. Non al momento, quantomeno.
Si tast l'avambraccio in cerca del punto giusto per veicolare quella merda fino ai recettori del
cervello. Peccato che le sue vene stessero collassando.
Non sent niente quando infil l'ago nel braccio, il che era piuttosto rassicurante. Ma poi
eccolo... un piccolo bruciore intorno al buco, e poi tutte le sensazioni che conosceva bene: il proprio
peso sul sedile di cuoio dell'auto, il calore che si diffondeva nelle caviglie, l'aria che entrava e usciva
veloce dalla bocca, seccandogli la lingua.
Il terrore lo indusse a spingere gi lo stantuffo e allent il laccio emostatico. Dio solo sapeva se
aveva centrato il bersaglio.
Con il cuore in tumulto, rimase a fissare l'orologio.
Dai farfugli, dondolandosi avanti e indietro sul sedile. Dai... entra in circolo.
Il rosso era il colore delle sue bugie. Era intrappolato in un mondo tutto rosso. E un giorno o
l'altro la dopamina non avrebbe pi funzionato. Si sarebbe smarrito per sempre in quel rosso.
Le lancette si spostavano sul quadrante dell'orologio. Pass un minuto.
Oh, cazzo... Si sfreg gli occhi, come se questo potesse bastare a ripristinare il senso della
profondit e il normale spettro dei colori.
Il cellulare si mise a suonare e lui lo ignor.
Ti prego... Detestava il tono supplichevole della propria voce, ma non poteva fingere di
essere forte. Non voglio perdermi...
All'improvviso la vista torn normale, il rosso si ritrasse dal campo visivo, la prospettiva
tridimensionale torn. Era come se il male fosse stato risucchiato fuori dal suo corpo e lui fosse
ripiombato nel solito torpore; tutte le sensazioni evaporarono finch gli restarono solo i pensieri che
aveva in testa. Grazie alla droga era ridiventato un sacco ambulante in grado di parlare e di respirare,
un sacco che per fortuna aveva solo quattro sensi di cui preoccuparsi. Il tatto era stato
momentaneamente neutralizzato.
Si accasci sul sedile. Lo stress per il rapimento e il salvataggio di Bella lo aveva minato nel
profondo, per questo l'attacco era stato cos repentino e violento. Forse doveva anche modificare il
dosaggio. Avrebbe chiesto consiglio ad Havers.
Dovette attendere qualche minuto prima di ripartire. Uscendo con cautela dalla stradina per
immettersi nel traffico, si disse che la sua era una berlina tra le tante, nella lunga fila di automobili. Lui
era anonimo. Identico agli altri.
Quella menzogna gli procur un certo sollievo... e aument il senso di solitudine.
A un semaforo controll il messaggio sul cellulare.
L'allarme a casa di Bella era stato disattivato per circa un'ora ed era appena stato riattivato.
Qualcuno era entrato di nuovo nella fattoria.
Zsadist trov il Ford Explorer nero parcheggiato nei boschi a trecento metri circa dall'imbocco
del lungo viale d'accesso alla propriet di Bella. Si era messo a perlustrare la zona, troppo inquieto per
tornare a casa, troppo pericoloso per stare in compagnia di chiunque. Soltanto per questo era incappato
per caso nel SUV.
Nella neve c'era una serie di orme che conducevano alla fattoria.
Appoggi le mani a coppa sul finestrino e sbirci dentro. L'antifurto era inserito.
Doveva essere il mezzo di trasporto dei tre lesser che aveva appena ammazzato. Era impregnato
del loro odore dolciastro. Ma dal momento che c'era una sola serie di impronte forse il guidatore aveva
prima fatto scendere i suoi amichetti e poi era andato a nascondere il SUV. O forse, invece, l'Explorer
aveva dovuto essere spostato da qualche altra parte?
Poco importava. La Societ avrebbe mandato qualcuno a recuperare il veicolo. Non sarebbe
stato carino scoprire dove finiva la sua corsa?
Si mise le mani sui fianchi... e gli cadde l'occhio sul cinturone.
Mentre staccava il cellulare, rivolse un pensiero affettuoso a Vishous; per quel figlio di puttana
la tecnica non aveva segreti.
Il bisogno aguzza l'ingegno.
Si smaterializz e riprese forma sotto il SUV senza quasi lasciare tracce sulla neve. Quando
poggi tutto il peso sulla schiena, trasal. Cazzo, quel volo attraverso la portafinestra gli sarebbe costato
caro. E anche la botta in testa. Ma aveva superato di peggio.
Tir fuori una torcia a stilo ed esamin il telaio, cercando il punto pi adatto. Gli serviva una
superficie abbastanza larga, ma non troppo vicina al tubo di scappamento, perch malgrado il freddo
polare il calore eccessivo poteva essere un problema. Naturalmente avrebbe preferito di gran lunga
entrare nell'Explorer e nascondere il telefonino sotto uno dei sedili, solo che l'antifurto del SUV era una
complicazione. Se lo manometteva rischiava di non riuscire pi a inserirlo, e a quel punto i lesser
avrebbero capito subito che qualcuno si era intrufolato nella macchina.
Gi, come se un finestrino rotto non fosse gi un indizio sufficiente.
Dannazione... Avrebbe dovuto frugare nelle tasche di quei tre prima di disintegrarli con una
pugnalata. Uno di quei bastardi doveva avere le chiavi. Ma lui era fuori di s e aveva agito senza
riflettere.
Imprecando, ripens a come lo aveva guardato Bella dopo che aveva massacrato quel lesser l,
davanti a lei. Aveva gli occhi sgranati nel volto pallido e la bocca spalancata.
Ma la confraternita aveva una missione precisa: proteggere la razza, ed era un compito ingrato.
Era violento, spiacevole e a volte anche un po' folle. Sempre sanguinoso. Oltretutto, Bella aveva visto
la volutt di uccidere che lo divorava ed era stato questo a turbarla pi di ogni altra cosa, era pronto a
scommetterci.
Concentrati, razza di cretino. Piantata di rimuginare.
Tast ancora un po' in giro, spostandosi sotto l'Explorer, e alla fine trov quello che cercava:
una piccola nicchia sotto il telaio. Si tolse la giacca a vento, la avvolse intorno al cellulare e spinse con
forza l'involto dentro la cavit. Dopo aver controllato che non rischiasse di scivolare fuori, si
smaterializz da sotto il SUV.
Sapeva che quell'accorgimento non sarebbe durato a lungo, ma era sempre meglio di niente.
Adesso Vishous sarebbe stato in grado di seguire le tracce del mezzo da casa, visto che quel piccolo
miracolo tecnologico targato Nokia conteneva un chip GPS.
Si materializz ai margini del campo, da dove poteva tenere d'occhio il retro della fattoria.
Aveva riparato alla meglio la portafinestra sfondata della cucina. Per fortuna il telaio non era
danneggiato, quindi era riuscito a chiuderla e a riattivare i sensori d'allarme. In garage aveva trovato un
telone di plastica con cui aveva coperto l'enorme buco.
Non era proprio a posto, ma quasi.
In lontananza, due fari svoltarono daa Route 22, illuminando la lunga stradina privata.
L'automobile rallent in prossimit della fattoria prima di imboccare il vialetto d'accesso.
Era una Bendey? Cos sembrava.
Per... Una macchinetta costosa... Doveva essere un parente di Bea. Di sicuro la sua famiglia
era stata avvisata che il sistema d'allarme era rimasto staccato per un certo tempo e che da una decina di
minuti qualcuno lo aveva riattivato.
Merda. Tempismo perfetto per un sopralluogo. Con la fortuna che si ritrovava, i lesser
avrebbero scelto proprio quel momento per tornare a recuperare il SUV... e magari decidere di fare il
giro della fattoria.
Imprecando tra s, attese che una delle portiere della Bendey si aprisse. Ma dall'auto non scese
nessuno e il motore rimase in folle. Bene. Finch l'allarme restava in funzione, forse non sarebbero
entrati. Meno male, perch la cucina era un casino.
Z annus l'aria gelida, senza avvertire nessun odore. L'istinto gli diceva che dentro la berlina
c'era un maschio. Il fratello di Bella? Molto probabile. Era logico che fosse lui a controllare la casa.
E va bene, amico. Guarda le finestre sul davanti. Vedi? Non c' niente fuori posto. In casa non
c' nessuno. Adesso fai un favore a tutti e due e levati dai piedi alla svelta.
La berlina rimase ferma per un'eternit, o almeno questa fu la sua impressione. Poi usc in
retromarcia, svolt sulla strada principale e si allontan.
Z tir il fiato, sollevato. Cristo... Quella notte aveva i nervi a fior di pelle.
Il tempo scorreva lento. Solo, in mezzo ai pini, rimase a fissare la fattoria. Si chiese se adesso
Bella avrebbe avuto paura di lui.
Si alz il vento e il freddo si fece pi pungente, penetrandogli nelle ossa. In preda alla
disperazione, Zsadist abbracci il dolore che giunse con esso.
Capitolo 24
Seduto alla scrivania dello studio, John guard accanto a s. Sarelle sfogliava a testa china uno
dei libri antichi e il corto caschetto biondo le ricadeva davanti al viso lasciando intravedere solo il
mento. Insieme avevano passato ore a stilare un elenco di incantesimi per la festa del solstizio. Nel
frattempo, in cucina, Wellsie ordinava i rinfreschi per la cerimonia.
Sarelle volt un'altra pagina e John pens che aveva proprio delle belle mani.
Okay disse la ragazza. Questo dovrebbe essere l'ultimo.
Alz gli occhi su di lui e per John fu come essere colpito da un fulmine: una vampata
improvvisa seguita da un attimo di disorientamento. In pi, adesso aveva l'impressione di brillare al
buio.
Sarelle sorrise e chiuse il libro. Poi ci fu un lungo silenzio. E cos... ehm... credo che il mio
amico Lash sia nella tua classe.
Lash era amico suo? Oh, fantastico.
Gi... e dice che hai il marchio della confraternita sul petto. Vedendo che John non diceva
niente, lo incalz:  vero?.
Lui si strinse nelle spalle, scarabocchiando qualcosa sul margine della lista che aveva
compilato.
Posso vederlo?
John strinse gli occhi con forza. Credeva davvero che gli sarebbe piaciuto farle vedere il suo
petto scheletrico? O quella cicatrice che si era rivelata un'enorme scocciatura?
Io non penso che tu te lo sia fatto da solo, come invece sostengono loro si affrett a dire
Sarelle. Insomma, non  che voglia controllarlo o roba del genere, non so nemmeno come dovrebbe
essere. Sono solo curiosa.
Spost la sedia pi vicino e John fu investito dal suo profumo... o forse non era profumo. Forse
era solo lei.
Da che parte ?
John si batt sul pettorale sinistro.
Sbottona un po' la camicia disse Sarelle piegandosi di lato, la testa inclinata. John? Posso
vederlo, per favore?
Lui lanci un'occhiata alla porta. Wellsie stava ancora parlando al telefono, in cucina, quindi era
improbabile che piombasse dentro all'improvviso. Ma lo studio sembrava comunque un luogo troppo
poco intimo.
Oh... Dio. Stava proprio per farlo?
John? Voglio solo... vederlo.
Okay, s, stava per farlo.
Si alz e accenn con il capo alla porta. Senza fiatare, Sarelle lo segu in fondo al corridoio fino
in camera sua.
Una volta entrati, John socchiuse la porta e fece per slacciare il primo bottone, imponendo alle
sue mani di non tremare. Miracolosamente quelle lo ascoltarono, e si sbotton la camicia fino allo
stomaco senza troppi problemi. Scost il lembo sinistro e distolse lo sguardo.
Sentendo un leggero tocco sulla pelle, trasal.
Scusa, ho le mani fredde disse Sarelle, soffiandosi sulla punta delle dita prima di sfiorargli di
nuovo il petto.
Dio, stava succedendo qualcosa al suo corpo, una specie di selvaggia agitazione sottopelle.
Faticava a respirare. Apr la bocca per far entrare pi aria.
 proprio una ficata!
Rimase deluso quando Sarelle abbass la mano. Poi per lei gli sorrise.
Senti, ti andrebbe di uscire insieme, qualche volta? Potremmo andare in quel posto dove si
finge di combattere con le pistole al laser. Sarebbe divertente. O magari al cinema.
John annu come un somaro.
Bene.
I loro sguardi si incontrarono. Lei era cos carina, gli faceva girare la testa.
Vuoi baciarmi? sussurr Sarelle.
John sgran gli occhi di colpo. Come se un palloncino fosse scoppiato proprio dietro la sua
testa.
Perch a me farebbe piacere continu lei leccandosi appena le labbra. Davvero.
Porca miseria... L'occasione di una vita, unica, irripetibile, proprio qui, proprio adesso, pens
John.
Non svenire. Svenire sarebbe stato un vero disastro.
Pass mentalmente in rassegna tutti i film che aveva visto... senza ricavarne il minimo aiuto. In
quanto appassionato di film dell'orrore venne sommerso da visioni di Godzilla che attraversava Tokyo
seminando il panico a ogni passo e dello Squalo che addentava il fondoschiena dell'Orca assassina.
Proprio di grande aiuto.
Allora si concentr sui dettagli tecnici. Piega leggermente la testa di lato. Chinati in avanti.
Stabilisci il contatto.
Sarelle si guard intorno, arrossendo. Se non vuoi, non c' problema. Solo pensavo...
John? la voce di Wellsie arrivava dal corridoio. Sempre pi forte. Sarelle? Dove siete,
ragazzi?
John trasal. Prima di perdersi d'animo, afferr Sarelle per la mano, la attir a s e le piant un
grosso bacio sulla bocca, a labbra chiuse. Niente lingua, non c'era tempo, e comunque era probabile
che, dopo una cosa del genere, avrebbe dovuto chiamare il 911. Praticamente era gi in
iperventilazione.
Poi la spinse indietro. E subito si preoccup della propria prestazione.
Arrischi un'occhiata. Oh... Sarelle aveva un sorriso radioso.
Temeva che il petto gli scoppiasse per la felicit.
Le aveva appena lasciato andare la mano quando Wellsie fece capolino nella stanza. Devo
andare a... ehm... scusate. Non sapevo che voi due...
John azzard un sorriso della serie non stavamo facendo niente di speciale, poi not che gli
occhi di Wellsie erano fissi sul suo petto. Guard gi. Aveva la camicia spalancata.
Affannarsi ad abbottonarla non fece che peggiorare la situazione, ma fu pi forte di lui.
Sar meglio che vada disse disinvolta Sarelle. Mahmen mi aspetta a casa presto. John, pi
tardi mi trovi in rete, okay? Cos decidiamo che film andare a vedere, o se vogliamo fare qualche altra
cosa. 'Notte, Wellsie. E si avvi verso il salotto.
John non resistette alla tentazione di guardarla, malgrado Wellsie fosse proprio davanti a lui. La
segu con lo sguardo mentre prendeva il cappotto dall'appendiabiti nell'atrio, se lo infilava e tirava fuori
le chiavi della macchina. Qualche istante dopo, dal fondo del corridoio, giunse il tonfo soffocato della
porta d'ingresso che si chiudeva.
Ci fu un lungo silenzio. Poi Wellsie rise gettandosi sulle spalle una ciocca di capelli rossi.
Io... ehm... non so proprio come comportarmi in questo frangente dichiar. Salvo dire che
Sarelle mi piace molto e ha buon gusto in fatto di maschi.
John si sfreg la faccia, consapevole di essere rosso come un pomodoro.
Vado a fare due passi, disse a gesti.
Ha appena chiamato Tohr. Voleva fare un salto a casa a prenderti. Pensava che magari ti
andava di fargli un po' di compagnia, gi al centro di addestramento, dato che ha delle scartoffie da
sistemare. In ogni caso, decidi tu cosa fare. Invece a me tocca proprio una bella riunione del consiglio
dei Princeps...
John annu mentre Wellsie si voltava.
E... John? Wellsie si ferm, lanciandogli un'occhiata da sopra la spalla. Hai la camicia...
ehm... allacciata tutta storta.
Lui guard in gi e scoppi a ridere. Wellsie sorrise, chiaramente felice per lui. Mentre la
riabbottonava nel modo giusto, John pens che le voleva proprio bene.
Bella trascorse le ore successive al ritorno dalla fattoria seduta sul letto di Zsadist con il diario
in grembo. All'inizio non fece niente, ancora troppo presa da quello che era accaduto.
Ges... Non poteva dire di essere sorpresa nel vedere confermata la sua prima impressione:
Zsadist era una minaccia, proprio come aveva pensato sin dall'inizio. E poi l'aveva salvata, no? Se quel
lesser che aveva tolto di mezzo fosse riuscito a mettere le grinfie su di lei, si sarebbe ritrovata in fondo
a un altro buco sottoterra.
Il guaio era che non riusciva a decidere se ci che Zsadist aveva fatto era una dimostrazione di
forza o di ferocia. Quando alla fine giunse alla conclusione che probabilmente era entrambe le cose,
cominci a preoccuparsi per lui, a chiedersi se stava bene. Era ferito eppure era ancora l fuori, a caccia
di altri lesser. Dio... E se...
E se. E se... Se andava avanti cos sarebbe impazzita.
Cercando disperatamente di concentrarsi su qualcos'altro, si mise a sfogliare il diario
ripercorrendo quello che aveva scritto. Il nome di Zsadist faceva la parte del leone, alla vigilia del suo
rapimento. Era stato una vera ossessione, e non si poteva dire che le cose fossero cambiate. In effetti,
provava per lui qualcosa di molto forte, anche dopo quello che gli aveva appena visto fare. Si chiese se
per caso non...
Lo amasse. Oh... cielo.
All'improvviso non sopportava pi di stare da sola, non con quella consapevolezza che le
ronzava per la testa. Si lav i denti, si spazzol i capelli e scese al pianterreno nella speranza di
incontrare qualcuno. A met delle scale ud delle voci in sala da pranzo e si ferm. Era in corso l'ultimo
pasto della notte, ma non se la sentiva di unirsi alla compagnia: i fratelli, Mary, Beth. E poi, non ci
sarebbe stato anche Zsadist? Come faceva a guardarlo in faccia senza tradirsi? Impossibile che
accogliesse con entusiasmo il suo amore per lui. Assolutamente impossibile.
Oh, diamine. Prima o poi l'avrebbe pur incontrato. E nascondersi non era da lei.
Ma quando giunse in fondo alle scale e mise piede sul pavimento a mosaico dell'atrio, si accorse
di aver scordato le scarpe. Non poteva certo entrare scalza nella sala da pranzo del re e della regina.
Guard in su verso il primo piano e fu sopraffatta da un senso di spossatezza. Troppo stanca per
salire e ridiscendere, e troppo imbarazzata per proseguire, si limit a origliare i rumori provenienti dalla
sala da pranzo. Voci maschili e femminili si mescolavano chiacchierando e ridendo. Una bottiglia di
vino venne stappata con un pop. Qualcuno ringrazi Fritz per aver portato in tavola dell'altro agnello.
Bella abbass gli occhi sui piedi nudi. Era proprio una sciocca. Una sciocca a pezzi. Era
sconvolta a causa di ci che le aveva fatto il lesser, spaventata per ci che aveva visto fare a Zsadist, e
tremendamente sola, ora che aveva capito cosa provava per lui.
Stava per tornare di sopra quando qualcosa le sfior la gamba. Trasalendo, guard in basso e
incroci gli occhi verde giada di un gatto nero. Il felino batt le palpebre, e facendo le fusa sfreg la
testa contro la sua caviglia. Bella si chin ad accarezzargli il pelo con mani tremanti. Era un animale di
rara eleganza, tutto linee armoniose e movenze flessuose. Senza sapere il perch, le venne da piangere,
e si ritrov seduta sull'ultimo gradino dello scalone con il micione raggomitolato in grembo.
Si chiama Boo.
Bella alz gli occhi con un'esclamazione di sorpresa. Davanti a lei c'era Phury, sempre
imponente anche se non era pi in tenuta da combattimento ma vestito di cachemire e lana. Stringeva in
mano un tovagliolo, come se si fosse appena alzato da tavola, e aveva un odore buonissimo, forse si era
appena fatto barba e doccia. Mentre lo fissava si accorse che le chiacchiere e i rumori della sala da
pranzo si erano dissolti nell'aria, lasciando spazio al silenzio. Tutti sapevano della sua presenza l fuori,
di sicuro.
Phury si inginocchi, porgendole il tovagliolo. Non vuoi unirti a noi? disse piano.
Lei si tampon il viso continuando a stringere il gatto al petto. Posso portarlo dentro con me?
Ma certo. Boo  sempre il benvenuto alla nostra tavola. E anche tu.
Sono senza scarpe.
Non importa disse Phury tendendole la mano. Dai, Bella. Vieni dentro insieme a noi.
Zsadist entr nell'atrio strascicando i piedi, tanto era rigido e infreddolito. Aveva voluto
trattenersi alla fattoria fino all'alba, e con quell'aria gelida il suo fisico ne aveva risentito.
Non gli andava di mangiare, ma si diresse comunque verso la sala da pranzo; all'improvviso
per si ferm nell'ombra. Bella era seduta a tavola accanto a Phury. Aveva davanti un piatto pieno, ma
prestava pi attenzione al gatto che teneva in grembo. Accarezzava Boo, e non si interruppe nemmeno
quando alz lo sguardo per qualcosa che aveva detto il suo gemello. Sorrise, e quando chin di nuovo
la testa Phury tenne gli occhi fissi sul suo profilo, quasi volesse assaporarla.
Zsadist si avvi in fretta verso lo scalone; non aveva intenzione di assistere alla scenetta. Era
quasi in salvo quando Tohr emerse dalla porta nascosta sotto le scale.
Ehi, Z, fermati un attimo.
Zsadist imprec ad alta voce. Non voleva rimanere incastrato da qualche insulso discorso di
politica e procedura, e ultimamente Tohr non parlava d'altro. Stava cercando di dare un giro di vite alla
confraternita, organizzando turni e provando a trasformare in veri soldati quattro mine vaganti come V,
Phury, Rhage e Z. Non c'era da stupirsi se dava sempre l'impressione di avere il mal di testa.
Zsadist, ho detto aspetta.
Non adesso...
S, invece, adesso. Il fratello di Bella ha inviato una richiesta a Wrath. Chiede che le venga
imposto lo status di sehclusion, con lui come suo whard.
Oh, cazzo. Se la richiesta veniva accolta, poteva anche dirle addio. Maledizione, Bella avrebbe
dovuto fare le valigie. Nemmeno la confraternita aveva il diritto di tenerla lontana dal suo whard.
Z? Mi hai sentito?
Fai di s con la testa, coglione, si disse Zsadist.
Riusc a malapena ad abbassare il mento. Perch me lo stai dicendo?
Tohr serr le labbra. Vuoi far finta che lei non significhi niente per te? Benissimo. Pensavo
solo che avresti voluto saperlo. Dopo di che si avvi verso la sala da pranzo.
Z afferr il corrimano e si massaggi il petto, aveva la sensazione che qualcuno avesse
sostituito l'ossigeno nei suoi polmoni con del catrame. Guard le scale, domandandosi se Bella sarebbe
passata dalla sua camera prima di andarsene. In teoria s, perch aveva dimenticato l il diario. Poteva
anche lasciare l i vestiti, ma non il diario. A meno che, naturalmente, non avesse gi fatto trasferire
tutte le sue cose.
Dio... Come avrebbe fatto a salutarla?
Cazzo, ecco una conversazione che avrebbe evitato molto volentieri. Non riusciva proprio a
immaginare cosa dirle, specialmente dopo che lei lo aveva visto sfogare tutta la sua ferocia su quel
lesser.
And in biblioteca, prese uno dei telefoni e compose il numero di cellulare di Vishous. Ud lo
squillo attraverso il ricevitore e anche in fondo all'atrio. Quando V rispose, gli disse dell'Explorer e del
telefonino che aveva nascosto sotto il telaio.
Controllo subito replic V. Ma dove sei? C' una strana eco.
Chiamami se il SUV si muove. Mi trovi in palestra tagli corto Zsadist, riattaccando e
avviandosi verso il tunnel sotterraneo.
Nello spogliatoio avrebbe trovato qualcosa da mettersi. Voleva ridursi allo stremo delle forze,
con le cosce che pulsavano per la fatica, i polpacci rigidi e la gola irritata per l'affanno. Il dolore gli
avrebbe schiarito le idee, purificandolo... Bramava la sofferenza pi del cibo.
Giunto nello spogliatoio, tir fuori dall'armadietto le Air Shox e un paio di calzoncini da corsa.
Preferiva restare a torso nudo, specialmente quando era da solo.
Si era gi levato di dosso le armi e stava per cambiarsi, quando ud qualcosa muoversi tra gli
armadietti. Seguendo in silenzio il rumore si ritrov sulle tracce di uno... sconosciuto. Alto quanto un
soldo di cacio.
Ci fu un fragore metallico quando il piccoletto and a sbattere contro uno degli armadietti.
Merda. Era il ragazzino. Come si chiamava? John qualcosa. Il piccolo John lo fissava con gli
occhi vitrei fuori dalle orbite, e sembrava sul punto di svenire.
Z lo guard truce dall'alto della propria statura. Al momento era di umore nero, nero e gelido
come lo spazio interstellare, e tuttavia, per qualche oscuro motivo, cambiare i connotati a quel
ragazzino che non aveva fatto niente di male non gli andava.
Vattene fuori di qui, ragazzo.
John armeggi con qualcosa. Un blocco e una penna. Quando riusc a posare la punta della biro
sul foglio, Zsadist scosse la testa.
S, bravo, non so leggere, te ne sei scordato? Senti, vai via. Tohr  di sopra.
Si volt e si tolse la maglietta con gesti bruschi. Sent un'esclamazione soffocata e si gir a
guardare da sopra la spalla. John aveva gli occhi fissi sulla sua schiena.
Cristo, ragazzo... Ti ho detto di levarti dai piedi.
Quando ud un rumore di passi che si allontanavano di corsa, si lev i pantaloni di pelle, si
infil i calzoncini neri da calcio e si sedette sulla panca. Sollev le Nike per i lacci, lasciandole
penzolare in mezzo alle ginocchia. Poi rimase a fissarle, assalito da uno stupido pensiero. Quante volte
aveva messo i piedi in quelle scarpe da jogging e aveva maltrattato il proprio corpo sottoponendosi allo
stesso, sfiancante trantran che si apprestava a ripetere? Poi pens a tutte le volte in cui si era
deliberatamente ferito negli scontri con i lesser, a tutte le volte che aveva chiesto a Phury di picchiarlo.
No, non chiesto. Ordinato. In alcune occasioni aveva imposto al suo gemello di massacrarlo di
botte finch, con il volto tumefatto, non sentiva altro che un dolore lancinante alle ossa. A onor del
vero non gli piaceva coinvolgere Phury. Avrebbe preferito godersi quel dolore in privato, e se lo
sarebbe inflitto da solo, se ne fosse stato capace. Ma era difficile ridursi in quello stato senza l'aiuto di
qualcuno.
Lentamente rimise per terra le scarpe e si appoggi all'indietro contro l'armadietto, pensando al
suo gemello. Phury era di sopra, in sala da pranzo. Seduto vicino a Bella.
Spost gli occhi sul telefono fissato alla parete dello spogliatoio. Forse doveva chiamare.
Un fischio soffocato risuon accanto a lui. Si volt a sinistra, accigliato.
Era il ragazzo. Con in mano una bottiglia d'acqua, avanzava esitante, il braccio teso davanti a
s, la testa piegata all'indietro. Quasi si stesse avvicinando a una pantera e sperasse di superare
l'esperienza tutto intero.
John pos la bottiglia di Poland Spring sulla panca, a una decina di centimetri da Z, poi corse
via.
Z rimase a fissare la porta mentre si chiudeva piano, e gli vennero in mente altre porte. Quelle
dell'ingresso del quartier generale, per esempio.
Dio. Anche Bella presto se ne sarebbe andata. Forse se ne stava andando proprio in quel preciso momento.
...
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...
FINE Parte 1.